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Lo
Spino nel
Qlo (1)
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[I post qui raccolti sono una parte di quella che fu la prima edizione di questo blog, andato distrutto per motivi indipendenti dalla volonta' del suo autore. Sono stati salvati grazie alla cache di Google e a un po' di lavoro di copia e incolla. Nei punti in cui mancano dei post, e' stato inserito il logo che vedete anche qui a sinistra]
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La nostra democrazia, come tale, merita considerazione e certe volte verrebbe da dire: possiamo criticarla soltanto noi. Per questo abbiamo respinto come inaccettabile la caricatura del nostro Paese come una dittatura nelle mani di Berlusconi-Mussolini fatta da Fidel Castro, quando il dittatore ha scagliato la folla contro l'Italia perché applica a Cuba le sanzioni decise dall'Unione europea. Deve dunque essere ben chiaro, anche ai corrispondenti stranieri, che la nostra è una democrazia e Silvio Berlusconi è il legittimo capo del governo di questa democrazia. Ma deve essere altrettanto chiaro che Berlusconi porta una grave anomalia non so chiamarla diversamente nella democrazia italiana. Questa anomalia rende oggi il nostro Paese diverso da come è stato in tutta la sua storia repubblicana, e soprattutto diverso da tutte le altre democrazie europee. È infatti un'anomalia che riguarda la natura e la qualità stessa della democrazia". Ezio Mauro su Rep di oggi.
Come può il Dir. di Rep. scrivere cose così, quando i suoi lettori sono quotidianamente portati dai giornalisti della stessa Rep. a pensare il contrario? Molto strano(ma non per Rep.)
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23:04 |
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Comunque, per chi ancora non lo sapesse tutto è iniziato da qui.
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22:50 |
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Eravamo quattro amici al bar… Bene, bene. Dopo aver letto questo, questo e questo, poi più tardi ho letto pure questo, mi sento molto meglio. Alzare i toni fa bene alla causa. Urlare quando è necessario serve a svegliare e far uscire dalle loro tane gli ipocriti del politicamente corretto. Che a me fanno schifo. In troppi applaudono o hanno applaudito Adriano Sofri. In pochi si sono però spesi per la sua liberazione. Quattro amici al bar non cambieranno di certo la Storia, non credo che lo vogliano, ma possono o sperano di potere aiutare a far avere un lieto fine ad una storia di sofferenza e inciviltà(per le vittime e gli innocenti condannati). Quindi avanti così e continuate a spedire mail.
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22:42 |
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La fattoria degli intellettuali. Denunciò il jet-set inglese al servizio dell’Urss e preconizzò il mondo delle telecamere a circuito chiuso. Tutto quello che non vi hanno detto le celebrazioni (italiane) del centenario di Eric Blair (George Orwell), scrittore antitotalitario.
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14:05 |
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“Io sono più comunista di te”. Insulti sinistri.
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11:57 |
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10:50 |
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Speriamo sia un buon segno. Certo trattare con dei terroristi sanguinari non ti lascia moltissime garanzie, ma la tregua per il momento regge e gli accordi vengono rispettati. Vedremo.
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09:43 |
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Intanto il Riformista si butta sul porno(enigma).
