Spesso faccio scrivere ai miei studenti giapponesi
delle composizioni in italiano, a tema o libere. Una ragazza,
Michiko, per
sette settimane ha scritto a puntate del suo piccolo viaggio in
Svizzera,
compiuto prima di un soggiorno di studio di tre mesi a
Siena. Dato
che l'ho trovato molto simpatico, lo pubblico qui (con il permesso dell'autrice,
s'intende). È la versione corretta da me, ma in cui ho mantenuto certe
espressioni che se anche non sono perfette in italiano, sono efficaci e
spontanee.
Come se non si capisse dal banner (cliccabile) in alto
a sinistra nella prima pagina, mi associo alla campagna dei blog per la liberazione di
Sofri, e invito tutti a mandare un'e-mail al
Presidente
Ciampi, secondo le indicazioni segnalate da
Rolli.
Una stufa e un asciugacapelli per la riscossa di
Apple
Apple ha
presentato due giorni fa il nuovo Power Macintosh G5, che a detta del suo
CEO Steve
Jobs è il personal computer più
veloce del mondo. C'è chi dice che non è vero, e che i test
effettuati dalla casa di
Cupertino
sono truccati. Apple ha risposto prontamente difendendo i suoi
test.
Pur notando che chi ha messo più
strenuamente in dubbio la veridicità dei test comincia chiarendo di
essere un fan di Apple e di possedere uno o più
Macintosh,
come a voler dissipare i dubbi che lavori per la concorrenza, ritengo piuttosto
sterile una diatriba del genere. Il
G5 è
veloce sul serio, è il primo personal computer a 64 bit e monta un
processore staordinario: se anche non fosse il più veloce al mondo poco
importerebbe. Tanto più che in questo campo i record si modificano ogni
settimana.
Personalmente sono più
interessato alle innovazioni di "Panther", la nuova versione
del sistema operativo, tra cui Exposé, o la nuova versione di "Anteprima" (il software per leggere i
pdf). Ma un prodotto nuovo che veramente mi piace
è iSight, la piccola videocamera di Apple per
video-chattare con iChat AV. Ho il sospetto che quella specie di
piccolo phon sarà presto in cima al monitor del mio
iMac.
Per
chi fosse interessato, qui c'è un video che presenta i nuovi
G5.
Pialuisa
Bianco ha scritto ieri sul
Foglioun
articolo interessante (pdf) dal titolo
"Ora Berlusconi non ha più alibi,
ma non ne ha neanche l'opposizione". Inizia
così:
"Non solo Silvio
Berlusconi, ora che il lodo è stato approvato, è libero di
governare, e senza alibi. Anche l'opposizione è più libera di
esercitare il suo ruolo, e senza l'ipoteca
girotondina. [E questo lo dicevamo anche noi]
Effetti collaterali imprevisti forse, ma
non indesiderati, segnalano che il centrosinistra può ricominciare il
gioco della politica là dove l'aveva lasciato, sul selciato delle piazze
genovesi, l'estate di due anni fa. È lì, con le accuse alla
"polizia cilena", che deve essere collocato l'esordio dell'antagonismo
extraparlamentare, apparso fin qui egemone nel centrosinistra, e fondato sulla
convinzione che quando le piazze si agitano i soli a risentirne siano i governi.
Due anni nei quali i leader parlamentari dell'opposizione hanno invece
sperimentato di essere stati i primi (e i soli) a rischiare la decapitazione da
parte di un movimento che potevano solo
subire. [...] È
il momento di valutare quanto pesa l'intenzione di Fassino, Amato, D'Alema,
Rutelli di dar corso a quell'agenda di riforme annunciata all'inizio del 2003, a
cominciare da quella che ridisegna i poteri dell'esecutivo. Non serve a
"Salvare" il Cav., che non ne ha più bisogno. Serve a
"costituzionalizzare" le formazioni estreme del centrosinistra che domani non
risparmierebbero a un proprio presidente del Consiglio l'insulto che hanno
riservato ai leader dell'opposizione in questa legislatura ogni volta che si
profilava un dialogo, di riforme, con la maggioranza: demonizzando il Cav.,
delegittimavano anche quelli, condannandoli alla difesa dello status
quo.
Comunicazione di
servizio: da oggi metterò i post dedicati
alle questioni italiane in una categoria a parte, ma faccio presente che non
sposterò i vecchi post perché altrimenti salterebbero i permalink
(che farebbero saltare i link a quei post, presenti in altri
blog).
Queste parole in replica a quelle del segretario
di Stato americano che aveva affermato:
"Hamas è un nemico della
pace", vanno a braccetto con quanto visto oggi
su Capperi
(che invece di cambiare grafica ogni giorno sarebbe bello se si fornisse di
permalink).
Le vignette satiriche antisemite
di stampo ottocentesco che mostrano l'ebreo brutto e cattivo tramare nell'ombra
e strumentalizzare gli americani o accapigliarsi con essi per il dominio del
mondo, non sono purtroppo solo il frutto di qualche mente malata. Ma, come
è stato più volte confermato anche dai recenti sviluppi
palestinesi, sono la norma e il pane quotidiano della maggior parte dei paesi
arabi, il cui scopo non è, e non è mai stato, la pace, quanto
invece il puro e semplice annientamento di
Israele.
Non fa male ricordare che nello
statuto palestinese fino al 1998 era specificatamente indicato l'obiettivo della
distruzione di Israele, che per
l'Autorità Nazionale
PalestineseIsraele tuttora non esiste, e che il primo
obiettivo indicato dalla Costituzione di Al Fatah è, testuale, lo
"sradicamento dell'esistenza economica,
politica, militare e culturale sionista". Di
notevole interesse anche la lettura di articoli come il n.19 secondo il quale
"la lotta non cesserà fino a che lo
stato sionista non verrà demolito" e, a
seguire, l'art. 22, dove si dichiara di opporsi
"a qualsiasi soluzione politica offerta
come alternativa alla demolizione dell'occupazione sionista in
Palestina" (il che, alla luce di quanto
già suggerito dalla visione di questa mappa, significa semplicemente la
distruzione di
Israele).
