Sab - Ottobre 29, 2005

Il punto sul Plamegame


Lewis "Scooter" Libby si è dimesso dopo le incriminazioni Karl "official A" Rove rimane sotto inchiesta

Lewis "Scooter" Libby (qui il suo ritratto dal NYT e qui quello del WP) si è dimesso dopo le incriminazioni per ostruzione alla giustizia, da parte del procuratore speciale Patrick Fitzgerald che indaga sul Plamegame (qui il ritratto dei protagonisti). Karl "official A" Rove rimane sotto inchiesta, ma per ora non è stato incriminato. Insomma: Libby ha mentito al procuratore. Per ora non ci sono prove di un complotto per punire Wilson. Un risultato atteso e non disastroso per la Casa Bianca come poteva esserlo un'incriminazione per Libby e Rove per "conspiracy" o per aver svelato il nome di un'agente segreta "coperta". Ma sicuramente molto difficile da gestire. Anche perché - stando a quanto si dice qui - Fitzgerald (qui un articolo sul suo momento di gloria) è una specie di schiacciasassi, abituato ad indagini lunghissime: a Chicago incriminò il governatore George Ryan nel 2003 a seguito di un'inchiesta iniziata nel 1998. I repubblicani hanno già cominciato a impostare una strategia volta a sminuire le accuse rivolte a Libby - che sono, però, dal punto di vista giuridico, come riconosce Byron York sul blog della National Review e quest'editoriale del WP - molto serie e circostanziate. Qui, per esempio, un editoriale ospitato dal WP e qui l'editoriale del WSJ. Ma il fatto è che - dopo Ken Starr - i repubblicani non sono più credibili. E così Bush è in guai seri. Come riconosce Michael Barone (WSJ). E come nota il WP. A tre anni dalle prossime elezioni, come argomenta Gianni Riotta, una Casa Bianca sott'assedio non è una cosa buona per nessuno.
New York Times, Washington Post, Los Angeles Times, TomPaine, The Corner, Wall Street Journal, il Corriere della Sera

Posted: Ottobre 29, 2005 14:23   paferrobyday   Articoli   Email Comments


© Paolo Ferrandi