PicoSearch
  Aiuto

Sab - Giugno 28, 2003

Michiko va a sciare

Spesso faccio scrivere ai miei studenti giapponesi delle composizioni in italiano, a tema o libere. Una ragazza, Michiko, per sette settimane ha scritto a puntate del suo piccolo viaggio in Svizzera, compiuto prima di un soggiorno di studio di tre mesi a Siena. Dato che l'ho trovato molto simpatico, lo pubblico qui (con il permesso dell'autrice, s'intende). È la versione corretta da me, ma in cui ho mantenuto certe espressioni che se anche non sono perfette in italiano, sono efficaci e spontanee.

Per leggere, CLICCATE QUI.

Giugno 28, 2003 22:24  Permalink   Giappone


Ven - Giugno 27, 2003

PER ADRIANO SOFRI LIBERO

Come se non si capisse dal banner (cliccabile) in alto a sinistra nella prima pagina, mi associo alla campagna dei blog per la liberazione di Sofri, e invito tutti a mandare un'e-mail al Presidente Ciampi, secondo le indicazioni segnalate da Rolli.

Mi permetto anche di postare una mia riflessione su questa storia, che non è solo la storia di Adriano, ma è storia d'Italia.

Giugno 27, 2003 1:33  Permalink   Italia


Gio - Giugno 26, 2003

Una stufa e un asciugacapelli per la riscossa di Apple

Apple ha presentato due giorni fa il nuovo Power Macintosh G5, che a detta del suo CEO Steve Jobs è il personal computer più veloce del mondo. C'è chi dice che non è vero, e che i test effettuati dalla casa di Cupertino sono truccati. Apple ha risposto prontamente difendendo i suoi test.

Pur notando che chi ha messo più strenuamente in dubbio la veridicità dei test comincia chiarendo di essere un fan di Apple e di possedere uno o più Macintosh, come a voler dissipare i dubbi che lavori per la concorrenza, ritengo piuttosto sterile una diatriba del genere.
Il G5 è veloce sul serio, è il primo personal computer a 64 bit e monta un processore staordinario: se anche non fosse il più veloce al mondo poco importerebbe. Tanto più che in questo campo i record si modificano ogni settimana.

Personalmente sono più interessato alle innovazioni di "Panther", la nuova versione del sistema operativo, tra cui Exposé, o la nuova versione di "Anteprima" (il software per leggere i pdf).
Ma un prodotto nuovo che veramente mi piace è iSight, la piccola videocamera di Apple per video-chattare con iChat AV. Ho il sospetto che quella specie di piccolo phon sarà presto in cima al monitor del mio iMac.

Per chi fosse interessato, qui c'è un video che presenta i nuovi G5.

Giugno 26, 2003 1:27  Permalink   Computer


Lodo libera tutti

Pialuisa Bianco ha scritto ieri sul Foglio un articolo interessante (pdf) dal titolo "Ora Berlusconi non ha più alibi, ma non ne ha neanche l'opposizione". Inizia così:

"Non solo Silvio Berlusconi, ora che il lodo è stato approvato, è libero di governare, e senza alibi. Anche l'opposizione è più libera di esercitare il suo ruolo, e senza l'ipoteca girotondina. [E questo lo dicevamo anche noi] Effetti collaterali imprevisti forse, ma non indesiderati, segnalano che il centrosinistra può ricominciare il gioco della politica là dove l'aveva lasciato, sul selciato delle piazze genovesi, l'estate di due anni fa. È lì, con le accuse alla "polizia cilena", che deve essere collocato l'esordio dell'antagonismo extraparlamentare, apparso fin qui egemone nel centrosinistra, e fondato sulla convinzione che quando le piazze si agitano i soli a risentirne siano i governi. Due anni nei quali i leader parlamentari dell'opposizione hanno invece sperimentato di essere stati i primi (e i soli) a rischiare la decapitazione da parte di un movimento che potevano solo subire.
[...]
È il momento di valutare quanto pesa l'intenzione di Fassino, Amato, D'Alema, Rutelli di dar corso a quell'agenda di riforme annunciata all'inizio del 2003, a cominciare da quella che ridisegna i poteri dell'esecutivo. Non serve a "Salvare" il Cav., che non ne ha più bisogno. Serve a "costituzionalizzare" le formazioni estreme del centrosinistra che domani non risparmierebbero a un proprio presidente del Consiglio l'insulto che hanno riservato ai leader dell'opposizione in questa legislatura ogni volta che si profilava un dialogo, di riforme, con la maggioranza: demonizzando il Cav., delegittimavano anche quelli, condannandoli alla difesa dello status quo.

Giugno 26, 2003 0:36  Permalink   Italia


Italia

Comunicazione di servizio: da oggi metterò i post dedicati alle questioni italiane in una categoria a parte, ma faccio presente che non sposterò i vecchi post perché altrimenti salterebbero i permalink (che farebbero saltare i link a quei post, presenti in altri blog).

Giugno 26, 2003 0:16  Permalink   Italia


Mar - Giugno 24, 2003

"Powell è un servo dei sionisti"

Queste parole in replica a quelle del segretario di Stato americano che aveva affermato: "Hamas è un nemico della pace", vanno a braccetto con quanto visto oggi su Capperi (che invece di cambiare grafica ogni giorno sarebbe bello se si fornisse di permalink).

Le vignette satiriche antisemite di stampo ottocentesco che mostrano l'ebreo brutto e cattivo tramare nell'ombra e strumentalizzare gli americani o accapigliarsi con essi per il dominio del mondo, non sono purtroppo solo il frutto di qualche mente malata. Ma, come è stato più volte confermato anche dai recenti sviluppi palestinesi, sono la norma e il pane quotidiano della maggior parte dei paesi arabi, il cui scopo non è, e non è mai stato, la pace, quanto invece il puro e semplice annientamento di Israele.

Non fa male ricordare che nello statuto palestinese fino al 1998 era specificatamente indicato l'obiettivo della distruzione di Israele, che per l'Autorità Nazionale Palestinese Israele tuttora non esiste, e che il primo obiettivo indicato dalla Costituzione di Al Fatah è, testuale, lo "sradicamento dell'esistenza economica, politica, militare e culturale sionista". Di notevole interesse anche la lettura di articoli come il n.19 secondo il quale "la lotta non cesserà fino a che lo stato sionista non verrà demolito" e, a seguire, l'art. 22, dove si dichiara di opporsi "a qualsiasi soluzione politica offerta come alternativa alla demolizione dell'occupazione sionista in Palestina" (il che, alla luce di quanto già suggerito dalla visione di questa mappa, significa semplicemente la distruzione di Israele).

