La Maestra
(Villa Santa Maria 1937)
Cara Leda,
Ho ritrovato un tema da me scritto nel 1937, quando frequentavo la terza classe dalla Maestra Piccirillo.
Lo ripropongo così, integralmente, lo batto a macchina per renderlo di facile lettura.
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Villa S. Maria 20 Maggio 1937
Terza classe, Scuola Elementare Rione Ponte Tema
Parlate della vostra maestra.
Svolgimento:


La mia Maestra é molto bella e grassa, ma poco poco grassa.

Ha sempre il vestito nero, un giorno forse metterà una gonna bianca, a pieghe tutta scampanata. Forse la gonna bianca si sporca, con tutto l’inchiostro che c’é in classe e gli schizzi delle penne e le dita dei bambini sempre perennemente sporche.

La mia maestra scrive sempre con la penna rossa, ha il calamaio rosso, ha una bella calligrafia e mette certi zeri spaccati, ai bambini somari.

C. é quello meno somaro, N. quello più somaro e la maestra dice che gli stà nascendo la coda.

La mia maestra é molto brava, dice sempre che nella sua classe ci sono pochi somari.

O. é più bravo di C. e N. , ma prende sempre le bacchettate sulla testa, lui si ripara con le mani e le bacchettate finiscono sulle sue mani. La Maestra sbatte sempre la bacchetta sul banco quando noi siamo cattivi, così forte che dal banco esce tutta polvere e noi stiamo zitti per la paura.

La maestra é meno vecchia di mia madre, ha i capelli neri col toppo dietro la testa, mia madre mi detto che le maestre non invecchiano mai perché non fanno niente dalla mattina alla sera.

Ma questo non é vero, quando la maestra sale le scale che portano al piano di sopra, fà molta fatica si appoggia con le mani alle cosce e ogni tre gradini si ferma per riposare.

La maestra ha una bella faccia col naso a patatina, la bocca piccola con le guance grasse e rosse, mia madre dice che é la compagna di Giuvanella e zà Merinda, io posso giurare che la maestra beve solo caffé d’orzo e non vino come zà merinda.

La maestra Giulia é molto amica della mia maestra, ogni tanto viene in classe e si mette a parlare e parlano tutta la mattinata, noi siamo contenti quando la maestra Giulia viene a trovare la maestra così noi non facciamo niente.

La maestra Giulia é simpatica ha un bel sorriso con i denti sporgenti, un mio amico ha detto che i capelli rossi sono fatti di parrucca, io conosco la madre di R. , quella ha la parrucca e si vede.

La mia maestra é molto gentile e fà una carezza ai bambini che portano il regalo per il S. Natale.

A Natale voglio portare un bel regalo alla maestra, non porterò più le mele Cotogne e la maestra mi farà una carezza e io sarò contento. Io quest’anno spero di essere promosso alla quarta.

La maestra Giulia quando viene a trovare la mia maestra, s’infarina la faccia con la cipria molto profumata, il profumo della cipria resta per tutto il giorno in classe, anche il giorno dopo si sente ancora.

La mia maestra non fuma, la maestra Giulia si.

La mia maestra ha un bellissimo scaldino e quando fà freddo se lo mette sulle cosce, vicino alla pancia, beata lei che ha un bellissimo scaldino.

Io porto in classe lo scaldino più grande di tutti, una buatta vuota da cinque chili di pomodoro, mio padre col chiodo ha fatto due buchi con la zeppola e io ho messo il filo di ferro per manico.

L’anno prossimo se sarò promosso farò la quarta e spero di avere la stessa maestra.
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Adesso riporto le correzioni della maestra:

La maestra é florida, al posto della maestra é grassa.

Ha tolto il nome di Zà Merinda e Giuvannella e la parola vino. Ha cancellato tutta la frase del regalo alla maestra, intuendo che il bel regalo io non l’avrei mai portato.

Il naso a patatina é diventato, il naso piccolo.

Lo scaldino sulle cosce si é spostato ai piedi, la pancia é state cancellata.

Anche la frase che parlava della parrucca della Giulia é sparita.

I denti della Giulia si sono raddrizzatti.

La bacchetta della maestra, per magia non colpisce la testa di O.

Inoltre tutti gli errori grammaticali, sono stati sottolineati.

Il voto giustamente é stato di “insufficiente”.

Passo e chiudo, un caro pensiero a tutti voi.

Dante Fantini