Ma
non serve a niente mettere in guardia dall'ideologia imperante nei paesi arabi,
dove i bambini crescono odiando gli ebrei grazie
a mezzi sempre più subdoli (come
questo), se prima di tutto in casa nostra si promuove e si definisce"intenso, coinvolgente, appassionato,
poetico" un libro per bambini antisemita come
quello descritto qui (dove si fa riferimento a un
articolo in questa pagina) e dove i paladini della
contro-informazione non hanno di meglio da fare che accusare dei mali del mondo
gli ebrei, ricorrendo ai soliti testi di provata falsità come
"I
protocolli dei savi di
Sion".
Se
c'è un piano subdolo e mostruoso di conquista del mondo e delle menti,
questo non è certo opera di Israele.
Questo mese potrebbe essere approvato ed entrare in
vigore a Hong
Kong il famigerato "Articolo 23", la "legge
anti-sovversione". Il testo, recita
così:
The Hong Kong Special
Administrative Region shall enact laws on its own to prohibit any act of
treason, secession, sedition, subversion against the Central People's
Government, or theft of state secrets, to prohibit foreign political
organizations or bodies from conducting political activities in the Region, and
to prohibit political organizations or bodies of the Region from establishing
ties with foreign political organizations or bodies.
(tratto da qui)
Oltre
all'ambiguità che circonda il concetto di "atti di sedizione" o "di
sovversione" contro il governo cinese, si vieta espressamente non solo che
organizzazioni politiche o "corpi" stranieri conducano attività politiche
nella regione, ma anche che organizzazioni politiche o "corpi" locali
stabiliscano contatti con organizzazioni politiche o "corpi" stranieri.
Stiamo parlando di una legge che va contro
la libertà di associazione e di aggregazione; una legge che potrebbe
perseguire qualsiasi entità straniera che agisca a Hong Kong, nel momento
in cui questa dovesse essere scomoda al regime (quello sì che lo
è) cinese.
Consiglio l'ascolto di questa intervista (in Real Player, tratta da
questa pagina) a
Christian Rocca,
che parla del suo libro prima accettato e poi rifiutato; delle verità che
in Italia
non sono tali se non le pubblica il quotidiano del "regime culturale italiano",
la
Repubblica; dei neo-conservatori americani
che sono molto rivoluzionari e poco conservatori; della posizione americana
sull'Iran.
Una mia studentessa recentemente è stata molto
occupata a organizzare la cerimonia di nozze della sorella. Della sposa ha poi
detto che
"sembrava
Rossella
O'Hara".
È curioso che i sogni di una venticinquenne giapponese facciano
riferimento a un immaginario cinematografico oserei dire atavico, anziché
all'ultimo completino sado-maso della
Trinity di
turno. Ma a parte il caso in questione, è un dato di fatto che il
matrimonio all'occidentale in
Giappone
è il momento in cui la donna ha la possibilità di diventare
principessa per un giorno. Piace molto, alle fanciulle di qui, il vestito bianco
vaporoso, lo strascico, il velo, il coro, e tutta quella parte coreografica
molto "esotica" (per loro) che richiama alla mente immagini regali e da favola.
E da film.
È questo aspetto di
teatricità nemmeno velata che rende normale il fatto che tali matrimoni
si svolgano all'interno di grandi alberghi, in una finta chiesa, dove un uomo
qualunque purché straniero recita la parte del prete e "celebra" un rito
che è solo scenico, perché la parte legale è già
stata conclusa in municipio e quella religiosa lui non ha certo il mandato per
compierla.
Dagli anni '80 le nozze
all'occidentale sono aumentate al punto che ora sono diventate praticamente la
norma. Secondo gli intellettuali il motivo è che il rito shintoista mette
la donna in secondo piano, come comunque è nella società
giapponese anche adesso, e che invece quello occidentale dà alla donna il
ruolo principale. Ma secondo me è tutto più semplice. Nessuna
delle mie studentesse mi ha mai fatto un discorso del genere. Solitamente dicono
solo che "col vestito bianco è
più bello". Io credo che sia il marito
che la moglie vogliano vivere un giorno da reali, da attori, da protagonisti.
Che il matrimonio
Shinto
sia comunque espressione della loro cultura e sia una cerimonia religiosa, al
contrario della pacchiana imitazione del rito cristiano, non ha importanza. Come
per tante cose, qui in Giappone, quel che conta è
l'apparenza.
Per saperne di più sui
finti matrimoni cristiani e su chi li amministra, consiglio questo articolo. Apprenderete, tra le altre
cose, che il perfetto aspirante prete deve essere bianco, parlare giapponese ma
con forte accento straniero, e possibilmente assomigliare a
Sean
Connery.
"Se nascondo una bomba sotto il cruscotto dici
che la trovano?"
Ultimamente ho letto notizie come questa, in cui gli iracheni dicono che non
è vero che i Baathisti superstiti sono una minaccia, e che gli attacchi
agli americani sono colpa degli americani stessi, dei loro raid nei villaggi
iracheni e della loro incapacità di ripristinare i servizi più
essenziali. E c'è gente che esce con frasi tipo:
"Insorgeremo e combatteremo gli americani!
Siamo passati da una dittatura ad
un'altra!".
La
sua teoria è semplice e sensata
(traduco alla buona, gli anglofoni leggano
l'originale che è più lungo e
interessante):
"[...]