Ma non serve a niente mettere in guardia dall'ideologia imperante nei paesi arabi, dove i bambini crescono odiando gli ebrei grazie a mezzi sempre più subdoli (come questo), se prima di tutto in casa nostra si promuove e si definisce "intenso, coinvolgente, appassionato, poetico" un libro per bambini antisemita come quello descritto qui (dove si fa riferimento a un articolo in questa pagina) e dove i paladini della contro-informazione non hanno di meglio da fare che accusare dei mali del mondo gli ebrei, ricorrendo ai soliti testi di provata falsità come "I protocolli dei savi di Sion".

Se c'è un piano subdolo e mostruoso di conquista del mondo e delle menti, questo non è certo opera di Israele.

Giugno 24, 2003 3:19  Permalink   Mondo


Dom - Giugno 22, 2003

Ecco la Cina progressista

Questo mese potrebbe essere approvato ed entrare in vigore a Hong Kong il famigerato "Articolo 23", la "legge anti-sovversione". Il testo, recita così:

The Hong Kong Special Administrative Region shall enact laws on its own to prohibit any act of treason, secession, sedition, subversion against the Central People's Government, or theft of state secrets, to prohibit foreign political organizations or bodies from conducting political activities in the Region, and to prohibit political organizations or bodies of the Region from establishing ties with foreign political organizations or bodies. (tratto da qui)

Oltre all'ambiguità che circonda il concetto di "atti di sedizione" o "di sovversione" contro il governo cinese, si vieta espressamente non solo che organizzazioni politiche o "corpi" stranieri conducano attività politiche nella regione, ma anche che organizzazioni politiche o "corpi" locali stabiliscano contatti con organizzazioni politiche o "corpi" stranieri.

Stiamo parlando di una legge che va contro la libertà di associazione e di aggregazione; una legge che potrebbe perseguire qualsiasi entità straniera che agisca a Hong Kong, nel momento in cui questa dovesse essere scomoda al regime (quello sì che lo è) cinese.

Ovvie le proteste da parte di Europa e USA.

A proposito di Cina e libertà, vedi anche questo post di 1972.

Giugno 22, 2003 1:45  Permalink   Mondo


Radio Rocca da New York

Consiglio l'ascolto di questa intervista (in Real Player, tratta da questa pagina) a Christian Rocca, che parla del suo libro prima accettato e poi rifiutato; delle verità che in Italia non sono tali se non le pubblica il quotidiano del "regime culturale italiano", la Repubblica; dei neo-conservatori americani che sono molto rivoluzionari e poco conservatori; della posizione americana sull'Iran.

Giugno 22, 2003 0:28  Permalink   Cultura


Ven - Giugno 20, 2003

Rossella O'Hara sposata da Sean Connery

Una mia studentessa recentemente è stata molto occupata a organizzare la cerimonia di nozze della sorella. Della sposa ha poi detto che "sembrava Rossella O'Hara". È curioso che i sogni di una venticinquenne giapponese facciano riferimento a un immaginario cinematografico oserei dire atavico, anziché all'ultimo completino sado-maso della Trinity di turno. Ma a parte il caso in questione, è un dato di fatto che il matrimonio all'occidentale in Giappone è il momento in cui la donna ha la possibilità di diventare principessa per un giorno. Piace molto, alle fanciulle di qui, il vestito bianco vaporoso, lo strascico, il velo, il coro, e tutta quella parte coreografica molto "esotica" (per loro) che richiama alla mente immagini regali e da favola. E da film.

È questo aspetto di teatricità nemmeno velata che rende normale il fatto che tali matrimoni si svolgano all'interno di grandi alberghi, in una finta chiesa, dove un uomo qualunque purché straniero recita la parte del prete e "celebra" un rito che è solo scenico, perché la parte legale è già stata conclusa in municipio e quella religiosa lui non ha certo il mandato per compierla.

Dagli anni '80 le nozze all'occidentale sono aumentate al punto che ora sono diventate praticamente la norma. Secondo gli intellettuali il motivo è che il rito shintoista mette la donna in secondo piano, come comunque è nella società giapponese anche adesso, e che invece quello occidentale dà alla donna il ruolo principale. Ma secondo me è tutto più semplice. Nessuna delle mie studentesse mi ha mai fatto un discorso del genere. Solitamente dicono solo che "col vestito bianco è più bello". Io credo che sia il marito che la moglie vogliano vivere un giorno da reali, da attori, da protagonisti. Che il matrimonio Shinto sia comunque espressione della loro cultura e sia una cerimonia religiosa, al contrario della pacchiana imitazione del rito cristiano, non ha importanza. Come per tante cose, qui in Giappone, quel che conta è l'apparenza.

Per saperne di più sui finti matrimoni cristiani e su chi li amministra, consiglio questo articolo. Apprenderete, tra le altre cose, che il perfetto aspirante prete deve essere bianco, parlare giapponese ma con forte accento straniero, e possibilmente assomigliare a Sean Connery.

Giugno 20, 2003 2:58  Permalink   Giappone


"Se nascondo una bomba sotto il cruscotto dici che la trovano?"

Ultimamente ho letto notizie come questa, in cui gli iracheni dicono che non è vero che i Baathisti superstiti sono una minaccia, e che gli attacchi agli americani sono colpa degli americani stessi, dei loro raid nei villaggi iracheni e della loro incapacità di ripristinare i servizi più essenziali. E c'è gente che esce con frasi tipo: "Insorgeremo e combatteremo gli americani! Siamo passati da una dittatura ad un'altra!".

Poi oggi ho letto il nuovo post di Salam Pax (chi è? Ne parlavamo qui e qui).

