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21 giugno: Solstizio
d’Estate
Esagramma
1. Qian
乾.
Lo Slancio Creativo
Inizi
di giugno – inizi di luglio

Nel
ciclo delle stagioni ci troviamo all’inizio della
stagione estiva.
Dopo l’esagramma 43, Mostrarsi Risoluti, Lo
Straripamento, la Decisione, segue l’esagramma 1 Il
Creativo, che apre il libro primo, sezione prima,
dell’ Yi Jing (I Ching – Il Libro dei
Mutamenti): dopo la fioritura primaverile ecco arrivare il
periodo dei frutti. Nella figura di questo esagramma,
l’accumulo di linee yang completa la salita dal
basso, occupando tutti i sei posti, e, dopo aver
eliminato l’ultima oscurità yin, genera
il culmine della luce, cioè il solstizio d’estate
(etimologicamente dal latino “sol” sole e
“stitium, sistere”, stare, 21 giugno . In Cina
gli equinozi e i solstizi rappresentano il centro delle
quattro stagioni e non già l’inizio, come da
noi.

Il
Dragone è un
animale dell’immaginario umano che, onnipresente
nella mitologia cinese, emerge dalla profondità delle acque
per volare nel cielo, simbolo della forza e
dell’energia yang. In Cina lo si vede tuttora
dappertutto ma, a differenza del Drago occidentale che
sputa il fuoco distruttore e viene combattuto da eroi e
santi, in Estremo Oriente esso è un animale acquatico che
“sputa” acqua feconda sugli uomini ed è
considerato simbolo del “Verbo Creatore”. Nel
ciclo delle stagioni, il Dragone cinese è così
simbolizzato: in inverno, è immobile nel fondo dei fiumi
per riempirsi di acqua; in primavera, si sveglia in mezzo
ai tuoni e ai lampi dei temporali per lanciarsi verso il
cielo; in estate, lo vediamo volare nelle altezze del cielo
da dove sparge, sotto forma di pioggia feconda,
l’acqua accumulata nel profondo dei fiumi perché
sulla terra si possano riattivare le forze creative;
infine, in autunno, ridiscende verso i fiumi allo scopo di
restaurare le sue forze e rifocillarsi nuovamente di
quell’acqua, simbolo di
saggezza.

