LA VITTORIA DI BARACK OBAMA
Ho vibrato una forte commozione seguendo l'andamento delle elezioni in U.S.A. Ho pianto come una bambina alla vittoria di Barack Obama.
"In nessun altro Paese della terra sarebbe possibile una storia come la mia". Nel suo ormai celebre discorso "sulla razza" del 18 marzo 2008 a Filadelphia, Barack Obama ha risposto a chi si si opponeva alla candidatura di un afroamericano ala Casa Bianca.Diffidenza e ostilità separano ancora i popoli, ha detto, e spesso assumono la forma di un odio violento; ma un futuro di convivenza è possibile.
" Potremo vincere le sfide del nostro tempo solo se comprenderemo che abbiamo origini diverse ma le stesse speranze."
Il mio sogno coltivato a lungo, ora, si incarna in Obama e nella speranza di un massiccio e reale cambiamento delle coscienze nel mondo a partire dall'affermazione : "uniti, sì possiamo".
Olimpia Casarino
Opera di Luisella Bardella
arteindaco.blogspot.com
)*(Stazione
Celeste)
Si,
cari amici. Noi Possiamo!!! :))))
E
quello che è avvenuto lo scorso 4 novembre ne è una
lampante dimostrazione, il mio entusiasmo è grande, e il
mio cuore palpita di gioia, quello che è avvenuto non è "Il
Cambiamento", ma solo una ulteriore conferma sul fatto che
il cambiamento è in atto, ed è un cambiamento che sta
risvegliando milioni di coscienze umane.
Solo
fino ad una decina di anni fa, uno come Barak non sarebbe
mai potuto diventare il presidente degli Stati Uniti
d'America. Certamente l'11 settembre, e i conseguenti 8
anni di presidenza Bush che hanno contribuito al compimento
di questo miracolo, perché essi hanno dato una
accelerazione alla consapevolezza umana. E che poi è quello
che ci avevano detto Kryon,
Tobias
e
tanti altre energie canalizzate, quando, attraverso i loro
messaggi, ci hanno parlato del senso dell'11
settembre.
Inoltre
se ciò è potuto avvenire è stato anche grazie ad Internet,
milioni di persone hanno potuto manifestare il loro assenso
verso Obana, finanziandolo personalmente cliccando sul
proprio PC, e permettendogli così di non aver bisogno
dell'appoggio condizionato delle grandi imprese. Questo è
il grande potere della rete e le sue immense potenzialità
hanno appena iniziato a manifestarsi.
E
a chi cercherà di smorzare il mio entusiasmo affermando che
anche con l'elezione di Clinton c'erano grandi speranze poi
rimaste deluse, dico che le due realtà non sono
paragonabili, perché si trovano su livelli dimensionali
diversi: l'elezione di Obama rappresenta una svolta epocale
per l'umanità e un salto quantico per la coscienza
collettiva. Obama incarna la nuova energia, e il suo
compito di vita è quello di essere un costruttore di ponti,
costruire ponti per avvicinate gli opposti è quello che
Barak ha fatto in tutta la vita, e continuerà a fare anche
come presidente, perché è scritto nel suo
DNA.
Nella
nuova energia, il paradigma è cambiato, non serve più
ricorrere alla polarità per muovere le cose. Adesso la
parola chiave è "armonia", l'armonia tra due opposti che
non si percepiscono più come separati, distanti e
assestanti ma parte integrante di una stessa unità. E
l'armonia tra gli opposti è anche quella si sente
ascoltando il discorso di McCain (potete ascoltarlo
qui).
Il
suo volto e le sue parole trasmettono un grande senso di
pace e di serenità che tocca i nostri Cuori, egli è un
grande Uomo, e non sarebbe potuto essere altrimenti: nel
nuovo paradigma, se Obama è un grande Uomo, deve esserlo
anche il suo antagonista, poiché l'uno non è altro che un
riflesso dell'altro.
E'
vero che le cose potrebbero andare diversamente, però
intanto fatemi/ci godere ORA questo momento di gioia senza
pensare a ciò che potrebbe accadere domani, tutta questa
gioia che ci scaturisce dal Cuore è benedetta e non può che
farci bene.