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09:38 |
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Ora vi lasciamo un pensierino per la notte: avete mandato la mail quotidiana al Presidente Ciampi con l’appello per la grazia ad Adriano Sofri? Non l’avete ancora fatto? Rimediate subito. E alla svelta!!! Qui. Domattina appena svegli ricordatevi di fare altrettanto... (ci mandano un sacco di mail dicendoci che siamo noiosi e ripetitivi, lasciando perdere gli insulti naturalmente. Non ce ne frega niente, le mail mandatele a Ciampi con il testo dell'appello)
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23:01 |
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Variazioni “simpatiche” Sul tema. Lettera tra conterranei
Egregio Presidente, Le scrivo la presente……. ovvia siamo tutt’e due di Livorno, cosa si fa, ci si piglia per il culo? Diamoci del tu, giù. Allora.. riceverai in questi giorni una caterba di e-mail, anche da parte mia: i mittenti avranno i nomi più assurdi (io mi chiamo EmmeBi, pensa te!) ma è tutta gente ammodino, te l’assicuro. Sono amici e conoscenti miei, si fanno chiamare weblog, ma te fregatene del nome. E’ gente che sta fissa davanti al computer, hanno dei loro siti - anche te ce ne hai uno, bello, fatto bene - dove esprimono opinioni, raccontano storie e comunicano tra di loro: via via qualche bischero c’è, però di solito è gente brava, democratica e con la testa sulle spalle. Il contenuto della lettera è chiaro ed è scritto bene. Non si presta ad ambigue interpretazioni. Ti prego quindi di leggerla con attenzione e di farla vedere anche a Franca, che lei è sensibile a queste cose. So che ora sei a Berlino. Anche te ‘un ti fermi mai, eh? Anch’io a Livorno ci vado poco, però mi garberebbe incontrarti una volta ai Bagni Pancaldi: devi vedè com’è venuta bella la Terrazza Mascagni, e il Viale Italia con tutte le palme, sembra di guardà le ‘artoline prima della guerra. Via .. o Carlo .. non ti rubo altro tempo, che c’avrai tante cose da fà! Mi raccomando, eh! Leggile queste mail, che se ‘un ti movi te, qui son tutti boni a discorrè, ma nessuno fa niente. Un bacione alla Franca.
Ti voglio bene Michele (EmmeBi)
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22:18 |
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Questo è il massimo di partecipazione e di entusiasmo espresso da Neri???
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19:23 |
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Un sogno prigioniero. Stanotte ho fatto un sogno. Ho sognato che stavo nella cella del carcere pisano dov’è detenuto da sei anni Adriano Sofri. E che stavo dettando un pezzo a un giornale, naturalmente a difesa della libertà di Sofri. Magari lo stavo dettando al Foglio, perché no?, sono pochi i giornali cui collaboro. Stavo dettando al telefono come si faceva una volta, e dall’altro capo del telefono c’era certamente un dimafonista, uno che non dice nulla mentre voi concionate e se è caduta la linea non ne accorgete, e dovrete ricominciare daccapo. Concionavo, concionavo, concionavo. Avevo una voce rauca dall’emozione mentre stavo raccontando la grandezza della cella, due metri per due, e non so se l’ho azzeccata. Ero molto emozionato, e non mi raccapezzavo tra i fogli dov’erano inscritti i miei appunti e laddove io ho sempre – nella realtà del mio lavoro e della vita – un controllo assoluto dei miei strumenti di lavoro. Esitavo, non mi raccapezzavo, balbettavo. Non c’è psicanalista che valga quanto ai miei sogni. Ho sempre dei sogni semplici semplici. Quel sogno non era altro che la conseguenza di un articolo di Sofri che avevo letto qualche settimana fa, quello dove lui annoverava le cose della vita quotidiana che gli mancano, da sei anni a questa parte, e aggiungeva che in mancanza di tutto questo “fa finta di niente”. Che tiene duro, che non sbraca. L’ho sognato. E ho sognato che al giornale cui stavo dettando il pezzo dicevo che Sofri non v’era accanto a me, seppure quella fosse la sua cella. Che lui non voleva parlare e difendersi, perché