18 Dicembre 2003

PENSIERI DELL’ANIMA

L’osservazione della mia vita, l’osservazione della vita in generale, l’osservazione degli eventi interiori come quelli mondiali, l’osservazione delle emozioni ad essi correlati, l’osservazione dei rapporti con gli altri esseri umani, l’osservazione delle persone, l’osservazione dei turbamenti innescati dalla relazione, l’osservazione semplice e naturale, senza giudizi di sorta, di ciò che mi sta intorno ……..
l’osservazione sta producendo in me una rivoluzione interiore, un cambiamento già visibile anche agli altri ……..liberi dal pregiudizio che nasce dalla presunzione di conoscere la persona alla quale si è apposta una ‘etichetta’…….
è un cambiamento leggibile nei miei occhi, nel mio fisico, nel modo di muovermi e di parlare………
ed è avvenuto l’altro ieri, da quando ho assunto la responsabilità di fare una scelta dolorosa, di tagliare con i sensi di colpa originati dal farmi carico degli altri in modo eccessivo e dall’illusione che potessi avere, presuntuosamente, le capacità per farlo, dalla inutile sofferenza che mi stava uccidendo fisicamente e interiormente…….
l’osservazione di me, dei miei conflitti, dei miei mutevoli stati d’animo in relazione ad eventi e a persone che fanno parte della mia vita è un atteggiamento mentale che avevo dismesso per annegarmi nel mare insidioso della carica, che è solo un’etichetta vuota, che genera soltanto mania di potere e delirio di onnipotenza, e carico eccessivo della sofferenza altrui……
l’osservazione del mio disagio mi ha portato alla ricerca della chiarezza, al confronto sui problemi troppo grandi per me, per le mie capacità e troppo lontani dal mio vero modo di essere e sentire la vita…..
è avvenuto un miracolo dopo l’altro………..
ieri mattina ero al telefono e mentre parlavo serenamente per la prima volta in tre anni e mezzo, dell’associazione afasici, dei suoi tanti problemi, mi sono fermata e mi sono sorpresa a raccontare alla persona dall’altro lato del telefono, della meraviglia che destava in me la vista di un uccellino grasso che saltellava felice dalla ringhiera del balcone ai rami delle piante che vi si aggrappavano, sostando per brevi secondi e guardando nella mia direzione…….
non so se ho trasmesso l’entità dell’ emozione del risveglio provata in diretta telefonica, né so quanto abbia potuto apprezzato l’altra persona l’importanza della mia osservazione, ma quella piccola osservazione mi ha portato ad essere felice ……solo dal contatto a distanza con quella piccola creatura……
avevo lavato le tende degli infissi del balcone della cucina……la luce che entrava in cucina era diversa…..ogni cosa mi appariva diversa …..ero diversa io…….dopo quell’incontro di sguardi a distanza, ho deciso di non rimettere più le tende, di non negarmi il contatto con la natura e con gli uccellini grandi o piccoli che siano, che hanno scelto proprio i miei balconi fioriti e curati per farvi i loro nidi stagionali…….altra meraviglia architettonica e ingegneristica da contemplare nella loro essenzialità strutturale, composta da incastri volumetrici perfetti di piccoli rami, foglie, carte, tutto fornito dalla natura gratuitamente.
Alla natura, alla sua energia potente di guarigione ho fatto ritorno con la sola osservazione, sviluppando l’attenzione…….
Sono sempre più in pace con me stessa e felice di aver fatto ritorno alla mia dimensione naturale, fatta delle piccole e semplici cose……
Credo sempre più che questo sia il percorso che porta al risveglio interiore e alla rinascita delle persone, afasiche e non.
Gli afasici, costretti a convivere con il loro silenzio, gravemente colpiti nel loro emisfero razionale e logico, ma favoriti nella loro parte intuitiva, creativa, sensibile ed emozionale hanno maggiori possibilità di accedere ai piani del risveglio spirituale, cosa che alle persone normali riesce più difficile perché lo devono prima comprendere e poi scegliere come percorso di vita.