La sua teoria è semplice e sensata (traduco alla buona, gli anglofoni leggano l'originale che è più lungo e interessante):

"[...] Un convoglio americano attraversa un villaggio e viene attaccato. È notte e la visibilità è molto bassa. Per rappresaglia e difesa personale il convoglio comincia a sparare a destra e a sinistra sulla strada in un raggio di due chilometri (sempre che non decidano di fermarsi e di passare a un contrattacco vero e proprio - vedi quel che è successo a Hir).
Ora, se andate a chiedere alla gente di quel villaggio, o distretto, riguardo agli attacchi, vi diranno che gli aggressori erano sconosciuti e non erano del posto.
Pensateci un momento. Se io volessi istigare sentimenti anti-americani in un quartiere che fino a quel momento era indifferente verso gli americani, quale sarebbe la miglior cosa da fare? Cercherei un modo per fargli fare brutte cose in quel quartiere, per esempio fargli sparare indiscriminatamente su case e negozi, costringerli a compiere retate casa per casa, legare gli uomini e incappucciarli e spaventare i bambini. Questo sposterebbe di botto il loro "americanometro" dalla posizione "Non mi interessa più di tanto" a quella "Ma chi si credono di essere, 'sti bastardi?".
Date un'occhiata agli attacchi della scorsa settimana e alle loro conseguenze. Queste cose si stanno ripetendo e sfociano in richiami al Jihad.
Altro?
Si dice che qualcuno abbia sabotato un paio di tralicci dell'alta tensione a nord. L'afflusso di elettricità è peggiorato: nel mio quartiere ne abbiamo solo per 5 ore al giorno; la settimana scorsa era molto meglio. La gente comincia a lamentarsi delle promesse fatte e non mantenute dagli americani.
Altro?
Due mine erano già esplose nelle strade di Baghdad e ora la terza. Le nascondono in sacchi neri della spazzatura. La prima è esplosa sotto un camion che faceva parte di un convoglio militare. Un soldato è rimasto ferito. Le altre due sono esplose ieri. La prima in un sottopassaggio nel bel mezzo di piazza Tahir: è esplosa sotto un taxi, nessuno è stato ucciso, ma due persone sono rimaste ferite. La seconda è esplosa nel distretto di Ghazalia, ha ucciso una ragazza e ferito la madre.
Bene, questa seconda mina è stata posata dopo che il check point americano aveva lasciato proprio quella strada e la gente perciò dice che la mina è stata messa dagli americani, il che è una solenne stronzata.
Quel che voglio dire è che questi attacchi saranno anche sporadici e disorganizzati, ma stanno facendo quel che vogliono i baathisti: stanno creando una situazione molto dura per l'amministrazione americana, impedendole di fare qualcosa di buono o di mantenere le promesse, stanno cambiando i sentimenti della gente, e rendendo più calda un'estate che lo è già fin troppo."

Sempre per i non anglofoni, traduco anche l'inizio del post, perché è significativo e pure elettrizzante:

"Stavo cercando un taxi alle 22:30, ieri notte (il che è già una cosa imbecille, perchè il coprifuoco è ancora alle 23:00), così arriva quest'auto e ci accordiamo per 2000 dinar. Nel momento in cui mi siedo l'autista comincia a imprecare contro di "loro". Improvvisamente si ferma a metà frase, si gira, e con rabbia mi chiede:
- Sei musulmano?
*Ha una barba da musulmano, è incazzato e io non ho certo voglia di cominciare una discussione teologica adesso*
- Sì, sia lode ad Allah, sono musulmano.
- Lavori per "loro"?
*Ahi ahi, qui si mette male*
- No! Certo che no! Perché dovrei?!
Pausa.
- Bene. Pensi che se nascondessi una bomba a mano sotto il cruscotto riuscirebbero a trovarla?
*Merda! Merdissima!*
- Senti, io credo che dovresti andarci piano. Hanno dei marchingegni con cui possono rilevare queste cose. Non è il caso di portare in giro delle bombe a mano.
- A-ha! Allora tu sai che marchingegni usano!
*MERDA!*
- No! No! Ho detto solo che potrebbero avere attrezzi di quel tipo!

In quel momento passiamo una pattuglia americana: una jeep e un paio di soldati a piedi. Lui rallenta e li guarda intensamente. Sono dalla mia parte così si piega verso di me per guardare fuori dal finestrino. È il momento in cui comincio a domandarmi se morirò per l'esplosione dopo che questo pazzo lancerà la granata, o per il fuoco in risposta. Ma lui decide solo di lanciare qualche insulto e sfrecciamo via."

Giugno 20, 2003 0:26  Permalink   Mondo


Mer - Giugno 18, 2003

Signorini soddisfatti

Ho da poco discusso col mio amico Andrea del caldo italiano, dell'aspettativa di vita alla nascita e dello stato della Terra, di allarmismi e realismo, di cose brutte e di cose belle, e oggi ho trovato un articolo di Antonio Socci che sul Giornale parla proprio di questo, a cominciare dal caldo.

Tra diverse cose interessanti mi limito a citare questo (ché il resto ve lo leggete voi):

Ma proprio oggi per ignoranza o per ideologia è spuntata fuori anche una nuova “intima barbarie”, quella rappresentata – come diceva Ortega y Gasset - dal “bambino viziato della storia umana”. Una “eccezionale anomalia”. E’ l’ideologia del “signorino soddisfatto”. Una delle sue forme fa capolino nel movimento noglobal e nelle Sinistre: l’ideologia antioccidentale e antitecnologica, falsamente ecologica e ipocritamente ostile al libero mercato, alla scienza e al cristianesimo (il quale – sebbene censurato nella Costituzione europea – è l’alveo culturale in cui sono nate la scienza e la tecnologia occidentali).
[...]
Il “signorino” è, secondo Ortega, “l’erede che si comporta esclusivamente come erede”, cioè che gode di ciò che ha ereditato - in cui è compresa la libertà - senza sentire la responsabilità di tramandarlo e rafforzarlo (la sua forma futile e qualunquista), o peggio che ne gode schifandolo, senza alcuna solidarietà culturale con la propria civiltà, anzi criminalizzando la civiltà di cui succhia i frutti, sputando sulle fatiche e le sofferenze degli antenati che gli hanno guadagnato questo livello di vita come se fossero criminali (in quanto uomini occidentali).

Giugno 18, 2003 2:17  Permalink   Cultura


La città più cara del mondo...

...è la mia Tokyo, più costosa di New York del 26%.
Lo dice la Reuters qui, riportando alcuni dati del Mercer Human Resource Consulting, che annualmente stila una classifica sul costo della vita nel mondo.
Sul sito del MHRC potete trovare i dati commentati e la classifica delle prime 50 (pdf).

