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Sab - Maggio 31, 2003

Che Dio ci preservi dai cautelosi

Ho letto con preoccupazione il post di Rolli relativo al fumo, perché è l'ennesimo documento di quella "religione della salute" che si sta imponendo nei paesi sviluppati. Non sono un fumatore, il fumo mi dà fastidio e sono sicuro che faccia male. Ma le follie di cui racconta Turci la dicono lunga su un potere che mira a decidere per conto della gente quello che è loro adatto o meno. Altro che articolo 18, andrebbe fatto un referendum per ridurre i poteri degli assistenti sociali.

Al proposito, cito un vecchio pezzo di Ferrara:

Siamo figli del sistema globale dell’informazione sposato al principio di precauzione, siamo cioè figli di uno strano animale che sicuramente dà segni di follia più della mucca e sicuramente inquina più della macchia. Allarme e vigilanza salutisti sono di rigore, anzi, d’ordinanza. Ma bisogna sapere che il timore della morte, la paura della malattia, l’esorcismo verso la vita, sono una sindrome pericolosa. Se poi analisi e controanalisi diventano instrumentum regni pubblicamente consacrato dal principio di precauzione, se poi gl’incubi si fanno misteriosi segnacoli del potere nel suo rapporto pazzo con il popolo, che Dio ci preservi dai cautelosi e ci rimetta nella mani (nichilismo a parte) degli avventurosi.

Giuliano Ferrara
Il Foglio, martedì 30 gennaio 2001

Maggio 31, 2003 20:58  Permalink   Cultura


Ven - Maggio 30, 2003

La storia di Yu

Il Washington Post racconta la vicenda della ragazza cinese ritenuta la prima vittima della SARS e colei che l'ha portata a Pechino, passandola così a centinaia di persone.
Risulta per l'ennesima volta molto chiaro come se il governo cinese non avesse cercato di nascondere la nuova malattia, la situazione ora sarebbe molto diversa.
A "superspreader" of SARS di Philip P. Pan

Maggio 30, 2003 1:7  Permalink   Mondo


Gio - Maggio 29, 2003

Come fare un film e querelare il trailer per violazione della privacy

(Da Il Foglio di mercoledì 28 maggio 2003, pag. 4)

Al direttore – Uno di noi legge un libro, titolo incoraggiante “L’affare Telecom. Il caso politico-finanziario più clamoroso della Seconda Repubblica”, Sperling&Kupfer, contenuto schioppettante, tanto di cappello all’investigative reporting degli autori al di sopra di ogni sospetto berlusconiano, Giovanni Pons e Giuseppe Oddo, giornalisti economici della Repubblica e del Sole 24 Ore, che hanno infilato il pennino dentro un bidone di Nutella (le privatizzazioni all’epoca dell’Ulivo, con apice zuccherino nell’anno mirabilis dalemiano, ’99 e dintorni) e ne hanno tirato fuori una storia che se non è da Pulitzer, beh, con tutte le sòle che ci sono in giro, il primo educatore civico che passa potrebbe utilmente spalmarla sulla scrivania di un qualsiasi magistrato pit-bull e magari succede qualcosa. Insomma, un libro di fatti non pugnette come dice il Cevoli. Bene, che ci facciamo noi zuzzurelloni di Tempi con questo bel libro al di sopra di ogni sospetto? Ci facciamo alcuni estratti. Virgolettati e punti. Punti e virgolettati. Uno pensa: adesso G&G ci regalano almeno il poster di D’Alema in Ikarus. Invece no, neanche un cioccolatino, però ci spediscono un bell’avviso di garanzia via Corriere della Sera, Uomini&Media, rubrica di Dario Di Vico, il quale l’altrieri ci informa che Giuseppe&Giovanni hanno dato disposizione ai loro legali per querelare Tempi in quanto noi avremmo “alterato, aggirato e mortificato la complessità dei fatti ricostruiti e le conclusioni a cui eravamo approdati”. Prima fanno gli scoop e poi li nascondono.
Luigi Amicone

Risposta del Direttore
Sono storie fantastiche, degne di Borges e dei suoi labirinti. Non esiste alcun altro paese nel mondo in cui la libera stampa produca fieri e orgogliosi atti d’accusa ai quali seguono insabbiamenti altrettanto fieri e altrettanto orgogliosi. Ci hanno spiegato che da un business di Stato manca, per usare il loro sordido linguaggio, una paccata di miliardi, e poi ci hanno spiegato che non manca nulla, perché lo scoop è stato accolto con imbarazzo dal loro establishment di riferimento. Da giornali che non si fidano nemmeno di pubblicare l’autobiografia del loro editore, per squisite ragioni politiche, non c’è da attendersi di meglio.

Il direttore di Tempi, sul numero oggi in edicola rincara la dose in questo pezzo: Ai nostri cari querelanti, Oddo&Pons.