Un convoglio americano attraversa un villaggio e viene attaccato. È notte
e la visibilità è molto bassa. Per rappresaglia e difesa personale
il convoglio comincia a sparare a destra e a sinistra sulla strada in un raggio
di due chilometri (sempre che non decidano di fermarsi e di passare a un
contrattacco vero e proprio - vedi quel che è successo a
Hir). Ora,
se andate a chiedere alla gente di quel villaggio, o distretto, riguardo agli
attacchi, vi diranno che gli aggressori erano sconosciuti e non erano del
posto. Pensateci un momento. Se io
volessi istigare sentimenti anti-americani in un quartiere che fino a quel
momento era indifferente verso gli americani, quale sarebbe la miglior cosa da
fare? Cercherei un modo per fargli fare brutte cose in quel quartiere, per
esempio fargli sparare indiscriminatamente su case e negozi, costringerli a
compiere retate casa per casa, legare gli uomini e incappucciarli e spaventare i
bambini. Questo sposterebbe di botto il loro "americanometro" dalla posizione
"Non mi interessa più di tanto" a quella "Ma chi si credono di essere,
'sti bastardi?". Date un'occhiata
agli attacchi della scorsa settimana e alle loro conseguenze. Queste cose si
stanno ripetendo e sfociano in richiami al
Jihad. Altro? Si
dice che qualcuno abbia sabotato un paio di tralicci dell'alta tensione a nord.
L'afflusso di elettricità è peggiorato: nel mio quartiere ne
abbiamo solo per 5 ore al giorno; la settimana scorsa era molto meglio. La gente
comincia a lamentarsi delle promesse fatte e non mantenute dagli
americani. Altro? Due
mine erano già esplose nelle strade di
Baghdad
e ora la terza. Le nascondono in sacchi neri della spazzatura. La prima è
esplosa sotto un camion che faceva parte di un convoglio militare. Un soldato
è rimasto ferito. Le altre due sono esplose ieri. La prima in un
sottopassaggio nel bel mezzo di piazza
Tahir:
è esplosa sotto un taxi, nessuno è stato ucciso, ma due persone
sono rimaste ferite. La seconda è esplosa nel distretto di
Ghazalia,
ha ucciso una ragazza e ferito la
madre. Bene, questa seconda mina
è stata posata dopo che il check point americano aveva lasciato proprio
quella strada e la gente perciò dice che la mina è stata messa
dagli americani, il che è una solenne
stronzata. Quel che voglio dire
è che questi attacchi saranno anche sporadici e disorganizzati, ma stanno
facendo quel che vogliono i baathisti: stanno creando una situazione molto dura
per l'amministrazione americana, impedendole di fare qualcosa di buono o di
mantenere le promesse, stanno cambiando i sentimenti della gente, e rendendo
più calda un'estate che lo è già fin
troppo."
Sempre per i non anglofoni,
traduco anche l'inizio del post, perché è significativo e pure
elettrizzante:
"Stavo cercando un
taxi alle 22:30, ieri notte (il che è già una cosa imbecille,
perchè il coprifuoco è ancora alle 23:00), così arriva
quest'auto e ci accordiamo per 2000 dinar. Nel momento in cui mi siedo l'autista
comincia a imprecare contro di "loro". Improvvisamente si ferma a metà
frase, si gira, e con rabbia mi
chiede: - Sei
musulmano? *Ha una barba da
musulmano, è incazzato e io non ho certo voglia di cominciare una
discussione teologica adesso* -
Sì, sia lode ad Allah, sono
musulmano. - Lavori per
"loro"? *Ahi ahi, qui si mette
male* - No! Certo che no!
Perché
dovrei?! Pausa. -
Bene. Pensi che se nascondessi una bomba a mano sotto il cruscotto riuscirebbero
a trovarla? *Merda!
Merdissima!* - Senti, io credo che
dovresti andarci piano. Hanno dei marchingegni con cui possono rilevare queste
cose. Non è il caso di portare in giro delle bombe a
mano. - A-ha! Allora tu sai che
marchingegni
usano! *MERDA!* -
No! No! Ho detto solo che potrebbero avere attrezzi di quel
tipo!
In quel momento passiamo
una pattuglia americana: una jeep e un paio di soldati a piedi. Lui rallenta e
li guarda intensamente. Sono dalla mia parte così si piega verso di me
per guardare fuori dal finestrino. È il momento in cui comincio a
domandarmi se morirò per l'esplosione dopo che questo pazzo
lancerà la granata, o per il fuoco in risposta. Ma lui decide solo di
lanciare qualche insulto e sfrecciamo
via."
Ho da poco discusso col mio amico Andrea del caldo
italiano, dell'aspettativa di vita alla nascita e dello stato della Terra, di
allarmismi e realismo, di cose brutte e di cose belle, e oggi ho trovato un articolo di Antonio
Socci che sul
Giornale
parla proprio di questo, a cominciare dal
caldo.
Tra diverse cose interessanti mi
limito a citare questo (ché il resto ve lo leggete
voi):
Ma proprio oggi per ignoranza
o per ideologia è spuntata fuori anche una nuova “intima
barbarie”, quella rappresentata – come diceva
Ortega y
Gasset - dal “bambino
viziato della storia umana”. Una “eccezionale anomalia”.
E’ l’ideologia del “signorino soddisfatto”. Una delle
sue forme fa capolino nel movimento noglobal e nelle Sinistre: l’ideologia
antioccidentale e antitecnologica, falsamente ecologica e ipocritamente ostile
al libero mercato, alla scienza e al cristianesimo (il quale – sebbene
censurato nella Costituzione
europea – è
l’alveo culturale in cui sono nate la scienza e la tecnologia
occidentali).
[...] Il
“signorino” è, secondo Ortega, “l’erede che si
comporta esclusivamente come erede”, cioè che gode di ciò
che ha ereditato - in cui è compresa la libertà - senza sentire la
responsabilità di tramandarlo e rafforzarlo (la sua forma futile e
qualunquista), o peggio che ne gode schifandolo, senza alcuna solidarietà
culturale con la propria civiltà, anzi criminalizzando la civiltà
di cui succhia i frutti, sputando sulle fatiche e le sofferenze degli antenati
che gli hanno guadagnato questo livello di vita come se fossero criminali (in
quanto uomini occidentali).