Forse
Obama non riuscirà a fare tutto ciò che vorrebbe, oppure
qualcuno cercherà di fargli fare la fine di Kennedy,
purtroppo anche questa è una realtà
probabile.
Ma
fra tutte la realtà quella che emergerà, per la ormai nota
legge di attrazione, sarà quella a cui la maggior parte
delle persone vorrà credere, e se l'umanità non si sente
ancora pronta per il grande salto, vorrà dire che dovremo
ancora aspettare un po' di tempo, come già è avvenuto in
passato.
Per
questo il nostro ruolo, come Esseri senzienti, in questi
anni sarà fondamentale e sarà soprattutto nostra la
responsabilità e l'onere di sostenere energeticamente
questa realtà.
Questo
significa crederci veramente con il Cuore, e attraverso
ogni pensiero, parola e azione cercare di comportarsi come
se essa fosse già qui. Stando attenti a non farsi
agganciare emotivamente da chi ci propinerà altre realtà
che alimentano l'odio e la separazione.
Il
nostro compito come "Operatori della Nuova Energia" sarà
proprio quello di promuovere (ognuno nel suo particolare
modo) la realtà del nuovo paradigma, affinché essa possa
manifestarsi pienamente in tutto il suo
splendore.
L'unica
certezza che abbiamo è che questo presto o tardi avverrà,
ma il quando dipenderà solo da noi.
Cari
amici quelli che ci aspettano sono grandi anni, ed è un
grande privilegio per noi poter essere ora qui presenti e
consapevoli.
Di
seguito vi ho incollato la traduzione del discorso di
Obama, affinché questo bellissimo messaggio di Pace possa
rimanere impresso negli archivi della Stazione Celeste e
nei nostri Cuori
Barack,
naturalmente, in questo discorso parla all'America, ma in
realtà io so che il suo Cuore sta parlando a tutta
l'umanità, provate a sostituire la parola
America con
Mondo,
e guardate cosa viene fuori, ecco quello è per me, il suo
messaggio.
Leggetelo
e rileggetelo con questa nuova chiave di lettura, perché'
in esso è custodito il germe della nuova
Umanità.
(((:
Abbracci & Sorrisi :))))
dalla
Stazione Celeste
Pietro)*

(Obama a Berlino saluta l'Europa, sullo sfondo la colonna
della Vittoria con l'Angelo d'oro)
Il
discorso di Barack Obama il giorno della
Vittoria
Ciao Chicago,
Se
c'è qualcuno lì fuori che ancora dubita che l'America sia
un posto dove tutto è possibile; che ancora si chiede se il
sogno dei nostri padri fondatori è vivo ai nostri tempi;
che ancora mette il dubbio il potere della nostra
democrazia: questa notte è la vostra risposta. E' la
risposta delle code che si allungavano intorno alle scuole
e alle chiese in numeri che questa nazione non aveva mai
visto, della gente che ha aspettato tre e quattro ore,
molti per la prima volta nella vita, perché credevano che
questa volta dovesse essere diverso, che le loro voci
potessero fare la differenza. E' la risposta che viene dai
giovani e dai vecchi, dai ricchi e dai poveri, democratici
e repubblicani, neri, bianchi, ispanici, asiatici, indigeni
americani, gay, eterosessuali, disabili e no. Gli americani
hanno mandato un messaggio al mondo: non siamo mai stati
solo una lista di individui o una lista di Stati rossi e
Stati blu. Siamo, e sempre saremo, gli Stati Uniti
d'America.
E'
la risposta che ha guidato quelli che si sono sentiti dire
per tanto tempo di essere cinici e spaventati e dubbiosi su
quello che possiamo ottenere, mettendo le loro mani
sull'arco della storia e piegandolo una volta di più alla
speranza di un giorno migliore. C'è voluto molto a venire,
ma stanotte, per quello che abbiamo fatto in questo giorno
in questa elezione in questo momento cruciale, il
cambiamento è arrivato in America. Poco fa stasera ha
ricevuto una bellissima telefonata dal senatore McCain. Il
senatore McCain ha combattuto lungamente e duramente in
questa campagna e ha combattuto anche più lungamente e
duramente per il paese che ama. Ha sopportato sacrifici per
l'America che la maggioranza di noi neanche possono
immaginare. Siamo tutti migliori per i servigi resi da
questo coraggioso, altruista leader. Mi congratulo con lui
e mi congratulo col governatore Palin per quello che sono
riusciti a fare. E aspetto con ansia di lavorare con loro
per rinnovare la promessa della nazione nei mesi a venire.