Maggio 29, 2003 23:8  Permalink   Cultura


Il buono, il brutto, il cattivo

Ho rivisto questo capolavoro di Sergio Leone, nell'edizione in lingua inglese della United Artists, quella distribuita in Giappone. È un'esperienza interessante, perché gli attori anglofoni in questa edizione parlano la loro lingua madre e i loro labiali quindi corrispondono a quel che dicono.
Quanto al film, è uno dei miei personali "best 10" e se ne parlo io non gli faccio certo giustizia. Gli innovativi passaggi improvvisi dettaglio-campo lungo-ancora dettaglio, i divertenti dialoghi passati alla storia, la musica di Morricone, i passaggi commoventi come quello in cui Tuco quasi con le lacrime agli occhi dice un gran bene del fratello che l'ha appena cacciato, il buono si accorge che sta mentendo e gli offre una sigaretta; o la piccolissima e silenziosa scena del soldato morente a cui "il buono" offre la sua giacca e, ancora, una sigaretta; e poi la forsennata corsa di Tuco tra le tombe, il montaggio serrato e sempre più chiuso sui personaggi nella mitica scena del triello... Beh, se non l'avete ancora visto fatelo!
Qui potete trovare una pagina su questo film tratta dal libretto di Francesco Mininni della collana Castoro Cinema dedicato a Leone, lettura che consiglio vivamente, ma solo se avete già visto il film.
Qui una pagina, dallo stesso libro, sui dialoghi nei film di Leone.
In questa pagina potete vedere degli spezzoni dal film, tra cui il trailer americano che sbaglia ad attribuire i ruoli ai personaggi (in Real Player).
E in questa ascoltarne delle musiche (il mio brano preferito è "The Ecstasy of Gold").

Maggio 29, 2003 2:48  Permalink   Cinema


Di crisantemi e balle varie

Quando uno vive in Giappone da un po', nel mio caso poco più di due anni, si secca anche un pochino nel leggere e sentire le solite storielle su quanto è poetico il Giappone, quanto è delicato il suo design, quanto sono dolci le sue donne, quanto è zen tutto quanto, e via andare in un caleidoscopio di luoghi comuni.
Per esempio, non so quante volte ho sentito dire che i crisantemi nella nostra cultura sono simbolo di morte, mentre invece in Giappone è tutto il contrario, e la vita, la bellezza, e li puoi regalare alla morosa e bla e bla. Bè, oggi salta fuori l'argomento con un paio di miei studenti, un uomo e una donna entrambi sulla cinquantina, e senza che nemmeno faccia loro la domanda mi dicono che il crisantemo (in giapponese "kiku") tradizionalmente si pianta attorno alle tombe, che regalare un crisantemo a una donna non è cosa da farsi, e mai più portarlo in dono a un malato in ospedale, perché sarebbe come augurargli la dipartita. Tutto questo fermo restando che un crisantemo è il simbolo della Casa Imperiale. Oibò. Torno a casa, pongo a mia moglie questa semplice domanda: "Lo sai che i crisantemi in Italia sono i fiori dei morti?". E la sua semplice risposta è: "Anche in Giappone!".

Visto che questo resta un weblog, vi offro un sito che ribadisce cose che forse erano vere qualche centinaio di anni fa, e secondo cui regalare un crisantemo alla tua bella equivale a una dichiarazione d'amore! Mi sa che i giapponesi che conosco io non hanno letto abbastanza libri sul Giappone...

Maggio 29, 2003 0:23  Permalink   Giappone


Mer - Maggio 28, 2003

1972 mi linka, mi imbarazza pure, e io lo ringrazio

Il blog 1972 oggi ha postato una sorta di elogio di questo mio blog che neanche se l'avessi pagato! Non posso che chinare il capo imbarazzato di fronte a cotanta grazia, e invitarvi a visitarlo, che il signor 1972 è bravo e scrive cose interessanti. Se poi il nome indica il suo anno di nascita siamo anche coetanei.

Maggio 28, 2003 23:59  Permalink   Cultura


Mar - Maggio 27, 2003

Terremoto

Oggi ero a scuola a far lezione, quando verso le 18.30 il palazzo ha cominciato a tremare. Qui a Tokyo i terremoti sono normale amministrazione: ogni tanto ne arriva uno, tutto trema leggermente per pochi secondi, e poi passa. Tutti ci hanno fatto l'abitudine, e nessuno si scompone più di tanto. Ma oggi dopo un inizio leggero come al solito è aumentano d'intensità e non accennava a smettere. Se all'inizio sono stato l'unico a percepirlo, proprio perché non ancora così abituato, dopo un po' tutti i presenti nell'aula hanno cominciato a prestarci attenzione, e ad attendere che smettesse, finché notando che non smetteva qualcuno si è alzato, ancora indeciso se fosse il caso di precipitarsi giù per le scale. Poi, piano piano, tutto si è quietato.
Più tardi ho saputo che nel Nord del Giappone la scossa è stata del sesto grado su una scala di 7, e a Tokyo ha raggiunto solo il terzo. In TV ho visto scene di gente che usciva gridando dai palazzi, un giornalista Tv che mentre il suo studio tremava potentemente cercava di mantenere un contegno e diceva: "Ecco, sembra che abbiamo un terremoto piuttosto forte...". Non ci sono stati gravi danni, comunque. Qualche ferito lieve, e un po' di asfalto danneggiato.
Però questo è il quarto terremoto che sperimento in sole due settimane, il terzo di una certa intensità, ed è un po' più forte del precedente, che a sua volta era più forte di quello prima. La domanda quindi è: sto per vivere il Big One?

Maggio 27, 2003 0:18  Permalink   Giappone


Lun - Maggio 26, 2003

Di embargo cattivo e bambini morti

Segnalo due post di 1972 e Il Griso che con link utili entrano nel merito dell'annosa questione dell'embargo ai danni dell'Iraq, che in realtà era solo ai danni del popolo irakeno perché Hussein le risorse per il suo popolo ce le aveva, solo che non le distribuiva, per dare la colpa agli occidentali cattivi. Con questo non voglio dire che l'embargo sia stato una cosa buona e non abbia fatto vittime, ma che le responsabilità vanno suddivise equamente, cosa che a molti giornalisti di casa nostra non riesce bene. Sono cose che chi voleva saperle le sapeva già da tempo, ma fa bene ripeterle.