Vi riporto qui la Top Ten, con tra parentesi la posizione nel 2002:

1 (3) Tokyo
2 (2) Mosca
3 (6) Osaka
4 (1) Hong Kong
5 (4) Pechino
6 (28) Ginevra
7 (10) Londra
8 (9) Seul
9 (32) Zurigo
10 (7) New York

17 (63) Milano
41 (99) Roma

Giugno 18, 2003 0:42  Permalink   Giappone


Mar - Giugno 17, 2003

L'anonimo estensore

Del caso Mauro-Lupis-Repubblica (chi non sa cos'è spulci l'ultimo mese di Camillo, o Rolli) la cosa che più mi lascia perplesso è che quanti scrivono criticando il Foglio continuino a non sapere che a scrivere "Redazionalmente corretto" è Christian Rocca.
Passi per qualche distratto lettore occasionale, ma che anche il Barbiere della Sera parli di "redattori anonimi" mi sembra per lo meno un segno che l'uso di Google è ancora sconosciuto ai più. Del resto, sarebbe bastato che il signor Calorendi, che firma il pezzo sul Barbiere, avesse letto la risposta alla lettera di Lupis apparsa sul Foglio del 28 maggio (pag. 4): avrebbe notato che Rocca la firma con nome e cognome. O forse si finge di non sapere, in modo da poter sempre sfruttare l'argomento dell'anonimato del Foglio, contrapposto al coraggioso (davvero) Lupis che i suoi articoli almeno li firma.

Ma soprassediamo, perché il suddetto Calorendi nella sua difesa di Lupis inserisce un passo da antologia:

"[...] tutti a Repubblica (e non solo a Repubblica) sapevano che il Lupis stava per firmare un contratto che (finalmente) rendeva giustizia al suo lavoro silenzioso. Nell'esatto momento in cui (guarda che caso...) scoppia questa vomitevole vicenda. [...] LA coincidenza, di fatto, resta inquietante. E dovrebbe far riflettere ed inquietare l'intera categoria."

Dunque lo scopo di Rocca, e del Foglio con lui, sarebbe quello di impedire a Lupis di firmare quel contratto! Immagino Ferrara e i suoi, nella penombra di una sala fumosa, scuotere la testa preoccupati di fronte all'ultimo resoconto dalla Cina: "Quest'uomo è scomodo. Va eliminato. Ma abbiamo poco tempo: sta per firmare il contratto. E quando questo avverrà, sarà la fine del mondo come lo conosciamo".

A leggere tutta la storia dal principio mi sono fatto l'idea che se Lupis non avesse insistito nel tentativo di giustificare tutto quanto con quella lettera al Foglio, Rocca non si sarebbe accanito così, e la storia sarebbe finita molto prima e molto meglio (per Lupis).

Giugno 17, 2003 0:45  Permalink   Cultura


Lun - Giugno 16, 2003

Cellulari da 1.3 Megapixel

In questi giorni è uscito un nuovo cellulare di Sony per DoComo, il maggior fornitore di telefonia mobile giapponese. La sua caratteristica principale è che può scattare foto da 1.3 Megapixel. Qui la notizia in italiano, e qui un video in QuickTime.

Giugno 16, 2003 1:43  Permalink   Giappone


Dom - Giugno 15, 2003

Povera ballerina

Il Griso dedica un bel post a Roberta Passon Azzini, la donna uccisa a botte alla stazione di Padova due giorni fa.

Giugno 15, 2003 12:21  Permalink   Mondo


Ven - Giugno 13, 2003

Lavori in corso

Oggi ero già pronto a gustarmi un "Ciabatta sando" (sando sta per sandwich in giapponese) in un bar Segafredo, e invece l'ho trovato chiuso.
Come potete vedere bene dalla seconda foto, i cartelli dei lavori in corso in Giappone sono sempre un po' buffi. Ecco alcuni esempi da un sito che ne fa raccolta:

Inchini di scuse per il disagio arrecato dai lavori
Divieto di accesso 1
Divieto di accesso 2: pericolo!
Bambini, non giocate in zona cantiere!
Altri cartelli d'attenzione e sicurezza

Giugno 13, 2003 20:46  Permalink   Giappone


Zatoichi

Uscirà a settembre in Giappone "Zatoichi", il nuovo film di Takeshi Kitano, il regista giapponese noto al pubblico internazionale per film come "Hana-bi" o il recente "Dolls". Guardandone il trailer ho la sensazione che siamo davanti a un cambiamento di rotta, segnalato anche dall'assenza di Jo Hisaishi, il musicista che ha praticamente sempre accompagnato Kitano nei suoi lavori. Di certo sarà interessante.

A chi vuole effettuare un principio di paragone tra il cinema di Kitano e quello di Ozu, di cui si parla nel post precedente, consiglio di leggere questo "Kitano's Hana-bi and the spatial traditions of Yasujiro Ozu".

Giugno 13, 2003 13:28  Permalink   Cinema


I classici di OZU restaurati in DVD

Mentre in Italia Enrico Ghezzi sta trasmettendo l'opera completa, e da noi in gran parte inedita, di Yasujiro Ozu su RaiTre a notte fonda all'interno di Fuori Orario (proprio oggi ce n'è un altro), in Giappone ci si sta dando da fare per restaurare e pubblicare Ozu in DVD prima che finisca il 2003, anno che celebra il centenario della nascita del regista. I DVD usciranno tra settembre e dicembre, venendo a colmare una notevole mancanza.

La notizia è qui, ma il link potrebbe scomparire a breve.

Giugno 13, 2003 12:48  Permalink   Cinema


Gio - Giugno 12, 2003

FANTAMI

Ringrazio quel navigatore che cercando su Virgilio "Foto di fantami" ha trovato solo il mio blog, e mi ha permesso così di correggere un errore: anche io infatti qui avevo scritto "fantasmi" senza S.

Giugno 12, 2003 14:28  Permalink   Computer


Carozza riservata

L'altro giorno ho preso un treno di una linea che normalmente non uso, e dopo cinque minuti che viaggiavamo mia moglie mi ha tirato la manica e mi ha indicato questo. Visto che mancavano solo dieci minuti alle 9 e che c'erano anche altri due uomini, abbiamo fatto finta di niente e siamo rimasti lì. Non lo sapevo, ma pare che qualche linea adotti questo sistema per proteggere le passeggere dai palpamenti maschili nelle ore di punta (di mattina, perché di sera evidentemente c'è più libertà!)