Voglio ringraziare il mio compagno in questo viaggio, un
uomo che ha fatto campagna dal cuore e ha parlato per gli
uomini e le donne con cui è cresciuto nelle strade di
Scranton ... E con cui è andato in treno verso casa nel
Delaware, il vicepresidente eletto degli Stati Uniti, Joe
Biden.
E
non sarei qui stasera senza il sostegno incrollabile della
mia migliore amica degli ultimi 16 anni, la roccia della
nostra famiglia, l'amore della mia vita, la prossima first
lady del paese... Michelle Obama. Sasha e Malia... Vi amo
più di quanto potete immaginare. E vi siete guadagnate il
nuovo cucciolo che verrà con noi alla Casa Bianca. E anche
se non è più con noi, so che mia nonna sta guardando,
insieme alla famiglia che mi ha fatto quello che sono. Mi
mancano stanotte. So che il mio debito verso di loro è
incommensurabile.
A
mia sorella
Maya,
a mia sorella
Alma,
a tutti gli altri fratelli e sorelle grazie per tutto il
sostegno che mi avete dato, vi sono grato. E al manager
della mia campagna, David Plouffe... L'eroe silenzioso di
questa campagna, che ha costruito la migliore campagna
politica, credo, della storia degli Stati Uniti d'America.
E al mio principale stratega David Axelrod, che mi ha
accompagnato in ogni passo della via. Alla migliore squadra
di campagna mai messa insieme nella storia della politica:
è merito vostro e vi sono grato per sempre per i sacrifici
che avete fatto perché accadesse. Ma soprattutto, non
dimenticherò mai a chi appartiene davvero questa vittoria.
Appartiene a voi. Appartiene a voi. Non sono mai stato il
candidato più probabile per questo incarico. Non abbiamo
cominciato con molti soldi o molti sostegni. La nostra
campagna non è nata nei corridoi di Washington. E' iniziata
nei cortili di Des Moines e nei salotti di Concordia e sui
portici di Charleston. E' stata costruita da uomini e donne
che lavorano che hanno tirato fuori i pochi risparmi che
avevano per donare 5, 10, 50 dollari alla causa. Ha tratto
forza dai giovani che hanno rifiutato il mito dell'apatia
della loro generazione; che hanno lasciato le case e le
famiglie per lavori che davano loro pochi soldi e ancor
meno sonno. Ha tratto forza dai non più giovani che hanno
affrontato il freddo intenso e il caldo afoso per bussare
alle porte di assoluti sconosciuti, e dai milioni di
americani che si sono offerti volontari e hanno organizzato
e dimostrato che oltre due secoli dopo, un governo della
gente, dalla gente e per la gente non è scomparso dalla
Terra.
Questa
è la vostra vittoria. E so che non l'avete fatto solo per
vincere le elezioni. E so che non l'avete fatto per me.
L'avete fatto perchè capite l'enormità del compito di
fronte a noi: mentre celebriamo stanotte,
sappiamo che le sfide che ci porterà domani sono le più
grandi della nostra epoca:
due guerre, un pianeta a rischio, la peggior crisi
finanziaria da un secolo. Anche mentre siamo qui stasera
sappiamo che ci sono coraggiosi americani che si svegliano
nei deserti dell'Iraq e fra le montagne dell'Afghanistan
per rischiare le loro vite per noi. Ci sono madri e padri
che restano svegli quando i bambini dormono e si chiedono
come pagheranno il mutuo o le parcelle del medico o come
risparmieranno abbastanza per mandarli
all'università.
