Schema
intervento Olimpia per i corsi di formazione volontari e
familiari anno 2002
Mi chiamo Olimpia, ho 52 anni, quando mi colpì
l’ictus che mi rese completamente afasica e
emiplegica avevo 28 anni . Insegnavo storia sociale
all’Università.
Ancora oggi , a 24 anni di distanza dall’evento:
Mi
affatica parlare in generale, ancora di più parlare a lungo
e parlare in pubblico
Vado in confusione contando i numeri
Incespico nel parlare quando mi stanco
Faccio incredibili sforzi di concentrazione per controllare
gli errori del mio linguaggio spontaneo
E per tenere sotto controllo le emozioni
Quando scrivo ,ho tuttora difficoltà con la sequenza giusta
interna a una parola
Il mio pensiero interiormente è semplice, tradotto in
parole si complica e si contorce….
a quel
silenzio che vissi male …. ho volutamente fatto
ritorno, scegliendolo consapevolmente come nuovo linguaggio
da utilizzare per accedere all’interno di quel mondo
affascinante e misterioso dei portatori di handicap tutto
da scoprire….
“SE LE PORTE DELLA PERCEZIONE FOSSERO SGOMBRATE, OGNI
COSA APPARIREBBE COM’E’, INFINITA”
…
E’ un frase di William Blake ….
Il mio intervento va in questa direzione…..E’
la proposta di una comunicazione interiore volta al
superamento della limitatezza del linguaggio verbale che è
ancora necessario, ma non indispensabile….è un
codice per intendersi, per costruire quel ponte di
collegamento tra opposte dimensioni della normalità e della
diversa abilità, della salute e della malattia, della vita
e della morte, del coraggio e della paura….
Scrive Aldous Huxley:
“ VEDERCI COME GLI ALTRI CI VEDONO E’ UNO TRA I
DONI PIU’ SALUTARI. APPENA MENO IMPORTANTE E’
LA CAPACITA’ DI VEDERE GLI ALTRI COME ESSI SI VEDONO.
MA CHE ACCADE SE QUESTI ALTRI APARTENGONO A UNA SPECIE
DIVERSA E ABITANO UN UNIVERSO RADICALMENTE ESTRANEO? PER
ESEMPIO , COME UN SANO PUO’ ARRIVARE A COMPRENDERE
CHE COSA EFFETTIVAMENTE PROVA A ESSERE PAZZO?”
(Aldous Huxley, Le porte della percezione. Paradiso e
Inferno.)
e….” La comunicazione è il terreno sul quale
siamo chiamati a confrontarci quotidianatamente” : è
una delle frasi chiave di questo corso.
Il mio intervento contiene molti messaggi in linea con
l’organizzazione di questa prima importante
esperienza di formazione rivolta ai volontari delle
associazioni operanti nel mondo della sofferenza…
Esistono
nella vita delle persone colpite da una malattia una serie
di percorsi obbligati che sono autentici viaggi nelle
dimensioni della vita, della morte, della
rinascita.
Il mio è stato caratterizzato dall’ entrata
improvvisa nel tunnel dell'afasia, dalla totale immersione
nel silenzio forzato, in una vera e propria prigione
bianca, dalla graduale uscita dall'afasia attraverso la
riabilitazione del linguaggio e del corpo per arrivare poi
, per caso, ma non a caso, da sola, 24 anni fa nel vuoto
assoluto anche di conoscenza dell'afasia in Campania, a
sperimentare vari percorsi di tecniche naturali
appartenenti al mondo olistico, fino alla riscoperta del
valore enorme del silenzio interiore....nella comunicazione
con l'altro....
Paradossalmente
la mia esperienza si riassume molto semplicemente come il
passaggio dal silenzio forzato della malattia
……..alla attuale scelta
consapevole…….. del silenzio come mezzo di
comunicazione profonda con il mondo esterno, che è anche l'
unica via possibile per entrare in comunicazione con le
persone con totale irrecuperabilità al linguaggio
verbale.
Si tratta solo di scoprire con l'intuizione e la
creatività, supportate dall'amore e dalla solidarietà verso
il prossimo, la quantità di forme disponibili della
comunicazione non verbale, di allenarsi e di inventarne di
nuove,
raccogliendo gli stimoli che ci vengono dalla relazione con
la persona colpita da una malattia, percepibili soltanto se
coltiviamo in noi stessi l'attitudine all'attenzione e
all'ascolto...
per ascoltare l'altro con attenzione bisogna fare silenzio
e sviluppare la concentrazione....
