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Harmonie Magazine, n°30,novembre1996:
The interview - A brief encounter with Steve Wilson
Coperto da numerosi elogi delle riviste specializzate e da
fans entusiasti,l'angelico leader dei Porcupine Tree si è
prestato,a pochi giorni da un importante apparizione londinese
come special guest, ad un piccolo gioco di domanda-risposta.
Sono estratti scelti dalla conversazione tenutasi con il
"Signor plus" del rock britannico attuale.
Steve, ti aspettavi un tale successo quando hai cominciato
nel 1980 a registrare nel tuo home-studio le prime cassette
dei Porcupine Tree?
No,per niente(risate).Il successo era davvero l'ultima cosa
a cui pensavo quando ho cominciato con i Porcupine Tree.Speravo
solamente di riuscire a realizzare quello che volevo quando
ho cominciato ma non avevo alcuna intenzione commerciale.E'
vero che il successo attuale mi sorprende un pò però
comunque devi sapere che non è poi così tanto
e che è relativamente limitato.Si è essenzialmente
sviluppato grazie al passaparola in quanto comunque in Inghilterra
le radio ufficiali parlano molto poco di noi,penso che il
nostro successo crescente sia dovuto principalmente al fatto
che comunque noi apportiamo delle novità originali
alla scena Rock attuale.Integriamo alla nostra musica delle
idee molto attuali che ci permettono di comporre un'opera
realmente progressive(nel vero senso della parola)
Dopo aver iniziato in modo solitario,hai deciso di fare un
cambio radicale prendendo a suonare anche Colin,Chris e Richard.Che
cosa ha comportato la loro entrata nei Porcupine Tree?
Dopo la registrazione di "Up the Downstairs",la
loro entrata in scena è diventata molto rapidamente
indispensabile.Volevo davvero arrivare ai concerti live e
di certo non lo potevo fare da solo(risate).La scelta dei
miei compagni è stata molto rapida e semplice.Partivo
già con l'idea delle persone di cui avevo bisogno e
Colin,Chris e Richard rispondevano in modo perfetto alle mie
esigenze.Inoltre avevo già collaborato in modo positivo
con i primi due in "Up the Downstairs".Quanto a
Chris,si era più volte aggiunto alla formazione dei"No
Man"(altro mio gruppo) facendo "session live drummer".Tutti
e tre hanno contribuito, molto soprattutto in termini di maturità,eclettismo
e potenza.Comunque credo che un gruppo abbia bisogno di un
leader,qualunque esso sia,e continuo a tutt'oggi ad assumermi
la direzione dei Porcupine Tree sia ideologicamente che artisticamente.
Nello stesso momento in cui le tre nuove figure si facevano
avanti,Duffy,il paroliere per eccellenza,scompariva dalla
circolazione.Puoi presentarci brevemente questo personaggio
e spiegarci che fina ha fatto?
Il mio incontro con Alan Duffy risale al periodo 1983-1985.Le
sue parole molto psichedeliche non corrispondevano esattamente
all'atmosfera delle mie composizioni.Ho dovuto aspettare la
fine degli anni ottanta e la scrittura di brani come "Jupiter
Island"per poter rendere giustizia ad alcuni dei suoi
testi.Alan ha dal 1990 definitivamente tagliato i ponti con
la scrittura per potersi consacrare completamente al managment
della sua etichetta Imaginary,che sta' fra l'altro anche ottenendo
un discreto successo con formazioni come i Cud u The Mock
Turtles. A dire il vero sono parecchi mesi che non ho più
sue notizie.
Porcupine Tree si è lanciato in scena anche grazie
a dei gruppi come Marillion,Ozric Tentacles o Hawkwind.Questi
gruppi hanno avuto maggior influenza su di te?In modo più
generale,da dove prendi l'isporazione?
Le mie fonti d'ispirazione sono talmente tante che la rivista
intera non basterebbe
(risate).Diciamo semplicemente
che spaziano dal classico al jazz,passando per l'ambient,lo
psichedelico,il progressive,le colonne sonore
Per ritornare
ai tre gruppi che mi hai citato,è vero che mi piacciono
ma
da qui a dire che sono la mia fonte d'ispirazione,ne deve
scorrere di acqua sotto i ponti(risate)
Invece l'entrata nel gruppo di Richard Barbieri ti ha aperto
delle prospettive di collaborazione con gli ex-componenti
dei Japan?
Escludendo David Sylvian,ho già suonato con tutti
loro.Anzi dovrei all'inizio del 1997 fare qualche concerto
live in compagnia del trio Jansen-Karn-Barbieri.
Ritornando invece ai tuoi progetti paralleli,a che punto
sono le tue collaborazioni con i Fish,Steven Hogarth e Mark
Kelly?
Dopo l'uscita di "The sky moves sideways",ho ricevuto
parecchie proposte da parte di musicisti che volevano partecipare
nel campo delle produzione e della composizione. Hogath,Kelly
e Fish fanno effettivamente parte di quelli che hanno contattato
il managment per poter lavorare nella mia compagnia.Nei primi
due casi però non è andato a buon fine.Infatti
Mark sembra aver rimandato il suo progetto solista alle calende
greche.Per quanto riguarda Steve,aveva già tutto in
mente.Purtroppo però non mi rimaneva più tempo
e ho dovuto declinare la sua offerta ed orientarla verso Richard
Barbieri.La proposta di Fish mi ha invece subito toccato perché
sono responsabile praticamente dalla A alla Z del suo nuovo
album.E' davvero eccitante poter sviluppare la mia visione
prog per un artista del quale ammiro molto il talento
Il processo di composizione rivela nella maggior parte dei
casi un'alchimia molto misteriosa.Come avviene questo processo
di scrittura nei Porcupine Tree?
La maggior parte delle idee di base sono scritte ed arrangiate
in assolo .Colin,Chris e Richard si accontentano quindi di
far prendere forma nota per nota alle mie costruzioni.Invece
in alcuni casi,i brani sono frutto di un delirio collettivo
che viene poi in seguito riarrangiato scrupolosamente.Questo
modo di comporre sicuramente sarà destinato a prendere
piede in un futuro.
"Signify"mi sembra l'album più completo
fino ad oggi.Quali sono le tue opinioni?
E' davvero la mia opera preferita.E' il primo album che
è stato interpretato collettivamente dell'inizio alla
fine.Ci sono quindi molte meno sonorità robotiche e
programmate che in passato.."Signify" contiene le
canzoni più orecchiabili fino ad ora e propone un approccio
musicale avventuroso , sia in termini di produzione che di
interpretazione.E' senz'ombra di dubbio il CD più vario
da "On the sunday of life"..ed i pezzi come "Every
home is wired" o "Dark matter" propongono secondo
me un cocktail realmente originale e senza eguali nel mondo
del rock attuale.
Steve quali sono i principali progetti a breve termine?
Devo prima di tutto terminare l'album di Fish e poi farò
tourneès a più non posso per promuovere l'album"Signify".Devo
cominciare la scrittura del prossimo album dei No Man e comporre
qualche titolo per un progetto di musica "dark ambient"
battezzato "Bass Communion"
.Non ho quindi
tempo per stare in panciolle
ed è meglio così!!!
Intervista fatta da Bertrand Pourcheron,settembre 1996
- Traduzione a cura di Erica
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