di parole ne aveva già dette tante. Più che bastanti. Ho sognato di dire che lui i conti con la sua storia drammatica li aveva fatti, e fino alle ultime dieci lire. E naturalmente stavo pensando a quel suo libro sul chiodo e sul nodo, a quel suo libro edito dalla Sellerio dove dice che è sbagliato piantare un chiodo, e fare male, e traforare, mentre invece il nodo lo sciogli ed finito tutto e non resta nessun danno. Uno dei libri in cui è meglio raccontata la tragedia della nostra generazione, o meglio dei tanti imbecilli della nostra generazione che credettero che il meglio fosse piantare un chiodo, traforare, fare un buco, fare del male e per sempre. Un male che non si sarebbe potuto riparare. Ad esempio uccidere il commissario Luigi Calabresi, un uomo che aveva 33 anni e 3 figli, di cui uno che stava per arrivare. Lo ammazzarono nel maggio del 1972, trent’anni fa. Uno dei migliori cittadini. Non sono di quelli che giudica la Lotta continua del tempo perfettamente innocente di quel gesto, tutt’altro. Scommetto nove dieci che nel commando assassino c’erano Leonardo Marino e Ovidio Bompressi. Scommetto nove su dieci che qualcuno di Lotta continua diede il via all’azione, e che buona parte dei dirigenti di Lotta continua del tempo ne erano al corrente. Taluni approvarono. Ho nitida nella mia mente la memoria di Gemma Calabresi, di quando seppe dell’assassinio di suo marito. E dei suoi tre figli, uno dei quali, Mario Calabresi, uno dei giornalisti al vertice di quella Repubblica che oggi dà ogni spazio possibile agli articoli di Sofri, uno che con il suo omologo del 1972 ha un rapporto poco poco. Trent’anni fa, il maggio 1972. Non lo so, certo che i processi e le decisioni sono stati tanti. Fossi stato fra gli amici di Sofri, non avrei fatto appello alla Corte europea destinata a salvaguardare i diritti degli imputati. Quel che è certo è che la situazione è grottesca. Di tre imputati del delitto Calabresi, in galera ne sta marcendo uno solo. Uno che non s’è mai sottratto di un centimetro alla giurisdizione dei magistrati. Uno che sta lì, scrive. Uno a cui è oggi idiozia addossare pena, e ammesso che sia colpevole. Uno che a una parte dell’Italia appare come un maestro di vita e ha tutti i numeri per apparirlo. Uno che non è il santo che appare ai suoi fan inconsulti, ma che è uno dei cittadini migliori dell’Italia in cui viviamo. Uno che la famiglia Calabresi non vuole ai ceppi, anzi pronta ad accettarne la grazia e la libertà. Una grazia che lui non deve chiedere. Ma l’attuale governo della Repubblica ha il diritto di avanzare questa richiesta, il governo della Repubblica, il suo premier, il suo ministro di Grazia e giustizia, e mentre non c’è nessuno che si opponga e abbia argomenti per opporsi. Se ci sei, o nostro governo, batti un colpo. In nome della giustizia, che non è certo lo smentire il lavoro dei magistrati che hanno giudicato e sentenziato. E’ un andare oltre. Oltre, più vicino alla verità di oggi e di come noi tutti siamo oggi. Giampiero Mughini - Il Foglio
Chissà: mettere Mughini potrebbe aiutare quelle anime belle che vorrebbero interrogare le vittime, prima di concedere la grazia, e non i familiari; o quelle altre che dicono "se è in carcere dopo tanti gradi di giudizio vuol dire che è colpevole". Giusto per dare voce ai colpevolisti: quelli civili, però. (Rolli)
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18:37 |
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Perché Rep. cita i giornali stranieri solo quando parlano male del Cav. e non quando parlano male di lei?
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18:13 |
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Avete mandato la mail quotidiana al Presidente Ciampi con l’appello per la grazia ad Adriano Sofri? Non l’avete ancora fatto? Rimediate subito. E alla svelta!!! Qui.
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17:31 |
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Sofri libero
L'appello
Oggetto: "Signor presidente i weblog Le chiedono di graziare Sofri".