Rodolfo Casadei due anni fa scriveva:

Bin Laden lo sa, come sa che l’alta mortalità fra i bambini irakeni è colpa dell’embargo almeno tanto quanto la crudeltà di Saddam Hussein, che coi milioni di dollari del petrolio di contrabbando che vende ai paesi vicini e dal 1997 con lo schema Onu “petrolio in cambio di cibo” ha sempre avuto risorse sufficienti per salvare la vita dei suoi bambini. Ma non lo ha fatto perché preferisce salvare la vita del suo regime. (Tutte le balle di Bin Laden, Tempi 41, 11/10/2001)

E il dicembre scorso sempre Casadei aveva scritto un "Otto miti sull'Irak" da cui cito quanto segue:

Però non è giusto scaricare tutta la responsabilità delle vittime dell’embargo sulle Nazioni Unite e i paesi membri del Consiglio di Sicurezza. Non solo perché il regime di Bagdad avrebbe potuto porre fine rapidamente all’embargo adempiendo sollecitamente alle condizioni della risoluzione 687/91, cioè il disarmo. Ma perché da quando vige l’embargo ha continuato a spendere annualmente 5 miliardi di dollari in spese militari e 2,5 miliardi in costruzioni di grandi infrastrutture, fra cui immense moschee e 50 edifici presidenziali. Se si fosse limitato a spenderne la metà, coi soldi risparmiati avrebbe potuto acquistare tanto cibo e medicine quanto l’Irak ne importava prima della guerra: prima dell’invasione del Kuwait l’Irak spendeva fra i 2 e i 3 miliardi di dollari all’anno di importazioni alimentari e 500 milioni in medicinali.
[...]
A non sfruttare appieno le possibilità dello schema “oil for food” è il governo iracheno, che non ha ancora impegnato 3 miliardi di dollari già stanziati dal fondo Onu e non ha ancora speso 1 miliardo per prodotti già approvati. Nella prima metà di quest’anno l’Irak ha speso il 75 per cento in meno rispetto al 2001 per l’acquisto di medicinali, e ha deciso di spendere 25 milioni di dollari di “oil for food” per la costruzione di uno stadio olimpico.

Maggio 26, 2003 13:16  Permalink   Mondo


I feel sorry with my rice

Chi ha visto un film di Hong Kong in videocassette che riproducono l'edizione uscita sugli schermi nell'isola, avrà più volte aggrottato la fronte davanti a certe criptiche frasi contenute nei sottotitoli in inglese, o avrà riso nel constatare come nonostante HK fosse una colonia inglese, la padronanza della lingua da parte dei traduttori dei dialoghi fosse piuttosto opinabile.
Il blog bwg ha una sezione dedicata a citazioni curiose da sottotitoli di film di HK: talvolta si tratta di errori, talvolta di traduzioni letterali di espressioni cinesi, altre volte sono frasi piuttosto colorite, altre ancora sono dovute forse ad abuso di alcolici. Qualche esempio:

- Greetings, large black person. Let us not forget to form a team up together and go into the country to inflict the pain of our karate feets on some ass of the giant lizard person.
- If we don't have a dream in life, we look like salt fish.
- It looks powerful with so much power.
- Beat him out of recognizable shape!

Il resto in questa pagina.

Maggio 26, 2003 12:45  Permalink   Cinema


Ven - Maggio 23, 2003

Immunità parlamentare europea

Come mai a Strasburgo i Ds sono garantisti e a Roma si comportano in maniera diversa? E' da sapere che nei giorni scorsi il Parlamento europeo ha votato una risoluzione nella quale si  assume, quale testo di base per il negoziato in corso con le altre istituzioni europee sullo statuto dei deputati, il documento approvato dalla Commissione giuridica di cui la disciplina delle immunità parlamentari è parte integrante.
Si tratta di una disciplina ampiamente garantista, che va ben al di là di quanto è oggi oggetto di dibattito politico in Italia (Lodo Meccanico). Essa, infatti, prevede: la facoltà del deputato di astenersi dal deporre dinanzi al giudice; l’obbligo di autorizzazione del Parlamento europeo per il sequestro da parte dell’autorità giudiziaria di documenti del deputato e per le perquisizioni personali e domiciliari; l’insindacabilità rispetto alle opinioni espresse ed ai voti dati non si limita ai procedimenti giudiziari come oggi stabilito dall’articolo 68 della Costituzione italiana, ma si estende anche in ambito extragiudiziale; che ogni limitazione della libertà personale di un deputato è ammessa solo su autorizzazione del Parlamento, salvo in caso di flagranza di reato ( mentre il già citato art. 68 prevede la detenzione senza autorizzazione anche in caso di esecuzione di sentenza irrevocabile); che un’indagine o un procedimento penale nei confronti di un deputato devono essere sospesi qualora il Parlamento lo deliberi, su richiesta del deputato.
Bene, i deputati europei dei DS hanno votato, insieme ai popolari e ai liberali europei,  a favore compiendo una scelta politica. Dunque, perché  i DS si ritrovano garantisti in Europa e mozzorecchi girotondini in Italy?
La risposta non è priva di pericoli. 
(Carduccio Parizzi, Dal blog Capperi, che non ha i permalink)

Per leggere tutto il documento della Commissione Giuridica citato cliccate qui (è un pdf che viene da questa pagina).
Ne cito qui sotto qualche stralcio (il grassetto è mio):

