Dom - Luglio 27, 2003

Tre in tre giorni


Tre articoli in tre giorni su questioni prettamente militari su il Foglio.

Finalmente un po' di tregua che mi consente di riscrivere dopo che per alcuni giorni ho trascurato il blog. Si sono "accumulati" su il Foglio ben tre articoli in tre giorni su questioni prettamente militari. Anche in questo il Foglio è una spanna avanti agli altri giornali italiani.

Si parte il 23 con la situazione delle forze armate USA. Pur contenendo alcune imprecisioni tecniche (i KC-135 sono si vecchi e usurati, ma non sono ex jet commerciali, anzi il Boeing 707 altri non è che la versione civile del C-135 e si è trattato dell'ultimo liner derivato da un progetto militare) e nominalistiche (JOINTSTARS e AWACS in quanto acronimi dovrebbero scriversi tutti maiuscoli) è molto fruibile e comprensibile per i non addetti ai lavori. Ma alcuni punti secondo me non sono chiarissimi, probabilmente per motivi di spazio. Definire "superlaureati e tecnici" i componenti la Guardia Nazionale è quantomeno improprio, nondimeno il problema esiste, e il problema economico non è tanto il danno diretto all'economia (manca la persona x quindi il lavoro y va a rilento o non si fa) ma piuttosto quello causato dalla diminuzione di reddito per la famiglia con il richiamato, che comunque, ricordiamolo, rimane sempre un volontario. E infatti i rinnovi dei contratti, soprattutto per la componente terrestre, sono in diminuzione. Sulla questione dei KC-767 c'è da ricordare che il programma è estremamente urgente e alla fine del leasing c'è l'opzione di riscatto a una cifra piuttosto bassa, quindi il contratto è secondo me pienamente giustificato dal punto di vista economico, senza contare poi che la Boeing non ha alcun bisogno di essere salvata. Infine la logistica just in time, negli USA è tema di ampia discussione, però da quello che è emerso in Iraq dal punto di vista operativo non è il modello da seguire, almeno non esclusivamente, probabilmente la soluzione starà nel mezzo.

Il secondo articolo è il più interessante dei tre. OK, sulla incompetenza di Zuccopycat non ci piove, però i motivi sono secondo me più profondi. Per farla corta abbiamo un mix di antiamericanismo, piaggeria nei confronti dei propri lettori (antiamericani), incompetenza generalizzata nella categoria giornalisti, e poi il motivo di fondo: in Italia è estremamente diffuso un irenismo di origine principalmente cattolica/sinistra utopista, che volendo espellere la guerra dal mondo non la studia e quindi non la capisce e in più ha l'arroganza di deridere chi si occupa della faccenda e lo addita come esaltato e/o inguaribile guerrafondaio. Concordo pienamente sulla inesistenza della polemologia accademica in Italia i cui esponenti di rilievo, non quelli che occupano una cattedra o che scrivono di argomenti afferenti, si contano letteralmente sulle dita di una mano (e avanzano almeno due dita), ma non ho sicuramente invidia di John Keegan, probabilmente il più sopravvalutato storico militare vivente (di Hanson però ho invidia, oggi il migliore, lucidom scrive bene di argomenti interessanti).

Infine il terzo che da notizie sui turni in iraq, e in più cita questo, estremamente interessante e che invita a una riflessione. Il British Army ha una consistenza simile a quella che avrà l'Esercito Italiano al termine del passaggio su tutti volontari, in Italia spendiamo poco meno della metà dell'Inghilterra: saremmo stati in grado di inviare una forza uguale, diciamo, a un terzo di quella inglese? no, perché? perché manca la volontà politica di fare bene le cose.

Posted: Luglio 27, 2003 12:34   BloggerVins   Esteri & Difesa  


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