Lun - Maggio 23, 2005

Addio alle fonti anonime


Dopo l'errore di Newsweek

Dopo l'errore di Newsweek, i media USA - e in particolare proprio il settimanale "incriminato" - limiteranno l'uso delle fonti anonime. Qui sommessamente si nota che senza una fonte anonima - e una buona dose di coraggio (o di sciattezza se le cose fossero andate male) - i servizi sul Watergate non sarebbero mai stati scritti.
New York Times, BBC
ps. A questo post si riferiscono - in modo più o meno critico - sia Luca che Enzo. Sono d'accordo con quello che dicono. E visto che è un po' che parlo della questione riporto quello che scrivevo alla fine di questo post:

La mia umile opinione: Non si dovrebbe in alcun caso usare in un pezzo - anche in un pezzo che appare in una sezione dove ci sono più gossip che argomentazioni - una fonte anonima che cita una cosa che ha letto (e di cui non è stata testimone). Le fonti usano i giornalisti (il caso Judith Miller insegna) e hanno delle agende che non sono quelle dei media e dell'opinione pubblica. Le fonti anonime aiutano a capire le cose, ma non si può dipendere solo dalla loro versione. E quando ci sono solo fonti anonime, è meglio fare un bel respiro e continuare a lavorare sul pezzo. Anche se non si provocano rivolte in Pakistan. E sicuramente si ha il fiato del capume sul collo.

Aggiungo che molte volte il giornalista usa quello che gli dice la fonte e non fa nemmeno il gesto di provare a verificare la cosa, "tanto c'è qualcuno che lo afferma, perché devo prendermi la briga di fare una verifica indipendente?". Altre volte inventa un virgolettato impossibile, come succede spesso negli articoli di retroscena politico dei giornali italiani, senza riferire nulla del modo con cui l'ha saputo, nemmeno rimandando a una fonte anonima (microfoni nascosti?, intercettazioni telefoniche?, fonti così vicine alle segrete cose da carpire i respiri dei potenti senza essere sentiti?). Il più delle volte è un giochino da persone che frequentano gli stessi ambienti "inside the beltway" (traduciamo con "dentro il raccordo anulare", o è troppo nordista?). Però ripeto: senza le parole - criptiche, enigmatiche e interessate, ma anche capaci di indirizzare i reporter nel loro lavoro - di "Deep Throat", lo scandalo Watergate sarebbe finito sul WP?

Posted: Maggio 23, 2005 12:20   paferrobyday   Media   Email Comments


© Paolo Ferrandi