Trieste, 2 agosto 2004
ESI nEar 05 e 06: una breve prova comparata
1 Il maggio scorso (2004) ho acquistato una coppia di monitor ESI nEar 05 per utilizzarli nell'ambito del mio studiolo domestico (foto 1).

L'acquisto di questi monitor coreani è stato un piccolo azzardo, poiché non avevo avuto modo di provarli di persona prima di prenderli. Qui a Trieste nessun negozio li aveva a disposizione per un ascolto preventivo, per cui mi sono fidato delle numerose recensioni positive trovate in giro, e dei commenti ugualmente positivi degli utenti nei vari forum in giro per il mondo.

Uno dei motivi principali che mi hanno spinto all'acquisto è stato il costo modesto in proporzione alla presunta qualità dei monitor - qualità che poi si è rivelata corrispondente alle aspettative.

Ho usato i nEar 05 per circa un mese, e l'esperienza è stata piuttosto soddisfacente. Accanto a una risposta in frequenza equilibrata, una dinamica aggressiva e un volume di uscita degno di rispetto, però, ho rilevato tre caratteristiche negative: alte frequenze non eccessivamente definite, un panorama stereo non dettagliatissimo, e un po' di enfasi sulle frequenze medio-basse.

Per avere più dettaglio nelle alte frequenze e nel panorama stereo, mi è stato consigliato di sostituire i nEar 05 con i nEar 06, prodotti sempre dalla ESI.

I monitor ESI nEar 06 sono molto simili ai nEar 05, e si differenziano essenzialmente per gli altoparlanti utilizzati, di qualità superiore - condividono infatti la stessa circuitazione, ovvero stessi amplificatori da 40W per il woofer e da 30W per il tweeter, e stessi crossover. Il woofer dei nEar 06 è un cono da 6" (15cm) in polipropilene, contro il woofer da 5" (12cm) dei nEar 05, sempre in polipropilene. Il tweeter degli 06 è da 3cm, mentre quello degli 05 è da 2,5cm; entrambi sono di seta e a cupola. Una curiosità: il tweeter degli 05 è orientabile (può essere ruotato di una dozzina di gradi in tutte le direzioni). Le specifiche tecniche complete di questi monitor si possono trovare nel sito ESI (in inglese) e nel sito Midiware (in italiano). Segnalo comunque che la risposta in frequenza dichiarata degli 06 è 55Hz–20kHz, e quella degli 05 è 60Hz–20kHz.

Una volta ordinati (da KS Music), i nEar 06 mi sono arrivati in un imballo a «doppio strato», come era successo con gli 05: in uno scatolone più grande (foto 2), c'erano altre due scatole che vi entravano di misura e che ospitavano i singoli monitor (foto 3).

Una volta tolti dagli imballi, ho voluto confrontarli con gli 05, sia visivamente (foto 4, 5 e 6) che acusticamente. Il confronto acustico si è limitato a un semplice ascolto alternato di musica, senza utilizzo di spettrometri e senza alcuna misurazione obiettiva - le conclusioni che ne ho tratto quindi sono personali e soggettive.

Visivamente, gli 06 hanno finiture più accurate degli 05... ma non vincerebbero mai alcun premio per il design - tutto sommato banale. La gratuita decorazione ellissoidale intorno al tweeter è il dettaglio che mi convince di meno. Gli 05 rivelano invece un'estetica improntata al minimalismo e alla funzionalità, senza fronzoli ma tutto sommato accattivante.

Utile il led azzurro degli 06, posto anteriormente, che indica quando i monitor sono attivi - gli 05 ne hanno uno verde posto sul retro, quindi non altrettanto comodo (infatti me li sono dimenticati accesi più di una volta... anche perchè di solito non sbircio il didietro dei monitor;-).

Sul retro (foto 5), i controlli e le entrate sono gli stessi per entrambi i modelli, a parte il selettore per la tensione, presente solo sugli 06, e il già citato led degli 05. Il potenziometro del volume degli 06 è a scatti (molto ravvicinati), il che facilita la regolazione del volume al medesimo valore per la coppia; sono segnati inoltre i valori di 4 (riferimento standard), 10, 16, 22 dBu, e di -10 dBV. Gli 05 hanno un potenziometro continuo, senza riferimenti. Entrambi i modelli hanno entrate bilanciate sia XLR che TRS (queste ultime utilizzabili anche con jack standard non bilanciati).