Sono approdata solo di recente all'esperienza del computer
come mezzo socializzante, la posta elettronica rende più
facile e rapida la comunicazione….
E
solo l’anno scorso ho utilizzato il computer come
mezzo di espressione creativa in seguito a un'esperienza
che mi ha toccata dentro profondamente, mi ha fatto
riflettere sulle potenzialità dell'informatica e degli
ausilii per persone con gravi
handicap motori e di comunicazione.
Mi
capitò di vedere una videocassetta di presentazione del
metodo della comunicazione aumentativa alternativa
applicata a una bambina di nome
Raffaella, affetta da tetraplegia totale che le consentiva
di muovere appena la testa e comunicare con i
movimenti
dei suoi occhi.
Raffaella usava per comunicare non verbalmente perfino il
computer personalizzato nel programma più idoneo alla sua
riabilitazione e negli ausilii tecnici, che le consentivano
di azionare un dispositivo con il suo pur limitato
movimento della testa. Questo metodo basato sia
sull'utilizzo del disegno di simboli grafici, sostituitivi
delle parole (di cui vi potrà parlare meglio di me
Alessandra Zoccali) sia sulle immagini e fotografie di vari
contesti della vita di Raffaella , dalla famiglia alla
scuola, dal supermercato alla chiesa, consentiva al
fisioterapista che l'aveva vista crescere non solo di
mobilizzare il poco mobilizzabile in Raffaella ma anche di
sostenere con lei conversazioni lunghe e profonde sulla
vita vita affettiva , di relazione, sentimentale e di
dialogare perfino su concetti astratti e complicati
riguardanti la vita , la morte e la vita oltre la morte.
Per favorire l'accettazione della grave disabilità di
Raffaella in un contesto di normalità come quello
scolastico e sostenerne il processo di integrazione si
resero necessari corsi di formazione per i familiari, i
compagni di scuola e i docenti.
Dopo la visione di quella cassetta e dopo che ebbi posto
alcune domande al fisioterapista , mi rafforzai nella
convinzione che già avevo sviluppato nel mio percorso
personale verso l' auto-accettazione e l' auto-guarigione :
che ogni stimolo che avevo ricevuto andasse utilizzato in
modo creativo.
L’esperienza che avevo vissuto, mi fece venire l'idea
di realizzare un cd, con l'aiuto di mio figlio e del suo
staff creativo in cui raccontare la mia esperienza, facendo
parlare le immagini e la musica nel video sull'afasia, che
vi presenteremo tra poco.
Scelsi di raccontare la mia storia personale attraverso le
fotografie ,in gran parte scattate da me, che ho ancora
esiti di emiparesi al braccio destro, comunicando i vissuti
emotivi e le sensazioni delle mie esperienze di vita nel
video libro dal titolo "La parola e l'immagine",
suscettibile di essere ancora perfezionato fino a renderlo
accessibile come audio-libro e libro di musica-terapia che
invogli a vivere le emozioni solo viste,lette o raccontate
anche nella musica.
Ho scelto di dare risalto alla comunicazione non verbale e
ho riportato con le immagini e brevi racconti tutti gli
stimoli vissuti ed utilizzati con effetto benefico nella
mia esperienza: la fotografia, la parola scritta, il
viaggio, il canto, la musica, il disegno, la pittura, il
computer, la danza ,la pesca,la meditazione, il massaggio,
il mimo, il teatro come espressione dell'anima imprigionata
in un handicap fisico o verbale e ignorata dal mondo
esterno solo perchè è impedita la comunicazione verbale.
In questo senso ho sempre mediato la comunicazione tra due
mondi paralleli e lontani, quello dell'handicap e della
malattia invalidante e quello delle persone normali che io
chiamo persone normodotate.
Attraverso la bellissima esperienza di immersione nei vari
gruppi che ho frequentato per arrivare a coltivare quella
dimensione del silenzio come via di comunicazione profonda
con se stessi e con gli altri, scambiando e condividendo
ogni volta contenuti, emozioni, sensazioni nel comune
viaggio di ricerca dell'essenza della vita. Questo viaggio
si è poi rafforzato nell’esperienza del volontariato
nella vita associativa all’interno del mondo della
malattia.