C'è una nuova energia da sfruttare,
nuovi lavori da creare, nuove scuole da costruire, minacce
da affrontare, alleanze da riparare. La strada davanti a
noi sarà lunga. La salita sarà ripida. Forse non ci
arriveremo in un anno o nemmeno in un mandato. Ma, America,
non ho mai nutrito tanta speranza come stanotte che ci
arriveremo. Ve lo prometto, noi come popolo ci
arriveremo.
PUBBLICO:
'Sì possiamo. Sì possiamo'.
Ci
saranno ricadute e false partenze. Ci sono molti che non
saranno d'accordo con tutte le decisioni e le politiche che
seguirò da presidente. E sappiamo che il governo non può
risolvere ogni problema.
Ma sarò sempre onesto con voi sulle sfide che
affrontiamo.
Vi ascolterò, soprattutto quando non saremo d'accordo. E
soprattutto vi chiederò di partecipare nell'opera di rifare
questo paese, nell'unico modo in cui l'abbiamo fatto in
America per 221 anni, pezzo a pezzo, mattone dopo mattone,
mano callosa su mano callosa. Quel che è cominciato 21 mesi
fa nel profondo dell'inverno non può finire in questa notte
d'autunno.
Da sola questa vittoria non è il cambiamento che vogliamo.
E non potrà succedere se torniamo alle cose com'erano. Non
può succedere senza di voi, senza un nuovo spirito di
servizio, un nuovo spirito di sacrificio.
Quindi richiamiamo un nuovo spirito di patriottismo, di
responsabilità, in cui ognuno di noi si decide a
partecipare e lavorare più duro e a badare non solo a noi
stessi ma agli altri.
Ricordiamoci che se questa crisi finanziaria ci ha
insegnato qualcosa, è che non è possibile che Wall Street
prosperi mentre Main Street (la gente comune)
soffre.
In questo paese, cresciamo o affondiamo come una nazione
sola e un popolo solo. Resistiamo alla tentazione di
ricadere nelle stesse divisioni e nelle stesse meschinità e
immaturità che hanno avvelenato così a lungo la nostra
politica. Ricordiamoci che ci fu un uomo di questo Stato
che per primo portò la bandiera del partito repubblicano
alla Casa Bianca, un partito fondato sui valori della
fiducia in se stessi e delle libertà individuali e
dell'unità nazionale. Sono valori che tutti condividiamo. E
se il partito democratico stanotte ha ottenuto una grande
vittoria, lo facciamo con umiltà e determinazione per
sanare le spaccature che hanno frenato il nostro progresso.
Come Lincoln disse a una nazione ben più spaccata della
nostra, non siamo nemici ma amici.
Le emozioni possono forzare ma non devono spezzare i legami
dell'affetto.
E a quegli americani di cui devo ancora conquistare
l'appoggio: non avrò ottenuto il vostro voto stasera ma
sento le vostre voci. Mi serve il vostro aiuto. E sarò
anche il vostro presidente. E a tutti coloro che guardano
stasera al di là delle nostre spiagge, dai parlamenti e dai
palazzi, a quelli che si raccolgono intorno alle radio
negli angoli dimenticati del mondo;
le nostre storie sono diverse ma condividiamo lo stesso
destino;
una
nuova alba
della leadership americana è a portata di
mano.
A
quelli... A
quelli che vorrebbero distruggere il mondo: vi
sconfiggeremo. A quelli che cercano pace e sicurezza: vi
sosteniamo.
E a tutti coloro che si sono chiesti se il faro
dell'America brilla ancora: stanotte abbiamo dimostrato una
volta di più che la vera forza del nostro paese non viene
della potenza delle nostre armi o dalle dimensioni della
nostra ricchezza ma dal potere perpetuo dei nostri ideali:
democrazia, libertà, possibilità, speranza incrollabile. E'
questa la vera forza dell'America: che l'America sa
cambiare. La nostra unione può essere migliorata. Quel che
abbiamo già ottenuto ci dà speranza per quel che possiamo e
dobbiamo ottenere domani. Questa elezione ha visto molte
prime, molte storie che saranno raccontate per generazioni.
Ma una che ho in mente stasera riguarda una donna che ha
votato a Atlanta. Somiglia molto ai milioni di altri che si
sono messi in fila per far sentire la loro voce in questa
elezione, a parte una cosa: Ann Nixon Cooper ha 106 anni.
