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Raoul contro Predator
A tu per tu con Raoul Bova Reduce da "Alien Vs Predator" si racconta senza segreti
Lunedi', 08 Novembre 2004

L'attore italiano, ex nuotatore e campione di fiction, sbarca nelle sale con il blockbuster fantascientifico "Alien Vs Predator", dal 19 novembre, un action movie futuristico in cui interpreta il ruolo di un archeologo di origine italiana alle prese con due mostri sacri del cinema, un trampolino di lancio verso l'empireo hollywoodiano.

Com'e' stato comparire in un film come "Alien Vs Predator"?
"E' stato un divertimento, non un grande sforzo interpretativo, ma trovarsi su un set hollywoodiano, in uno scenario fantascientifico, vedendo i meccanismi che stanno dietro agli effetti speciali e' stato molto divertente, e' una di quelle cose che si immaginano da ragazzino. Fare film d'azione e' divertente".

E' vero che hai quasi baciato Alien?
"Si. Durante una scena in cui il mostro mi doveva aggredire da dietro, mi sono girato prima che lui aprisse la bocca e mi sono trovato faccia a faccia con l'Alieno, mentre mi sbavava addosso, molto romantico (ride, NDR)."

E' stato difficile farsi notare in USA?
"Si, all'inizio mi hanno rifiutato, perche' non parlavo bene la lingua, ma io non mi sono arreso. Negli ultimi anni ho studiato molto l'inglese, ho preso corsi su come fare i provini e alla fine e' arrivato "Under the Tuscan Sun", un piccolo film che e' stato un grande successo in USA e mi ha lanciato. Poi e' arrivata una fortunata campagna pubblicitaria (con Gap ndr) e quando la Fox mi ha chiamato per "Alien Vs Predator" ho fatto i salti di gioia."

Ci saranno dei sequel?
"Dopo il film mi sono arrivate diverse proposte per fare delle pellicole d'azione e ho dovuto scegliere se diventare una 'movie star' a tutti gli effetti. Ma non mi interessa, voglio recitare, non diventare un divo d'azione che resta confinato nei soliti ruoli, sto guardando al cinema indipendente."

Com'e' stato vivere a Los Angeles e partecipare allo show-biz di Hollywood?
"E' dura, non basta lavorare al film, li' conta anche molto la promozione, andare alle feste, frequentare o non frequentare gli eventi, essere glamour. Alla fine mi sentivo molto solo e ho temuto di allontanarmi da quello che volevo fare, ossia l'attore."

Cosa ti ha aiutato a restare con i piedi per terra?
"La mia famiglia. Ogni volta che stavo per perdere la strada pensavo a loro, che rappresentano la realta', cio' che conta davvero nella mia vita. Ho tenuto fede alle promesse che ho fatto e resistere alle tentazioni mi ha fortificato."

La promozione del film e' stata dura?
"Promuovere un film in America e' una vera e propria arte. Ci sono dei coach apposta che ti insegnano cosa dire, come rispondere e che ti aiutano ad organizzare le conferenze stampa. Poi si fanno centinaia di interviste, tutte schedulate al minuto, non c'e' tempo neanche per andare al bagno!"

Qual e' l'attore americano che ammiri di piu'?
Tom Cruise. Ha saputo restare sulla cresta dell'onda e dimostrare a tutti che non era solo un fenomeno passeggero. Mi piacciono anche Brad Pitt e George Clooney, pero' Tom Cruise e' quello che ammiro di piu'."

E i registi?
"Ce ne sono tantissimi. Scott, Scorsese, De Palma, che sono miti irraggiungibili, ma io amo molto anche i grandi registi italiani ed e' anche con loro che vorrei lavorare."

Pensi che la popolarita' internazionale ottenuta con questo film ti aiutera' a farti considerare di piu' anche dai registi italiani?
"Non so, forse mi dispiacerebbe, ma potrebbe anche darsi che divenendo un volto noto, certe produzioni potrebbero considerarmi di piu'."

Nel tuo futuro ora cosa c'e'? L'America o l'Italia?
"Sto valutando diverse proposte e credo che mi dividero' tra gli Stati Uniti e L'Italia. Mi piacerebbe molto lavorare con i grandi registi italiani, come Bertolucci, Salvatores e altri grandi, ma sto anche valutando alcune interessanti proposte da parte del cinema indipendente americano e c'e' in ballo anche un film inglese che mi interessa molto. L'importante pero' e' fare quello che mi piace"

Justine Bellavita

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