...è la mia
Tokyo,
più costosa di New
York del 26%. Lo
dice la
Reutersqui, riportando alcuni dati del
Mercer Human Resource
Consulting, che annualmente stila una classifica
sul costo della vita nel mondo. Sul sito del MHRC potete trovare i dati commentati e la classifica delle prime 50
(pdf).
Vi riporto qui la Top Ten, con tra
parentesi la posizione nel
2002:
1 (3) Tokyo 2 (2) Mosca 3 (6) Osaka 4 (1) Hong
Kong 5 (4) Pechino 6 (28) Ginevra 7 (10) Londra 8 (9) Seul 9 (32) Zurigo 10 (7) New
York
Del caso
Mauro-Lupis-Repubblica
(chi non sa cos'è spulci l'ultimo mese di Camillo,
o Rolli)
la cosa che più mi lascia perplesso è che quanti scrivono
criticando il
Foglio continuino a non sapere che a
scrivere "Redazionalmente
corretto" è
Christian Rocca.
Passi per qualche distratto lettore occasionale,
ma che anche il Barbiere della
Sera parli di
"redattori
anonimi" mi sembra per lo meno un segno che
l'uso di
Google è
ancora sconosciuto ai più. Del resto, sarebbe bastato che il signor
Calorendi,
che firma il pezzo sul Barbiere, avesse letto la
risposta alla lettera di Lupis apparsa sul
Foglio del
28 maggio (pag. 4): avrebbe notato che Rocca la firma con
nome e cognome. O forse si finge di non sapere, in modo da poter sempre
sfruttare l'argomento dell'anonimato del
Foglio,
contrapposto al coraggioso (davvero) Lupis che i suoi articoli almeno li
firma.
Ma soprassediamo, perché il
suddetto Calorendi nella sua difesa di Lupis inserisce un passo da
antologia:
"[...] tutti a
Repubblica (e non solo a Repubblica) sapevano che il Lupis stava per firmare un
contratto che (finalmente) rendeva giustizia al suo lavoro silenzioso.
Nell'esatto momento in cui (guarda che caso...) scoppia questa vomitevole
vicenda. [...] LA coincidenza, di fatto, resta inquietante. E dovrebbe far
riflettere ed inquietare l'intera
categoria."
Dunque lo scopo di Rocca, e
del Foglio
con lui, sarebbe quello di impedire a Lupis di firmare quel contratto! Immagino
Ferrara e i
suoi, nella penombra di una sala fumosa, scuotere la testa preoccupati di fronte
all'ultimo resoconto dalla
Cina:
"Quest'uomo è scomodo. Va eliminato. Ma abbiamo poco tempo: sta per
firmare il contratto. E quando questo avverrà, sarà la fine del
mondo come lo conosciamo".
A leggere tutta la
storia dal principio mi sono fatto l'idea che se Lupis non avesse insistito nel
tentativo di giustificare tutto quanto con quella
lettera al Foglio, Rocca non si sarebbe accanito così, e la
storia sarebbe finita molto prima e molto meglio (per Lupis).
In questi giorni è uscito un nuovo cellulare di
Sony per
DoComo, il
maggior fornitore di telefonia mobile giapponese. La sua caratteristica
principale è che può scattare foto da 1.3 Megapixel. Qui la
notizia in italiano, e qui un video in QuickTime.
Oggi ero già pronto a gustarmi un
"Ciabatta
sando"
(sando sta
per
sandwich
in giapponese) in un bar Segafredo, e
invece l'ho trovato
chiuso. Come potete vedere bene dalla
seconda foto, i cartelli dei lavori in corso in
Giappone
sono sempre un po' buffi. Ecco alcuni esempi da un sito che ne fa
raccolta:
Uscirà a settembre in
Giappone"Zatoichi",
il nuovo film di Takeshi
Kitano, il regista giapponese noto al
pubblico internazionale per film come
"Hana-bi" o
il recente "Dolls".
Guardandone il trailer ho la sensazione che siamo davanti a
un cambiamento di rotta, segnalato anche dall'assenza di
Jo
Hisaishi, il musicista che ha
praticamente sempre accompagnato Kitano nei suoi lavori. Di certo sarà
interessante.
Mentre in Italia
Enrico
Ghezzi sta trasmettendo l'opera completa, e da
noi in gran parte inedita, di Yasujiro
Ozu su
RaiTre
a notte fonda all'interno di Fuori
Orario (proprio oggi ce n'è un
altro), in
Giappone ci
si sta dando da fare per restaurare e pubblicare Ozu in DVD prima che finisca il
2003, anno che celebra il centenario della nascita del regista. I DVD usciranno
tra settembre e dicembre, venendo a colmare una notevole
mancanza.
La notizia è qui, ma il link potrebbe scomparire a
breve.
Ringrazio quel navigatore che cercando su
Virgilio
"Foto di fantami" ha trovato solo il mio blog, e mi ha permesso così di
correggere un errore: anche io infatti qui avevo scritto "fantasmi" senza
S.
L'altro giorno ho preso un treno di una linea che
normalmente non uso, e dopo cinque minuti che viaggiavamo mia moglie mi ha
tirato la manica e mi ha indicato questo. Visto che mancavano solo dieci minuti
alle 9 e che c'erano anche altri due uomini, abbiamo fatto finta di niente e
siamo rimasti lì. Non lo sapevo, ma pare che qualche linea adotti questo
sistema per proteggere le passeggere dai palpamenti maschili nelle ore di punta
(di mattina, perché di sera evidentemente c'è più
libertà!)
Il mitico Andrew Sullivan è intervenuto
recentemente sulla questione del "partial
birth abortion" o "aborto con nascita parziale",
che l'amministrazione
Bushha ormai praticamente vietato. Si tratta di un
aborto compiuto anche fino al sesto mese, in seguito a malformazioni gravi del
feto o a problemi di salute della madre. Sullivan
sull'aborto si sente "uncomfortable,
anguished, conflicted" (a disagio, angosciato,
diviso) perché, dice:
"Sì,
lo so che la mia posizione, cioè che l'aborto dovrebbe essere legale solo
nel primo trimestre, manca completamente di coerenza morale e politica. Ma
è il risultato di un tentativo di bilanciare nella mia mente la mia
opionione personale che qualsiasi aborto sia sbagliato, con l'accettare che in
una democrazia liberale gli altri possano non essere
d'accordo."
