WRITINGS > Treccani Cinema
Tutto sulle donne di Almodovar
di Justine Bellavita
Forti, fragili, isteriche o placide le donne di Almodovar hanno assunto volti diversi (tanti quanti le splendide attrici spagnole amate dal regista di Madrid), ma hanno sempre mantenuto una caratteristica comune: la vitalita'. Capaci di reagire alle piu' difficili prove della vita, da amori finiti, a gravidanze indesiderate, da violenze sessuali a decessi, incesti e chi piu' ne ha piu' ne metta, queste mujeres di carattere, negli ultimi 20 anni hanno saputo stregarci con la loro grazia, la loro verve fuori dal comune e l'abilita' unica di ridere della vita e delle sue bizzarre deviazioni. Carmen Maura, Victoria Abril, Marisa Paredes e Penelope Cruz, tra le altre, ci hanno toccato nel profondo del cuore con la loro forza e il loro coraggio, facendoci piangere e ridere con umorismo e fragilita'. Qual e' il loro segreto? "Nei miei film nessun dettaglio, nessun dialogo, sono mai gratuiti", ha spiegato il regista a Cannes.
Donne senza uomini
Se oggi "Volver" racconta un universo femmine in cui gli uomini rappresentano solo un male di passaggio, 26 anni fa, "Pepi, Luci, Bom e le altre ragazze del mucchio" (1980) prendevano in giro i maschi con feroce ironia, ed erano capaci di vendere la propria verginita' per salvare una pianta di marijuana. Otto anni dopo, poi, una ventata di humour e freschezza scombussolava la rappresentazione della femminilita' sul Grande Schermo. "Donne sull'orlo di una crisi di nervi" (1988) dipingeva un mondo condito di follia, umorismo, cinismo e solidarieta'. Donne rese pazze dagli uomini, ma che poi alla fine, del sesso maschile non avevano nessun bisogno. Quando poi un uomo c'era, come in "Legami!" (1990) - in cui un giovane Banderas sequestrava una cocainomane e scombussolata Victoria Abril per farla innamorare di se' - era comunque la donna a fare la parte del leone, con le sue fobie, manie, dipendenze e adorabili incertezze.
Uno sguardo profondo
Dopo anni di commedie, inoltre, dieci anni fa il regista ha iniziato lentamente a scandagliare i piu' profondi recessi dell'animo femminile, con uno sguardo diverso. A partire da "Tacchi a spillo" (1991), in cui opponeva madre e figlia (le bravissime Marisa Paredes e Victoria Abril) nella conquista del medesimo uomo, sulle note toccanti della cantante Luz, qualcosa e' cambiato nelle donne di Almodovar, e una vena malinconica ha iniziato a farsi strada nell'immaginario del regista. Con "Il fiore del mio segreto" (1995), e il meno riuscito "Carne tremula" (1997), il gineceo almodovariano ha iniziato a modificarsi poco a poco in preparazione dell'inaspettato "Tutto su mia madre" (1999). Al centro del mondo non c'era piu' solo una donna, ma una madre. Una madre devastata dalla perdita del suo unico figlio, toccata da un dolore profondo, eppure mai aperto alla disperazione. Se in "Parla con lei" (2002), tra una risata e una lacrima, gli uomini erano creature sensibili e delicate, quasi piu' delle loro donne, oggi in "Volver" tutto il mondo femminile che il regista ci ha presentato in questi anni e' tornato al suo meglio e capiamo perche' non sia rimasto spazio per i personaggi maschili.
Ritorno alle origini
Il "ritorno" del titolo e' quello di una madre creduta morta dalle sue figlie, e' il ritorno di un passato che corrode l'anima per poi liberarla e il ritorno all'infanzia del regista, cresciuto in mezzo alle donne nella Mancha (la regione a sud di Madrid dove ha ambientato il suo film). Ma non solo. Questo film vede anche riapparire una della attrici piu' amate dal pubblico almodovariano, Carmen Maura, icona delle prime pellicole, e di Penelope Cruz, interprete con la quale l'artista ha ammesso di avere un legame speciale. Per noi italiani questo film rappresenta, infine, anche un ritorno all'immaginario neorealista della donna-madre, della donna terrena e carnale che Almodovar omaggia nelle forme (in parte posticce) di Penelope Cruz e nella citazione della "Bellissima" di Anna Magnani. Non se la prendano quindi a male gli uomini, ma colgano l'occasione per gettare uno sguardo privilegiato e indiscreto all'interno dell'universo femminile, o quantomeno a quello inventato da Almodovar.
24-maggio-2006
|