E' nata appena una generazione dopo la schiavitù, quando
non c'erano automobili in strada né aerei in cielo; quando
una come lei non poteva votare per due ragioni: perché era
una donna e per il colore della sua pelle. E stasera penso
a tutto quello che ha visto nel suo secolo in America: i
dolori e la speranza, la lotta e il progresso, le volte che
ci hanno detto che non potevamo, e la gente che è andata
avanti col credo americano: Sì che possiamo. In un momento
in cui le voci delle donne venivano fatte tacere e le loro
speranze distrutte, lei è vissuta fino a vederle alzarsi in
piedi e prendere la scheda.
Sì
possiamo.
Quando
c'era solo disperazione nella polvere e la depressione in
tutto il paese, ha visto una nazione che sconfiggeva la
paura stessa con un New Deal, nuovi lavori, un nuovo senso
di scopo comune.
Sì,
possiamo. PUBBLICO: Sì possiamo.
Quando
le bombe sono cadute sul nostro porto e la tirannia
minacciava il mondo, lei era lì a testimoniare una
generazione che si elevava all'eroismo e una democrazia che
veniva salvata:
sì
possiamo. PUBBLICO: Sì, possiamo.
Lei
c'era per gli autobus a Montgomery, gli idranti a
Birmingham, un ponte a Selma, e un predicatore di Atlanta
che disse a un popolo che 'We Shall Overcome', 'noi ce la
faremo'.
Sì,
possiamo. PUBBLICO: Sì,
possiamo.
Un
uomo ha camminato sulla luna, un muro è caduto a Berlino,
un mondo è stato messo in rete dalla nostra scienza e dalla
nostra fantasia.
E
quest'anno in questa elezione, lei ha messo il dito su uno
schermo e ha votato, perché dopo 106 anni in America,
attraverso i tempi migliori e le ore più buie, lei sa come
l'America può cambiare.
Sì,
possiamo. PUBBLICO: Sì possiamo.
America,
abbiamo fatto tanta strada. Abbiamo visto tanto. Ma c'è
ancora tanto da fare. Stasera chiediamoci: se i nostri
figli dovessero vivere fino a vedere il prossimo secolo, se
le mie figlie fossero così fortunate da vivere tanto quanto
Ann Nixon Cooper, che cambiamenti vedranno? Che progressi
avremo fatto? Questa è la nostra opportunità di
rispondere.
Questo
è il nostro momento per ridare alla nostra gente il lavoro
e aprire porte dell'opportunità ai nostri bambini, per
ridare la prosperità e promuovere la causa della pace; per
reclamare il sogno americano e riaffermare quella volontà
fondamentale, che di tanti, siamo uno; che finché abbiamo
respiro, abbiamo speranza.
E
se troviamo davanti a noi il cinismo e i dubbi e chi ci
dice che non possiamo, risponderemo con quel credo senza
tempo che riassume l'intero spirito di un
popolo:
sì,
possiamo.
Grazie.
Dio vi benedica. E Dio benedica gli Stati Uniti
d'America.
(Translation
by Prof. Maria Enrico --- m.enrico@att.net)
Vi invito ad
aderire all'iniziativa di
avaaz@avaaz.org
qui di
seguito:
La vittoria di Obama
potrebbe
essere un nuovo inizio per le relazioni fra gli Usa ed il
mondo. Mandiamo un messaggio
globale di speranza, ed un invito a lavorare insieme, al
nuovo Presidente – sarà messo su un muro gigantesco
a Washington:

Cari amici,
Dopo 8 lunghi
anni di Bush – un nuovo inizio!
Gli interessi costituiti sono ancora lì, ma
la vittoria
di Obama porta per gli Usa la opportunità di unirsi
finalmente alla comunità mondiale per occuparsi delle sfide
urgenti sui
cambiamenti climatici, i diritti umani e la pace.
Dopo anni, anche decenni, di sfiducia, cogliamo
questo momento di unità, riconciliazione
e speranza per
inviare un messaggio di calorose congratulazioni ed un
invito a lavorare insieme al nuovo Presidente degli
Americani.