Ma, come ha detto poco prima:
"Non posso rispettare chi non è
moralmente toccato dall'orribile procedura dell'aborto con nascita parziale. Dal
terzo trimestre in poi abbiamo inequivocabilmente un essere umano in tutto e per
tutto: visivamente, intuitivamente, moralmente. Il modo orrendo in cui la vita
di quell'essere umano viene interrotta negli aborti tardivi semplicemente non
dovrebbe far parte di una società
civilizzata".
Di quale "modo orrendo" e
"orribile procedura" parli Sullivan lo spiego citando questo articolo, che fa anche la storia completa
della nuova legge
americana:
"L'operazione si svolge
in cinque fasi: in un primo tempo, guidato da ultrasuoni, l'operatore,
dopo l'eventuale capovolgimento, se necessario, della posizione del feto
nell'utero, afferra i suoi piedi con una pinza. Con una trazione, porta allora
le gambe del feto fuori dell'utero e provoca il parto, estraendo la
totalità del corpo del bambino, tranne la testa.
Chi pratica l'aborto esegue allora
un'incisione alla base del cranio del bambino, attraverso la quale fa passare la
punta di un paio di forbici per perforare la scatola cranica. Introduce
nell'orifizio così predisposto l'estremità di un fine tubo
evacuativo, attraverso il quale viene aspirato il cervello e il contenuto della
scatola cranica del bambino. A questo punto, per portare a termine l'aborto,
più non resta che estrarre la testa ridotta di
volume."
Lasciare la testa del bambino
all'interno serve a impedire la magica trasformazione del feto in persona,
perché secondo la legge americana il bambino è una persona solo
quando è completamente fuori dall'utero. Se è mezzo dentro e mezzo
fuori no, è un'altra cosa e non ha
diritti.
Comunque, Sullivan ha ricevuto
diverse reazioni al suo post, e ne ha pubblicate un paio, una contro questo aborto, e una a
favore. Quella a favore cita casi gravissimi di disfunzione genetica che portano
alla crescita di un feto con organi, come il cuore o il cervello, sviluppati
fuori dal corpo anziché all'interno: in questi casi, dice, il feto muore
da solo in breve tempo o, se anche nasce, muore immediatamente
dopo. Secondo l'autore della lettera dobbiamo
immaginare il dolore di una madre nel sentirsi dire che il figlio ha questo
problema, che non sopravviverà alla nascita, e che tuttavia deve portare
avanti la gravidanza per altri 3 mesi perché è passato il termine
legale per abortire.
Sullivan, un po'
pilatescamente, lascia la decisione ai suoi lettori. E come suo lettore dico che
capita spesso che le analisi pre-parto si rivelino errate e alla nascita il
bimbo sia sano; ma che se anche la malformazione c'è ed è
gravissima, ci sono casi di persone che sopravvivono, come questa bambina nata con il cervello di fuori, ma
che ora ha 11 anni, e che se la madre avesse seguito il consiglio dei medici ora
non ci sarebbe.
Propongo anche una mia
personale riflessione: mettiamo pure che il bambino in questione poi muoia
davvero una volta uscito. Sappiamo tutti che un
feto percepisce gli stimoli esterni e anche l'umore della madre o il suo
nervosismo o quant'altro. Invece di eliminare il bambino perché "tanto
morirà lo stesso tre mesi dopo", ritengo sarebbe decisamente più
umano portarlo in grembo ancora per tre mesi facendogli percepire tutto quanto
non potrà più sperimentare da lì a poco, in primis l'amore
di sua madre. Del resto non si concede forse l'ultima sigaretta al condannato a
morte, e non si fanno commoventi petizioni per colmare di gioia gli ultimi mesi
di un bambino colpito da una malattia letale?
La triste verità: i comunisti mangiano i
bambini...
...perché non gli rimane altro con cui
sfamarsi. È la tremenda storia di un paese, la
Corea del
Nord, dove l'ennesima carestia ha portato i suoi
abitanti al cannibalismo.
Si parla di
bambini morti dissotterrati, o direttamente rapiti e uccisi e poi venduti al
mercato come carne "speciale", nonostante la pena di morte che il regime ha
stabilito per questo tipo di reato: alcuni ristoratori nel cui locale sono stati
trovati resti umani sono stati
giustiziati.
Ma, come dice quiGlenn
Raynolds, il giornalista che parla di questo
fenomeno come di "una conseguenza
dell'ennesimo misero raccolto e di grossi tagli agli aiuti alimentari
internazionali" è molto educato,
perché le sue parole vanno corrette in
"una conseguenza di anni di
comunismo".
Raynolds
osserva inoltre che prima o poi anche alla
Corea del
Sud verrà presentato il conto di quanto
non sta facendo per fermare il massacro di un popolo da parte del suo leader.
Come scriveva Enrico
Madama il gennaio
scorso:
[...] sia la Corea del Sud,
sia il
Giappone
non si augurano il tracollo dell’ingombrante vicino. Men che meno un
catastrofico conflitto. Quanto costerebbe economicamente, ma anche in termini di
integrazione sociale, culturale e politica, ai “fratelli separati”
della democratica, avanzata e benestante Corea del Sud una riunificazione tipo
quella attuata da
Kohl
con la Germania
Est, a fronte di un Nord ridotto a
landa desolata, occupata come all’epoca del feudalesimo da una cricca
militare e da milioni di servi della gleba? Per questo i sudcoreani il mese
scorso hanno scelto come nuovo presidente il liberale
Roh Moo
Hyun, che ha condotto la campagna
elettorale sostenendo il continuo impegno di dialogo con il Nord, escludendo
vigorosamente il ricorso a sanzioni economiche per costringere il Nord a
rispettare gli impegni internazionali. (Pyonyang chiede il pizzo Nucleare,
Tempi
n.3, 16/1/2003)
Se lavori e prendi poco hai il diritto di rubare.
