Lun - Luglio 31, 2006

Fig leaf


Vista il mattina dopo la svolta diplomatica della guerra in Libano non è più tanto sicura

Vista il mattina dopo la svolta diplomatica della guerra in Libano non è più tanto sicura. Peccato che i giornali a un certo punto della notte chiudano. Infatti Israele ha concesso - con un annuncio fatto attraverso gli americani e parecchio elastico, per così dire - di fermare i bombardamenti aerei per 48 ore. Questo non vuol dire che le operazioni di terra e i bombardamenti di navi e obici semoventi si fermeranno. Quindi non si tratta di un cessate il fuoco. E non lo è mai stato. In realtà si tratta di una mossa diplomatica che permette di uscire da una situazione che - dopo la strage di Cana (che fra l'altro, visto che il Libano è un paese complicato, era un villaggio controllato non da Hezbollah, ma da Amal, un altro movimento sciita non coinvolto nella guerra) - stava diventando insostenibile, soprattutto per gli americani, che, infatti, sono stati i veri artefici della decisione.

Per ora i guadagni sul piano diplomatico sono evidenti: per esempio aver evitato una presa di posizione molto più dura da parte dell'ONU. Ma questa sola concessione non cambia il fatto che l'amministrazione USA sia sempre più in difficoltà. E prima o poi dovrà dialogare con l'altra vera potenza regionale dell'area: l'Iran, cioè il paese che fin qui - per via dell'eterogenesi dei fini, suppongo - ha più beneficiato degli sforzi americani nell'area (o del loro disastroso fallimento). Qui i suggerimenti di Henry Kissinger.

Sul fatto che l'Italia si stia imbucando in un'impresa disperata che prevede di mettere i propri soldati tra l'incudine degli Hezbollah e il martello di Tsahal per ora non mi pronuncio. Abbiamo un ministro degli Esteri lucidissimo. Che legge i comunicati in inglese. Quindi deciderà per il meglio. E poi l'ultima volta a Beirut c'è andata bene. Mica come agli americani e i francesi. Suggerisco, comunque, di cercare qualcuno che faccia la parte del colonnello Giovannone in modo quantomeno dignitoso e di incrociare le dita.
TPM, New York Times, Haaretz, Los Angeles Times, Washington Post

Posted: Luglio 31, 2006 11:48   paferrobyday   Politica internazionale   Email Comments


© Paolo Ferrandi