Giugno 12, 2003 14:6  Permalink   Giappone


Mer - Giugno 11, 2003

Bambini nati a metà

Il mitico Andrew Sullivan è intervenuto recentemente sulla questione del "partial birth abortion" o "aborto con nascita parziale", che l'amministrazione Bush ha ormai praticamente vietato. Si tratta di un aborto compiuto anche fino al sesto mese, in seguito a malformazioni gravi del feto o a problemi di salute della madre.
Sullivan sull'aborto si sente "uncomfortable, anguished, conflicted" (a disagio, angosciato, diviso) perché, dice:

"Sì, lo so che la mia posizione, cioè che l'aborto dovrebbe essere legale solo nel primo trimestre, manca completamente di coerenza morale e politica. Ma è il risultato di un tentativo di bilanciare nella mia mente la mia opionione personale che qualsiasi aborto sia sbagliato, con l'accettare che in una democrazia liberale gli altri possano non essere d'accordo."

Ma, come ha detto poco prima: "Non posso rispettare chi non è moralmente toccato dall'orribile procedura dell'aborto con nascita parziale. Dal terzo trimestre in poi abbiamo inequivocabilmente un essere umano in tutto e per tutto: visivamente, intuitivamente, moralmente. Il modo orrendo in cui la vita di quell'essere umano viene interrotta negli aborti tardivi semplicemente non dovrebbe far parte di una società civilizzata".

Di quale "modo orrendo" e "orribile procedura" parli Sullivan lo spiego citando questo articolo, che fa anche la storia completa della nuova legge americana:

"L'operazione si svolge in cinque fasi:  in un primo tempo, guidato da ultrasuoni, l'operatore, dopo l'eventuale capovolgimento, se necessario, della posizione del feto nell'utero, afferra i suoi piedi con una pinza. Con una trazione, porta allora le gambe del feto fuori dell'utero e provoca il parto, estraendo la totalità del corpo del bambino, tranne la testa.
Chi pratica l'aborto esegue allora un'incisione alla base del cranio del bambino, attraverso la quale fa passare la punta di un paio di forbici per perforare la scatola cranica. Introduce nell'orifizio così predisposto l'estremità di un fine tubo evacuativo, attraverso il quale viene aspirato il cervello e il contenuto della scatola cranica del bambino. A questo punto, per portare a termine l'aborto, più non resta che estrarre la testa ridotta di volume."

Lasciare la testa del bambino all'interno serve a impedire la magica trasformazione del feto in persona, perché secondo la legge americana il bambino è una persona solo quando è completamente fuori dall'utero. Se è mezzo dentro e mezzo fuori no, è un'altra cosa e non ha diritti.

Comunque, Sullivan ha ricevuto diverse reazioni al suo post, e ne ha pubblicate un paio, una contro questo aborto, e una a favore. Quella a favore cita casi gravissimi di disfunzione genetica che portano alla crescita di un feto con organi, come il cuore o il cervello, sviluppati fuori dal corpo anziché all'interno: in questi casi, dice, il feto muore da solo in breve tempo o, se anche nasce, muore immediatamente dopo.
Secondo l'autore della lettera dobbiamo immaginare il dolore di una madre nel sentirsi dire che il figlio ha questo problema, che non sopravviverà alla nascita, e che tuttavia deve portare avanti la gravidanza per altri 3 mesi perché è passato il termine legale per abortire.

Sullivan, un po' pilatescamente, lascia la decisione ai suoi lettori. E come suo lettore dico che capita spesso che le analisi pre-parto si rivelino errate e alla nascita il bimbo sia sano; ma che se anche la malformazione c'è ed è gravissima, ci sono casi di persone che sopravvivono, come questa bambina nata con il cervello di fuori, ma che ora ha 11 anni, e che se la madre avesse seguito il consiglio dei medici ora non ci sarebbe.

Propongo anche una mia personale riflessione: mettiamo pure che il bambino in questione poi muoia davvero una volta uscito.
Sappiamo tutti che un feto percepisce gli stimoli esterni e anche l'umore della madre o il suo nervosismo o quant'altro. Invece di eliminare il bambino perché "tanto morirà lo stesso tre mesi dopo", ritengo sarebbe decisamente più umano portarlo in grembo ancora per tre mesi facendogli percepire tutto quanto non potrà più sperimentare da lì a poco, in primis l'amore di sua madre. Del resto non si concede forse l'ultima sigaretta al condannato a morte, e non si fanno commoventi petizioni per colmare di gioia gli ultimi mesi di un bambino colpito da una malattia letale?

Giugno 11, 2003 12:19  Permalink   Cultura


Mar - Giugno 10, 2003

La triste verità: i comunisti mangiano i bambini...

...perché non gli rimane altro con cui sfamarsi.
È la tremenda storia di un paese, la Corea del Nord, dove l'ennesima carestia ha portato i suoi abitanti al cannibalismo.

Si parla di bambini morti dissotterrati, o direttamente rapiti e uccisi e poi venduti al mercato come carne "speciale", nonostante la pena di morte che il regime ha stabilito per questo tipo di reato: alcuni ristoratori nel cui locale sono stati trovati resti umani sono stati giustiziati.

Ma, come dice qui Glenn Raynolds, il giornalista che parla di questo fenomeno come di "una conseguenza dell'ennesimo misero raccolto e di grossi tagli agli aiuti alimentari internazionali" è molto educato, perché le sue parole vanno corrette in "una conseguenza di anni di comunismo".

Raynolds osserva inoltre che prima o poi anche alla Corea del Sud verrà presentato il conto di quanto non sta facendo per fermare il massacro di un popolo da parte del suo leader. Come scriveva Enrico Madama il gennaio scorso:

[...] sia la Corea del Sud, sia il Giappone non si augurano il tracollo dell’ingombrante vicino. Men che meno un catastrofico conflitto. Quanto costerebbe economicamente, ma anche in termini di integrazione sociale, culturale e politica, ai “fratelli separati” della democratica, avanzata e benestante Corea del Sud una riunificazione tipo quella attuata da Kohl con la Germania Est, a fronte di un Nord ridotto a landa desolata, occupata come all’epoca del feudalesimo da una cricca militare e da milioni di servi della gleba? Per questo i sudcoreani il mese scorso hanno scelto come nuovo presidente il liberale Roh Moo Hyun, che ha condotto la campagna elettorale sostenendo il continuo impegno di dialogo con il Nord, escludendo vigorosamente il ricorso a sanzioni economiche per costringere il Nord a rispettare gli impegni internazionali. (Pyonyang chiede il pizzo Nucleare, Tempi n.3, 16/1/2003)

Sulla situazione nord-coreana consiglio un altro bell'articolo dello stesso Madama:
Benvenuti nel paradiso No Global

Giugno 10, 2003 1:4  Permalink   Mondo


Lun - Giugno 9, 2003

Se lavori e prendi poco hai il diritto di rubare. E se non lavori?

