Cos'è la mastopatia fibrocistica?



La mastopatia fibrocistica è un problema diagnostico che ha coinvolto molto i medici, soprattutto chirurghi, già da tempi remoti. Diverse le interpretazioni che le sono state attribuite, tanto che è assai frequente che le donne inizino il loro colloquio con il senologodicendo: “Io soffro di mastopatia fibrocistica da anni, per cui mi è stato detto che devo stare sotto stretto controllo”.

Attualmente questa espressione non è più accettata dai patologi, ma in passato la sua presenza costante nel tessuto ghiandolare normale delle persone operate di cancro aveva fatto nascere l’ipotesi che la mastopatia fibrocistica fosse una situazione predisponente al cancro. Solo quando si è constatato che la cosiddetta mastopatia era uno stato di tutte le mammelle, questa ipotesi è stata abbandonata.

Il corretto uso del termine nasce da uno studio condotto a Nashville su 3000 biopsie mammarie, con l’intento di verificare quelle situazioni che si devono considerare “a rischio” di evolvere in cancro. Tutte le lesioni riscontrate sono state catalogate in tre gruppi:
·                       lesioni non-proliferative;
·                       lesioni proliferative senza atipia;
·                       iperplasie atipiche.
Questo studio, pubblicato nel 1985, è stato ufficialmente adottato l’anno successivo come criterio guida dell’esame patologico delle biopsie mammarie. Allo stato attuale, considerato che ci vorrà molto tempo prima che il termine “mastopatia fibrocistica” non venga più usato, va puntualizzato che:
·                       il cancro mammario e il dolore mammario non derivano dalla cosiddetta mastopatiafibrocistica;
·                       la mastopatia fibrocistica non è una malattia (per cui è inesatto dire “Io soffro dimastopatia fibrocistica”), ma solo una fase dell’evoluzione del tessuto ghiandolare mammario e quindi la visita periodica di prevenzione non si fa per “controllare lamastopatia fibrocistica” ma per controllare il seno.
 
La mastopatia fibrocistica è un tumore benigno della mammella, dovuta alla proliferazione delle cellule degli acini delle ghiandole mammarie e dalla proliferazione e dilatazione dei dotti ghiandolari. È associata alla proliferazione del tessuto connettivodisposto intorno e fra gli acini.
Si distinguono tre varietà:
·     la fibrosi della mammella, in cui prevale la proliferazione a livello degli acini
·     la malattia cistica, in cui prevale la proliferazione nel tessuto connettivo
·     l'adenosi, con una proliferazione prevalente nell'epitelio ghiandolare.
Sintomi
La malattia è caratterizzata da dolori e da una sensazione di tensione nella regione mammaria, accompagnati da tumescenze cistiche. Queste ultime sono di dimensione variabili e dolenti, tendono ad aumentare nella fase premestruale, per ridursi e quasi scomparire a mestruazione terminata.
Il tumore si evolve in tre fasi. Nella prima, mastodinia, la mammella è dolente. Il dolore è più accentuato nel quadrante superoesterno, nell'area vicino all'ascella, arrivando ad irradiarsi in questa e nel braccio. Alla palpazione si riscontra forte dolorabilita in corrispondenza dei noduli. L'adenosi è la seconda fase, caratterizzata da un dolore in sede mammaria quasi permanente, accentuato nel periodo premestruale. Alla palpazione la mammella è dura, con presenza di nodosità e placche che possono arrivare al centimetro. L'ultima fase è quella cistica, in cui non si manifesta un dolore molto inteso, salvo nei casi di sviluppo rapido di una o più cisti. Da queste può fuoriuscire del liquido, emesso poi spontaneamente dal capezzolo, di colore variabile
Diagnosi
La diagnosi viene confermata attraverso l'esame citologico e istologico del liquido aspirato con un ago dalla ghiandola mammaria, attraverso la mammografia e l'ecografia.
 
Terapia
La sintomatologia può essere alleviata attraverso creme o gel al progesterone. Al progesterone, può essere unita una terapia a base di vitamina E. Può essere consigliata anche una dieta ipolipidica, ricca di vitamine del complesso B.
Può essere utilizzato un farmaco antiestrogeno, come il tamoxifene.
Se le nodosità persistono a lungo, devono essere asportate e sottoposte ad esame istologico. Le grosse cisti vanno aspirate, sottoponendo il liquido ad un esame citologico, se il liquido risultasse emorragico e l'esame mostrasse delle atipie, le cisti devono essereasportate
 
Cos’è la mastalgia?

Il dolore mammario (mastalgia) è di gran lunga il sintomo mammario che più frequentemente conduce la donna adulta alla visita senologica. La frequenza di visite richieste al senologo per il dolore mammario è dovuta al fatto che quando il dolore si protrae a lungo, l'associazione dolore-tumore si crea quasi automaticamente nella mente delle donne, nonostante da più parti si ripeta che questa associazione normalmente non esiste.

Il tipo di dolore è molto diverso da donna a donna: indolenzimento, sensazione di turgore o di ammaccatura, ipersensibilità, gonfiore localizzato, dolore come da taglio o da strappo, oppure pulsante come un ascesso, puntorio, urente, trafittivo.

Il dolore, che può essere di diversa entità, solitamente è ben sopportato, ma esistono anche casi in cui la sua gravità e persistenza ingenerano malessere, cattivo rendimento sul lavoro, insonnia, irritabilità. Per il suo andamento si riconoscono due forme di mastalgia:
·                       La mastalgia ciclica è caratterizzata da un andamento ciclico del dolore che è soprattutto pre-mestruale (talvolta anche pre-ovulatorio), generalmente diffuso aentrambe le mammelle. La donna si lamenta di una sensazione di pesantezza come se la mammella fosse piena di latte.
Il quadrante maggiormente interessato è il super-esterno e la ghiandola è solitamente sede di piccole nodosità multiple alla palpazione, mentre la mammografia dimostra solo la presenza di una mastopatia fibrocistica.
La mastalgia non-ciclica è per lo più localizzata: il dolore interessa un'area circoscritta di una mammella e si accentua con la pressione delle dita. Tipica la mastalgia da interessamento dei nervi intercostali. È in questi casi che è importante individuarne la causa, per eliminarla (se possibile) riportando la donna a uno stato di serenità. Unamastalgia non ciclica è quella provocata da processi infiammatori, che possono essere acuti, e allora si manifestano con le caratteristiche della mastite, oppure cronici, per esempio le galattoforiti o le mastiti periduttali (quasi sempre conseguenza delle piccole infiammazioni localizzate provocate dalla suzione del latte durante l'allattamento).