E se non lavori?
Gianni Pardo
su Capperi (in "Mollichine") scrive queste due
righe:
Un anno fa i furti sui
bagagli alla Malpensa. Ora si annuncia il licenziamento dei ladri e il sindacato
s'oppone. "Sono operai che guadagnano mille euro al mese, sono costretti al
furto", sostengono.
Sembra
un'esagerazione di chi scrive, ma non lo è. Come si può leggere
qui:
Walter
Mancini del coordinamento
nazionale del
Sulta
(Sindacato nazionale unitario trasporto aereo): innanzitutto chiariamo - afferma
Mancini - che i furti che avvengono negli aeroporti italiani non sono
più numerosi che in altre parti del mondo. Non esiste un caso Italia:
"Se avvengono è perché la gente ha fame e infatti si
moltiplicano i casi in Africa e Sud America. E poi bisogna anche valutare:
stiamo parlando di operai che fanno turni stressanti, in zone rumorose per
1000 euro al mese se sono neo-assunti. Noi condanniamo il furto, ma
non dobbiamo dimenticare che si parla di soggetti deboli e che
sospendendoli dal lavoro si toglie l'unica fonte di reddito per le loro
famiglie".
Se è così,
allora come conclude Pardo:
State
alla larga dal Sud: lì ci sono i disoccupati, autorizzati ad uccidere.
TIMEasia di
questa settimana dedica un lungo speciale a
Bob Sapp, il
lottatore-showman di cui abbiamo parlato qui (e di cui l'altroieri si è accorta
anche la Reuters). Interessante e probabilmente corretta
l'interpretazione del suo
successo:
Some ad campaigns he has
done would be considered taboo in the
U.S.
because of their racial overtones. To promote a wrestling match, he was shown
eating bananas in front of the gorilla cages at a local zoo, while an ad for
Panasonic
TVs has him dressed like a hipster pimp. You don't need to be a French
poststructuralist to realize that much of
The
Beast's appeal in
Japan
is not rooted in the universalism of slapstick humor but in the fact that he is
a curious and foreign specimen—a seemingly terrifying yet ultimately
harmless embodiment of the Other.
In un
altro piccolo articolo, si parla del merchandising a
lui legato.
Grazie al bel weblog
NEJ che da
oggi entra nei miei link.
Da buon maniaco di cinema ho notato che il DVD del
film di Sergio
Leone (di cui parlavo qui) in versione giapponese, che è quella
americana, è probabilmente l'unico a offrire il formato originale. Il DVD
italiano della
CVC,
infatti, nonostante dichiari di essere un 2.35:1 come l'edizione
americana della
MGM, e a
prima vista lo sembri, in realtà è un po' "zoomato": confrontando
le due versioni si nota che in quella italiana mancano porzioni di immagine su
tutti e 4 i lati dello schermo, soprattutto a destra e a sinistra. In certe
scene non fa differenza, in altre si ha un fastidioso effetto "teste tagliate"
che sbilancia un po' l'immagine. La versione MGM inoltre ha il pregio di essere
basata su una versione restaurata del film e offre quindi una qualità
video e una definizione migliore di quella nostrana. L'unico punto debole
è il fatto che si tratta dell'edizione internazionale, più breve,
anche se le scene mancanti sono contenute nella sezione extra (e sono in
italiano).
Per i maniaci come me in questa pagina ho messo quattro coppie di
inquadrature a confronto. La prima di ogni coppia è l'edizione
italiana.
Eppure esiste una
versione restaurata dalla Cineteca
Nazionale, più lunga, che fu presentata a
Venezia nel
2000, quindi spero che prima o poi qualcuno si decida a farne un
DVD. In questi giorni, inoltre si parla di un'edizione americana restaurata di 180 minuti,
e con le parti inedite doppiate recentemente da
Eastwood,
Wallach e
dagli altri attori ancora vivi (non Lee Van
Cleef,
quindi).
Aggiornamento:Christian
Rocca mi fa notare che della nuova edizione americana ha
parlato brevemente anche lui sul
Foglio
del 4 giugno. Grazie.
"I resoconti dei saccheggi del museo iracheno
erano esagerati"
Lo dice il
Washington
Post (letto grazie a
The Command
Post) che tra l'altro comunica che
alla fine della guerra si riteneva fossero stati rubati o persi 170.000 pezzi,
mentre ora si dice che ne mancherebbero solo
3000.
"In particolare degli 8000
pezzi considerati dagli archeologi i più preziosi, solo 47 non sono
ancora stati trovati".
Questa notizia di
aggiunge a quelle di cui parlavamo qui.
1972 (che
già qualche giorno fa citava un interessante articolo di
Gianni
Riotta sul
Corriere
dal titolo "Le miserie di un mondo no global") cita tramite
Leibniz un pezzo interessante del
The
Spectator riguardo alle
multinazionali (in questo caso la
Nike) che
nei paesi in via di sviluppo sono così fameliche da pagare stipendi due o
tre volte più alti di quelli delle imprese statali. Tra le altre cose
dice così (traduzione
mia):
"In media le multinazionali
nei paesi meno sviluppati pagano il doppio delle compagnie locali che operano
nello stesso settore. Se si lavora per una multinazionale americana in un paese
a basso reddito, si guadagna 8 volte il reddito medio della popolazione. Se
questo è sfruttamento, allora il problema a questo mondo è che i
paesi poveri non sono sfruttati
abbastanza."