Gianni Pardo su Capperi (in "Mollichine") scrive queste due righe:

Un anno fa i furti sui bagagli alla Malpensa. Ora si annuncia il licenziamento dei ladri e il sindacato s'oppone. "Sono operai che guadagnano mille euro al mese, sono costretti al furto", sostengono.

Sembra un'esagerazione di chi scrive, ma non lo è. Come si può leggere qui:

Walter Mancini del coordinamento nazionale del Sulta (Sindacato nazionale unitario trasporto aereo): innanzitutto chiariamo - afferma Mancini - che i furti che avvengono negli aeroporti italiani non sono più numerosi che in altre parti del mondo. Non esiste un caso Italia: "Se avvengono è perché la gente ha fame e infatti si moltiplicano i casi in Africa e Sud America. E poi bisogna anche valutare: stiamo parlando di operai che fanno turni stressanti, in zone rumorose per 1000 euro al mese se sono neo-assunti.  Noi condanniamo il furto, ma non dobbiamo dimenticare che si parla di soggetti deboli e che sospendendoli dal lavoro si toglie l'unica fonte di reddito per le loro famiglie".

Se è così, allora come conclude Pardo:

State alla larga dal Sud: lì ci sono i disoccupati, autorizzati ad uccidere.

Giugno 9, 2003 12:47  Permalink   Mondo


Bob Sapp (2)

TIMEasia di questa settimana dedica un lungo speciale a Bob Sapp, il lottatore-showman di cui abbiamo parlato qui (e di cui l'altroieri si è accorta anche la Reuters). Interessante e probabilmente corretta l'interpretazione del suo successo:

Some ad campaigns he has done would be considered taboo in the U.S. because of their racial overtones. To promote a wrestling match, he was shown eating bananas in front of the gorilla cages at a local zoo, while an ad for Panasonic TVs has him dressed like a hipster pimp. You don't need to be a French poststructuralist to realize that much of The Beast's appeal in Japan is not rooted in the universalism of slapstick humor but in the fact that he is a curious and foreign specimen—a seemingly terrifying yet ultimately harmless embodiment of the Other.

In un altro piccolo articolo, si parla del merchandising a lui legato.

Grazie al bel weblog NEJ che da oggi entra nei miei link.

Giugno 9, 2003 2:20  Permalink   Giappone


Il Buono, il brutto, il cattivo (2)

Da buon maniaco di cinema ho notato che il DVD del film di Sergio Leone (di cui parlavo qui) in versione giapponese, che è quella americana, è probabilmente l'unico a offrire il formato originale. Il DVD italiano della CVC, infatti, nonostante dichiari di essere un 2.35:1 come l'edizione americana della MGM, e a prima vista lo sembri, in realtà è un po' "zoomato": confrontando le due versioni si nota che in quella italiana mancano porzioni di immagine su tutti e 4 i lati dello schermo, soprattutto a destra e a sinistra. In certe scene non fa differenza, in altre si ha un fastidioso effetto "teste tagliate" che sbilancia un po' l'immagine. La versione MGM inoltre ha il pregio di essere basata su una versione restaurata del film e offre quindi una qualità video e una definizione migliore di quella nostrana. L'unico punto debole è il fatto che si tratta dell'edizione internazionale, più breve, anche se le scene mancanti sono contenute nella sezione extra (e sono in italiano).

Per i maniaci come me in questa pagina ho messo quattro coppie di inquadrature a confronto. La prima di ogni coppia è l'edizione italiana.

Eppure esiste una versione restaurata dalla Cineteca Nazionale, più lunga, che fu presentata a Venezia nel 2000, quindi spero che prima o poi qualcuno si decida a farne un DVD.
In questi giorni, inoltre si parla di un'edizione americana restaurata di 180 minuti, e con le parti inedite doppiate recentemente da Eastwood, Wallach e dagli altri attori ancora vivi (non Lee Van Cleef, quindi).

Aggiornamento: Christian Rocca mi fa notare che della nuova edizione americana ha parlato brevemente anche lui sul Foglio del 4 giugno. Grazie.

Giugno 9, 2003 1:2  Permalink   Cinema


Dom - Giugno 8, 2003

"I resoconti dei saccheggi del museo iracheno erano esagerati"

Lo dice il Washington Post (letto grazie a The Command Post) che tra l'altro comunica che alla fine della guerra si riteneva fossero stati rubati o persi 170.000 pezzi, mentre ora si dice che ne mancherebbero solo 3000.

"In particolare degli 8000 pezzi considerati dagli archeologi i più preziosi, solo 47 non sono ancora stati trovati".

Questa notizia di aggiunge a quelle di cui parlavamo qui.

Giugno 8, 2003 16:41  Permalink   Cultura


Globalizzazione e dintorni

1972 (che già qualche giorno fa citava un interessante articolo di Gianni Riotta sul Corriere dal titolo "Le miserie di un mondo no global") cita tramite Leibniz un pezzo interessante del The Spectator riguardo alle multinazionali (in questo caso la Nike) che nei paesi in via di sviluppo sono così fameliche da pagare stipendi due o tre volte più alti di quelli delle imprese statali. Tra le altre cose dice così (traduzione mia):

"In media le multinazionali nei paesi meno sviluppati pagano il doppio delle compagnie locali che operano nello stesso settore. Se si lavora per una multinazionale americana in un paese a basso reddito, si guadagna 8 volte il reddito medio della popolazione. Se questo è sfruttamento, allora il problema a questo mondo è che i paesi poveri non sono sfruttati abbastanza."

