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L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELL'AMBIENTE


- Remerciements à Paola Novara pour sa traduction en Italien -

L'ORGANIZZAZIONE MONDIALE DELL'AMBIENTE

L'Organizzazione Mondiale dellAmbiente (O.M.E. Organisation Mondiale de l'Environnement, in francese): dall'utopia alla realtà.

La Francia promuove già da parecchi anni lidea di unautorità mondiale dell'ambiente. La riforma costituzionale attualmente in corso che dovrà permettere di integrare lo sviluppo sostenibile e la protezione dellambiente nella Costituzione, dimostra chiaramente la volontà francese di far progredire questo tema fondamentale.

Il diritto, per la sua capacità di canalizzare le energie distruttrici delle società moderne, può essere un elemento determinante per la protezione del pianeta e lo sviluppo sostenibile dei popoli che lo abitano.
E per questo motivo che dei giovani avvocati di Lione hanno deciso di dargli corpo e di immaginare come potrebbe essere in un avvenire prossimo questa O.M.E.

UN'IDEA PER LA SALVAGUARDIA DEL PIANETA

L'IMPULSO POLITICO

Estratti dal discorso di Jacques Chirac allassemblea plenaria del vertice di Johannesburg:

«La nostra casa brucia e noi guardiamo altrove. La natura, mutilata, sfruttata, non riesce più a rigenerarsi e noi ci rifiutiamo di ammetterlo. Lumanità soffre. Soffre di una crescita sbagliata, a Nord come a Sud, e siamo indifferenti. La Terra e lumanità sono in pericolo e ne siamo tutti responsabili».

«Dieci anni dopo Rio, non possiamo certo felicitarci. La messa in opera dellAgenda 21 è laboriosa. Il riconoscimento della nostra debolezza deve essere, qui a Johannesburg, il motore per concludere unalleanza mondiale per lo sviluppo sostenibile. Unalleanza che porterà i Paesi sviluppati a impegnarsi in una rivoluzione ecologica, la rivoluzione dei loro sistemi di produzione e di consumo. Unalleanza attraverso la quale consentiranno a compiere lo sforzo di solidarietà necessario per i Paesi poveri. Unalleanza che vede la Francia e i Paesi europei già pronti. Unalleanza attraverso la quale il mondo si impegnerà a progredire attuando un valido controllo e un corretto sviluppo.

Estratto del discorso di Jacques Chirac, Presidente della Repubblica francese, davanti al congresso dei Consigli dinfanzia e dei giovani a Bordeaux (News Press France, mercoledì 30 ottobre 2002):

La nostra responsabilità, il nostro dovere, oggi, è di creare una vera e propria organizzazione mondiale per lambiente per difendere ciò che è ormai la nostra «terra patria».

Intervista a Klaus Topfer, direttore generale del Programma delle Nazioni Unite per lAmbiente (in «Le crisi ambientali presentano dei rischi incalcolabili per la pace», «Les Echos», n° 18725, lunedì 26 agosto 2002, pag. 2, Anne Bauer):

«Bisogna, in un modo o nellaltro, rinforzare il controllo internazionale. Anche liniziativa francese in favore di un organizzazione mondiale dellambiente è la benvenuta. Ma dobbiamo, in primo luogo, mettere un po dordine nella nostra casa ONU perché sia più solida e successivamente meglio collegare UNEP (Programma della Nazioni Unite per lAmbiente) e UNDP (Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo)»

Intervista a Victor Lichtinger, direttore esecutivo, Commissione di cooperazione ambientale dellALENA (estratto da «Commercio internazionale e ambiente. Un equilibrio difficile eppure indispensabile»):

«Lespansione del libero scambio ha suscitato profonde inquietudini in seno alle organizzazioni ambientalistiche non governative. La loro inquietudine deriva dalla percezione, peraltro giustificata, che, in certi casi, le forze del mercato e della concorrenza promosse direttamente dallapertura delle economie al libero scambio tendono a minare le leggi nazionali e gli accordi internazionali sulla protezione dellambiente, ad ammorbidire le leggi in vigore e a incoraggiare gli investimenti in zone o Paesi in cui le norme ambientali sono, in apparenza, meno rigide».

Intervista di Flemming Larsen, direttore dellufficio europeo del Fondo Monetario Internazionale -FMI- (Libération ECONOMIE, venerdì 27 settembre 2002, pag. 21):

«Bisogna che nasca una nuova forma di controllo a livello mondiale. Ci sono delle indicazioni, come lidea di diffidare gli Stati con cui adesso siamo tolleranti.

Bisogna anche pensare a creare delle nuove istituzioni, come unorganizzazione mondiale dellambiente».





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