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La classificazione internazionale della difficoltà dei corsi d'acqua, che prevede l'utilizzo di una scala di 6 gradi, pur non fornendo tutte le indicazioni necessarie è però sintetica e può riferirsi ad un tratto di fiume o torrente, ad un singolo passaggio o ad una sequenza di passaggi.
Nelle guide o nelle relazioni dei canoisti si troveranno ad esempio note del tipo: fiume di III° (o III classe), tratto di II-III° ad indicare difficoltà alternate, se ad esempio un fiume di III° presenta uno o due passaggi di IV° l'indicazione sarà III° (IV°).
La valutazione di questi gradi o classi sono soggettive e per questo criticabili, un canoista esperto può giudicare facile un IV° mentre il principiante può trovarsi in difficoltà su un I° o II°, inoltre altri fattori possono alterare la classificazione ed andrebbero sempre riportati: la portata, la larghezza dell’alveo, la pendenza, la velocità della corrente, l'andamento delle rapide, la presenza di dighe e sbarramenti, la possibilità di aggirare l'ostacolo, la possibilità di prendere terra con facilità.
Con l'abbreviazione P.I. si intende Passaggio Impraticabile, ovvero un passaggio che per la configurazione degli ostacoli, la pericolosità estrema, la forza dell'acqua, la pendenza impossibile, non può essere superato. Esso sottointende altresì l'indicazione di un pericolo mortale.
La graduatoria convenzionale della classe di difficoltà della ICF International Canoe Federation, riportata di seguito con la nostra interpretazione ed i commenti aggiuntivi, deve essere sempre verificata con informazioni raccolte direttamente, poiché i fiumi sono in evoluzione continua, i passaggi e le rapide possono modificarsi nel tempo e le guide pur aggiornate restano fonte di notizie a carattere generale.

I° Facile
Navigazione facile, per tutti, spazio aperto, curve senza difficoltà, onde regolari, piccoli frangenti, ostacoli facili da evitare. In caso di bagno è facile il recupero del materiale e la continuazione della discesa, anche con imbarcazioni come la canoa canadese o indiana ed equipaggio multiplo.
Esempio: l'Esino dal ponte di Camponocecchio (strada per San Vittore prima del passaggio a livello) al primo ponte della Strada Statale 76 (in direzione Fabriano prima dell'uscita per Genga-Grotte di Frasassi).

II° Poco Difficile
Navigazione non difficile, per principianti, percorso libero o con ostacoli evidenti, onde irregolari, piccoli dislivelli, manovre semplici.
In caso di bagno bisogna conoscere le elementari tecniche di nuoto in corrente.
Esempio: rapida sull'Esino dal ponte ferroviario di Pontechiaradovo al ponte stradale circa 100 metri a valle.

III° Difficile
Navigazione da mediamente difficile a difficile, per canoisti già bravi o principianti avanzati, percorso visibile, onde alte ed irregolari, dislivelli evidenti, piccoli salti, punti di arresto prevedibili, rocce in corrente, curve strette, manovre attente.
In caso di bagno occorre nuotare correttamente ed avere esperienza di autosoccorso per il recupero del materiale nautico.
Ricognizione preventiva a propria discrezione.
Esempio: la rapida del Sentino nella Gola di Frasassi , con livello idrico medio, visibili a valle del ponte che a monte consente di vedere la grande cavità scavata dal fiume nella parete sinistra alla direzione della corrente. Più in generale tutto il tratto delle gole può considerarsi di III° in condizioni normali.

IV° Molto Difficile
Navigazione molto difficile, per esperti, scarsa o assente visibilità dalla barca, rapide violente, grosse onde e rulli, pendenza rilevante, salti con ritorno, zone di arresto difficili, passaggi ostruiti, obbligati e veloci, manovre precise e repentine.
In caso di bagno è pericoloso nuotare, è difficile conservare da soli canoa e pagaia , il soccorso da parte di altri è difficoltoso o impossibile se non predisposto in anticipo. È opportuno conoscere bene l'eskimo in acqua mossa, manovra di autoraddrizzamento dell'imbarcazione.
Ricognizione preventiva consigliata e talvolta necessaria. Per i principianti avanzati in caso di dubbio optare saggiamente per il trasbordo, anche questa valutazione contribuisce ad arricchire il bagaglio di esperienza.
Esempio: rapide sotto ed a valle del ponte ferroviario sull'Esino, visibile dalla vecchia statale a monte del paesino di Valtreara, con livello alto d'acqua. La rapida sull'Esino che sfocia sul laghetto della Stazione di Genga.