(20) L'articolo 10 del Protocollo disciplina l'inviolabilità dei deputati. Detta immunità è un
privilegio del Parlamento europeo e assicura per la durata delle funzioni del deputato
l'esenzione da procedimenti penali o da altri ostacoli frapposti dalle autorità pubbliche
alla sua libertà personale. In caso di revoca dell'immunità l'esercizio delle funzioni
risulta limitato se non del tutto impossibile. L'immunità dei deputati rappresenta dunque
una modalità dell'esercizio delle funzioni e quindi forma oggetto di una
regolamentazione tramite lo statuto.
(21) Materie che, come il diritto di non rendere testimonianza, non figurano nel diritto
primario potrebbero essere disciplinate nello statuto.
[...]
(32) L'immunità sancita all'articolo 5 tutela i deputati da azioni repressive arbitrarie (fumus
persecutionis) e da ostacoli frapposti dal potere esecutivo. Come evidenziano i casi deliberati
dal Parlamento europeo, non si può assolutamente sostenere che tali aspetti non abbiano
alcuna rilevanza nella fase attuale. L'immunità tocca comunque questioni attinenti
alla parità, alla divisione dei poteri e alla legalità.
La seconda finalità dell'immunità è assicurare il funzionamento del Parlamento europeo.
Tali considerazioni inducono alla soluzione seguente.
Un'indagine o un procedimento penale a carico di un deputato possono essere avviati in
ogni momento e non richiedono la revoca dell'immunità.
La legislazione vigente non avvantaggia né il Parlamento europeo né il deputato, infatti
anche reati minori come un'infrazione al codice della strada devono essere esaminati
pubblicamente.
Eventuali limitazioni della libertà personale di un deputato devono essere in ogni caso
subordinate all'approvazione del Parlamento europeo (funzionamento del Parlamento
europeo).
In caso di fumus persecutionis, su richiesta del Parlamento europeo, eventuali indagini o
procedimenti penali devono essere sospesi.
[...]
Articolo 5
1. Qualsiasi limitazione della libertà personale di un deputato è ammessa solo su
autorizzazione del Parlamento, salvo in caso di flagranza di reato
2. Il sequestro di documenti scritti o di materiale su supporto elettronico di proprietà del
deputato, o la perquisizione della sua persona, del suo ufficio o della sua abitazione, così
come il controllo della sua corrispondenza e delle sue telefonate, possono essere disposti
solo su autorizzazione del Parlamento.
3. Un'indagine o un procedimento penale nei confronti di un deputato dev'essere sospeso
qualora il Parlamento lo richieda.

Articolo 6
1. Nell'esercizio del suo mandato ciascun deputato ha sempre facoltà di astenersi dal deporre
su persone che gli abbiano confidato dei fatti o alle quali egli abbia confidato dai fatti,
nonché sui fatti stessi.


Maggio 23, 2003 3:21  Permalink   Cultura


Parliamo di Seconda Repubblica

Scusate, è dal ’93 che giudici e giornali ci fanno due affari così con le storie di Andreotti, Previti, Fininvest, Sme. Tutte storie di vent’anni fa. E che diamine, colleghi e magistrati debenedettiani, stiamo per entrare nelle Terza Repubblica e con tutte le storie che ci sono ancora da raccontare della Seconda, state lì ad aspettare la prossima deposizione spontanea del Cavaliere? Per questo, per contribuire a staccarvi un po’ dal tran tran che da un decennio vi fa raccontare (anche con stile un po’ sbirresco) storie, storielle e leggende nere della Prima, ecco qualche pistarella per indagare... praticamente sull’oggi. Sì, lo confessiamo, rileggendo certi fatti di Seconda Repubblica, ci siamo di nuovo chiesti: ma insomma, come fanno a continuare ad andare addosso a Berlusconi con questi altri che davvero hanno fatto carne di porco della trasparenza e gli affari sporcaccioni assai li hanno fatti praticamente ieri e sotto la luce del sole? Come te lo spieghi che un presidente del Consiglio scenda in Borsa e, passato ogni Rubicone istituzionale, schieri un governo a fianco di un ragioniere di Mantova e un raider di Brescia per la scalata a un’azienda di interesse nazionale? Come te lo spieghi che in cinque anni sono stati tutti zitti (e i magistrati in vacanza a L’Avana?) e Visco che spremeva gli italiani non vedeva le finanziarie che facevano affari con lo Stato e poi volavano in Lussemburgo (o addirittura alle Cayman)? Come te lo spieghi che Craxi era un ladro perché prendeva tangenti come le prendeva il partito di Moro e di Berlinguer (però quelli erano partiti che usavano i soldi per fare politica) e questi di seconda Rep. vestiti da madonnine infilzate e bonarie facce da preti, che han mangiato sullo Stato e han fatto ricchi un pugno di speculatori, sono dei signori “abbassi i toni, per favore”? E voi lo sapevate che certi pezzi grossi protetti dei manipulitissimi di seconda Rep. non pagavano nemmeno le tasse? Noi no. Noi pensavamo sul serio che arrivati loro il mondo sarebbe cambiato come la faccia di Rutelli, dalla carne corrotta, alla plastica incorruttibile. A dire il vero anche Berlusconi ha quella faccia lì. Ma lui non dice “io sono un puro”. Lui dice: “io non sono un comunista”.