Ecco perché tra gli afasici c‘è quella comunicazione verbale o non verbale tanto intensa, quella solidarietà che nasce dal sentirsi parte uno dell’altro, nel riconoscersi ed aiutarsi reciprocamente, nel godere come bambini che riscoprono il mondo, le cose semplici……le piccole cose……dimenticate e soffocate da ogni genere di conflitto interiore, relazionale, lavorativo, sociale…..
Stare bene con sé stessi è importante…….è amando la vita e ritornando alla vita che si conquistano le vette più alte…..si superano le prove più ardue……
È’ questa la mia strada……è soltanto questa dimensione che posso condivere con gli altri esseri umani……non perseguendo altre strade che non mi sono più familiari o che non lo sono mai state…….
Oggi ha colpito la mia attenzione un fumetto giapponese J.RO di Jiro Taniguchi, (uscito venerdì scorso insieme al quotidiano Repubblica) intitolato “L’uomo che cammina” : l’artista comunica un messaggio universale che, forse, risulterà maggiormente apprezzato dagli afasici per la sua particolare essenzialità.
In particolare mi ha fatto riflettere ed ispirato questi pensieri dell’anima annotati oggi, una frase dell’uomo che cammina, detta alla moglie che lo guarda con aria molto perplessa: “Ho fatto una deviazione a metà percorso……ho scalato il monte Fuji”……
Per l’uomo che cammina passeggiare e osservare è un compito ben preciso, una scelta di vita, un naturale percorso mentale, filosofico.
Noi lettori o semplici osservatori, siamo resi partecipi solo di ciò che lui vede.
L’uomo che cammina ama gli animali, si sdraia sugli alberi, sente con forza il richiamo alle tradizioni della sua cultura…..l’uomo che cammina è un osservatore consapevole…..l’uomo che cammina compie il suo viaggio interiore……l’uomo che cammina ci invita ad ammirare insieme a lui tutto quello che incontra con gli occhi durante il suo percorso: lo sguardo di altre persone, un albero che sta fiorendo, la neve che cade. …….in una mescolanza di silenzi (osservazione delle vignette) e di suoni disegnati per trasmettere le varie sensazioni prodotte, per esempio, dallo scroscio della pioggia…..anche con i suoni ci aiuta ad entrare nella particolare atmosfera del fumetto, che diventa un viaggio interiore, simile all’emozione che si prova all’ascolto dei suoni limpidi e senza ritmo stando fuori ai templi zen.
E’ la semplice ma profonda storia di un uomo che, passeggiando, nutre il suo animo di amore per la vita, anche per il gusto del cibo….
In un altro racconto, intitolato Gourmet, ci propone una sorta di viaggio nei piaceri della cucina giapponese, raccontati attraverso un personaggio che di ogni piatto sa descrivere minuziosamente gli ingredienti, riuscendo quasi a farci sentire i sapori.
Non ho un motivo preciso per avere scritto queste riflessioni, ho sentito la bellezza, la felicità delle sensazioni prodotte dall’osservazione……il richiamo alla tradizioni filosofiche orientali che sono entrate a far parte di me e della mia vita…..non so perché ma ho sentito una spinta ad annotare i pensieri nel loro scorrere e la gioia di condividere tutto questo lavoro interiore che, forse, può ispirare qualcuno o dare una scrollata a qualche altro…. forse per altre persone questi pensieri potranno apparire “ cose scontate” o all’opposto “incomprensibili”…..
Non importa….non vado alla ricerca del consenso …….il mio messaggio è diretto a quanti lo aspettano……e sanno cogliere il significato…..è semplicemente un invito a camminare insieme nella vita con un certo spirito…..è la sola cosa in cui credo, l’unica che io possa e sappia fare con gioia e trasmettere a tutti anche nell’associazione…….forse è poco, o molto, non lo so……l’importante è fare chiarezza, diventare sempre più consapevoli di ciò che si è scelto di essere, nella percezione dei propri limiti nel fare qualcosa per gli altri.
Olimpia