Descrizione:
Un tempo ritenute non praticabili e non meritevoli di attenzione, le Gole del Bosso possono invece essere considerate fra gli itinerari più belli e divertenti delle Marche. Al ponte stradale nei pressi di Secchiano, in coincidenza con lo sbarco del tratto classico che inizia a Pianello circa 9 km a monte, ci si imbarca per le gole sulla sponda sinistra dopo essere scesi con prudenza per la scarpata prima del ponte. In alternativa e compatibilmente con il livello idrico, l'imbarco è agevole qualche km più in alto, al
Buco del Bosso ad esempio, comprendendo così parte delle
belle rapide del tratto classico.
Dopo poche decine di metri di navigazione facile si incontra il primo sbarramento artificiale a salto di circa 3 metri di altezza superabile previa ricognizione, agevole sulla sponda sinistra, senza sottovalutare il rullo sottostante, trasbordo sempre sulla sinistra. Poco a valle le prime rapide tipiche delle gole con letto roccioso strettissimo che a tratti sembra una autentica pista di bob, con una bella "esse" la cui uscita è visibile dalla strada vicino ad una casa sulla destra del fiume (III-IV°). Di seguito sempre in belle golette rocciose, bassi gradini, un laghetto con sovrastante passarella pedonale seguito da rapida di III°, scivoli e curve talvolta con scarsa visibilità da monte il che consiglia la ricognizione preventiva per l'impossibilità di arrestarsi al cospetto di ostacoli.
A metà del tragitto, dopo un bel
passaggio che termina in curva (IV°) possibilità di sbarco per un sentiero ripido che conduce alla strada, a valle sequenza di due bassi gradini ed un scivolo (III°) seguito da uno stretto canale naturale, attenzione è il riferimento per sbarcare prima della
strettoia di VI° pericolossisima, l'ultima ed unica morta utile al termine del canaletto sulla destra, con acqua alta è meglio sbarcare prima dello scivolo. Il trasbordo sulla destra permette di visionare tutta la strettoia al termine della quale si risale in barca per un facile imbarco svizzero proprio dove la gola si stringe fra pareti alte e verticali in una buia fessura, niente paura lo si attraversa in acqua piatta per poche decine di metri. All'uscita scivolo con controroccia (IV° con livello medio-alto) e morta utile a sinistra. Quindi a valle ancora tra qualche passaggio angusto si arriva al secondo sbarramento artificiale insuperabile di 6-8 metri di altezza sito in corrispondenza di una curva il che non ne facilita l'individuazione, procedendo sulla destra si può sbarcare per il trasbordo non proprio agevole. A seconda del livello idrico si trova comunque un modo per riprendere la navigazione o per abbandonarla. La gente locale chiama questo luogo "Gorgia dei tre pozzi", qui tra rocce modellate bizzarramente dalle acque una stretta rapida a "elle" (IV°) ed un gradino con massi (III°) rappresentano le difficoltà finali, non prima però dell'ultima facile strettoia larga forse neanche un metro. Oltre si sbarca sulla destra, non senza difficoltà, a monte di un ponte secondario e del raccordo di entrata-uscita della superstrada (SS n.3).