(dall'editoriale di Tempi, n.21, 22 maggio 2003)

E di seguito il pezzo grosso: La moral suasion dalemiana, di Luigi Amicone

Maggio 23, 2003 1:31  Permalink   Cultura


Gio - Maggio 22, 2003

No comment

Dal blog Capperi:

La più bella della giornata
Da Il Giornale, Violante: "Non si possono usare le commissioni di inchiesta come strumento di lotta politica contro l’avversario"

Maggio 22, 2003 0:11  Permalink   Cultura


Mer - Maggio 21, 2003

Bob Sapp

Un buon metodo per valutare la popolarità di qualcuno è vedere quante volte viene citato negli esempi liberi dei miei studenti di italiano. E Bob Sapp ultimamente è piuttosto quotato. Del resto, è impossibile non notarlo: è un gigante nero dalla imponente massa muscolare che da qualche tempo ammicca da manifesti e spot pubblicitari dei più diversi prodotti. Era un giocatore di football americano professionista, ma stare sempre in panchina non faceva per lui. Così ha cambiato sport, e si è dato al combattimento, e nel giro di un anno in Giappone ha spopolato sia nell'ambito del wrestling dove si combatte più o meno per finta, sia in quello del K-1, dove lottatori di ogni disciplina si menano sul serio. È amato pressoché da tutti, dicono perché è simpatico, e le ragazze lo trovano "kawaii", "carino" e "tenero", il che, visto il tipo, dimostra di certo un notevole carisma. È chiamato "The beast" sul ring, ma una volta scesone si esibisce in canti e balli sgranando gli occhioni e facendo smorfie da clown, che solitamente sono ritenute poco compatibili con l'attività di frantumatori di ossa. È così che Bob appare come testimonial di una decina di prodotti diversi, è ospite di numerose tramissioni TV, e ovviamente è oggetto di un nutrito merchandising. Ha anche inciso un disco che sta per uscire in edizione video (nella pagina linkata, si sono anche due pezzi del video).

Per leggere un buon articolo in inglese su di lui potete andare qui.

Per vederlo in azione, oltre a seguire i link di sopra, potete andare nelle seguenti pagine giapponesi:
qui per lo spot di un registratore DVD della Panasonic (cliccate sul tasto 56K o 256K sulla sinistra per vedere i 3 video in Flash)
qui per lo spot di una TV a cristalli liquidi, sempre Panasonic (idem come sopra)
qui per lo spot di un programma di comici in TV (Real Player)

Maggio 21, 2003 5:20  Permalink   Giappone


Leggo e sottoscrivo

"Oggi il socialismo si traveste sotto panni diversi, si chiamino ambientalismo, femminismo, relativismo culturale e dei diritti. Tutta roba che suona bene in astratto. Ma gratta gratta, sotto la superficie riapparirà sempre l'orma dell'anticapitalismo, della mano pubblica che tenta di distorcere gli interessi individuali, del condizionamento improprio della sovranità delle libere nazioni democratiche".
"C'è troppa gente disposta a immaginare che sia intelligente e sofisticato pensare bene di chi odia i nostri paesi e il nostro sistema di vita, e pensar male invece di chi li difende a costo della vita."
Margaret Thatcher, citata dal Foglio del 16 maggio 2003, pag.4 (pdf).

Maggio 21, 2003 3:59  Permalink   Mondo


Metti che un giorno una bomba...

Norman Ornstein è un signore che da un paio d'anni si dà da fare per convincere i vertici USA che è necessario immaginare le conseguenze di un attacco che eliminasse gran parte dei membri del Congresso. Quest'anno è riuscito a far partire la "Commissione per la continuità del governo", che si occupa di rispondere a domande tipo: "Quanti membri devono morire prima che sia dichiarato lo stato d'emergenza?"; "Quant'è il quorum se 50 senatori sopravvivono ad un attacco al Sarin ma 20 di loro non sono in grado di lavorare?"; "Chi assume la presidenza se un terrorista islamico con una valigetta nucleare ad un qualche evento inaugurale vaporizza Presidente, Vice-presidente e gran parte del Congresso, del Consiglio dei ministri e della Corte Suprema?"
Ornstein è convinto che l'America non sia ancora pronta ad affrontare ipotesi del genere. Fa notare, ad esempio, come secondo la Costituzione americana per prendere decisioni sia necessaria una maggioranza relativa, che in caso di massacro rischierebbe di mettere l'America nelle mani di un pugno di sopravvissuti qualunque.
Ma il Congresso non sembra molto interessato ai lavori della commissione: buona parte dei membri non è propenso a pensare alla propria morte violenta. "Il loro atteggiamento si riduce a pensare che quello a cui bisogna prepararsi è un sistema di evacuazione efficiente in caso di emergenza. Non vogliono prendere in considerazione che lo scenario peggiore li vede tutti morti."
Qui c'è l'articolo dall'ultimo The Atlantic Monthly, mentre un pezzo su Ornstein fu pubblicato due anni fa su Il Tempo, e qui ce n'è un estratto.

Maggio 21, 2003 3:44  Permalink   Mondo


Sab - Maggio 17, 2003

SME-MORATI

Il nuovo numero di Tempi offre un'ottima ricostruzione dell'affare SME. Riporto qui solo l'incipit, e il resto lo linko sotto.

Nelle pagine che state leggendo non è contenuto nessuno scoop a riguardo del processo Sme (cfr Tempi 19). Tuttavia, proprio in questo fatto sta la notizia. La sinistra si è stracciata le vesti dopo le dichiarazioni del presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, al Tribunale di Milano il 5 maggio. In realtà, l’attuale premier non ha fatto altro che ribadire una storia che corrisponde a quella raccontata non soltanto dai suoi “gazzettieri” (come noi, modestamente, siamo) ma dagli stessi protagonisti di quella vicenda: Carlo De Benedetti, Romano Prodi, Giuliano Amato. Risulta, quindi, sorprendente come, oggi che quella storia è uscita dalle pagine di carta e si è materializzata in immagini televisive (grazie, Socci), i nostri tre protagonisti e il codazzo Unità-Repubblica smentiscano, innanzitutto, se stessi. Ed è imbarazzante il vuoto di memoria di chi, allora braccio destro di Craxi, oggi fogliolina dei rami d’Ulivo in Europa, possa dichiarare: «Non ricordo». Ecco, allora, una breve e semplice antologia di dichiarazioni lette su libri e giornali. Diciamo che sono come il pesce: contengono fosforo che rafforza la memoria. Che possano servire in sede processuale? In fondo il “processo Previti” sul lodo Imi-Sir è nato da molto meno: dalle dichiarazioni estive di una presunta mitomane e da appunti presi da un poliziotto un po’ pasticcione in margine a un giornale (e poi uno dice che i quotidiani vanno bene solo per fare i cappelli-barchetta dei muratori...). Buona lettura.

