Canoa Club Marchexplorer
In canoa nei fiumi delle Marche

IL RADUNO DI CANOA DELL' 8 E 9 APRILE 2000, fiumi Sentino ed Esino


Il volantino del raduno


SABATO 8 APRILE.
Già al mattino di una bella giornata sono iniziati gli arrivi dei partecipanti alla manifestazione e il parcheggio delle grotte di Frasassi a San Vittore di Genga si è animato con la presenza delle coloratissime canoe sopra le auto, saluti, strette di mano, presentazioni rituali e consuete in occasione dei raduni, non sono mancate.
Ben presto sono iniziati i preparativi per la discesa e nella tarda mattinata un gruppo di canoisti ha percorso il Sentino che per l'occasione presentava un livello d'acqua ideale (medio-alto). Un altro gruppo ha invece optato per il tratto alto del fiume Esino, poche rapide ma divertenti dato il livello idrico anche qui ottimale, per completare poi la discesa al termine della Gola della Rossa. Unico problema delle difficoltà del tratto alto una pagaia rotta da un canoista, di cui manteniamo anonimato, facente parte dei simpatici amici evergreen di Castelgandolfo. Quasi nessuno oggi porta con sé la pagaia di scorta, anche perché difficile da stivare nei moderni kayaks, tuttavia nella fattispecie, sono trapelate indiscrezioni secondo le quali il manico fosse stato in precedenza segato ad arte per rompersi al primo urto, complimenti comunque allo sfortunato che ha continuato con una sola pala. Una breve sosta è stata effettuata al laghetto della Stazione di Genga, anche per consentire, oltre alla sostituzione della pagaia rotta, l'imbarco al gruppo dei principianti.
Nella serata i canoisti intervenuti da più lontano hanno trovato alloggio al Dopolavoro Ferroviario della Stazione di Genga per il meritato riposo dal viaggio e dalla discesa in canoa.
Un gruppo di canoisti bolognesi (3 o 4 persone) hanno ritenuto di non dover pagare l'iscrizione, motivando il fatto nelle carenze organizzative e nella mancanza di alloggio-cena del sabato-pranzo della domenica, gratuiti a loro dire di prassi altrove. Premesso che a nostro avviso chiunque può indipendentemente frequentare il fiume anche in occasione di raduni, il fiume è di tutti, ci dispiace perchè riteniamo di aver fatto il massimo alla prima esperienza e ciò che abbiamo potuto offrire è stato il massimo in questa occasione, dopo aver superato non poche difficoltà. Ripensiamo a quando siamo andati sul Limentra, dove i canoisti bolognesi consentono la discesa pagando all'Enel il rilascio dell'acqua, nell'occasione decidemmo durante il viaggio di lasciare il nostro contributo premiando l'iniziativa, anche se poi all'imbarco ci corsero dietro pensando che fossimo portoghesi ed invece avevamo pagato per primi senza aver avuto nessuna richiesta. Anche il Limentra, asciutto o con acqua, è di tutti. Per la cronaca, Domenica mattina presto i canoisti bolognesi se ne sono andati altrove, la cosa non ci è dispiaciuta.

DOMENICA 9 APRILE.
Intorno alle ore 9.00 sono iniziate le operazioni di iscrizione e di recupero. Insieme alla Croce Verde di Serra San Quirico ed alla forze di Protezione Civile è stata predisposta l'assistenza lungo il percorso. Il primo gruppo dei canoisti più esperti e conoscitori del Sentino hanno iniziato la discesa, per terminare alla Stazione di Genga sull'Esino, dove era predisposto il ristoro ed il pranzo al Dopolavoro Ferroviario. Purtroppo in questo primo gruppo un canoista del pesarese (Mondavio?) è stato vittima del classico incidente della lussazione alla spalla. Soccorso immediatamente e trasportato all'ospedale di Fabriano, è potuto fortunatamente ritornare in tempo per il pranzo. Auguri a lui di pronta ripresa.
Il gruppo successivo guidato dall'organizzazione ha iniziato la discesa con un po' di ritardo a causa degli imbarchi e sbarchi intermedi dei principianti, allo scopo di evitare i passaggi difficili. Tutto poi si è svolto con regolarità e divertimento per tutti sino allo sbarco di Serra San Quirico all'uscita della Gola della Rossa. Un problema è avvenuto durante le varie operazioni di recupero per un rifornimento di carburante sbagliato al pulmino sociale della Polisportiva Trezzano. Ancora qui l'intervento della Protezione Civile ha evitato disagi ai simpatici amici lombardi.
Il raduno si è poi concluso con il ristoro al Dopolavoro Ferroviario, dove c'è stata anche l'estrazione dei premi offerti dalla ditta Refer.
Ringraziamenti vanno alla Comunità Montana dell'Esino-Frasassi, presente con l'assessore al turismo e sport, al Consorzio Frasassi, gestore delle Grotte, al Dopolavoro Ferroviario, al CAI di Jesi, a tutti gli amici che hanno svolto ricognizioni sul percorso per localizzare e rimuovere gli ostacoli pericolosi.