Signor presidente - Adriano Sofri è in galera da quasi sei anni per l' omicidio del Commissario Luigi Calabresi. E' stato condannato e assolto e poi ancora condannato da una serie infinita e contradditoria di sentenze. Per la legge ora è colpevole, nonostante lui abbia sempre detto il contrario. C' è chi non gli crede, e chi gli crede. E' la sua parola contro quella di un altro imputato, Leonardo Marino, che lo ha accusato sedici anni dopo il vergognoso delitto di Milano. Sofri non è stato condannato né per aver sparato né per aver ordinato l' omicidio né per averlo organizzato, ma per non essersi opposto a una decisione già presa da altri. Sofri rifiuta con sdegno anche questa ricostruzione. E ha tentato di provarlo. Alcuni giudici gli hanno creduto, mentre l' ultima sentenza ha dato ragione a Marino. Una parola contro l' altra. L' imputato Marino non è in carcere, nemmeno gli imputati Bompressi e Pietrostefani sono in carcere. L' unico in carcere è Adriano Sofri. Che ci resta, dopo essersi difeso confidando nella giustizia e non avendo mai chiesto né la Grazia né i permessi né gli affidamenti ai servizi sociali né di scontare la pena al domicilio. Sono cose che se chiedesse gli sarebbero concesse. Sofri non lo fa, perché dice di essere innocente. E' prigioniero a Pisa. Un prigioniero a cui decine di giornali italiani e stranieri chiedono l' opinione, a cui le case editrici e i saggisti mandano i libri nella speranza che li legga e li consigli ai lettori, a cui le televisioni chiedono interviste e commenti. Non è una cosa normale, nonostante Sofri faccia finta di vivere una vita normale. Non è normale neanche che il nostro sistema mandi in galera qualcuno al di là di ogni ragionevole dubbio. E quale dubbio più ragionevole ci può essere oltre a una sentenza di assoluzione? Il governo, cioè Silvio Berlusconi, ha scritto che è giunto il momento di procedere alla Grazia. L' opposizione è largamente d'accordo. La famiglia Calabresi ha detto che non si opporrebbe. I passaggi burocratici al ministero della Giustizia sono quisquilie. Signor presidente spetta a Lei decidere. In un modo o in un altro. L' unica cosa che non può fare è girarsi dall' altra parte.
Questo appello è da firmare con nome e cognome e indirizzo postale. inviatelo quotidianamente qui
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22:34 |
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09:30 |
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09:29 |
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Forse qualcosa si muove. Muovetevi anche voi…
Il Ministero della pubblica istruzione scatena una polemica citando, tra le tracce della maturità, una frase del Cav. sull’acqua. Adriano Sofri svolge il tema nel suo inconfondibile stile e alcuni bloggers lo pubblicano. Qualcuno lascia come commento un bel “Adriano libero”, e da qui, spontaneamente, parte una campagna condotta dai blog per la liberazione di Sofri. Questa è l’inesorabile positività del reale!!!
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22:50 |
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AGENZIA MATURITA’ / 1. E che sarà stato mai mettere le parole di Silvio Berlusconi come tema per l’esame di Stato? Troppo poco, troppo poco, a partire dal prossimo anno tema di riflessione per i giovani saranno i pensieri notturni di Renato Schifani.
AGENZIA MATURITA’ / 2. Per l’esame di matematica o per l’esame di economia applicata, invece, verrà d’uopo assegnare il seguente problema: “Come abbassare ulteriormente il prezzo della Sme senza essere necessariamente Romano Prodi e senza venderla necessariamente a Carlo De Benedetti.
(da il Foglio, un po’ in ritardo ma è il pensiero che conta)
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18:11 |
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Sempre a proposito di sorpassi. Anche in Ingilterra li fanno i sondaggi, ma ne considerano, e parecchio, i limiti. Ieri il Mail on Sunday ha pubblicato un «sondaggio shock», come l’ha chiamato, che rivela come, in vista delle elezioni tra due o tre anni, ci siano più sudditi decisi a votare conservatore (33 per cento) che laburista (32). Ma naturalmente il sondaggio, benché opera della stimata società YouGov, non vale niente: le elezioni sono lontane... (questo è il commento dell'articolista del Corriere)
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14:55 |
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Domani in omaggio con Rep. la videocassetta del Sorpasso. Film già visto, bellissimo ma pur sempre un film con nessun riferimento alla realtà (Rep. che si riferisce alla realtà sarebbe uno scoop).
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14:38 |
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La spia della Cia. Comunicato stampa dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia. Giuliano Ferrara “spia” della Cia: l’azione disciplinare è ormai prescritta. Milano, 24 giugno 2003. Il Consiglio dell’Ordine dei Giornalisti della Lombardia ha esaminato gli articoli e la cassetta della trasmissione televisiva “L’Infedele” in cui Giuliano Ferrara rivelava e quindi ribadiva di avere svolto, a metà degli anni Ottanta, attività di spia (a pagamento) per la Cia. Il Consiglio, sottolineato che l’attività di spia non sia deontologicamente compatibile con l’appartenenza all’Ordine, ha dovuto constatare che al momento della rivelazione erano ampiamente decorsi i cinque anni oltre i quali, in base alla legge professionale n. 69/1963, interviene la prescrizione per un fatto suscettibile di sanzione disciplinare. Per di più nel 1985/86, Ferrara non era giornalista professionista.