Sme-morati di Emanuele Boffi
L'Omega (ma senza l'Alfa)
Correva l'anno 1985
Eravamo due poliziotti al bar

Maggio 17, 2003 3:40  Permalink   Cultura


Ven - Maggio 16, 2003

Il protagonismo dei magistrati

da "Istituzioni di diritto pubblico" di Giuliano Amato, Augusto Barbera (1986)

È ancora riservato a ciascuna Camera il potere di autorizzare l'autorità giudiziaria a procedere penalmente nei confronti di un deputato o di un senatore o di procedere all'arresto o ad altri provvedimenti coercitivi della libertà personale anche in esecuzione di sentenza irrevocabile di condanna (art. 68, secondo e terzo comma, Cost.).
La ratio della garanzia, che dà vita alle cosiddette immunità parlamentari è nell'evitare che attraverso pretestuose procedure giudiziarie nei confronti di singoli appartenenti alla Camera, si venga di fatto a turbare la libera esplicazione dell'ufficio parlamentare e, nei casi più gravi, a incidere sulla stessa composizione dell'Assemblea, con evidente interferenza sulla normalità di svolgimento della funzione parlamentare.
La valutazione delle richieste dell'autorità giudiziaria, l'accertamento cioè dell'eventuale ricorrere di una «persecuzione antiparlamentare» che sola giustifica quest'immunità detta della «inviolabilità», spetta preliminarmente ad un organo istruttorio (la Giunta per le autorizzazioni ex art. 68 Cost, art. 17 reg. Camera; la Giunta delle elezioni e delle immunità parlamentari, art. 19 reg. Senato). La decisione finale spetta alla relativa assemblea
È da avvertire che l'uso che di questa norma è stato fatto, soprattutto nelle prime legislature repubblicane, non sempre si è limitato a questa ratio di tutela, finendo spesso per costituire una condizione di particolare privilegio per parlamentari così sottratti a processi che non avevano nulla di artificioso o di persecutorio in funzione antiparlamentare. Ma la logica della disposizione costituzionale è quella indicata, tutt'altro che inattuale oggi in presenza di una elevata politicizzazione e di forme di «protagonismo» della magistratura: peccano perciò di leggerezza talune proposte drasticamente abolitive, mentre quel che è necessario vincolare è il rispetto dei termini previsti dagli stessi regolamenti delle Camere e dello scopo specifico ed eccezionale dell'immunità parlamentare.
(Il Foglio, lunedì 12 maggio 2003, pag. IV)

Maggio 16, 2003 12:13  Permalink   Cultura


Gio - Maggio 15, 2003

Non è successo niente

A Baghdad non hanno saccheggiato i libri della Biblioteca Nazionale.
Pare che gran parte dei libri che si credevano trafugati o andati distrutti nell'incendio del mese scorso, siano stati invece messi preventivamente in salvo e conservati in una moschea e in altri luoghi.

Contrary to widespread belief, the antique books of Iraq's National Library were not stolen by thieves last month but were removed for safe keeping by self-appointed guardians of Iraq's cultural heritage. [...] ''We had to protect the Islamic and Arabic heritage, so we acted before Baghdad fell to chaos,'' said Mohammad al-Jawad al-Tamimi, the mosque's imam. [...] ''We have about 30 percent of the library holdings, and another 60 percent are hidden [at the library] and elsewhere,'' said the sheik's brother, Mahmoud al-Tamimi. ''We brought them all here to protect our past from thieves.''
Tutto l'articolo qui, sul sito del Boston Globe Online.

Insomma, per tanti irakeni che bruciano e saccheggiano, ci sono altrettanti irakeni che proteggono e conservano: ciò dimostra che sono un popolo sano come tutti gli altri, e sanno cavarsela da soli. Ma allora perché quando sono i vandali ad agire è sempre colpa degli americani che non sono abbastanza autoritari, mentre quando gli americani fanno gli autoritari allora si grida al colonialismo?!

P.S.
Per chi non ci fosse arrivato e ora indignato stesse per scrivermi che non è vero che non è successo niente e che in realtà tanti libri sono andati distrutti e che i salvatori di libri dell'articolo non hanno messo in salvo tutto, dico che lo so benissimo, e faccio presente che il titolo e l'incipit sono: 1) una citazione colta; 2) vogliono bilanciare il "genocidio", lo "scempio di civiltà" e qualunque altra espressione sia stata utilizzata nelle ultime settimane per denunciare atti che, vedi museo, vedi biblioteca, subiscono alla prova dei fatti considerevoli ridimensionamenti.

Maggio 15, 2003 2:14  Permalink   Cultura


Mer - Maggio 14, 2003

Il banjo di Saddam

Il 22 aprile è stato messo all'asta su eBay a partire da un dollaro, e il 25 è stato acquistato per 15.000 (quindicimila) dollari nientemeno che il banjo personale di Saddam Hussein.

