WRITINGS
Treccani Cinema
Cannes 2006
Festival d'oriente con un occhio di riguardo per Italia
di Justine Bellavita
Una giuria da perdere la testa
Sara' il regista di Hong Kong Wong Kar-Wai a presiedere la giuria del 59esimo Festival del cinema di Cannes dal 17 al 28 maggio prossimi, in un'edizione ricca di grandi nomi. Primo presidente orientale della storia della kermesse, Kar-Wai e' un vero e proprio habitue' della Croisette dove, nel 1989 debutto' con "As Tears Go By". Definito da alcuni come "il Tarantino d'oriente" e' certamente uno degli artisti orientali piu' apprezzati nel mondo intero.
Ad affiancarlo nella difficile scelta del Palmares, che sara' svelato il 28 maggio, ci pensera' una giuria quantomai eclettica. In prima linea, tre bellezze. Monica Bellucci terra' alta la bandiera del fascino mediterraneo (e magari supportera' un po' il marito Vincent Cassel, quest'anno maestro di cerimonie dell'evento), affiancata da altre due splendide artiste: la britannica Helena Bonham Carter - moglie di Tim Burton che quest'anno presiedera' la giuria della Cine'fondation - e la solare Zhang Ziyi, che incarnera' la grazia cinese. Le tre Veneri non saranno pero' sole, tra i giurati vedremo anche l'attore americano Samuel L. Jackson e l'inglese Tim Roth. Tra i registi chiamati ad esprimere il proprio parere, inoltre, il palestinese Elia Suleiman, l'argentina Lucrecia Martel e il francese Patrice Le conte.
Film in gara
Molti e diversi i film in gara quest'anno. Tra i titoli che saltano subito all'occhio il nostrano "L'amico di Famiglia" di Paolo Sorrentino, con Fabrizio Bentivoglio e Giacomo Rizzo. Con il racconto di un uomo amareggiato che scoprira' di non essere solo come pensava, Sorrentino ci riprova a Cannes, dopo che il suo "Le conseguenze dell'amore" nel 2004 aveva lasciato fredda la giuria, ma non la critica. Anche "Il Caimano" di Nanni Moretti partecipera' alla corsa per la Palma d'Oro, e chissa' che la ricerca del suo Berlusconi cinematografico non porti fortuna al regista romano.
Non sara' pero' una corsa facile per i nostri connazionali, a sfidarli troveranno Alejandro Gonzales Inarritu - gia' acclamato nel 2000 all'interno della "Semaine de la Critique" per il suo "Amores Perros" - che quest'anno sbarca nella selezione ufficiale con "Babel". La storia, interpretata nientemeno che da Brad Pitt, Cate Blanchett e Gael Garcia Bernal, e' quella di una coppia di turisti americani coinvolti in un attentato terroristico durante un viaggio in Marocco. Anche l'enfant prodige Sofia Coppola e' scesa in campo, con la sua versione della vita di Maria Antonietta, interpretata dalla brava Kirsten Dunst. Le disavventure della regina di Francia saranno rilette in chiave "adolescenziale" e vedremo cosa ne pensera' la giuria (e la Francia).
Tra i titoli d'oltralpe spicca poi "Indigenes" di Rachid Bouchareb, che segue le gesta di quattro soldati francesi di origine nord africana alle prese con l'Occupazione durante la Seconda Guerra Mondiale. Un tema che puo' rivelarsi piu' profondo di quanto sembri in un paese in cui le problematiche razziali hanno sempre piu' peso. A rappresentare il regno Unito sara' invece Ken Loach, che con "The Wind That Shakes the Barley" raccontera' la storia di due fratelli (Cylian Murphy e Padraic Delaney) impegnati nella lotta per l'Indipendenza dell'Irlanda del 1919. Dulcis in fundo, uno dei favoriti del pubblico, lo spagnolo Almo'dovar. Il regista madrileno con il suo "Volver" ci portera' nei quartieri operai della sua citta' natale seguendo tre generazioni di donne dotate di una vitalita' senza uguali. A dare il volto alle protagoniste, Penelope Cruz, Carmen Maura e Lola Duenas.
Poiche' non c'e' Festival senza Blockbuster, sara' l'attesissimo "Da Vinci Code" ad aprire la kermesse il 17 maggio. La trasposizione cinematografica, ad opera di Ron Howard, del romanzo piu' letto degli ultimi 10 anni con il premio Oscar Tom Hanks, l'ex Omelie Audrey Tautou e il sempre bravo Jean Reno.
Omaggio all'Italia
Oltre ai film in gara il nostro Paese sara' rappresentato anche dalle copie restaurate di due grandi film: "Cabiria" (1914) di Giovanni Pastrone e "Estate Violenta" (1959) di Valerio Zurlino. All'interno della sezione "Documentari sul cinema" sara' inoltre proiettato il documentario-omaggio su Marcello Mastroianni: "Marcello, una vita dolce" (2006) di Mario Canale e Annarosa Morri, con la voce narrante di Sergio Castellitto.
In attesa quindi che i giurati esprimano il loro insindacabile giudizio, buon Festival a tutti!
14-maggio-2006
|