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14:09 |
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www.previti.it: l'ultima difesa di Cesare. Lo rivela Dagospia: l'ex ministro di Forza Italia, condannato dal Tribunale di Milano, contrattacca sul sito Internet. Si chiamerà "la Verità" (da il Nuovo). Noi siamo buoni e misericordiosi, ma chiamarsi Previti, aprire un sito e chiamarlo “la Verità”(pure con la maiuscola) ci sembra un tantino esagerato.
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10:48 |
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10:39 |
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Saremo costretti ad essere felici. Basta con questa vita di sacrifici, prossimamente tutti allegri…
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10:36 |
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Indulto non piaceva, allora l’hanno chiamato indultino. Il risultato però è lo stesso: non lo approveranno neanche questa volta. CIALTRONI
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10:32 |
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Bush e le armi che non ci sono o non si trovano… Come ne parla l'America.
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10:05 |
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Vedete un po’ l’Iraq liberato. Un direttore di giornale porge le sue scuse ai lettori per aver pubblicato un falso. Urge guerra di liberazione anche a Rep.
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10:02 |
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E' veramente un'impresa trovare un computer in mezzo al deserto!
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01:39 |
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Blog chiuso per ferie
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11:52 |
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11:13 |
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Caso Lupis, Mauro, Rep. Sentite questa: "Quelle del Foglio mi sembrano chiacchiere da bar per dei perdigiorno che vogliono screditare la categoria". Sono le parole di Vittorio Roidi, Segretario Generale dell'Ordine dei Giornalisti in Roma. (continua sul Foglio)
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09:46 |
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02:00 |
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Andrea’s version “La dottoressa Ilda Boccassini aveva un che di suggestivo, di pittoricamente simbolico, lo sguardo smarrito, sconcertato, un po’ indignato e un po’ rassegnato. Avrà anche la toga nera, la dottoressa Boccassini. Però ha i capelli rossi, inequivocabilmente rossi, di un rosso così intenso da riverberarsi sulla toga”. Dove il riverbero sulla toga, pennellato magistralmente da Nando Dalla Chiesa, uno che non gli riverbera più niente nemmeno a menarlo, colpiva intanto per la forza poetica. Sentite ancora: “Nella città di Verri e Beccaria un imputato ha detto addio ai suoi giudici per involarsi verso luoghi per loro inarrivabili”. Eh? Ma il pregio più grande di Nando era di sciogliere un equivoco. Rileggiamo bene il primo passaggio: “Avrà anche la toga nera, la dottoressa Boccassini, però ha i capelli rossi, inequivocabilmente rossi, di un rosso così intenso da riverberarsi sulla toga”. E’ il rosso dei capelli, dunque, che si riverbera sulla toga. C’era sembrato trama, complotto, congiura e intrigo. In una parola, politica. Stronzate, era forfora.(da Il Foglio)
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01:49 |
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Vanità. Sul Foglio di oggi è apparso l’ennesimo articolo sul caso Lupis, Mauro, Rep. e sul fatto che l’unica che non ne parli sia proprio la stessa Rep. Invece su internet e tra i bloggers a quanto pare non si parla d’altro (la vanità è soddisfatta dalla citazione del nostro “spudorato” nome) Leggere qui(pdf) per credere!
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18:13 |
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Medioriente liberale. In un articolo pubblicato sul quotidiano dell'Autorità Palestinese Al-Ayyam, il giornalista Taufiq Abu Bakr ha espresso sostegno per l'intervento straniero nei paesi in cui governano i regimi dittatoriali e il cambiamento dall'interno non è possibile. Nell'articolo, intitolato "La tendenza liberale araba e il suo momento di opportunità", Abu Bakr sostiene lo sfruttamento delle conseguenze della guerra in Iraq per rianimare il movimento liberale del mondo arabo.(MEMRI)
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17:39 |
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A proposito di Prodi e del Financial Times…
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17:23 |
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Il Financial Times accusa Prodi nell’ambito dello scandalo Eurostat e lui reagisce così: «Il titolo è infamante, l'articolo vuoto»-«Siamo in fase di fine legislatura non stupiscono attacchi di questo tipo, specie da giornali che ormai da anni partecipano in modo partigiano alla lotta politica europea». Adesso qualcuno sciopererà per difendere l’indipendenza e la libertà del F.T.?
