Curriculum/Resume
Writings
Blogs
Contact Me
 
Designed by AdesDesign

WRITINGS > Virgilio Cinema

Intervista a Felice Laudadio
Gli ex direttori della Biennale si oppongono alla riforma Urbani
Martedi', 17 Febbraio 2004

Sabato 13 dicembre, alle 17 nella Sala Pietro da Cortona in Campidoglio a Roma, gli ex direttori della Biennale si riuniranno per manifestare il loro dissenso verso il decreto legislativo proposto dal Ministro per i Beni e le Attivita' Culturali, Giuliano Urbani, che riformerebbe l'attuale assetto della Biennale.
Abbiamo raccolto l'opinione di Felice Laudadio, che in passato ha diretto la Mostra internazionale d'arte cinematografica della Biennale di Venezia e che attualmente dirige il Taormina FilmFest, sulla questione e sulle ragioni della loro protesta.

L'evento e' stato promosso da: Alberto Barbera, Giorgio Barberio Corsetti, Achille Bonito Oliva, Maurizio Calvesi, Bruno Canino, Carolyn Carlson, Germano Celant, Francesco Dal Co, Fre'de'ric Flamand, Massimiliano Fuksas, Felice Laudadio, Carlo Lizzani, Mario Messinis, Gillo Pontecorvo, Franco Quadri, Luca Ronconi - gia' direttori delle sezioni della Biennale dedicate a Architettura, Arti visive, Cinema, Danza, Musica, Teatro.

Quali sono le ragioni della vostra protesta?
Innanzitutto il nostro non e' un girotondo degli ex direttori, come e' stato scritto, semplicemente vogliamo difendere l'autonomia della Biennale contro un decreto legislativo che snatura la funzione stessa della Societa' di Cultura La Biennale di Venezia (che non a caso si chiamava Ente Autonomo).

Lei ha dichiarato che la riforma del ministro Urbani minaccia l'autonomia della Biennale, in che termini?
Questo decreto contiene due elementi molto discutibili, criticati anche dal Comune di Venezia e dalla Regione (presieduta dal forzista Galan, sodale di partito di Urbani), a cui noi ci opponiamo:
- L'istituzione di un comitato scientifico, la Consulta, che dovrebbe deliberare sugli atti delle varie sezioni della Biennale. Nello specifico per il cinema deciderebbero Cinecitta' Holding, la Scuola Nazionale di Cinema e il Mifed di Milano, che e' un mercato e neppure un ente di cultura, mentre le Arti visive sarebbero sottoposte al giudizio della Triennale e della Quadriennale, che sono enti morenti. In pratica la Biennale sarebbe messa sotto tutela attraverso organismi ad essa estranei.
-Il secondo punto e' che ogni sezione della manifestazione avrebbe ben tre direttori, il che suona ridicolo. I tre direttori sarebbero nominati dal CdA su indicazione del Ministero dei Beni Culturali, con il preciso scopo di controllare la manifestazione.

Il fatto che il presidente stesso della Commissione Cultura della Camera, Ferdinando Adornato di Forza Italia, si sia espresso sfavorevolmente su questo punto, la dice lunga.
Crede che l'esigenza di questa riforma sia nata dalla disfatta dei film italiani nell'ultima mostra (Bellocchio battuto dal film russo " Il ritorno" ndr).
Volendo essere maliziosi si puo' notare che la richiesta di Bernabe' di semplificare le procedure per l'ingresso di privati nel CdA della Biennale (presentata al Ministero nel dicembre 2002 e rimasta su un tavolo per nove mesi) sia stata rispolverata l'11 settembre di quest'anno, quando, guarda caso, un certo film italiano non ha ottenuto nessun riconoscimento alla Mostra del cinema presieduta da un giurato italiano.
Un nesso quindi potrebbe esserci, anche perche' sappiamo bene che il Cinema e le Arti visive sono i bocconi piu' appetibili di tutta la Biennale.

A suo avviso questa riforma della Biennale, e quindi del meccanismo su cui si basa la Mostra del cinema di Venezia, ha lo scopo di rilanciare il cinema italiano?
No, la Mostra di Venezia e' una manifestazione internazionale, e utilizzarla per promuovere il cinema italiano sarebbe controproducente. Quello che servirebbe e' una nuova legge sul cinema, diversa pero' da quella proposta da Urbani fino ad ora, che non piace neanche alla responsabile del Dipartimento Spettacolo di Forza Italia, Gabriella Carlucci.

La Biennale ha effettivamente bisogno di una riforma?
Certamente, andrebbe ripresa la riforma iniziata da Veltroni e consentire l'ingresso dei privati, che e' necessario e auspicabile, ma non in questi termini.
In qualita' di ex direttori di tutti i settori della Biennale, noi ci opponiamo alla perdita di identita' e di autonomia della Biennale che il decreto causerebbe. Abbiamo quindi organizzato la manifestazione per esercitare una pressione sulle forze politiche e culturali del Paese contro questo decreto che dovrebbe essere approvato dal governo entro il prossimo 25 dicembre.

Justine Bellavita

Vai all'articolo su Virgilio Cinema


 

 

What's New
1. August. 2005
San Francisco, CA

25. December. 2004
New York, NY

1. January. 2003
Rome, Italy

14. January. 2000
Milan, Italy