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Studio 60 on the Sunset Strip
A chi interessa la verita' sul mondo dello showbusiness?
Creato da: Aaron Sorkin
Cast: Matthew Perry, Bradley Whitford, Amanda Peet, Timothy Busfield
Premiere USA: 18 settembre 2006 alle 22 ET su NBC
"Non c'e' business come lo showbusiness" sostengono gli americani e il veterano Aaron Sorkin, creatore della pluripremiata serie tv "West Wing" ha voluto provarlo realizzando "Studio 60 on the Sunset Strip". Ambientato nel backstage di uno spettacolo comico che somiglia tanto al Saturday Night Live, il telefilm segue produttori, attori e sceneggiatori mentre si punzecchiano, si stuzzicano e coabitano non sempre facilmente - per ragioni politiche, sentimentali, ideologiche - nel tentativo di dare vita ad uno show comico di satira politica. Animato da un cast d'eccezione "Studio 60" ha debuttato negli Stati Uniti a settembre, sotto i migliori auspici. Peccato che il pubblico non abbia seguito.
Nel ruolo nel nuovo manager dell'emittente NBS (guardacaso lo show va in onda sulla NBC) troviamo Amanda Peet (Syriana, 2005) la cui missione e' cambiare la percezione disastrosa che lo show ha da parte del pubblico. Il piano dell'agguerrita Jordan McDeere e' semplice, lo show risorgera' grazie al talento dei due sceneggiatori, l'angosciato Matt Albie (Matthew Perry, "Friends") e Danny Tripp (Bradley Whitford, "West Wing"). "Quando ho letto lo script - ha dichiarato Amanda Peet - l'ho trovato veramente veramente buono e non e' facile che ti propongano cose fantastiche, a meno che una sia Naomi Watts. E poi da anni Matthew (Perry) e io speravamo di poter lavorare insieme, non ci pare vero che sia successo e con uno show cosi' geniale!" A fare lo show troviamo invece Sarah Paulson nei panni di Harriet Hayes, un'attrice cristiana il cui credo si scontra puntualmente con i valori di Hollywood, nonche' ex ragazza di Albie. Nathan Corddry, che prima di partecipare a "Studio 60" ha lavorato ad un vero spettacolo comico live, il "The Daily Show with Jon Stewart", e' invece il comico Tom Jeter. Inutile dire che tutto fornisce un terreno fertile per tensioni e scontri e Sorkin ha anche ammesso di essersi ispirato alla sua vita privata. Bisogna anche dire che il buon Mat Perry se la cava bene in questo nuovo ruolo e a tratti riesce anche a far dimenticare il suo alter ego di Friends. L'algida Amanda Peet invece convince solo a tratti nel ruolo della donna in carriera, ma la perdoniamo perche' in passato ha accettato di fare film come Assatanata (2001) e Tutto puo' succedere (2003), e non era facile.
Secondo Matthew Perry questo e' un telefilm "Su persone che prendono serissimamente il lavoro di essere comici". Peccato che non ci riescano sempre. Scritto in moto tranchant, provocatorio e intellettuale questo telefilm ha infatti solo un piccolo difetto: non fa ridere. Cioe' e' divertente, ma per girare intorno al making of di uno spettacolo comico non sforna battute proprio fulminanti. E diciamo che per una sitcom puo' essere un problema. Ok, lo scopo di Sorkin e' criticare lo spietato mondo della tv e la politica degli ascolti a detrimento della qualita'. Ma, ironia del destino, con tutte le sue polemiche ha finito proprio per mettere in pericolo lo show. Infatti, dal momento del suo debutto "Studio 60" e' rimasto a lungo in bilico tra cancellazione e continuazione. Che a nessuno interessino i magheggi che stanno dietro agli show tv, ma solo gli spettacoli che ne escono fuori?
Bisogna ammettere che ogni tanto i dialoghi sferzanti, le battute acide e la trama articolata, sebbene prova del grande talento degli autori e degli attori, risultano un po' pretenziosi - anche per i piu' intellettuali e smaliziati di noi - e talvolta il tutto ci sembra anche un po' senza senso. Insomma Sorkin sara' anche un veterano della tv che ha ricevuto un sacco di premi, ma noi il lunedi' sera alle dieci vorremmo soprattutto rilassarci e si, siamo coscienti che e' importante che gli spettacoli televisivi valorizzino i contenuti e che non e' giusto inseguire ad ogni costo il pubblico. Certamente vogliamo che vengano prodotti spettacoli di qualita' e non solo reality idioti e giochi a premi. Ma diamine, la tv e' intrattenimento, se volessimo una lezione sui media forse la cercheremmo altrove.
Probabilmente e' questo cio' che hanno pensato 2 dei 13 milioni di telespettatori che hanno seguito l'episodio pilota lo scorso 18 settembre. La settimana successiva infatti, solo 10,8 milioni hanno seguito la seconda puntata e per la terza erano rimasti in 8 (milioni). Bisogna anche dire che l'ora tarda e la durata di quasi 60 minuti dello show non aiutano i pigri, gli stanchi e gli stressati. Se poi consideriamo che sull'emittente concorrente alla stessa ora va in onda "CSI: Miami" che, possiamo dirlo, tutto e' fuorche' intellettuale, mostra sempre belle ragazze seminude, cadaveri e machos in camicie aderenti, ecco che gli spettatori scappano. E a ben guardare CSI stava li da prima...
Ironia della sorte, quindi, alla serie e' toccato proprio cio' che gli autori criticano nello show: ha rischiato la cancellazione per mancanza di audience. Il sito web che accetta scommesse sui telefilm a rischio di flop (www.brilliantbutcanceled.com) sin dal secondo episodio ha inserito "Studio 60" nella top 5 del 2006. Quando poi la sera del 1 novembre NBC ha trasmesso un'altra serie al posto di "Studio 60", sul web sono iniziate a girare voci allarmate che annunciavano la cancellazione di tutto lo show. E un programma che viene cancellato in corso di stagione negli USA non ha nessuna speranza di uscire nel Vecchio continente. Cosi' anche i fan europei dell'ex Chandler hanno iniziato a disperare.
Se non che, forse per mostrarsi al di sopra delle critiche mosse dallo stesso programma o forse per una sconfinata fiducia negli autori, lo scorso 10 novembre la NBC ha annunciato a sorpresa in una conferenza stampa che non solo la serie non sara' cancellata, ma altri episodi sono stati commissionati per finire la stagione. Possiamo quindi tirare un sospiro di sollievo (e tutto lo staff anche) e attendere di vedere se le nuove puntate avranno aggiustato un po' il tiro, o cambiato la fascia oraria, e chissa' che non venga assunto un nuovo sceneggiatore piu' ferrato in comicita' che in politica. E visto il parallelismo tra realta' e finzione non dovrebbe essere difficile farsi.
Justine Bellavita
17-novembre-2006
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