Maggio 14, 2003 2:57  Permalink   Computer


Mar - Maggio 13, 2003

Giornalisti non sono ma ci fanno

Abito da poco l'orgoglioso mondo dei blog, ma credo di aver capito che molti di coloro che tengono un weblog pensano di essere giornalisti. Anzi, pensano che se avessero avuto le conoscenze giuste sarebbero stati davvero giornalisti, perché nei giornali "è tutto un magna magna". Anzi, sono invidiosi dei giornalisti e non capiscono "perché loro sì e io no". Allora quando i giornalisti veri hanno anche un blog, inevitabilmente scritto nel tempo libero, gli fanno le pulci, così dimostrano che "invece loro!". Con il fatto che si pubblicano da soli gli articoli sono convinti che glieli pubblicherebbe un giornale. Anzi, forse non gli interessa che li pubblichi un giornale, perché nei giornali non c'è abbastanza libertà, nei blog invece! Oppure pensano che "avere dentro" la passione per scrivere significhi avere la vocazione per il giornalismo, quando magari è solo voglia che qualcuno ti dia retta. Una volta erano tutti allenatori di calcio, ora fanno i giornalisti.

Maggio 13, 2003 12:2  Permalink   Cultura


FINAL FANTASY

Questo film è pessimo. Si presenta come l'avanguardia del cinema in CGI e invece è un vistoso passo indietro: nel lontano 1986 John Lasseter creò Luxo Jr., un piccolo film d'animazione completamente al computer che per la prima volta sfruttava il mezzo per raccontare una storia, anziché per esibire effetti speciali. Ecco, le lampade da tavolo protagoniste di quel cortometraggio sono più umane della maggior parte dei personaggi di Final Fantasy, videogioco inzuppato in salsa new-age che fin dalla prima inquadratura, il dettaglio dell'occhio della protagonista, vuole strappare il nostro "Ooooh!" al cospetto di cotanta maestria digitale, ma si dimentica di tenere in piedi un plot decente. Da lì in poi è un susseguirsi di atterraggi infiniti, ingranaggi che si muovono, continue ricerche su schermi luminescenti e noiosi scontri con mostri-fantasma. Pochissima invenzione visiva, con ambientazioni e personaggi che clonano quelli di Aliens di Cameron o di qualsiasi altro film di fantascienza degli ultimi anni. La gente muore tra l'indifferenza generale, in primis dello spettatore, che alla fine si chiede se sia valsa la pena di perdere l'amore per non ferire lo "spirito della Terra". Bah. Guardatevi "Monsters & Co.", che è cento volte meglio.

Maggio 13, 2003 3:36  Permalink   Cinema


Lun - Maggio 12, 2003

Greenpeace accusata di eco-omicidio

CORE (The Congress of Racial Equality), un'associazione per i diritti civili composta di neri americani ha indetto per sabato una manifestazione di protesta nel New Jersey contro Greenpeace, accusata di favorire la morte di milioni di africani grazie alla sua politica anti-sviluppo e anti-tecnologia. Greenpeace, come molte altre organizzazioni ecologiste, si oppone all'introduzione nei paesi del Terzo Mondo di tecniche agricole moderne, impianti elettrici e idrici, cibi geneticamente modificati quotidianamente e tranquillamente mangiati dagli americani per anni, e si batte persino contro l'uso del DDT, necessario per stroncare la malaria, come lo fu in Italia in passato.

"To serve its own ideological agenda, [Greenpeace] wants to keep the Third World permanently mired in Third World poverty, disease and death. So far, it has succeeded," said Niger Innis, national spokesperson for CORE
[...]
"Green radicals oppose all these projects and tell these destitute people they should be happy with little solar panels on their huts, now and for generations to come," a CORE press release stated.

Tutto l'articolo qui, grazie al blog Instapundit.

Per un punto di vista competente e ragionevole su Terzo Mondo e tecniche agricole moderne contrapposte a terzomondismo e agricoltura biologica consiglio questa lettura: "Il mal d'Africa? Cura global!".

Maggio 12, 2003 12:13  Permalink   Mondo


Dom - Maggio 11, 2003

Autorevoli giornali stranieri scritti da italiani non tanto autorevoli

Confesso di essere stato un po' ingenuo: avevo sempre pensato che i giornali stranieri grandi e "autorevoli" come l'Economist scavassero a fondo, cercassero di capire almeno un po' le complesse questioni di politica interna del nostro paese, e non si limitassero semplicemente a pubblicare articoli scritti dai loro corrispondenti italiani, che guarda caso sono leggermente di parte, quando non sono addirittura politicamente impegnati nell'opposizione.
L'Economist invece esce con l'ennesimo articolo scritto in spaghetti-english contro Berlusconi e dice cose addirittura ridicole come che il Cavaliere non farebbe bene a un'Europa che deve ricostruire le sue relazioni con gli USA (non vedo un capo di stato più amico di Bush, a parte Blair). Ma la motivazione principale, scritta all'ultimo posto secondo i più classici dettami della retorica, è che il leader del prossimo paese alla guida dell'UE dovrebbe essere dotato di "quell'autorità morale che viene dal rispetto". Eccola la vera spia della provenienza di questi articoli: il richiamo moralistico. Ma dove sta scritto che un uomo eletto dalla maggioranza del suo paese per governarlo debba essere un campione di moralità? Che c'entra questo con il mandare avanti una nazione? (Che c'entra il fatto che un presidente americano nel tempo libero si diverta con una stagista, con la sua capacità di governo?)
Ancor più ridicolo il fatto che sui giornali italiani si scriva che queste cose, scritte da un italiano, sono vere perché lo dice "la voce più autorevole dell'establishment britannico" (Bonanni su Repubblica del 9 maggio).
Buttafuoco sul Foglio di ieri (pag.2) ha un articolo che fa letteralmente onore al suo nome riguardo a Severgnini e alla sua carriera anti-berlusconiana presso l'Economist.
Esattamente due anni prima, il 7 maggio 2001, Dagospia a proposito della "prima volta" scriveva: "Dopo tutto, uno dei complici dell’”operazione” era stato quel Severgnini che poi è venuto a Londra a intervistare per il Corriere della Sera Bill Emmott [direttore dell'Economist. n.d.E.], per fargli ribadire l’opportunità di tante pagine dedicate alla demolizione dell’immagine di Berlusconi."