COMMENTI RICEVUTI.
Roma 16 Aprile 2000.
Probabilmente Francesco Bartolozzi non lo sa o non lo ricorda, ma in una tappa della discesa del Tevere del 1987, da Città di Castello ad Umbertide c'ero anch'io al mio primo raduno fluviale. Ero emozionato e preoccupato ma sapevo di poter contare sul gruppo e su quelli più esperti che nella necessità mi avrebbero aiutato. Ora ho 45 anni e continuo ad avere lo stesso entusiasmo di allora che cerco, a volte con successo, di trasmettere agli altri e, senza che Francesco possa immaginarlo, è lui che devo ringraziare e probabilmente come me molti altri sono stati avviati alla canoa fluviale grazie alla passione ed alla buona volontà di chi si è prodigato per organizzare quell'insieme di amicizia, reciproco aiuto, convivialità, goliardia e tant'altro che un "raduno" è in grado di offrire. Chi tra i "vecchi" del centro Italia non ha un buon ricordo dei raduni sul Corno, sul Nera, sul Peschiera, sull'Aventino, sull'Aniene, sul Merse e sul Fiora? Cito questi perché stanno scomparendo o già non sono più in programma così come non è più in programma l'idea stessa di "raduno". Era piacevole al di la del grado di difficoltà o degli spot dove giocare, soprattutto per il fatto di rivedersi, raccontare, trascorrere una giornata insieme e, perché no, con a seguito anche la famiglia. Ho ritrovato il piacere di un raduno "classico" l'8 e il 9 aprile, nelle Marche, sul Sentino ed Esino organizzato da Fabio Vita e Luigi Rossi del Canoa Club Marchexplorer con la partecipazione della Polisportiva Trezzano (MI). È proprio vero, la fortuna aiuta gli audaci! Considerato che sono fiumi a regime pluviale e non regolati da invasi, il livello d'acqua e la giornata soleggiata e limpida era quanto di meglio si potesse chiedere alla natura: ideale per chi voleva approfittarne per escursioni nelle spettacolari gole di Frasassi, alla Gola della Rossa o zone limitrofe. L'organizzazione è stata ineccepibile: a partire dalla locandina pubblicitaria dettagliata e precisa, alla possibilità di pernottamento sia per saccopelisti che per coloro che desideravano una sistemazione più comoda, la tariffa d'ingresso convenzionata alle grotte di Frasassi, il pranzo generale con prodotti locali tipici presso il D.L.F. di Genga, l'estrazione (era parecchio che non mi capitava) di alcuni premi messi a disposizione dalla Ditta Refer. Ma vorrei in particolar modo soffermarmi sulla discesa del fiume in senso stretto: c'era una "testa" che apriva il percorso e una "coda" che lo chiudeva, rispettando quegli standard di sicurezza a volte trascurati; ai principianti sono stati offerti percorsi alternativi e, personalmente, ho ritrovato il piacere, condiviso con altri, di accompagnarli soddisfatto del loro entusiasmo e delle loro emozioni, quale miglior mezzo di promozione? Non parliamo poi della sicurezza "esterna" c'era da fare invidia a manifestazioni ben più imponenti: Croce Verde e Protezione Civile sono stati sempre presenti come angeli custodi, addirittura un'ambulanza seguiva dalla strada la "coda" del raduno garantendo assistenza immediata. Ricordo tale efficienza sull'Aventino e, sul Musone, c'erano perfino dei sub in acqua nei passaggi più impegnativi. Purtroppo l'ambulanza è stata necessaria in seguito ad una lussazione di una spalla e la jeep della protezione civile si è dimostrata utile nel rimorchiare il furgone della Polisportiva Trezzano erroneamente rifornito a gasolio anziché con benzina, troppo presi dalla discesa!!!! Che dire, quindi, a conclusione se non grazie a Fabio e Luigi rivelatisi efficienti in ogni settore. Fabio è stato sempre disponibile, con un furgone, per i vari "riporti" ed ha rinunciato alla discesa per curare i rapporti "diplomatici" con Enti ed Associazioni, Luigi si è occupato dell'aspetto tecnico elargendo, soprattutto a ragazze (è documentato!!), consigli, aiuti, suggerimenti, traiettorie da seguire, punti di trasbordo e di sbarco. Ha, inoltre, con la sua arte oratoria, resa ancor più simpatica dal dialetto marchigiano, intrattenuto i canoisti durante l'abbondante pranzo presso il D.L.F. Ben vengano i raduni, quindi, per stare insieme, per fare promozione, per sensibilizzare alle problematiche ambientali ed al rispetto della natura. Un augurio per il 2001 !!
Sergio

Sergio Fineschi di Roma, da anni partecipa ed è promotore egli stesso di discese fluviali nelle Marche e nel resto d'Italia.