Dedichiamo il nostro modesto spazio all'azzurra
Cristina Giai Pron campionessa di k1 slalom, ovvero una di quegli atleti che vediamo in tv ogni 4 anni, grazie ai giochi Olimpici e meno male che pratica una disciplina olimpica, altrimenti....
Ricordo di averla vista giovanissima nei primissimi anni novanta (forse '92?) sul fiume Sesia, tappa allora obbligata per tutti i canoisti e severo banco di prova per i principianti. Credo che guidasse un gruppo per una lezione al servizio di una delle mitiche scuole della Val Sesia.
Mentre tutti scendevamo come tronchi alla deriva, arrancando tra decine e decine di colpi di pagaia assai poco efficaci, lei disegnava in acqua linee semplici, con una azione leggera e potente allo stesso tempo e con pagaia quasi sempre in verticale.
Si permetteva persino di indossare la bandana in luogo del caschetto ed il contrasto con i nostri copricapi integrali o dotati di paracolpi aveva del grottesco. Ovvio distinguo tra chi si godeva una tranquilla passeggiata e chi, come me purtroppo, si preparava al peggio!
Primissimo piano di Cristina sul canale olimpico di Atene
Su nostra richiesta Cristina ci ha gentilmente inviato queste bellissime immagini.
A beneficio di chi non ha visto la diretta tv, rendono bene l'idea su quali difficoltà si svolgano le gare di k1 slalom per gli atleti di elite.
Non ho mai avuto un contatto diretto, ma credo che per un canoista della "domenica" di medio livello, con kayak in polietilene, sia già un impresa riuscire a fermarsi in "morta" (quelle del canale sono assai instabili) o ancor di più arrivare in fondo indenne.
L'unica esperienza che ricordo e che può accomunare altri canoisti è il campo slalom di Valstagna sul fiume Brenta, molto più facile dei tracciati olimpici e mondiali. Ci è capitato, e non è raro a Valstagna, di trovare atleti che si allenano su e giù tra le porte (perché quando arrivano in fondo riescono poi a risalire) durante una discesa.
Si decise allora, per non intralciare gli slalomisti, di scendere a distanza percorrendo lo stesso tracciato dello slalom, caricati, sicuri e convinti. Giunsi in fondo provatissimo per arrestarmi sull'ultima comoda morta, un attimo dopo giunse una ragazzina che avrà avuto 14 o 15 anni, picchiò il pugno sul bordo del pozzetto, come gesto di stizza: "Acc..... ho saltato una porta!", commentai a mia volta: "Beh.... se può consolarti.... io non ne ho presa neanche UNA!"
Cristina impegnata sul percorso di Sidney
Ringraziamo Cristina di cuore. Le saremo vicini anche alle prossime, perché c'è da migliorare quel quarto posto del '96, che per un soffio poteva essere d'oro.
Se poi non arrivano medaglie, pazienza, siamo sicuri che comunque si confermerà fra le più forti al mondo.
Magari non avrà gli stessi muscoli di quelle che l'hanno preceduta ad Atene.... ed a noi, in fondo, piace così com'è.
Cristina sulle porte dello splendido tracciato di Atene 2004
(Luigi)