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Treccani Cinema
Borat: scorretto e divertentissimo
di Justine Bellavita
La saga del reporter kazaco alla scoperta dell'America batte tutti i record di incassi a colpi di humour astuto e anticonvenzionale
"A che velocita' devo andare con questa macchina per uccidere un ebreo?" chiede il reporter kazaco Borat a un venditore d'auto americano. La risposta arriva candidamente: "A 60 all'ora dovrebbe bastare". Questo e' un esempio dello humour che anima "Borat: Cultural Learnings of America for Make Benefit Glorious Nation of Kazakhstan", il film scritto e interpretato dal comico inglese Sacha Baron Cohen. Girato negli Stati Uniti, e in parte in Romania (ma non in Kazakistan), il film segue il presunto reporter nella missione di carpire i segreti della piu' grande democrazia del mondo per migliorare l'immagine mondiale del Kazakistan. Nel corso del suo viaggio attraverso gli States, Borat interagisce con un gran numero di persone reali (che hanno firmato una liberatoria credendo di avere veramente a che fare con un giornalista straniero) e riesce a incastrarle in conversazioni improbabili mettendo a nudo razzismo, machismo e stupidita' umana. Fatta eccezione per Pamela Anderson, nei panni dell'oggetto del desiderio di Borat, e della spalla Ken Davitian, gli altri protagonisti del film sono tutti degli ignari americani finiti nella trappola del comico. A rendere questo film esilarante non sono infatti solo le battute irriverenti e pecorecce di Cohen, ma la sua bravura nel fingersi un idiota riuscendo a far dire ai suoi interlocutori le cose piu' assurde. Difficile poi tacciarlo veramente di razzismo, essendo lui stesso un giudeo osservante, laureato a Cambridge con una tesi sulla partecipazione degli ebrei ai movimenti civili americani degli anni 60.
Cos“ Borat si ritrova a imbarazzare un anchorman in diretta tv, presenta un rodeo dove loda la guerra al terrore e incita l'America a radere al suolo l'Iraq e George W. Bush a bere il sangue degli iracheni, ricevendo gli applausi del pubblico. Racconta ad un politico di Washington che ad una parata locale (il gay pride) ha incontrato degli uomini molto simpatici con cui ha bevuto, lottato e fatto la doccia, e finge di restare disgustato quando scopre che l'uomo che gli ha "infilato pugno di gomma in ano" era un omosessuale. E quando poi va a comprare "la migliore arma per uccidere un ebreo", si trova di fronte un commesso che gli propone un'ampia scelta di pistole senza fare una grinza.
Non stupisce piu' di tanto che il film abbia gia' raccolto qualche denuncia. Alcuni degli intervistati si sono sentiti presi in giro, un'associazione contro la diffamazione dei gitani ha protestato e anche una lega ebraica trova l'umorismo di Cohen alquanto spiacevole. Cio' che sorprende e' che nonostante maggior parte degli americani coinvolti ne escano pesantemente ridicolizzati, "Borat" Stati Uniti e' stato un trionfo. La sua uscita, prevista inizialmente in 2000 sale, e poi ridimensionata a 837 per timore che lo humour non fosse capito dal pubblico, ha fatto incassare alla 20th Century Fox piu' di 26 milioni di dollari nel primo fine settimana, e oltre 28 milioni nel secondo. Un successo senza eguali, considerando che Cohen al di fuori del Regno Unito e' quasi sconosciuto. Creatore del "Da Ali G Show" (2000), in patria ha un grandissimo successo, e il personaggio del rapper bianco maldestro che cerca di somigliare a i giamaicani di Londra e' diventato rapidamente un'icona culturale.
Sebbene "Borat" non sara' proiettato in Russia, in Kazakistan (ovviamente) e neanche negli Emirati Arabi Uniti, dovrebbe uscire in Italia a marzo e per ora sta sbancando i botteghini di tutta Europa. Nell'attesa, un assaggio dello humour e del personaggio puo' essere trovato online, nel sito www.borat.tv (un tempo Borat.kz, poi chiuso dal governo kazaco) dove e' possibile vedere le apparizioni di Sacha Baron Cohen nei panni di Borat a MTV, che gli sono valse una querela da parte del Ministero degli Esteri del Kazakistan, leggibile anch'essa sul sito.
15-novembre-2006
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