Sono cose che ho già letto e riletto e non mi stanco di ripetere. Se volete approfondire consiglio la lettura dei seguenti articoli, di Rodolofo Casadei e Roberto Persico:

Chi si globalizza riduce la povertà
La globalizzazione fa bene (recensione del libro "Global" di Paolo Del Debbio)
Educare la libertà, educare alla libertà (in particolare dal paragrafo "La realtà dei numeri" in poi)

Giugno 8, 2003 16:21  Permalink   Mondo


Ven - Giugno 6, 2003

Sentono molte cose col cuore, ma ci vedono sempre meno

È di ieri la notizia del ritrovamento di una fossa comune irachena contenente i cadaveri di 200 bambini. Oggi arriva anche l'aggiornamento che rivela che i bambini sono stati sepolti vivi.

Luigi Amicone oggi a pagina 4 del Foglio scrive un bell'articolo dal titolo "Perché una fosse comune irachena con 200 bambini non fa notizia?" (pdf) da cui traggo quanto segue.

[...] Qui non si poteva fare buon uso del dolore, qui c'erano solo scheletri di bambini e bambole di bambine. Una notizia non prorompente sul piano della sofferenza universale, giacché per le leggi vigenti un buon uso del dolore necessita che il produttore sia di marca occidentale, sia un americano fascista, un berluscones cileno, un sionista israeliano.
Questa semplice, innocua, distratta, mancata informazione a noi pare la più bella delle rivelazioni della condizione umana degli informatori all'epoca del dogma umanitario e pacificatore. Essi sentono molte cose col cuore, ma ci vedono sempre meno. Ci governano con la tenerezza avviluppata alla teoria. E i nostri occhi si riempiono di dolci cataratte. Brutta bestia questa pietà ridotta a cartello stradale Internazionale.

Giugno 6, 2003 2:33  Permalink   Mondo


Dal 20 giugno si comincia?

Se veramente il 20 giugno si avrà la reintroduzione dell'immunità parlamentare e la sospensione dei processi per le alte cariche dello stato come avviene in ogni paese civile (e anche nell'Europarlamento, come si può leggere qui, dove ci si riferisce a questo che fa riferimento a questo, ma ne avevamo già parlato qui), forse governo, opposizione, giudici, giornali, TV e la cosiddetta società civile potranno finalmente piantarla di perdere tempo e risorse litigando di processi, e cominceranno a dedicare le proprie energie a qualcosa di più costruttivo come le esigenze del popolo italiano. Almeno me lo auguro.

Giugno 6, 2003 0:15  Permalink   Mondo


Gio - Giugno 5, 2003

Servizio antibufala

Approfitto della segnalazione dell'ennesima bufala informatica, per aggiungere tra i miei link sulla sinistra il sito di Paolo Attivissimo, un uomo dal nome instancabile che oltre a scrivere con competenza di computer, tiene anche un servizio volto a verificare uno per uno tutti quegli appelli che ci arrivano per e-mail (del tipo: "Se invierai questa mail a tutti i tuoi amici salverai un bambino malato") o diverse notizie di dubbia veridicità che si leggono sui giornali e diventano subito leggende metropolitane.

Giugno 5, 2003 1:34  Permalink   Cultura


Where is Raed? Al Guardian

Il bloggatore che scrive da Baghdad sotto lo pseudonimo di Salam Pax, di cui parlavamo anche qui, ha cominciato oggi (ok, per me è già ieri) la sua collaborazione con l'inglese Guardian. Ogni quindici giorni scriverà un intervento sulla vita in Iraq di questi tempi.
Si tratta di una lettura che consiglio vivamente, perché come ci si può rendere conto anche dal suo weblog, il ragazzo offre dei resoconti equilibrati e ben lontani da ogni tentativo di minimizzare o al contrario esagerare i problemi.

Tra le altre cose, racconta del sistema più recente adottato dai ladri di auto, che cito perché piuttosto divertente (eccetto che per la vittima): si portano dietro un bambino, che salta in una macchina attraverso il finestrino aperto e comincia a strillare. Appaiono allora quattro energumeni che accusano l'autista di voler fare del male al bambino, e con spintoni e insulti gli portano via il mezzo. Il tutto tra le occhiatacce della gente che guarda il pover'uomo con lo sguardo che si riserva ai pedofili.

Su Slate trovate un articolo di un giornalista americano che nel tentativo di scoprire la sua identità, ha finito con il rendersi conto che Salam era stato il suo interprete a Baghdad. L'articolo fornisce anche interessanti retroscena sulla vicenda, nonché l'ennesima conferma della genuinità dell'autore di "Where is Raed?".

Per chi non l'avesse ancora fatto, consiglio anche la lettura dei suoi vecchi post pre-, durante, e post-guerra.

P.S.
Per gli appassionati di cartoni giapponesi: nell'articolo per il Guardian Salam dice che tra le cose che danno in TV a Baghdad quello che gli piace di più è la vecchia serie "Adnan wa Lina". Se il titolo arabo non vi dice niente, cliccate qui.

Giugno 5, 2003 0:54  Permalink   Mondo


Mar - Giugno 3, 2003

CD-Rom che sembrano vinili

Forse esistono da tanto e semplicemente non li conoscevo, ma ieri ho visto in un negozio dei CD-Rom Mitsubishi che anche al tatto sembrano dei piccoli vinili, e ne ho comprata una scatola. Ora dovrò pensare a che tipo di musica metterci sopra. Propendo per qualche brano d'annata...
Intanto ne ho fotografato uno.

Giugno 3, 2003 23:58  Permalink   Giappone


New Blog New Blog mi linka, mi ringrazia e io ricambio

Il blog che fino a ieri per me, e per quanti usano Safari o Explorer sotto Mac OSX (forse anche in OS9), era illeggibile perché appariva quasi tutto nero, è ora fruibile anche da noi. Il suo autore mi aveva chiesto di mettere un link al Buroggu già prima di questo fatto, ma ora lo fa sicuramente con più soddisfazione! :-)

Giugno 3, 2003 23:29  Permalink   Cultura


Mi sa che mi tengo questo

IBlog, il software che sto usando per scrivere queste parole, è uscito in una nuova versione (la 1.3 beta) con un sacco di innovazioni che non mi servono, ma non ha ancora corretto quel fastidioso sistema di datazione all'americana secondo il quale oggi è "Mar - Giugno 3, 2003". Lo sviluppatore mi ha promesso di correggere la cosa, ma io sto già pensando di fermarmi alla versione che uso attualmente. Dalla 1.3 il sistema di organizzazione dei file cambia, quindi anche il loro nome, quindi anche i miei permalink.
Se non vi secca come sono scritte le date, sto pensando di non fare l'upgrade neppure in futuro.

