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La "Sfera" di Andrea Monti
Domenica, 11 Gennaio 2004
Abbiamo incontrato Andrea Monti, conduttore della trasmissione "Sfera", in onda tutti mercoledi' alle 21.30 su La7, per parlare delle diverse possibilita' che la tv offre all'informazione scientifica e che la scienza offre all'attualita'.
Sfera e' ripartito in prima serata da mercoledi' 17 settembre su La7 con una linea editoriale tutta nuova. Puo' illustrarci quali sono i cambiamenti sostanziali?
In realta' la trasmissione non e' stata stravolta completamente, l'abbiamo rinnovata, ma un format che funziona non si cambia. Abbiamo pero' apportato alcune modifiche. Il fulcro della trasmissione e' l'attualita' incisiva, con approccio obbiettivo su questi tre grandi temi:
-L'Ambiente. E' un tema di cui non si parla con sufficiente attenzione, noi oggi viviamo come se non esistesse domani. Bertrand Russell diceva "la terra e' un bene che prendiamo in eredita' dai nostri figli". Dobbiamo studiare le cause e i motivi oggettivi che portano alle situazioni attuali, come per il blackout di domenica, non si puo' non considerarlo in relazione a fatti del passato come, ad esempio, la tragedia del Vajont.
-Le prospettive della ricerca scientifica. Cosa possiamo aspettarci dal progresso scientifico e dalle ricerche in atto, senza false promesse.
-Universita' e ricerca. Si parla tanto di fuga di cervelli, ma che alternative hanno i nostri scienziati? Noi vogliamo parlare di questo scandalo, la totale mancanza di fondi per scienza e universita'.
Abbiamo inoltre rinnovato anche lo studio (che e' stato il primo studio totalmente virtuale della tv italiana), rendendolo in parte piu' reale, per meglio adattarlo al talk-show con i nostri ospiti.
Sfera pone maggiore attenzione sull'attualita', i docu-thriller e la sessualita'. Dove si colloca rispetto alle trasmissioni di divulgazione scientifica?
Sfera non ha mai voluto essere una trasmissione scientifica, ne' proporsi come alternativa ai programmi della Rai e di Mediaset, come "Quark" e "La macchina del tempo".
Quello che facciamo e' guardare la realta' attraverso le lenti della scienza, utilizzando dati misurabili e oggettivi. Abbiamo sposato l'approccio alla cultura proprio degli americani, e sempre piu' anche dei giovani italiani, ossia quello di utilizzare la cultura come mezzo per capire la societa' e il tempo presente. E' in quest'ottica che abbiamo aumentato l'interesse per l'attualita'.
Ritiene che Sfera appartenga piu' all'ambito dell'intrattenimento o a quello della cultura?
Marquez appartiene all'ambito dell'intrattenimento o a quello della cultura? E Mozart? Una distinzione che non ha senso, in tv si dovrebbe cercare di fare cultura intrattenendo e fornendo una buona informazione.
Lei ha una formazione giornalistica improntata all'attualita'. Come si e' avvicinato all'informazione scientifica?
Io mi pongo come quello che sono: un curioso, della scienza e della tv, il mio lavoro e' comunicare ed e' quello che faccio. La mia specialita' e' quella di guardare all'attualita', ed e' quello che fa Sfera, ma lo facciamo con un approccio nuovo per l'Italia, quello dell'oggettivita' scientifica.
Cosa pensa dello spostamento di Sfera dal venerdi' al mercoledi'? Dovra' vedersela con la Champion's League...
La 7 ci ha chiesto di sostenere una scommessa: passare al mercoledi', una delle giornate piu' importanti della tv italiana, la giornata del leone. Essendo Sfera una delle trasmissioni di massimo successo di La7, abbiamo accettato la sfida di offrire un'alternativa culturale al calcio in tv, mantenendo certo i piedi per terra. E devo dire che e' stato un successo inaspettato. Nelle prime 2 giornate abbiamo ottenuto il 4% di share con punte dell'8-10%.
Cecchi Paone ha definito Sfera una trasmissione ibrida tra scienza e politica, cosa ne pensa?
Rispondere a questa provocazione vorrebbe dire dargli importanza. Non e' mia intenzione farlo.
Un'ultima battuta per i lettori di Maxim. Lei ha recentemente cambiato la linea editoriale del giornale (e del sito) andando verso una versione piu' "seria". Come hanno accolto la novita' i suoi utenti?
Quella di cambiare completamente Maxim e' un'operazione alta, bella e delicata. Un periodico maschile che rinunci al nudo commerciale va contro corrente, ma questo primo mese abbiamo avuto un ottimo risultato, passando da 30mila a oltre 100mila copie vendute.
Abbiamo intenzione di rifare completamente anche il sito, ora on line in una versione provvisoria. Ma da novembre sara' disponibile la versione definitiva: utile e sexy ma anche informativa.
Posso anticiparvi che il prossimo "anticalendario" avra' come protagonisti tutte "Le Iene" fotografate da Patrick Demarchelier, e sul sito saranno disponibili tutte le follie avvenute nel backstage e moltissimo materiale imperdibile.
Justine Bellavita
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