V° Estremamente Difficile
Navigazione con difficoltà molto elevata, solo per esperti, visibilità nulla dalla canoa, rapide lunghe, violente ed ostruite, onde gigantesche, buchi e rulli che tengono, dislivelli accentuati con salti difficili da superare anche con l'eskimo, zone di morta per fermarsi quasi imprendibili, strettoie e cascate con ingresso ed uscita complicati, manovre potenti, efficaci e di assoluta precisione.
Il bagno è pericoloso con alto rischio di gravi infortuni o di bevute, il soccorso deve essere pianificato preventivamente ed eventualmente applicato da canoisti di provata esperienza. È indispensabile preparazione tecnica, psicofisica ed eskimo a prova di bomba.
Ricognizione assolutamente indispensabile. Anche canoisti esperti possono scegliere il trasbordo.
Esempio: rapida sul Burano nel tratto tra Cantiano e Cagli (PS), seguendo la vecchia strada in direzione Cagli visibile sulla sinistra in corrispondenza di un parapetto a ringhiera (molto frequentato da .... pescatori), con livello alto d'acqua. Il passaggio detto della Marmitta del Diavolo sul fiume Candigliano poco a valle di Piobbico (PS) in direzione Acqualagna, con livello medio e alto d'acqua.
Note rapide di V° dell'arco alpino con grosso volume d'acqua sono: fiume Noce, loc. Dimaro, Trentino-Alto Adige, rapida della Segheria; fiume Isarco, loc. Fortezza, Trentino-Alto Adige, rapida di Fortezza; fiume Sesia, loc. Balmuccia, Piemonte, rapida della Balmuccia.

VI° Limite di navigabilità
Navigazione in genere impossibile, praticabile sono in determinate condizioni idriche da canoisti molto esperti e preparati o professionisti, condizioni come per il V° ma senza una linea di discesa evidente, presenza di salti in sequenza con buchi che trattengono, controroccia con nicchie scavate quasi inevitabili, presenza di sifoni che possono intrappolare sott'acqua, eskimi obbligati, la enorme difficoltà può impedire o rendere inefficace qualsiasi manovra.
Il pericolo di serio incidente anche mortale è altissimo. È necessario avere a disposizione un gruppo di soccorso a livello professionale e dell’assistenza di uno staff medico.
La ricognizione è, come comprensibile, assolutamente indispensabile e può durare mesi od anni. Per il canoista con un po'; di sale in zucca è ovvio ed automatico l'aggiramento dell'ostacolo.
Esempio: Nel tratto alto del Sentino percorrendo la strada che dal confine umbro conduce a Sassoferrato seguendo il corso del fiume è possibile individuare, a monte del modesto abitato di Gaville, prima di una isolata fabbrica sulla sinistra un passaggio che fornisce un modello di VI°. Nelle golette del Bosso in località Secchiano (Cagli, PS), a circa metà del tratto di 3 chilometri, accessibile dalla strada che affianca il fiume tramite un sentiero si può scendere sino al livello del fiume, proseguendo poi per poche decine di metri sull'argine roccioso di destra si raggiunge una strettoia irregolare dove tutta l'acqua precipita, anche questo passaggio è valutato di VI°.

P.I. Passaggio Impraticabile
Navigazione tecnicamente impossibile. Un tratto non navigabile può essere naturale, quando la configurazione degli ostacoli non permette il passaggio della canoa, o quando una cascata non presenta un catino alla base sufficientemente profondo e sgombro da rocce, un impraticabile può divenire praticabile a seguito di uno sconvolgimento dell'alveo fluviale ad opera di frane, smottamenti, terremoti, piene disastrose. Può essere artificiale in presenza di dighe o sbarramenti, di prese d'acqua con saracinesche a sifone, di ponti a pelo d'acqua, di scivoli o salti occupanti l'intero fiume con rulli insuperabili mortali, o con massi, scogli, blocchi di cemento alla rinfusa.
Ricognizione preventiva necessaria per individuare l'esatta collocazione dell'impraticabile, un sicuro punto di sbarco, il tragitto di uscita o di aggiramento per il reimbarco e la continuazione della discesa.
Esempio: i due tratti di fiume citati nel VI° possono essere, dopo averne analizzato l'aspetto nelle diverse condizioni di livello idrico, classificati come P.I. naturali. Lo sbarramento sul fiume Esino a monte della rapida di IV° e del laghetto alla Stazione di Genga (catino insufficiente con presenza di tondini di ferro). Lo sbarramento artificiale con presa d'acqua a valle dello sbarco al termine della Gola della Rossa dopo il ponte di ferro, sul fiume Esino (saracinesca a sifone nel canale di presa, rullo mortale sotto il ripido scivolo).

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Autore: Luigi Rossi - laamt@mac.com
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