sabato, 15 dicembre 2007
Cinque motivi per utilizzare i font OpenType
Una delle regole del publishing professionale in voga negli anni '90 era quella di non usare mai font TrueType, ma al giorno d’oggi non c’è motivo di evitarli. Tuttavia, esiste un formato ancora migliore: OpenType e ci sono almeno cinque buoni motivi per utilizzarli:
Sono composti da un solo documento per font, quindi non occorre gestire file separati per lo schermo e la stampa.

Sono multipiattaforma, perciò si può utilizzare lo stesso font sia su Mac che su PC.

Possono contenere migliaia di caratteri, quindi non bisogna ricorrere a font particolari separati.

Possono includere caratteri intelligenti, come frazioni automatiche, caratteri speciali e coppie di caratteri che cambiano in base alla loro posizione in una parola (come lettere con svolazzi).

Permettono alle applicazioni sensibili ai font OpenType di seguire speciali istruzioni interne, cambiando automaticamente una lettera quando necessario. Con un font calligrafico, ad esempio, l’applicazione saprà di dover utilizzare un tipo di “t” quando compare all’inizio della parola e una versione diversa quando si trova nel mezzo (in modo che si leghi alle altre lettere). I software che non rilevano i font OpenType — come le vecchie versioni di QuarkXPress o PageMaker — sono comunque compatibili con questo formato, ma non supportano la selezione intelligente del glifo.