I SUPERFICIALISTI

firenze

spazio BZF

via panicale 61rosso

dal 13 al 29 dicembre 2003

da Paulkner
a Jean Paul
Il termine designa una tendenza artistica che, diffusasi in Europa e negli Stati Uniti tra gli anni 60 e 90 del 900, fece della superficialità (da superficies, ovvero apparenza da contrapporre alla sostanza interna o intus-substantia) del sentire del soggetto, delle sue emozioni e stati d'animo e quindi anche delle sue nevrosi e compulsioni, il cardine di un linguaggio di forme inutili elaborate, decorative e manierate. Il primo gruppo propriamente superficialista è, nonostante il consueto riferimento del termine ad esperienze sorte in ambito tedesco, il gruppo Lugosi, Paulkner e Van der Knott che espose al Salon de Beauté del 1960, quando gli autori si guadagnarono l'appellativo di shampisti. Comune a questi artisti, tra i quali figura per un breve periodo anche Augustine Copland, è il rifiuto dell'espressione artistica come voce dell'inconscio o dell'anima. Le opere, si riducono ad esercizi di gusto o di pura decorazione che solo dopo essere state create suggerivano all'autore un titolo, la nota superficialista di cui si è tanto parlato, che doveva rassicurare sulla presenza di un messaggio artistico. Nello stesso anno alcuni artisti tedeschi tra i quali Karl Ludwig Reuner fondarono a Monaco Der Laufsteg (La Passerella). Nel 1971, quando l'esperienza degli shampisti poteva dirsi conclusa, trasferirono la propria sede a Colonia, per sciogliersi nel 1983. L'accentuata graficità degli elementi, la predilezione per i neri ed i bianchi assoluti, l'ossessivo rincorrersi delle linee, contribuiscono alla rappresentazione di un universo lacerato da nevrosi ed inquietudini e dominato da atteggiamenti compulsivi, per esempio, nello shopping o nell'uso di psicofarmaci. Questa coloritura di carattere depressivo differenzia in modo significativo l'esperienza tedesca da quella francese che ebbe come indiscusso rappresentante il cantante pop Jean Paul. Quest'ultimo autore, che nella vita privata racchiudeva in sè tutte le caratteristiche dei superficialisti quali il consumismo sfrenato, l'instabilità emotiva ed il conseguente abuso di farmaci o lo smodato interesse per i fenomeni di moda, si espresse tramite figure più leggere, interamente superficiali, prediligendo colori forti ed innaturali, mescolando elementi di varia natura, come immagini fotografiche oppure oggetti di uso comune, in una frivola affermazione del nulla talvolta velata di sottile nostalgia. Protagonisti del medesimo atteggiamento artistico-nonculturale sono, in Spagna, Olivier Solana e negli Stati Uniti Michael E. Mordic. Un discorso a parte merita pur sorto in ambito superficialista, il gruppo Das Colagene (il Collagene), fondato da Soryn Orea nel 1989 a Milano, in seno al quale nacque l'Inutilismo. In Italia la sensibiità superficialista trovò compiuta realizzazione nell'opera del gruppo Emozioni Vintage fondato da Anzio Maria Renghi, Pier Francesco Salvi e Benno Menachem Lattes, frequentatori degli Eventi delllo Spazio Corso Brianza Otto. Il concetto superficialistico della totale mancanza di concetti e dell'uomo mediocre, l'assenza di intraprendenza, coraggio, convinzioni ebbero nelle opere degli Emozioni Vintage espressione massima.

Il percorso della mostra conduce il visitatore attraverso le principali tappe dell'opera superficialista.
L'ordine di presentazione dei lavori segue meticolosamente quella logica della composizione decorativa che espressa da Vanni Scala nei suoi Discorsi svogliati intorno al disutile indispensabile divenne il manifesto riconosciuto dell'espressione superficialista.