E'
stata un'esperienza di condivisione magica quella della
realizzazione grafica e musicale del video: i giovani , con
i quali ho parlato a lungo dei complessi problemi delle
persone afasiche, hanno colto esattamente lo spirito delle
cose che volevo comunicare, a volte, perfino senza esserne
consapevoli.
Dopo la visione del video interattivo dal titolo
“Dall’afasia si guarisce se non si è lasciati
soli”…faremo insieme un viaggio di
consapevolezza, commentando il video nelle sue
parti…..
Vi propongo ora di fare un viaggio di consapevolezza
insieme a me rivedendo alcune immagini del video e
contestualizzando un po’ meglio il percorso fatto
insieme ai ragazzi:
La collocazione iniziale della famosa Danza di Matisse,
invita alla vita e alla sperimentazione della vita nel
gruppo. Meta del nostro viaggio….
Costante nel video è il richiamo alla funzione determinante
che i volontari delle associazioni svolgono in tutto il
mondo della sofferenza e all’azione benefica dei
gruppi ispirati alla solidarietà e alla condivisione umana.
Partiamo dalla descrizione del paesaggio:
L’interazione
con il mondo esterno si attiva nel paesaggio senza forma nè
suoni distinti, così come appare alla visione confusa della
persona afasica, sottolineato anche dalla musica che evoca
lo stridore dei suoni percepiti nel percorrere il lungo
tunnel dell’afasia.
Da questa prima interazione c’è il passaggio al
paesaggio con tre forme distinte, riconoscibili dai colori
e dai suoni, in cui si svolge l'interazione creativa.
Sono state chiamate "le tre terre" e corrispondono alle
fasi attraversate dalla persona afasica, con una precisa
raffigurazione grafica e musicale delle sensazioni vissute
da una persona colta all’improvviso
dall’afasia.
La prima interazione si svolge in una " terra arida",
desertica, dalle zolle spaccate, senza vita che dà l'idea
dell'evento improvviso che separa, divide e inesorabilmente
tronca qualcosa nella comunicazione con l'esterno.
La seconda interazione si svolge in una "terra feconda"
,produttiva; c'è l'erba fresca e un unico fiore rosso,dal
bocciolo ancora chiuso, da cui parte il processo di
produzione e di riproduzione della vita. Simboleggia la
scoperta e l'attivazione di sempre nuove consapevolezze
imprigionate in sé stessi, nel percorso di auto-
accettazione e di auto-guarigione che porta alla terza
terra, la "terra vitale" rappresentata simbolicamente
dall'acqua in cui è immerso un sasso, luogo da cui parte
l'ultimo processo di interazione.
L'acqua e il sasso sono simbologie importanti nel processo
di guarigione delle persone. Testimoniano l'importanza del
passaggio dall'immobilità fisica, energetica, psichica e
spirituale delle persone colpite da malattie invalidanti
paragonate al sasso che giace ,immobile nell'acqua.
Il sasso è però immerso nell'acqua che rappresenta anche
l'origine della vita…. e dal sasso
parte…… l'interazione.
Il sasso, pur nella sua immobilità apparente, produce
l'azione se viene attivato,essendo completamente immerso
nell'acqua che è fonte di vita ma che può anche
trasformarsi in morte se c'è immobilità e stasi da
ristagno. Tra i due poli opposti si gioca l’azione e
la non azione, la vita e la morte, coraggio e
paura…..simbolicamente incluse nella scelta
consapevole e libera della persona che decide:
1- se sperimentare i vari percorsi , attivandone o meno
l’interazione ;
2- il modo: a- cronologico, logico e razionale cliccando in
sequenza sui pallini colorati e seguendo l
‘indicazione delle frecce oppure b- percorso creativo
, analogico ed esperienziale cliccando a caso nei vari
punti dei paesaggi;
3- tempo da investire nell’esperienza …..
Ma una volta attivato il processo interattivo, sia pure per
curiosità, e non per scelta consapevole, anche se la
persona decidesse di non continuare nel percorso
propostogli, non sarebbe già più paragonabile a un" sasso
inerte" come prima dell'interazione, ma a "sasso in attesa"
del suo tempo di trasformazione….e comunque già
avviato sul percorso della consapevolezza.