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21:45 |
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Passata la gran mole di commenti , più o meno sensati, del prima-durante-dopo liberazione dell’Iraq, si può tornare su un argomento, la possibilità di esportare la democrazia, che ci sta moto a cuore e che in questi giorni vede sviluppi importanti: la situazione israelo-palestinese che, con molte difficoltà ma non senza passi avanti concreti, si sta evolvendo in maniera interessante e la protesta degli studenti in Iran solo per fare gli esempi più eclatanti. Ripeschiamo dall’archivio articoli di Camillo i pezzi scritti sull’argomento da Christian Rocca che, letti alla luce degli eventi di queste ore sono di particolare interesse. 1 e 2
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21:24 |
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Mattia
Al direttore - Berlusconi ha telefonato alla Beccalossi per incoraggiarla in vista del ballottaggio: “Dài, Viviana. Fagliela vedere”. Brescia val bene una fessa
Mattia Feltri.
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Andrea's version
Dear Severgnini, we are not minchions. You dici che you are so pulitin, che you non take mai position in politics e che you like Indro Montanelli, your big maestro. But we remember che Montanelli, also era very fetenton, di politics speakava very spèss. Once he said of closing the suo big nason altriment the comunists andavano al power. Do you remembere, you? And, in the Fifties, proposed perfin di take un big baston for defending democracy. And not è all. The problem è che you speak di politics very di frequent, ma not in italian newspaper. Piutost su the Economist, the famous snobishgoliardicfriend-of-the-City- weekly. Insomm, you are not a nice fetenton, you are a clandestine fetenton. Praticly, the fetenton più fetenton of all. I suppose che è best se your little son non discover chi is with precision suo father. The only che we want discover it is dove is your coiffeur. We love your hairdressing much more di quel of Gianni Riotta and Furio Colombo, our beloved Verdurin. But don’t speake, dear Severgnini, con your hair in the bocca.
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00:53
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Medio Oriente
Sergio Romano ci regala due bellissimi ritratti dei protagonisti dei negoziati di pace: Ariel Sharon e Abu Mazen
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18:35
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E la chiamano pure Università!
Avete intenzione di iscrivervi a Scienze delle Comunicazioni? Leggete qui e forse ci ripenserete.
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18:32
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A proposito del cambio di Direttore al Corriere, leggere questa polemica
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12:04
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Gli Editoriali de "Il Foglio" di oggi giovedì 29 Maggio 2003
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12:02
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Rocca versus Lupis
Christian Rocca scrive questo pezzo, Marco Lupis ribatte così, Rocca allora indaga e contrattacca in questo modo
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09:25
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Andrea's version
Ieri, a Roma, sono ricomparse le lucciole. Cinque vecchi pregiudicati della Garbatella si sono recati in una gioielleria e hanno restituito gli ori sottratti anni addietro, il proprietario, sbalordito, ha pianto. Un tunisino a piedi, che transitava a piazzale Marconi, ha investito un bus in corsa, ferendolo gravemente. Lui, niente. Una ragazza del Quadraro, vittima di una “fabbrica della bellezza” per aver cercato di dimagrire tutto di un colpo alle soglie dell’estate, è risorta davanti al circolo Arci. Non sapete l’emozione. Intanto si pescava di nuovo sui lungotevere. Trote, sopra tutto trote. Un ciuffo di ragazzini ha fatto perfino un tuffo. Il vigile anziano che li metteva in guardia: “Attenzio’, a regazzi’, ce stanno li topi!” ha ricevuto indietro un’argentina risata: “No, li topi so’ scomparsi!”. Giovani ragazze dell’Est, sulla strada fino al giorno prima, a Villa Borghese inseguivano spensierate li mejo grilli pe’ ffà cri-cri. Tutto un clima diverso, a Roma, un cambiamento, una fiducia nuova. Un miraggio? “Un miraggio ’sti cazzi – ha precisato Fassino – primi effetti delle provinciali”.