Giugno 3, 2003 23:14  Permalink   Computer


Dom - Giugno 1, 2003

La SARS è americana: un esempio di giornalismo d'accatto

Il mio amico Luca mi segnala un articolo de La voce della Campania, riportato dal sito www.disinformazione.it, un nome una dichiarazione d'intenti (ora dicono che è un virus venuto dallo spazio).
Il pezzo a firma Rita Pennarola (giornalista che già da tempo si lamenta, anche sulla stampa estera, delle querele che il suo giornale riceve per "aver scritto la verità") si chiama "I padroni della SARS. La vera storia del virus. United States of SARS". Secondo la giornalista il virus cinese è stato creato in laboratorio dagli americani per contrastare il crescente potere economico cinese. Tutto molto interessante, se non fosse che non c'è uno straccio di prova a sostegno di questa tesi. Ma intanto il mensile, con sprezzo del ridicolo, riporta persino in copertina la scritta "Documento esclusivo. Il virus creato nei laboratori americani".

Nell'articolo si parte dal documento "Rebuilding America's defenses", un piano a lungo termine scritto nel 2000 dal PNAC (Project for the New American Century), un'organizzazione fondata nel '97 dal fior fiore dei (più o meno "neo") conservatori che ora collaborano con George Bush (Kagan, Wolfowitz, ecc...).
L'autrice, e l'articolo del Sunday Times da cui lei attinge, ne parla più volte come di un documento "top-secret", ma possiamo ben immaginare quanto sia segreto un documento che è liberamente scaricabile dal sito del PNAC. In questa pubblicazione si fa accenno alla possibilità che in un mondo in cui armi chimiche e biologiche si diffondono sempre di più nonostante i divieti, anche gli USA potrebbero un giorno dover ricorrere ad armi biologiche di nuovo tipo, e in un passaggio si dice che nei prossimi decenni si potrebbe essere in grado di creare armi che puntano a determinati genotipi specifici, in modo che il possesso di queste armi possa fungere da deterrente e quindi avere un potere politico.

La Pennarola davanti a queste considerazioni chiosa: "Quell'arma letale oggi si chiama Sars" e afferma che questo virus è un "'mostro' d'ingegneria genetica, in grado di selezionare esattamente il tipo di Dna da colpire (quello della razza asiatico-cinese)". Niente passaggi intermedi, nessuna ricerca, nessuna testimonianza: un documento americano ipotizza scenari di guerre future, nel frattempo appare una malattia sconosciuta (che tra l'altro non colpisce solo i cinesi), DUNQUE sono stati loro. Sherlock Holmes al confronto è un pivello.

Ma è chiaro che questo non basta a convincere i lettori, allora la nostra chiama in causa la voce della scienza, dicendo che "Sergei Koleshnikov, dell'Accademia russa delle scienze mediche, nella prima settimana di aprile ha espresso analoghe convinzioni", e cita lo stesso professore, in un passaggio in cui dice che un virus del genere può essere creato solo in laboratorio. Peccato che la nostra si dimentichi che le "analoghe convinzioni" del professore consistono in realtà in questo: ovvero, Koleshnikov NON ESCLUDE che il virus della SARS possa essere un'arma biologica CINESE. Del resto si sa da tempo che i Cinesi sviluppano "segretamente" armi chimiche, come facevano i sovietici fino all'altroieri.

Ma proseguiamo: appurato, nel modo visto, che il virus è americano, e che non è sufficiente dire che lo scopo è far fuori i cinesi, la nostra si concentra sulle ditte farmaceutiche. La tesi è che grandi cartelli di ditte farmaceutiche in combutta con il governo americano abbiano creato la malattia e ora si preparino a far soldi a palate con la vendita del vaccino. Citando il Corriere che cita il Times afferma che la ditta AVI Biopharma avrebbe già creato un vaccino in grado di uccidere il virus. Peccato che in realtà anche il Times (che poi è il Times Online) avesse un po' esagerato. Secondo Wired invece la AVI, come altre ditte, ha mandato dei campioni al National Institute of Health ma i risultati saranno resi noti solo "tra diverse settimane" (al 28 aprile). La Pennarola arriva a dire, sempre senza alcuna prova, che la AVI questo vaccino l'avrebbe nel cassetto da tempo. Inoltre trova sospetto che a presentare qualche risultato contro la SARS sia una ditta che studia da oltre 20 anni i coronavirus come quelli della SARS e ha quindi una notevole esperienza in merito (dico io, chi dovrebbe presentare rimedi efficaci? Mia nonna nel laboratorio in cantina?).

Dopo un passaggio su alleanze economiche tra ditte farmaceutiche e governi (su cui non mi pronuncio perché non ne so molto) la nostra arriva a dire che l'alleanza tra Blair e Bush è dovuta al fatto che i loro paesi sono i principali esportatori di "farmaci & affini". Ma dai? Due paesi da niente come USA e Inghilterra? Ora che ci penso gli USA sono anche i più grandi esportatori di cinema. Vuoi vedere che aveva ragione il Manifesto quando diceva che la SARS è un prodotto americano per non far vincere il festival di Cannes alla Cina?.
Seguono le ipotesi sul perché il Canada sia stato colpito dall'epidemia, e nonostante la stessa giornalista affermi che in Canada "comunque esiste una vastissima comunità cinese" (e dici niente!) le ipotesi "più accreditate" sono quelle secondo cui il Canada "è stato punito per non aver partecipato ai crimini di guerra in Iraq, ma anche per essere una nazione che ha sempre dichiarato di fornire aiuti a Cuba". Queste ipotesi sono tratte da Indymedia, un altro dei baluardi dell'informazione corretta. Inutile aggiungere che la stessa fonte attribuisce responsabilità anche ad Israele.
Stendiamo infine un velo pietoso sul tentativo di inserire in questo piano anche la morte del povero professor Carlo Urbani, e chiudiamola qui.

Giugno 1, 2003 17:54  Permalink   Mondo


Vai all'archivio di MAGGIO
Vai all'archivio di MARZO/APRILE

Vai all'INDICE dell'archivio

Torna al buroggu attuale




© 2003 di Ernesto - All rights reserved.