Villa, una sera d'estate del 1936

I due scalini triangolari che danno accesso al terrazzo sono le nostre poltroncine per le calde serate estive.

Il cemento ben levigato e' ancora tiepido del sole di luglio.

Dalle "canalune", il primo venticello della sera, incuneandosi tra le rive scoscese del fiume, prende refrigerio dalle acque e rinfresca i nostri corpi accaldati.

Si e' appena spento il frinire delle cicale ed inizia qualche timido e lontano stridio di grillo.

L'ultima lucciola della stagione vola incerta nell'aria fresca della sera, la sua luce intermittente di staglia attraverso il cancello dell'orto e ci invia l'ultimo messaggio luminoso: arrivederci, arrivederci alla prossima primavera....

Il silenzio della sera e' cullato dal gorgoglio delle acque del fiume. Gli zoccoli di un asino carico di fruscianti covoni rimbombano sul selciato e rompe la quiete per qualche istante, il rumore si allontana insieme alla voce del padrone che incita l'animale : "forza Rosina, siamo arrivati!".

Sono seduto accanto a mia madre, poggio la testa sul suo braccio soffice e fresco; protetto da questo contatto mi sento sicuro e felice.

Mio padre, seduto su una vecchia sedia, aspira avidamente una "macedonia'. Il suo sguardo segue le volute di fumo che si annalzano e si perdono nell'aria, con la stanchezza e le preoccupazioni della giornata.

Leda, mia sorella, prende posto dall'altro lati di mamma.

"Fa caldo, per piacere, scostatevi..."! Con questa frase di mamma, l'incanto si spezza...



DANTE FANTINI
VILLA SANTA MARIA 1936