Sono cose che ho già
letto e riletto e non mi stanco di ripetere. Se volete approfondire consiglio la
lettura dei seguenti articoli, di Rodolofo
Casadei e
Roberto
Persico:
Sentono molte cose col cuore, ma ci vedono sempre
meno
È di ieri la notizia del ritrovamento di una
fossa comune irachena contenente i cadaveri di 200 bambini. Oggi arriva anche
l'aggiornamento che rivela che i bambini sono
stati sepolti vivi.
Luigi
Amicone oggi a pagina 4 del
Foglio
scrive un bell'articolo dal titolo
"Perché una fosse comune
irachena con 200 bambini non fa notizia?"
(pdf) da cui traggo quanto
segue.
[...] Qui non si poteva fare
buon uso del dolore, qui c'erano solo scheletri di bambini e bambole di bambine.
Una notizia non prorompente sul piano della sofferenza universale,
giacché per le leggi vigenti un buon uso del dolore necessita che il
produttore sia di marca occidentale, sia un americano fascista, un berluscones
cileno, un sionista
israeliano. Questa semplice,
innocua, distratta, mancata informazione a noi pare la più bella delle
rivelazioni della condizione umana degli informatori all'epoca del dogma
umanitario e pacificatore. Essi sentono molte cose col cuore, ma ci vedono
sempre meno. Ci governano con la tenerezza avviluppata alla teoria. E i nostri
occhi si riempiono di dolci cataratte. Brutta bestia questa pietà ridotta
a cartello stradale Internazionale.
Se veramente il 20 giugno si avrà la
reintroduzione dell'immunità parlamentare e la sospensione dei processi per le alte cariche
dello stato come avviene in ogni paese civile (e anche
nell'Europarlamento,
come si può leggere qui, dove ci si riferisce a questo che fa riferimento a questo, ma ne avevamo già parlato qui), forse governo, opposizione, giudici,
giornali, TV e la cosiddetta società civile potranno finalmente piantarla
di perdere tempo e risorse litigando di processi, e cominceranno a dedicare le
proprie energie a qualcosa di più costruttivo come le esigenze del popolo
italiano. Almeno me lo auguro.
Approfitto della segnalazione dell'ennesima bufala informatica, per aggiungere tra i miei
link sulla sinistra il sito di Paolo Attivissimo, un uomo dal nome instancabile
che oltre a scrivere con competenza di computer, tiene anche un
servizio volto a verificare uno per uno tutti quegli appelli che ci
arrivano per e-mail (del tipo: "Se
invierai questa mail a tutti i tuoi amici salverai un bambino
malato") o diverse notizie di dubbia
veridicità che si leggono sui giornali e diventano subito leggende
metropolitane.
Il bloggatore che scrive da
Baghdad
sotto lo pseudonimo di Salam
Pax, di cui parlavamo anche qui, ha cominciato oggi (ok, per me è
già ieri) la sua collaborazione con l'inglese
Guardian.
Ogni quindici giorni scriverà un intervento sulla vita in
Iraq di
questi tempi. Si tratta di una lettura che
consiglio vivamente, perché come ci si può rendere conto anche dal
suo weblog, il ragazzo offre dei resoconti equilibrati e ben lontani da ogni
tentativo di minimizzare o al contrario esagerare i
problemi.
Tra le altre cose, racconta del
sistema più recente adottato dai ladri di auto, che cito perché
piuttosto divertente (eccetto che per la vittima): si portano dietro un bambino,
che salta in una macchina attraverso il finestrino aperto e comincia a
strillare. Appaiono allora quattro energumeni che accusano l'autista di voler
fare del male al bambino, e con spintoni e insulti gli portano via il mezzo. Il
tutto tra le occhiatacce della gente che guarda il pover'uomo con lo sguardo che
si riserva ai pedofili.
Su Slate
trovate un articolo di un giornalista americano che nel tentativo di scoprire la
sua identità, ha finito con il rendersi conto che Salam era stato il suo
interprete a Baghdad. L'articolo fornisce anche interessanti retroscena sulla
vicenda, nonché l'ennesima conferma della genuinità dell'autore di
"Where is
Raed?".
Per
chi non l'avesse ancora fatto, consiglio anche la lettura dei suoi vecchi post
pre-, durante, e
post-guerra.
P.S. Per
gli appassionati di cartoni giapponesi: nell'articolo per il
Guardian
Salam dice che tra le cose che danno in TV a Baghdad quello che gli piace di
più è la vecchia serie
"Adnan wa
Lina". Se il titolo arabo non vi dice
niente, cliccate qui.
Forse esistono da tanto e semplicemente non li
conoscevo, ma ieri ho visto in un negozio dei CD-Rom
Mitsubishi
che anche al tatto sembrano dei piccoli vinili, e ne ho comprata una scatola.
Ora dovrò pensare a che tipo di musica metterci sopra. Propendo per
qualche brano d'annata... Intanto ne ho
fotografato uno.
New Blog New Blog mi linka, mi ringrazia e io
ricambio
Il blog che fino a ieri per me, e per quanti
usano Safari o Explorer sotto Mac OSX (forse anche in
OS9), era illeggibile perché appariva quasi tutto nero, è ora
fruibile anche da noi. Il suo autore mi aveva chiesto di mettere un link al
Buroggu già prima di questo fatto, ma ora lo fa sicuramente con più soddisfazione!
:-)
IBlog, il
software che sto usando per scrivere queste parole, è uscito in una nuova
versione (la 1.3 beta) con un sacco di innovazioni che non mi servono, ma non ha
ancora corretto quel fastidioso sistema di datazione all'americana secondo il
quale oggi è "Mar - Giugno 3, 2003". Lo sviluppatore mi ha promesso di
correggere la cosa, ma io sto già pensando di fermarmi alla versione che
uso attualmente. Dalla 1.3 il sistema di organizzazione dei file cambia, quindi
anche il loro nome, quindi anche i miei permalink.
Se non vi secca come sono scritte le date, sto
pensando di non fare l'upgrade neppure in futuro.