Altra
analogia del video con un altro tema importante di questo
corso che sottolinea il carattere di emergenza quando
afferma che :
"...una malattia può renderci improvvisamente estranei a
noi stessi, catapultati senza preavviso in un paese
straniero nel quale nessuno si capisce"
E'
esattamente questa è stata la mia esperienza simbolicamente
rappresentata nel
muro( immagine o pallino n. 9 prima parte video) che si
espande all’infinito e avvicina sempre più come
dimensione difficile da rompere (immagine o pallino n. 10
prima parte video)
e non è
soltanto la mia esperienza di afasica ma l'esperienza di
molte altre persone , anche bambini colpite da varie forme
di disabilità nella comunicazione:
Osserviamo attentamente
il disegno n. 1 (immagine o pallino n. 1 prima parte video)
. E' la comunicazione scelta da Lakmal, un bambino che oggi
ha 6 anni.
Quando Lakmal aveva un anno e mezzo è stato colpito da un
attacco di meningite che gli ha lesionato
l'udito.
Oggi,
il piccolo non sarebbe in grado di comunicare con la sua
famiglia e i suoi amichetti, se non avesse ricevuto delle
cure particolari a Colombo nello
Sri Lanka da (
National Council for Dead di Colombo) una
struttura per audiolesi sostenuta da CBM Missioni Cristiane
per i ciechi nel mondo.
Ora osserviamo
il disegno di Tanya Rai (immagine o pallino n. 5 prima
parte video) che ha appena tre anni ed è nata sorda.
Frequenta l'asilo per bambini sordi di Nuova Delhi, India,
partner di CBM, ma avrà certamente bisogno di molte
attenzioni e di molto amore per poter apprendere una lingua
che le permetta di comunicare col mondo esterno, uscendo
così dall'isolamento nel quale la sua sordità l'ha
condannata. Grazie alle cure che sta già ricevendo, Tanya
ha concrete possibilità di farcela.
Inizio
di dinamica da utilizzare utilizzando foglio e penna:
Proviamo
ora insieme ad esercitarci nell'osservazione delle immagini
e nell'osservazione di noi stessi come osservatori.
Dalla osservazione delle due modalità diverse di
espressione dei disegni dei bambini ,poniamoci delle
domande: cosa noto di diverso? che emozione ho provato nel
vedere solo l'immagine la prima volta, quale emozione provo
rivedendo la stessa immagine, dopo aver ascoltato la storia
del bambino? come potrei comunicarla a questi due bambini ?
DALLA
COMUNICAZIONE GRAFICA PASSIAMO A QUELLA GESTUALE:
osserviamo
attentamente tre immagini della prima parte del video:
immagine o pallino n. 8 – Foto di Olimpia con i gatti
immagine n. 11- Foto della donna indiana con bimbo in
braccio
immagine n. 12 - Foto della mano che accarezza un bimbo
spaventato
seconda parte video
immagine n. 2 – Foto di bambino al lavoro
Poniamoci le domande:
cosa mi comunicano? quale situazione mi ricordano?quale
emozione vivo? come la potrei esprimere non verbalmente?
E
…ORA PASSIAMO AL LINGUAGGIO DEGLI OCCHI:
prima
parte video
immagine n. 4 - Foto del bambino che piange con il moccolo
immagine n. 7- Foto di gruppo di donne e bambini in attesa
seconda parte video
immagine n. 1- Foto di bimbo felice con un pallone in mano
immagine n. 3 – Foto di bimba timida che sorride
terza parte video
immagine n.11- Foto di bambina felice che salta con la
corda
Sono immagini che si commentano da sole…..ma vorrei
leggervi un passo sul linguaggio degli occhi:
“ Ho inventato una nuova lingua: i miei occhi.
Gli occhi mi servivano solo per guardare. Oggi dico tutto
con gli occhi e colgo con gli occhi quello che ieri capivo
con la mente e con il pensiero. Lo sgomento, il dolore, la
fatica, il distacco, la rabbia si trasformano in sguardi
che differenziandosi da altri sguardi li fanno risaltare e
mi insegnano quello che c’è da imparare. Gli occhi
sottolineano tutto quello che succede …e i libri
adesso sono il bianco e il bianco avvolge tutto, tranne gli
occhi. Con gli occhi sempre vigili,scorgo il pericolo e le
cose da scartare. Essi generano il pensiero che non avrà
più pensieri, quello che i miei occhi non vedono non
esiste, non mi soffermo su niente che i miei occhi non
possano individuare, i miei occhi non devono distrarsi, non
ho altra forma d’espressione a disposizione, esiste
solo ciò che notano e guardano i miei occhi.
