PANCHINA


La mia vita è come l’attesa o la sosta in panchina…..
dalla panchina osservo la gente, il movimento dei loro corpi, ora lento, ora misurato e calmo, ora sinuoso e sensuale, ora celere e spedito, ora frenetico….dalla panchina osservo il comportamento della gente , ascolto le loro conversazioni immaginando le loro occupazioni…..
dalla panchina vibro il dolore e la gioia, l’esaltazione e la caduta delle persone sconosciute, gente comune che rincorre la vita con sicurezza e certezza del futuro…
dalla panchina osservo e sento gli altri outsider come me, costretti a stare fermi in panchina, vedo le loro illusioni e il loro agire a vuoto con enorme tristezza e cerco di definire il senso di questa vita trascorsa in panchina……
l’essere in panchina diventa uno status, un simbolo, un’identità precisa, di un ruolo mobile nel vuoto ….servire quando serve, agire all’occorrenza ma solo eccezionalmente….
dalla panchina osservo la natura che mi circonda, contemplo un fiore, una rosa, una margherita, un gelsomino, un glicine, un ciclamino, un papavero, il vento leggero che muove le foglie e i rami degli alberi di limone, facendone cadere i fiori profumatissimi e spargendoli intorno…..un petalo di fiore mi cade addosso, lo prendo, lo osservo, lo annuso, ne penetro l’essenza….
ogni sottile movimento della natura mi pervade ed inebria i sensi….mi perdo nel profumo di rosmarino, di menta, di basilico del mio balcone
dalla panchina contemplo gli animali… Ambra, la mia gattina bianca con decorazioni nere a forma di cuore e di fiori mollemente distesa al sole con gli occhi chiusi…. le rondini festanti in volo, i passerotti cinguettanti e sempre saltellanti…..
dalla panchina osservo una coppia di colombi amoreggiare, si baciano beccandosi teneramente, fanno la loro danza d’amore mentre tubano, il maschio più grande si posa dolcemente sulla femmina più piccola…poi nuovamente si baciano e volano insieme sulla grondaia….lei è in cerca di un nido, vola avanti e indietro, entra ed esce dai buchi dei mattoni della costruzione….
in questa dimensione ritrovo il senso smarrito della vita…. non c’è bisogno identità o di definizione, non c’è vuoto da colmare e ritorno ad essere uno con l’infinito, uno con il tempo senza tempo….
non è possibile comunicare all’esterno queste sensazioni così intense con pari intensità….
resto seduta in panchina e le faccio implodere in me…..

Olimpia Casarino