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WRITINGS > Treccani Cinema

Millennium Horror
di Justine Bellavita

"Le Manoir du Diable" di Georges Melies, nel 1896, spaventava per la prima volta le platee di cinefili, dando vita al cinema horror. Oggi, a distanza di piu' di 100 anni, abbiamo assistito ad esorcismi, case infestate, possessioni diaboliche, fenomeni paranormali di ogni sorta, per non parlare di efferati serial killer assetati di sangue. E nonostante tutto, abbiamo ancora voglia di avere paura.

Anni 70-80: dallo psico-horror agli infiniti remake
Negli anni '70 eravamo terrorizzati da pellicole low-budget cosi' crude e realistiche, che facevano accapponare la pelle senza bisogno di effetti speciali. Film provenienti dagli Stati Uniti, ma anche dall'Europa, grazie a maestri del genere come Mario Bava, Dario Argento e Lucio Fulci, o come gli spagnoli Jacinto Molina e Jesus Franco.
La dimensione di terrore psicologico inaugurata in quegli anni, raggiunse l'apoteosi con "Shining" di Stanley Kubrick, realizzato nel 1980. Un film che chiuse dieci anni di grande prosperita' per il genere horror, e lascio' spazio a una new wave di paure, ma anche a una lunga fila di sequel. Quasi ogni successo di quegli anni - da "Nightmare" di Wes Craven (1984) a "Poltergeist" di Tobe Hooper (1982) passando per "Halloween" e "Venerdi' 13" (1980) - divenne infatti una serie con episodi piu' o meno dimenticabili.

Anni 90: paura? No grazie
Gli anni '90 assistettero al maggior successo della storia del cinema horror per una pellicola a basso budget: "The Blair Witch Project". Un film che batte' tutti i record (e le aspettative) di incassi nel 1999, salutando un decennio scadente e quasi soporifero per gli amanti dei brividi di celluloide. Remake demenziali e scarsezza di idee fecero dell'horror un genere che poco e nulla aveva a vedere con la paura, ma si preoccupava piu' di dipingere gruppi di adolescenti in improbabili scenari sempre identici, in uno schema autoreferenziale che nel 1996 venne svelato, con grande ironia, dalla serie "Scream" del maestro Wes Craven.

2000: il terrore viene dal Giappone
Dopo anni di film scadenti e noiosi, alle soglie del nuovo millennio una nuova ventata di paura giunse inaspettatamente dall'estremo oriente. Nel 1998, in Giappone usci' "Ringu" di Hideo Nakata e nel 2000 "Ju-on" di Takashi Shimizu. Due pellicole che facevano leva su nuove paure primordiali terrorizzando l'audience nel profondo dell'animo e infondendo nuova linfa vitale nel genere. Divenuti immediatamente due remake americani: "The Ring" di Gore Verbinski e "The Grudge" dello stesso Shimizu, i due film sbancarono i botteghini entusiasmando gli appassionati, tornati finalmente a tremare in sala. Seguirono quindi altri esemplari da tutto l'oriente, fino al remake americano di "Honogurai mizu no soko kara" alias "Dark Water" (2002) diretto in entrambe le versioni dallo stesso Nakata.

"Ringu" non ha avuto solo il merito di portare in Occidente i film horror orientali, ha anche dimostrato ai registi americani che era ancora possibile avere paura in sala. Ed ecco che – comunque dimostrando una certa mancanza di idee originali – negli ultimi cinque anni abbiamo assistito a remake attualizzati e finalmente paurosi di grandi film del passato, come "Non aprite quella porta", "The Amtyville Horror" e "L'alba dei morti viventi".

Brividi estivi
Sull'onda del ritrovato entusiasmo per il genere e con l'avvicinarsi delle vacanze, anche i cinema italiani si preparano ad una stagione di terrore, con l'uscita dell'horror-thriller "Chiamata di uno sconosciuto" e con l'arrivo dei vermoni assassini di "Slither" di James Gunn. Questo mese potremo anche tremare con la trasposizione cinematografica del videogame "Silent Hill" ad opera di Christopher Gans (al cinema dal 7/7), con "The Eye Infinity" degli hongkonghesi Oxide e Danny Pang, con l'horror collegiale "Decoys" di Matthew Hastings (entrambi in sala dal 21/07), e con "Il Collezionista di Occhi" di Gregory Dark (dal 28/7). Ad agosto, invece, avremo il piacere di sapere come restare vivi in "Stay Alive" di William Brent Bell (al cinema dal 18/8) e scoprire un angolo remoto e poco raccomandabile degli Stati Uniti nel remake di "Le Colline hanno occhi", di Alexandre Aja, in uscita il 25/8.

D'altronde cosa chiedere di piu' all'estate se non serate fresche, un cinema all'aperto e un po' di sano terrore?

3-luglio-2006


 

 

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