La SARS è americana: un esempio di
giornalismo d'accatto
Il mio amico Luca mi segnala un articolo de
La voce della
Campania, riportato dal sito www.disinformazione.it, un nome una
dichiarazione d'intenti (ora dicono che è un virus venuto
dallo spazio). Il pezzo a firma
Rita
Pennarola (giornalista che già da tempo
si lamenta, anche sulla stampa estera, delle querele che il suo
giornale riceve per "aver scritto la
verità") si chiama
"I padroni della SARS. La vera storia del
virus. United States of SARS". Secondo la
giornalista il virus cinese è stato creato in laboratorio dagli americani
per contrastare il crescente potere economico cinese. Tutto molto interessante,
se non fosse che non c'è uno straccio di prova a sostegno di questa tesi.
Ma intanto il mensile, con sprezzo del ridicolo, riporta persino in copertina la
scritta "Documento esclusivo. Il virus
creato nei laboratori
americani".
Nell'articolo
si parte dal documento "Rebuilding
America's defenses", un piano a lungo termine
scritto nel 2000 dal PNAC (Project
for the New American Century), un'organizzazione fondata nel '97 dal fior fiore
dei (più o meno "neo") conservatori che ora collaborano con
George Bush
(Kagan,
Wolfowitz,
ecc...). L'autrice, e l'articolo del
Sunday Times da cui lei attinge, ne parla più volte come di un
documento "top-secret", ma possiamo ben immaginare quanto sia segreto un
documento che è liberamente scaricabile dal sito del PNAC. In
questa pubblicazione si fa accenno alla possibilità che in un mondo in
cui armi chimiche e biologiche si diffondono sempre di più nonostante i
divieti, anche gli
USA
potrebbero un giorno dover ricorrere ad armi biologiche di nuovo tipo, e in un
passaggio si dice che nei prossimi decenni si potrebbe essere in grado di creare
armi che puntano a determinati genotipi specifici, in modo che il possesso di
queste armi possa fungere da deterrente e quindi avere un potere
politico.
La Pennarola davanti a queste
considerazioni chiosa: "Quell'arma letale
oggi si chiama Sars" e afferma che questo virus
è un "'mostro' d'ingegneria
genetica, in grado di selezionare esattamente il tipo di Dna da colpire (quello
della razza asiatico-cinese)". Niente passaggi
intermedi, nessuna ricerca, nessuna testimonianza: un documento americano
ipotizza scenari di guerre future, nel frattempo appare una malattia sconosciuta
(che tra l'altro non colpisce solo i cinesi), DUNQUE sono stati loro.
Sherlock
Holmes al confronto è un
pivello.
Ma è chiaro che questo non
basta a convincere i lettori, allora la nostra chiama in causa la voce della
scienza, dicendo che
"Sergei
Koleshnikov, dell'Accademia russa
delle scienze mediche, nella prima settimana di aprile ha espresso analoghe
convinzioni", e cita lo stesso professore, in un
passaggio in cui dice che un virus del genere può essere creato solo in
laboratorio. Peccato che la nostra si dimentichi che le "analoghe convinzioni"
del professore consistono in realtà in questo: ovvero,
Koleshnikov NON ESCLUDE che il virus della SARS possa essere un'arma biologica
CINESE. Del resto si sa da tempo che i Cinesi sviluppano "segretamente" armi
chimiche, come facevano i sovietici fino
all'altroieri.
Ma proseguiamo: appurato, nel
modo visto, che il virus è americano, e che non è sufficiente dire
che lo scopo è far fuori i cinesi, la nostra si concentra sulle ditte
farmaceutiche. La tesi è che grandi cartelli di ditte farmaceutiche in
combutta con il governo americano abbiano creato la malattia e ora si preparino
a far soldi a palate con la vendita del vaccino. Citando il
Corriere
che cita il
Times
afferma che la ditta AVI Biopharma avrebbe già creato un
vaccino in grado di uccidere il virus. Peccato che in realtà anche il
Times (che
poi è il
TimesOnline)
avesse un po' esagerato. Secondo Wired invece la AVI, come altre ditte,
ha mandato dei campioni al National
Institute of Health ma i risultati saranno resi
noti solo "tra diverse settimane" (al 28 aprile). La Pennarola arriva a dire,
sempre senza alcuna prova, che la AVI questo vaccino l'avrebbe nel cassetto da
tempo. Inoltre trova sospetto che a presentare qualche risultato contro la SARS
sia una ditta che studia da oltre 20 anni i coronavirus come quelli della SARS e
ha quindi una notevole esperienza in merito (dico io, chi dovrebbe presentare
rimedi efficaci? Mia nonna nel laboratorio in
cantina?).
Dopo un passaggio su alleanze
economiche tra ditte farmaceutiche e governi (su cui non mi pronuncio
perché non ne so molto) la nostra arriva a dire che l'alleanza tra
Blair e Bush
è dovuta al fatto che i loro paesi sono i principali esportatori di
"farmaci &
affini". Ma dai? Due paesi da niente come USA e
Inghilterra?
Ora che ci penso gli USA sono anche i più grandi esportatori di cinema.
Vuoi vedere che aveva ragioneil
Manifesto quando diceva che la SARS è
un prodotto americano per non far vincere il festival di
Cannes alla
Cina?. Seguono le ipotesi sul perché il
Canada sia
stato colpito dall'epidemia, e nonostante la stessa giornalista affermi che in
Canada "comunque esiste una vastissima comunità cinese" (e dici niente!)
le ipotesi "più accreditate" sono quelle secondo cui il Canada
"è stato punito per non aver
partecipato ai crimini di guerra in
Iraq,
ma anche per essere una nazione che ha sempre dichiarato di fornire aiuti a
Cuba".
Queste ipotesi sono tratte da Indymedia, un
altro dei baluardi dell'informazione corretta. Inutile aggiungere che la stessa
fonte attribuisce responsabilità anche ad
Israele. Stendiamo
infine un velo pietoso sul tentativo di inserire in questo piano anche la morte
del povero professor Carlo
Urbani, e chiudiamola qui.