Discesa in kayak del fiume Tronto, con imbarco in territorio laziale, provincia di Rieti, dalla località di Saletta sotto l'alto viadotto sulla SS n 4 Salaria poco a valle di Amatrice e sbarco nelle Marche a monte di Arquata del Tronto in uno dei numerosi ponti stradali, sempre sulla Salaria, presso la frazione di Vezzano. La giornata è bella e sufficientemente calda, trovandoci a più di 800 m di quota tra i Monti della Laga ben innevati che alimentano le acque del Tronto. All'imbarco il fiume è stretto e veloce, l'acqua non è proprio limpida ma abbastanza pulita e piuttosto gelida, appena partiti il fiume si allarga, scende sempre molto veloce con poche morte, nessun laghetto e pendenza costante tra l'11 e il 13.
Prima parte del tratto laziale
Tratti a ramo unico si alternano frequentemente a larghi isolotti con difficoltà di II° e qualche III° soprattutto in corrispondenza dei ponti stradali. Il fiume nel complesso presenta caratteristiche di tipo appenninico, la presenza di massi è continua ma raramente di ostacolo alla navigazione, le sponde quasi ovunque percorribili sono terrose con pochi ghiaieti, numerosi i tronchi di traverso che possono talvolta obbligare al trasbordo. Il tratto laziale oggi percorso termina al paesino di Grisciano dopo 9 km, allorché entra dalla destra il torrente Chiarino, molto impetuoso alla confluenza, che porta acqua fredda abbondante dallo scioglimento dei nevai.
In vista del viadotto sulla Salaria
Il tratto marchigiano pertanto è caratterizzato da un discreto volume idrico, acqua limacciosa, rapide di III° discretamente violente ed ondose ma senza massi affioranti. La discesa diviene una veloce cavalcata sino allo sbarco, ponendo sempre attenzione a rami e tronchi d'albero, per altri 4 km. Il luogo di sbarco scelto in corrispondenza del ponte a poca distanza dal bivio per Vezzano sulla sponda destra, risulta molto comodo sul prato a livello strada.
L'inquinamento purtroppo appare sensibile sia dalla presenza di rifiuti solidi (immancabili i rottami di lavatrici ed altri elettrodomestici ingombranti), sia dagli scarichi di liquame fognario. In contrasto evidente la massiccia presenza di pescatori, almeno alcune decine ben distribuite su entrambe le sponde e su tutto il tragitto. Le imbarcazioni consigliate per la discesa si limitano ai kayak monoposto e per gli esperti canadesi anche aperte. Ad Arquata, al termine dell'ampia vallata che contraddistingue il tratto alto, sbarramento artificiale con presa d'acqua visibile dalla strada ed a valle il Tronto precipita su grossi blocchi rocciosi in parte ingolato con difficoltà elevate e continue, diversi impraticabili ben visibili anche dalla strada che costeggia il fiume. Sino ad Acquasanta Terme le condizioni non cambiano e la nostra esplorazione, pur limitata ad una ricognizione dall'esterno, risulta sufficiente a catalogare il tratto come il più difficile delle Marche.
Il tratto marchigiano con livello alto
1 Maggio 1999
CCMarchexplorer
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