La scelta di Olimpia
“La vita è una sinfonia per chi ha orecchi per
ascoltarla”
E’ solo
una delle tantissime riflessioni di un mistico che ha
intrapreso un impervio cammino spirituale, convinto che
solo un cuore libero da paure e costrizioni è capace di
amare senza condizionamenti e di “godere di ogni cosa
e di nessuna cosa”.
Ogni volta che rileggo, anche a distanza di anni, i suoi
scritti scopro sempre cose nuove di me e si aprono le porte
di nuove consapevolezze.
Con Padre Anthony de Mello, gesuita indiano, scomparso nel
1987, sento una particolare risonanza nell’ anima
come se si mi stesse leggendo dentro come in un libro
aperto e parlando di me e della mia vita al mondo esterno.
Il tema di riflessione proposto nel 15° paragrafo del suo
libro “Chiamati all’amore”, è alla base
della scelta di Olimpia……..
15
“Essi gli dissero:
“Maestro, sappiamo che parli e insegni con
rettitudine e non guardi in faccia a nessuno”.
“ Luca 20,21
“Osserva la tua esistenza e nota come l’hai
saturata di gente. Il risultato qual è? La gente arriva a
stringerti in un abbraccio mortale. Con la sua approvazione
e il suo biasimo, infatti, essa controlla il tuo
comportamento; la gente ha il potere di colmare la tua
solitudine con la sua presenza; può innalzare il tuo
spirito al terzo cielo con le sue lodi, così come ha il
potere di ridurti a uno straccio con le sue critiche e i
suoi rifiuti.
Guardati: quasi ogni minuto cosciente della tua giornata tu
lo spendi a cercar di placare o di accontentare gli altri,
vivi o morti che siano. Vivi secondo le loro norme, ti
adatti al loro stile di vita, cerchi la loro compagnia,
desideri il loro amore, hai terrore del loro biasimo,
elemosini il loro plauso, ti sottometti docilmente ai sensi
di colpa che essi ti gettano addosso. Hai terrore di essere
fuori moda perfino nel tuo modo di vestire, di parlare, di
gestire e addirittura nel tuo modo di pensare.
Nota anche un altro fatto: tu dipendi dagli altri e ne sei
schiavo anche quando sei incaricato di controllarli. La
gente è diventata talmente connaturata alla tua esistenza
che tu trovi difficile immaginarti non influenzato o
controllato dagli altri. In realtà essi sono riusciti a
convincerti che se ti liberi di loro tu diventi
un’isola: solitario, scialbo, senza amore.
E’ vero invece tutto l’opposto. Come puoi
infatti amare uno di cui sei schiavo? Come puoi amare una
persona della quale non riesci a fare a meno? Ti è
possibile solo desiderare, aver bisogno, temere ed essere
controllato. L’amore, invece, si può trovare
unicamente nell’assenza di paura e nella libertà.
Come raggiungere questa libertà? Attraverso una duplice
offensiva contro le tue dipendenze e le tue schiavitù.
E’ necessaria anzitutto la consapevolezza. E’
pressochè impossibile essere dipendenti, schiavi, se ci
rende conto della follia della propria dipendenza. Ma la
consapevolezza potrebbe non essere sufficiente per una
persona che dipende dalla gente. Tu allora devi coltivare
una qualche attività che ti piaccia realmente; devi
riscoprire nel lavoro che fai non il lato utilitaristico,
ma ciò che esso ha di bello in se stesso. Pensa a
un’attività che ti piaccia svolgere proprio per se
stessa, sia che ti riesca bene sia che non ti riesca; che
tu ne riceva lode o biasimo; che tu ne ricavi amore e
premio oppure nulla; che la gente ne venga a conoscenza e
te ne sia riconoscente oppure no.
Quante attività riusciresti a contare nella tua vita cui ti
dedichi semplicemente perché ti piacciono e catturano il
tuo animo? Riscoprile, coltivale, perché sono esse il tuo
passaporto per la libertà e l’amore.
Anche in questo campo hai subito probabilmente un lavaggio
del cervello che ti conduce a pensare in una maniera del
tutto consumistica, in base alla quale gustare una poesia o
bearsi di un panorama o godere di un brano musicale appare
come una perdita di tempo, perché dovresti essere tu a
produrre quella poesia o quella composizione musicale o
quell’opera d’arte. Ma secondo questa
mentalità, anche il produrre queste cose ha in sé poco
significato: importante infatti è che il tuo valore venga
riconosciuto. Come può essere buona una cosa se non viene
riconosciuta? E neppure è sufficiente che essa venga
conosciuta: deve essere anche applaudita e lodata dalla
gente, altrimenti non vale nulla. Il tuo lavoro acquista il
suo massimo valore solo se diventa popolare e si vende bene
sul mercato! Ed eccoti nuovamente tra le braccia e sotto il
controllo degli altri. Il valore di un’azione,
secondo gli altri, non sta nel fatto di essere amata e
goduta per se stessa, ma nel fatto che riscuota successo.
La via regia al misticismo e alla realizzazione non passa
in mezzo alla gente: passa attraverso azioni in cui ci
s’impegna per se stesse, senza badare a quelle che
sono le “azioni redditizie”. Contrariamente a
quella che è l’opinione comune, la cura contro la
solitudine non sta nel trovarsi compagnia ma nel contatto
con il reale: nel momento in cui tu entri in contatto con
il reale, tu arrivi a conoscere che cos’è la libertà
e che cos’è l’amore. Staccati dagli altri, e
conquisterai così la capacità di amarli.
Non devi pensare che per far sgorgare l’amore dal tuo
cuore tu debba innanzitutto incontrare la gente. Ciò non
sarebbe amore ma semplicemente attrazione o compassione.
E’ l’amore invece a nascere per primo nel cuore
attraverso il tuo contatto con il reale. Non tanto
l’amore per una cosa o per una persona particolare ma
l’amore in se stesso: un atteggiamento, una
predisposizione ad amare. Sarà poi questo amore ad
irradiarsi verso il mondo esterno delle cose e delle
persone.
Se desideri che l’amore si faccia presente nella tua
vita, devi spezzare le strettoie della tua dipendenza
interiore dagli altri, e il mezzo per riuscire è uno solo:
rendertene conto e dedicarti ad attività che tu ami
compiere semplicemente per se stesse. “