In occidente vi è una simbologia, alchemica e psicologica,
analoga: l’Uroboro, che è il simbolo egiziano del
drago che si mangia la coda, l’uno in sé stesso.
Archetipo junghiano della totalità, di ciò che è
indifferenziato, rappresenta l’avvio del
“processo d’individuazione”, lo sviluppo
della personalità, perché da esso (il cerchio, il rotondo)
ogni cosa ha origine.
L’uomo
deve armonizzare il suo Qi, il suo “soffio
vitale” con quello delle stagioni, a pena di veder
sorgere dentro di lui disfunzioni psichiche e fisiche. Le
quattro stagioni sono i ritmi dell’anno, cui
corrispondono i ritmi del giorno e i ritmi di tutta una
vita, tutti quanti regolati dalle stesse variazioni
dell’energia, della vitalità, del Qi. La teoria
cinese dei 5 Elementi, dunque, studia le Cinque Attivazioni
d’Energia, nello spazio-tempo, secondo le stagioni,
le ore del giorno, le età della vita e secondo il luogo
sulla Terra. Nella Teoria dei 5 Elementi
l’ESTATE appartiene naturalmente all’elemento
FUOCO ed è collegata al cuore e all’intestino tenue,
i quali, secondo la MTC (medicina tradizionale cinese) sono
gli organi interni, complementari tra loro, maggiormente
attivati in questa stagione.
Se la Primavera
è una nascita, l’Estate è l’apogeo della
vitalità. L’Estate, legata al Fuoco, è proliferare,
moltiplicarsi, lussureggiare, fiorire e far fiorire: la sua
funzione è, dunque, quella di portare a compimento. Il Dao
(Tao) dell’estate è la manutenzione della crescita
della vita, dice Yang Zhang.
L’organo
corrispondente è il Cuore, cioè l’Imperatore
incaricato di portare l’ordine universale nel nostro
corpo: l’Imperatore è anche il sole
dell’impero. Il Cuore è il nostro sole, il nostro
Fuoco, sorgente di vita, di calore, di luce ed è il centro
del Sistema Ritmico, incaricato dell’equilibrio tra
le polarità superiore ed inferiore.
Il cuore e le
arterie ben funzionanti sono una garanzia di salute e lunga
vita e per questo dobbiamo mantenerli in forma con lo stile
di vita (per esempio:camminate quotidiane) e
l’alimentazione (mantenersi snelli e flessibili) allo
scopo di evitare palpitazioni, tachicardie e infarti.
Questi problemi cardiaci esprimono spesso tutto il nostro
disagio nel gestire gli stati emozionali, nel prendere
sempre le cose troppo seriamente e nel privarci del piacere
in ciò che facciamo. Senza dimenticare che, anche gli
eccessi nel piacere e nelle passioni, possono portare agli
stessi effetti di indebolimento del
cuore.
I
peggiori nemici del cuore sono i grassi saturi animali, lo
zucchero (compresi tutti gli altri dolcificanti raffinati)
e l’eccesso di sale. L’alimentazione più
indicata per un cuore sano è, ancora una volta,
prevalentemente basata su verdure e frutta di stagione,
legumi e, soprattutto, cereali integrali, usando soltanto
sale marino (possibilmente quello bio siciliano,
proveniente da Trapani, che è uno dei migliori al mondo).
Ricordiamo che il salgemma comunemente in commercio, di
provenienza terrestre, ha un contenuto di sodio troppo
superiore a quello marino, sia perché estratto dal suolo,
sia perché integrato con altri composti di sodio. Il sale
marino, invece, contiene circa il 78% di cloruro di sodio
al quale si uniscono pure magnesio, potassio e calcio,
mentre il salgemma può arrivare anche al 98% di cloruro di
sodio con solamente un 2% di ferro!
D’estate, anche gli stili di cottura leggera sono una
chiave di volta importante per tenere il cuore
“leggero” e capace di fornire il giusto ritmo,
senza pericolose cadute di pressione o preoccupanti
ipertensioni.
Si ricorda, infine, che per un cuore “tenero” e
“dolce” sono necessarie verdure dal sapore
“amaro” come rape, scalogno, radicchio,
tarassaco ed altre, che forniscono il giusto grado di
elasticità a quest’organo capace di mantenerci sempre
giovani.
L’eccesso
alimentare è una delle cause di affaticamento
dell’Intestino tenue. Che succede nella nostra mente
quando questo intestino è pieno di cibo? Leggiamo
come
Rudolf Steiner ci mette in
guardia sia da eccessi alimentari che da certi cibi, se
questi vengono privilegiati rispetto ad altri:
”Un
uomo può organizzare la sua alimentazione in modo da aver
bisogno solo di poco tempo per digerire, mentre un altro
forse impiegherà per ciò molto tempo. Ciò ci permette di
penetrare nuovamente in profondità nell'organismo umano. Se
infatti un uomo mangia del riso e porta a termine
velocemente la sua digestione, gli rimarranno ancora delle
energie disponibili per la sua attività mentale. Un altro
che mangi ad esempio l’anatra e che avrà bisogno di
un periodo di tempo più lungo per digerire, potrà essere
altrettanto intelligente, ma quando produrrà dei pensieri
in realtà sarà la sua pancia a pensare. L'uno sarà forse un
debole pensatore, ma potrà pensare autonomamente, l'altro
anche un acuto pensatore che però non possiede autonomia in
questa funzione”.
Per le
ricette vedi http://blogs.myspace.com/index.cfm?fuseaction=blog.view&friendId=217477471&blogId=480543655