Sono loro la mia nuova lingua. Da oggi i miei occhi
parleranno per me.”
E’ con queste parole che Marcela Serrano parla del
silenzio forzato , della “prigione bianca”,
dell’afasia…..
Il linguaggio degli occhi è la prima forma di comunicazione
non verbale universale….gli occhi….si
sa…sono lo specchio dell’anima….
Guardiamo insieme
alcuni esempi di forme di contatto profondo create dalla
comunicazione non verbale:
seconda
parte del video:
osserviamo attentamente le immagini n.7- Foto della coppia
in cammino sulle rocce nella spiaggia al tramonto;
n. 10- Foto di due amici che contemplano il tramonto;
n. 12 – Foto di una coppia al mare: lui è disabile
sulla sedia a rotelle e ama la pesca….
poniamoci le stesse domande di prima: cosa mi comunicano?
quale situazione mi ricordano? quale emozione vivo? la
potrei esprimere non verbalmente?
ESEMPI
DI COMUNICAZIONE CORPOREA- ENERGETICA:
terza parte video
immagine n.1- Foto del gruppo di espressione corporea
immagine n.3- Foto di contatto profondo nella terapia
shiatsu
Le immagini in sequenza dal n. 4 al n. 10 sono “la
danza di Michela”
Osservate attentamente mentre vi racconto la storia:
Michela è una bambina di sette anni…la sua postura
fisica è di chiusura a riccio perché soffre molto di
carenza affettiva nel contesto familiare, poco attento alla
sua estrema sensibilità. E’ molto curiosa, apprende
con estrema facilità , ama il disegno e la danza.
Nella sequenza delle immagini della danza, che doveva
essere inizialmente la danza sacra indiana, ambientata in
un contesto particolarmente suggestivo che a Michela
piaceva moltissimo : luci soffuse, molte candele, fiori,
incenso, tappeti, vestiti indiani, musica
orientale….è diventata un’altra
danza….la danza di Michela che esprime , grazie al
contatto fisico corporeo, energetico, emozionale, la sua
creatività con gioia vitale e libertà…..
Osservate i particolari del suo sorriso, del movimento
delle braccia e del corpo, delle sue mani che
volano….
l’iniziale preoccupazione visibile nella prima
immagine si è trasformata in libertà…è bastato
raccogliere un messaggio dal suo corpo, entrare in sintonia
con il movimento imprigionato in quel corpicino chiuso come
una corazza al mondo esterno.
A questo punto, abbiamo forse toccato con mano e vissuto la
difficoltà della nostra inadeguatezza in molte situazioni,
della limitatezza se non addirittura povertà degli
strumenti linguistici che conosciamo e che utilizziamo
nelle nostre relazioni quotidiane....
Come volontari , tutti abbiamo scelto la strada
dell'impegno umano e solidale....se siamo qui ed ora, in
questo posto e oggi, invece di essere altrove o a
passeggiare....è segno che abbiamo fatto già una
scelta…..la scelta di voler apprendere una modalità
nuova di porsi in relazione con le persone a cui vogliamo
dedicare parte del nostro tempo....se siamo qua ...
significa che vogliamo condividere un'esperienza che ci
arricchisce tutti..... che vogliamo e possiamo tutti
diventare MEDIATORI di nuovi linguaggi che nascono dal
cuore...utilizzando le conoscenze apprese in questi
giorni....sperimentandole....e aprendo le porte interiori
della nostra intuizione....della nostra creatività....
Perchè
non ci siano più ostacoli
:
terza parte del video:
immagine n. 12 –Foto del ponte con il cancello chiuso
" occorre incamminarsi alla ricerca di un ponte che metta
insieme il nostro vecchio codice con la nuova lingua di chi
abbiamo di fronte" e di nuovo osserviamo attentamente
queste tre immagini finali:
immagine n. 13 è stato dipinto con la bocca da Eiichi
Minami ;
immagine n. 14 è stato dipinto con il piede da Mei-Hui Chen
;
l’ultima immagine n. 16 è stato dipinto con la bocca
da Jovito Sasutona
Tutti e tre gli artisti appartengono alla Spam, Società
artistica creata dai pittori mutilati….