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00:07
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Mattia
Al direttore - Secondo Augias, “il Bingo sta alla tombola” come “un rapporto mercenario sta a un’appassionata notte d’amore”. Se Augias vuole, gli diciamo chi è il pappone.
Mattia Feltri
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00:04
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Festa Milan
Lo dicevo che Michele Serra porta sfiga... E' perchè ha dei tifosi così, che l'Inter non vince mai!
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23:38
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Un interista che tifa Juve! ( Perchè a perdere sarebbe il Cav.)
L'umoralista di Rep. (Michele Serra) spiega perchè stasera non possiamo non dirci juventini. Mi dispiace per Christian Rocca. Avere certi "compagni" di tifo, anche solo per una sera, può portare sfiga...
Vedremo stasera
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15:24
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Gli Editoriali de "Il Foglio" di oggi mercoledì 28 Maggio 2003
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12:02
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Ritratto di Di Pietro con Bin Laden ( titolo di Libero per un articolo di Renato Farina, oggi in edicola)
Il 12 ottobre 2001, un mese dopo l’attentato alle Torri Gemelle, Tonino Di Pietro sfila ad una manifestazione di mussulmani contro gli U.S.A. La manifestazione è organizzata dai partiti religiosi pakistani.
I capi locali lo invitano a parlare con loro di politica(?!?). Scriverà Tonino, che i mullah combattono la droga, considerata causa di perdizione e di offesa ad Allah. Teorizzerà sulla mafia e i grandi finanzieri, che vogliono la sconfitta dei talebani scrivendo: “ come si vede la guerra che si combatte qui ci riguarda molto da vicino, anche per aspetti insospettati, perché se ripartono le coltivazioni estensive di oppio in Afghanistan, non avremmo solo una nuova invasione di eroina in Europa, ma anche un più forte inquinamento mafioso dell’economia, attraverso il reimpiego, in affari “puliti”, di soldi “sporchi” grazie a banche e Paesi complici.”
Questa è la politica estera di Di Pietro, nuovo acquisto dell’Ulivo!
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11:59
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Anatomia di un’elezione parziale
Angelo Panebianco dimostra tutto il suo equilibrio di giudizio e ci rallegra non poco. Praticamente sostiene che, ad orientare gli elettori nell’esprimere il loro voto per le elezioni amministrative, è la quantità di “buche” esistenti sui marciapiedi; quindi gli sproloqui televisivi del giorno dopo non contano un tubo. Ottima lettura per noi che, visti giornali e TV, pensavamo di essere tornati all’opposizione. C’era già preso il panico da mancanza di regime!!!!
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10:40
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Srivo un libro-scoop, creo imbarazzo, lo citano tra virgolette, mi querelo (inconfondibile Rep-style)
Al direttore – Uno di noi legge un libro, titolo incoraggiante “L’affare Telecom. Il caso politico-finanziario più clamoroso della Seconda Repubblica”, Sperling&Kupfer, contenuto schioppettante, tanto di cappello all’investigative reporting degli autori al di sopra di ogni sospetto berlusconiano, Giovanni Pons e Giuseppe Oddo, giornalisti economici della Repubblica e del Sole 24 Ore, che hanno infilato il pennino dentro un bidone di Nutella (le privatizzazioni all’epoca dell’Ulivo, con apice zuccherino nell’anno mirabilis dalemiano, ’99 e dintorni) e ne hanno tirato fuori una storia che se non è da Pulitzer, beh, con tutte le sòle che ci sono in giro, il primo educatore civico che passa potrebbe utilmente spalmarla sulla scrivania di un qualsiasi magistrato pit-bull e magari succede qualcosa. Insomma, un libro di fatti non pugnette come dice il Cevoli. Bene, che ci facciamo noi zuzzurelloni di Tempi con questo bel libro al di sopra di ogni sospetto? Ci facciamo alcuni estratti. Virgolettati e punti. Punti e virgolettati. Uno pensa: adesso G&G ci regalano almeno il poster di D’Alema in Ikarus. Invece no, neanche un cioccolatino, però ci spediscono un bell’avviso di garanzia via Corriere della Sera, Uomini&Media, rubrica di Dario Di Vico, il quale l’altrieri ci informa che Giuseppe&Giovanni hanno dato disposizione ai loro legali per querelare Tempi in quanto noi avremmo “alterato, aggirato e mortificato la complessità dei fatti ricostruiti e le conclusioni a cui eravamo approdati”. Prima fanno gli scoop e poi li nascondono
