Mer - Dicembre 13, 2006Shit HappensIl caso del massacro di Erba
Alcune considerazioni sulla copertura giornalista del
massacro di
Erba.
1. Il fatto è avvenuto a tarda sera. Quando gli eventi accadono nei pressi dell'orario di chiusura (i giornali alla fine chiudono e smettono di aggiornare le notizie: sono mezzi di comunicazione che lavorano su sette giorni, ma non su 24 ore, come invece i canali "all news" e - almeno in potenza - i siti web) la valutazione diventa difficile. Alcune routine giornalistiche spingono per dare il maggior rilievo possibile alle notizie dell'ultima ora (per fare in modo che il gap della chiusura non venga avvertito). Allo stesso tempo il tempo che è necessario per la verifica del fatto è tremendamente carente. E allora soccorre il mestiere: un modo eufemistico per dire che si pesca nel vasto armadio degli stereotipi diffusi nel comune sentire dell'opinione pubblica. O in quello che la comunità interpretante dei giornalisti pensa che sia il comune sentire dell'opinione pubblica. Una situazione che è terreno fertile per gli errori e, nel caso meno grave, per le ipervalutazioni. 2. In una situazione di questo tipo quando arriva una versione ufficiale - come nel caso dell'altro ieri la prima ipotetica ricostruzione dei carabinieri - la si prende e mette in pagina senza andare troppo per il sottile. Cosa che è puntualmente successa lunedì sera, anche se - a ben vedere - la ricostruzione degli eventi era decisamente lacunosa (per esempio in un primo tempo si è pensato che il presunto assassino fosse un marocchino e non un tunisino e poi c'era il mistero dell'uomo ferito che per un po' non era stato identificato come il vicino di casa). 3. Visto che le notizie dell'ultima ora sono un po' l'"acid test" della capacità delle redazioni, quello che è successo lunedì serà dovrebbe far scattare alcuni campanelli d'allarme. Per esempio l'enorme e spropositata enfasi sulla nazionalità del presunto assassino - che peraltro non era affatto sicura - o sul fatto che fosse uscito per l'indulto non hanno giustificazione alcuna, ma riflettono solo l'accettazione supina degli stereotipi che è un po' il grado zero del giornalismo. L'esatto contrario di quello che dovrebbe essere. Resta da dire che da un po' di tempo in qua questo modo di fare informazione paga in termini di vendita (è il giornalismo di "Libero", tanto per non far nomi). E allo stesso tempo la polemica sul "politicamente corretto" - HMHO - ha, in termini culturali, buttato il bambino con l'acqua sporca. E i risultati si vedono. paferrobyday ps. Il titolo trovato da chi scrive questo weblog - "Massacro a Erba: quattro morti" - era diverso da quello poi effettivamente uscito sul mio giornale. Metteva in primo piano quello di cui eravamo sicuri (i quattro morti) e relegava nelle parti meno visibili (occhiello) quello di cui si congetturava (che il killer fosse il marito tunisino uscito per l'indulto). Il fatto è che - quando si è deciso di cambiarlo - non ho fatto il matto - pugni sul tavolo, considerazioni ad alta voce sulla triste strada imboccata dalla professione - come accade di solito quando non si accettano le mie scelte. Una sceneggiata intimidatoria che di solito sortisce qualche effetto. Ma che lunedì sera verso mezzanotte non ho fatto. Probabilmente sto invecchiando. O sono pronto per scrivere su un giornale nazionale. Posted: Dicembre 13, 2006 15:26 paferrobyday Media Email Comments |
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Total entries in this category: 118 Published On: Dicembre 13, 2006 15:59 |
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