L’UOMO CHE RUSSAVA DA SVEGLIO


Ronf….ronf…ronf…ronf…ronf…ronf…roar…roar…roar….roar….roommroar…roommroar…..il suono in sottofondo prima debole e costante, si trasformava in un crescendo roboante sempre più aggressivo e minaccioso….quel suono si diffondeva per la casa, immersa nel silenzio della notte, incutendo timore perfino nei gatti che dormivano tranquilli e che schizzavano su all’improvviso, pronti a difendersi dagli aggressori .
Il suono sempre più minaccioso svegliava la donna che era appena scivolata dolcemente nel sonno “eccolo, ci risiamo…puntuale come al solito, peggio di una cambiale…sarà certamente Igor che russa” pensava la donna della stanza accanto, infastidita dal rumore sempre più assordante .Era il colpo di garazia per lei che soffriva d’insonnia e perfino quando dormiva, aveva il sonno così leggero da avvertire il più piccolo movimento dei vicini, anche quelli prodotti al piano superiore; quando percepiva il suono flush..flush…flush erano le pantofole trascinate sul pavimento della persona assonnata che si alzava in piena notte per andare in bagno, l’immancabile plink, plink, , plink e sssssshhhhh prodotto dallo scarico subito dopo , poi di nuovo flush ,flush, flush delle pantofole di ritorno e il finale plunk era il classico tonfo nel letto seguito dal silenzio.
La donna riconosceva anche gli oggetti dai loro suoni, l’insonnia le amplificava la sensibilità e le affinava l’udito: poteva intuire dal modo in cui cadeva se era il plik di una penna , il thump di un libro o il pling di una collana ; riusciva a percepire la qualità del sonno di Igor che ronfava nella stanza accanto, se era tranquillo o agitato e lo capiva dai suoni , dai fruscii, dal numero elevato di fush e strssh provocati dai continui cambiamenti di posizione nel letto …
Il ronf…ronf…roar…roomroar pian piano, svegliava tutti gli abitanti della casa, che irritati gridavano: “ Igor, smettila… facci dormire”.
Per un po’ di secondi, scendeva la pace. Il silenzio lasciava presagire la possibilità di riaddormentarsi quando ritornava quel fastidio ronf….ronf…roar….roar….roomroar…roomroar…
e la donna riaccendeva la luce sul comodino e riprendeva la sua lettura finchè la stanchezza non la vinceva e quel suono scompariva e lei non riusciva più, anche volendolo con tutte le sue forze, a riprendere il sonno interrotto….quasi le mancava quel rumore…..
alle tre di notte, si davano appuntamento nelle strade vicine i cani randagi ed era un concerto di wof ,wof,wof, e di bau, bau, bau alternato da qualche miaooo e fish.
Alle 5 si alzava il vicino che era medico e l’immancabile segnale del suo risveglio era il fragoroso vrrrrr della serranda che si sollevava, seguito dall’andata in bagno e nuovamente il plink, plink, sssssshhhhh e lo shaff della doccia. Il tap tap veloce delle sue scarpe indicava l’uscita dalla stanza e lo stump violento era il segnale dell’uscita da casa del medico . Poi il rumore dell’ascensore che saliva e quello della ridiscesa , facevano capire alla donna che le erano rimaste solo due ore per tentare di dormire ,prima che la sveglia di Igor suonasse .
Il ronf….ronf…ronf riprendeva ma era sopportabile ,quasi di compagnia. Alle 6 si svegliavano gli uccelli e la donna ne avvertiva la presenza sul balcone dai frak , frak, prodotti dal loro saltare a un ramo all’altro degli alberi o delle piante fiorite. Venivano a salutarla cantando vicino al suo balcone cip,cip, cip allegri e festosi…e lei scivolava in un dormiveglia sonoro, non dormiva ma riusciva a riposare.
Alle 7 suonava la sveglia la prima volta a lungo prima che Igor si decidesse a spegnerla. Era terminata da sola, starà dormendo ancora pensava la donna e si riappissolava accompagnata dai ronf..ronf…ronf…room…..room….room..roomroar….
poi la mattina quando finalmente riposava tranquilla, Igor si affacciava sulla soglia della stanza della donna e con un sorriso smagliante e una faccia beata le dava il buongiorno.
“ Buongiorno, cara, come hai dormito? Io non ho chiuso occhio, c’era uno che russava come chè, non l’hai sentito? Sarà stato il nostro vicino. Ti porto il caffè? Che dici o preferisci dormire un ‘altro po’?”
La donna l’avrebbe strozzato ma si rassegnava a incominciare un’altra giornata, sperando di riuscire a dormire quella sera.
Fece un movimento per sgranchirsi e nell’allungare i piedi, si accorse che incontravano una resistenza…un ostacolo morbido…. erano i gatti anche loro rifugiati nel suo letto che , beati , dormivano tranquilli.
Igor tornò dalla cucina con il caffè ancora fumante nelle tazzine e con la radio sintonizzata sul giornaleradio delle 8: ”ah , i gatti sono qui con te…questi monelli ….li ho cercati in cucina e nel corridoio e non li ho trovati ; non riuscivo a capire dove si fossero cacciati …ma quando saranno venuti nel tuo letto?” ma come riesci a dormire con loro?”.
“ Saranno venuti stanotte, spaventati dal concerto dei cani e da quello del leone che ruggiva” rispose la donna stravolta dalla stanchezza, mentre scavalcava i gatti che continuavano a dormire, per sedersi nel letto a prendere il caffè.
Igor ,sorseggiandolo il suo caffè in piedi ,disse : “già , vero, quel nostro vicino è proprio insopportabile. Dobbiamo trovare una soluzione prima o poi o diventeremo tutti zombi…se provassi a metterti i tappi, cara, tu che soffri d’insonnia? Io ,per mia fortuna , come metto la testa sul cuscino ,dormo. Ma si sa, dormo il sonno del giusto ,io.”
“Già fatto ! nemmeno i tappi funzionano …-rispose la donna- purtroppo per me , sento lo stesso tutti i rumori, anche quelli che non provengono da questa casa…..in questa vengono solo i leoni di notte”.
Igor scomparì elegantemente con il vassoio, fingendo di essere catturato da una notizia del giornale radio.
“Buongiorno ,come avete dormito? Io malissimo. A proposito Igor, ma perché non usi i cerotti ? sai quelli che si mettono sul naso e ti fanno respirare anche meglio? Così almeno in questa casa riusciremo a dormire un po’ di più” disse il giovane figlio della donna.
“Io ? i cerotti io ? non ne ho bisogno e poi non è vero che russo. Sono stato sveglio anch’io. Ero già sveglio quando ha suonato la sveglia ,tant’è vero che l’ho spenta e sono rimasto ancora un po’ a letto ,per riposarmi della notte passata in bianco.” disse Igor.
E la donna ,di rimando, “ La sveglia l’hai spenta per tre volte e ti sei regolarmente riaddormentato.”
“Sarà stata tua madre a russare….è vero, cara ,anche tu russi….in forma leggera, ma russi anche tu…ti ho sentita , stamattina, sai? mentre venivo a chiederti se volevi il caffè” disse Igor, indispettito.
“ Io non l’ho sentita russare, era sveglia e leggeva. Sei tu che ronfi come un motore – gli rispose il giovane- sono perfino venuto nella tua stanza stanotte per farti smettere”.

“Ma quando mai….bugiardo….vi siete messi d’accordo tu e tua madre…è un complotto il vostro….io ero sveglio e sentivo tutto !”

Olimpia Casarino