Per provare la resa acustica dei monitor, ho utilizzato alcuni miei brani musicali eseguiti in real time da Cubase VST/32 e dagli strumenti ad esso collegati (sia hardware che software), e brani tratti da due CD (foto 7): The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd, e Technodon della Yellow Magic Orchestra, due album registrati al meglio delle possibilità delle rispettive epoche (1973 e 1993), con sonorità che mettono severamente alla prova qualsiasi sistema audio.

Dapprima ho ascoltato gli 05 da soli, poi li ho scollegati e sostituiti con gli 06, che ho ascoltato a loro volta da soli (foto 8). Già da questa prima serie di prove sono emersi alcuni dettagli interessanti: innanzitutto, gli 06 hanno effettivamente alte frequenze più definite e un panorama stereo più dettagliato, ma durante la prova sequenziale, visto che tra una serie di ascolti e l'altra erano passati alcuni minuti (a causa della sostituzione fisica dei monitor) e avevo difficoltà a ricordare con precisione le caratteristiche del suono dei monitor che avevo ascoltato per primi, non sono emerse quelle grosse differenze che mi aspettavo, specie nei bassi, che addirittura mi sembravano più incisivi negli 05.

Ho quindi collegato tutti e quattro i monitor al mixer (dapprima affiancando le coppie come nella foto 9, poi mettendole una sopra l'altra come nella foto 10), e ho ripetuto le prove, attivando ora la coppia di 05, ora quella di 06, anche a distanza di pochi secondi, e molte volte di seguito.

E' parsa subito evidente la miglior qualità degli 06: oltre a una maggior definizione delle alte frequenze ed a un panorama stereo straordinariamente dettagliato (che durante un mix permette di posizionare spazialmente gli strumenti e gli eventi audio con notevole precisione), hanno rivelato un maggiore equilibrio e una dinamica più ampia.

Tali differenze si sono rivelate soprattutto nei brani con suoni naturali e/o strumenti acustici, come in alcuni passaggi di Breathe e di Us And Them dei Pink Floyd.

Gli 06 inoltre hanno bassi più presenti, ma piuttosto rotondi e non troppo incisivi - infatti la differenza con gli 05 è molto meno accentuata di quello che mi aspettavo.

Il fatto che, prima dell'ascolto alternato, i bassi degli 05 mi sembrassero addirittura più incisivi di quelli degli 06 lo spiego con la minor presenza di alte frequenze negli 05 (che hanno creato l'illusione dell'abbondanza di basse frequenze) e con la «rotondità» dei bassi degli 06.

Proprio l'ottima risposta sulle alte frequenze degli 06, comunque, mi sta facendo ponderare l'acquisto di un subwoofer che ravvivi e completi la gamma di frequenze del sistema anche in basso.*

rg

Nota: durante le prove, entrambe le coppie di monitor erano collegati a un mixer Behringer Eurorack MX 1604A. Gli 06 erano collegati alle uscite XLR principali, mentre gli 05 alle uscite Alt 3-4 tramite jack standard.


* Qualche mese dopo la prova effettivamente ho acquistato un subwoofer, l'ESI SW8000, la cui collocazione/calibratura è stata piuttosto problematica, ma che una volta ottimizzata ha dato un apporto molto positivo all'incisività e alla risposta in frequenza per quanto riguarda le basse frequenze.

Incuriositi dalla schiera di computer che affolla la mia scrivania nella foto 1? Questo PDF mostra le relazioni che intercorrono tra questi computer, e tra questi e il resto dello studio.**

Qualche sintetica spiegazione supplementare: un Mac (quello con tre LCD) si occupa delle sequenze MIDI e della registrazione e gestione audio tramite Cubase VST/32. Quattro ulteriori Mac fungono da supporto per vari virtual instrument e per alcuni programmi di editing. L'Atari viene usato essenzialmente per editare le macchine MIDI.

Ho trovato questa soluzione più conveniente che affidare tutto ad un unico «grosso» computer per una serie di motivi, tra cui: delegare a più macchine il «peso» dei virtual instrument; avere contemporaneamente a disposizione sui monitor le schermate dei vari programmi che utilizzo; non dover rinunciare a usare certi software (come Galaxy, MetaSynth, ReBirth, e la serie dei Synthworks per Atari) e certi hardware (come le schede audio Yamaha DS2416 e SW1000XG e, soprattutto, la Korg OASYS) che non funzionano con i sistemi più recenti ma che sono tuttora interessanti e produttivi; non vanificare il know-how acquisito su questi software e questi hardware; sfruttare per la musica i computer che già popolavano la mia scrivania per altri motivi.


** Il PDF linkato qui sopra riporta la configurazione attiva al momento dell'attuazione della prova di cui nel testo a fianco (agosto 2004). Quest'altro PDF mostra la configurazione attuale.

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