Abbiamo costruito un gigantesco
muro vicino alla Casa Bianca a Washington, dove il numero
di firme sotto al nostro messaggio ed i messaggi personali
da tutto il mondo cresceranno nelle prossime ore. Abbiamo
anche chiesto ad Obama di ricevere personalmente la nostra
petizione da un gruppo di membri di Avaaz.
Raggiungiamo 1 milione di
firme e messaggi per Obama! Firma il link qui sotto e gira
questa mail ad altri:
http://www.avaaz.org/it/million_messages_to_obama
Questo è un momento di festa per la democrazia,
ma gli squali
stanno già girando in tondo – compagnie petrolifere,
costruttori di armi, lobbisti
conservatori, e la potente cricca neo-con
che ci ha regalato la guerra in Iraq stanno già pressando
furiosamente per affievolire le possibilità di cambiamento.
Obama ha promesso unità nazionale, e questi interessi
chiederanno un alto prezzo per quella unità.
Agiamo
rapidamente per fare in modo che le genti del mondo siano
ascoltate, ora che Obama si troverà di fronte a scelte
cruciali nei prossimi giorni su come mantener fede alle sue
promesse elettorali per assicurare un trattato globale
robusto sul clima, abolire la tortura e chiudere la
prigione di Guantanamo, ritirarsi con prudenza
dall’Iraq e raddoppiare gli aiuti per far passare
alla storia la povertà nel mondo. Di rado abbiamo avuto
maggiori chance di essere ascoltati da un Presidente Usa.
Faremo notare che sulle tematiche più urgenti che si
trovano ad affrontare Obama ed il popolo Americano –
dalla crisi finanziaria ai cambiamenti climatici -- abbiamo
bisogno di lavorare assieme come un mondo unito, per
ottenere il cambiamento. Firma sotto e inoltra questo
messaggio:
http://www.avaaz.org/it/million_messages_to_obama
Con speranza,
Ricken, Brett, Alice, Iain, Paula, Paul, Graziela, Pascal,
Milena e tutto il tema Avaaz.
PS – Qui trovi un link alle campagne precedenti di
Avaaz – http://www.avaaz.org/it/report_back_2/
Mandaci tue foto da mettere sul nostro muro, per email a
obamawall@avaaz.org
Ed ecco la lista di 10 promesse fatte in campagna
elettorale da Obama che riguardano il mondo intero:
• Ridurre le emissioni di
anidride carbonica degli Usa dell’80% entro il 2050 e
svolgere un ruolo forte e positivo nel negoziare un
trattato vincolante per rimpiazzare il Protocollo di Kyoto
in scadenza
• Ritirare le truppe dall’Iraq entro 16 mesi,
senza mantenere basi permanenti nel paese
• Stabilire l’obiettivo chiaro di eliminare le
armi nucleari dal pianeta
• Chiudere il centro detentivo di Guantanamo Bay
• Raddoppiare gli aiuti Usa per dimezzare la povertà
estrema entro il 2015 ed accelerare la lotta a Aids/Hiv,
tubercolosi e malaria
• Aprire relazioni diplomatiche con paesi come Iran e
Siria, per perseguire la pacifica risoluzione delle
tensioni
• De-politicizzare i servizi segreti in modo che non
si ripetano mai più manipolazioni come quelle che hanno
spinto gli Usa in Iraq
• Lanciare uno sforzo diplomatico all’altezza
di fermare le stragi in Darfur
• Accettare di negoziare solo nuovi accordi
commerciali che contengano protezioni ambientali e del
lavoro
• Investire 150 miliardi di dollari in 10 anni per
supportare le energie rinnovabili e raggiungere un milione
di auto elettriche in strada entro il 2015
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CHI
SIAMO
Avaaz.org è un'organizzazione non-profit e indipendente,
che lavora con campagne di sensibilizzazione in modo che le
opinioni e i valori dei popoli del mondo abbiano un impatto
sulle decisioni globali. (Avaaz significa "voce" in molte
lingue.) Avaaz non riceve fondi da governi o aziende ed è
composta da un team internazionale di persone sparse tra
Londra, Rio de Janeiro, New York, Parigi, Washington e
Ginevra. +1 888 922 8229
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