Luigi Amicone
Risposta del Direttore
Sono storie fantastiche, degne di Borges e dei suoi labirinti. Non esiste alcun altro paese nel mondo in cui la libera stampa produca fieri e orgogliosi atti d’accusa ai quali seguono insabbiamenti altrettanto fieri e altrettanto orgogliosi. Ci hanno spiegato che da un business di Stato manca, per usare il loro sordido linguaggio, una paccata di miliardi, e poi ci hanno spiegato che non manca nulla, perché lo scoop è stato accolto con imbarazzo dal loro establishment di riferimento. Da giornali che non si fidano nemmeno di pubblicare l’autobiografia del loro editore, per squisite ragioni politiche, non c’è da attendersi di meglio.
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10:37
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Rieccoci
Ci siamo presi un po' di pausa e abbiamo deciso di reimpostare (parola grossa per chi, come noi, non è propriamente un uomo tecnologico) questo Blog. Siamo ripartiti da zero, ma la voglia di andare avanti è tantissima. Quindi non molliamo!
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09:26
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Camillo suggerisce i 10 motivi per non andare a vedere Matrix
10) Al cinema c'è una coda folle e i primi 5 minuti sono i meno belli dell 9) Keanu Reeves (Neo) è vestito da Don Abbondio 8) Al primo combattimento ti sembra di averlo già visto. 7) C'è la più brutta scena di sesso della storia della cinematografia mondiale 6) A Neo non gli tira 5) Se siete pacifisti noterete con disgusto che Morpheus parla come George W. Bush sulla Lincoln. 4) Neo forse è un Neocon 3) Trinity muore ma Neo a un certo punto le tocca il seno sinistro, ma da dentro, cioè mette una mano dentro il corpo della ragazza morta e le palpa il cuore e lei poi risorge. 2) Più che Matrix 2 sembra Superman 4. 1) Il film non finisce, e questo si sapeva. Ma non finisce davvero. Non è un film a se stante. Cioè si interrompe come un episodio di una telenovela brasiliana.
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Italiano all'estero (analisi post-elettorale di Camillo)
Uno si collega a Internet per sapere chi ha vinto le amministrative e scopre che l'Ulivo ha conquistato la provincia di Roma e il Polo si è confermato in Sicilia. Semplicissimo, per una volta. E invece no. Quelli dell'Ulivo dicono di aver vinto in modo mostruoso, un tal Marco Rizzo sostiene che abbia perso George Bush (dove? A Caltanissetta Beach?), Scajola dice al Tg1 che non è vero niente perché il Polo ha vinto in 7 province su 12. E allora Fassino dice che il Tg1 è degno del suo ex compagno Ceausescu (però non ha detto che Ceausescu era un suo ex compagno, e ora sta cosa di Ceausescu che già tirò fuori il tizio del puffone al tribunale di Milano diventa comica assai). Insomma vorrei capire se in Italia c'è Ceausescu o 7 a 5 per il Polo. Dai siti di Rep. non si capisce, quelli del Nuovo sono incasinati e ripetono due volte il dato di Trapani, sul sito del Corriere non metto piede. Facendo una media ponderata, forse, ha ragione Scajola: il Polo ha vinto o è arrivato primo in sette province su 12. E se non sono sette, sono sei. Ceausescu pare sempre dalla stessa parte.
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Mattia
Al direttore – La Repubblica a pagina uno: “Il candidato leghista non sfonda a Treviso”. La Repubblica a pagina nove: “Treviso, sfonda la Lega dei duri”. L’estimo in redazione
Mattia Feltri
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Lo Spino
nel Qlo - Totally Unnecessary
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