Maggio 11, 2003 0:58  Permalink   Cultura


Sab - Maggio 10, 2003

La nuova frontiera degli ecologisti

Nell'ultima settimana i telegiornali giapponesi ci hanno tenuti informati sugli spostamenti e le dichiarazioni di una setta millenaristica chiamata Pana Wave. Sono una delle tantissime nuove religioni giapponesi e si caratterizzano per il fatto che sono bardati di bianco da capo a piedi e ingorgano le strade di montagna con caravan (bianchi) in fila indiana che vanno a passo d'uomo. I caravan sono ricoperti di adesivi "speciali" che servirebbero a proteggerli dalle onde elettromagnetiche. Annunciano la fine del mondo per il 15 maggio, e hanno minacciato di sterminare il genere umano se dovesse morire la loro fondatrice. Dopo l'attentato al Sarin da parte della setta Aum Shinrikyo i giapponesi hanno imparato a non sottovalutare quelli che sembrano solo una combriccola di eccentrici.
Grande scalpore ha anche suscitato la scoperta che questa setta ha tentato di catturare Tama-chan, l'amata foca che dall'agosto scorso abita i fiumi di Tokyo. Secondo i Pana Wave è lei la chiave per la salvezza del mondo!
Potete leggere dei Pana Wave qui, e di Tama-chan, compresa la sua relazione con la setta, qui.

Maggio 10, 2003 1:28  Permalink   Giappone


Ven - Maggio 9, 2003

Il politico mascherato

Il campione di pro-wrestling noto con il nome di battaglia di The Great Sasuke il mese scorso è stato eletto a furor di popolo nel consiglio della prefettura di Iwate (ha ricevuto più voti di ogni altro candidato). Però quando questa settimana si è presentato in consiglio per la prima volta ha creato scompiglio perché indossava una maschera, una variante di quella che utilizza di solito sul ring, decorata con il simbolo della prefettura. Dato che Sasuke, che ha corso per il Partito Liberale (Jiyuto), ha fatto tutta la campagna elettorale con la maschera ed è da tutti conosciuto con quella faccia, a molti che l'hanno votato paiono strane le polemiche a riguardo. Oggi il consiglio si è riunito per decidere se permettergli di presentarsi mascherato o meno, ma la decisione è stata rimandata a giugno.
Qui un articolo dal Daily Yomiuri.

Maggio 9, 2003 23:45  Permalink   Giappone


Il mio motore di ricerca

Cercare un particolare articolo in un weblog è piuttosto frustrante quando una pagina contiene decine di post diversi. Così negli ultimi due giorni mi sono dedicato ad aggiungere e collaudare un motore di ricerca che scava all'interno del mio blog. Lo troverete sempre in cima alla pagina principale.
Ringrazio il servizio PicoSearch che fornisce motori di ricerca gratuiti (ma anche a pagamento) molto potenti. Ho dovuto smanettare un po' con le moltissime opzioni (per evitare ad esempio che il motore desse risultati uguali tra loro perché presenti in più pagine), ma mi sembra funzioni egregiamente. Consigliato vivamente a tutti i blog con almeno qualche mese di vita.

Maggio 9, 2003 12:24  Permalink   Computer


Mer - Maggio 7, 2003

Inchini

Ne ho visti tanti, in questi due anni qui, ma ancora mi stupiscono i giapponesi che parlano al cellulare e intanto si inchinano a ripetizione. A seconda delll'angolazione del corpo potete capire l'importanza dell'invisibile interlocutore. La prossima volta gli faccio una foto.

Maggio 7, 2003 2:50  Permalink   Giappone


La Mela e la musica (2)

Il servizio di acquisto di musica lanciato da Apple (vedi il precedente La mela e la musica) ha avuto un successo superiore alle aspettative: a una sola settimana dal suo lancio ha venduto un milione di brani, il doppio di quanti ne vendono in un anno tutti i suoi concorrenti. I dirigenti delle major musicali sono esterrefatti:
"Our internal measure of success was having the iTunes Music Store sell one million songs in the first month. To do this in one week is an over-the-top success," said Doug Morris, Universal Music Group's CEO.
Leggete qui l'articolo dal Music Industry News Network.

Maggio 7, 2003 2:46  Permalink   Computer


Mar - Maggio 6, 2003

Identità

Segnalo un interessante pezzo del Griso intitolato Identità, riguardo ai due terroristi suicidi britannici in Israele e ai perché di questi gesti. C'è un punto però dove mi sento di puntualizzare una cosa, quando parlando del background sociale dei terroristi si rileva che il terrorismo non è "figlio della miseria e dell'ignoranza": "...abbiamo a che fare con i figli della borghesia benestante, spesso colta. Gli operai, il popolo, i proletari (o come li volete chiamare) non vanno in giro ad ammazzare la gente per sport; semmai, fanno la rivoluzione, che è una cosa ben diversa".

Ecco, sul fatto che il terrorismo non nasca dalla miseria siamo d'accordo, e anzi credo sia cosa ormai assodata sia che si parli di terrorismo arabo finanziato dai sauditi che di terrorismo italiano finanziato da imprenditori (il famigerato caso Giangi Feltrinelli non è sicuramente un caso isolato). Però dire che i terroristi degli anni di piombo, o quelli di adesso, "ammazzano la gente per sport" significa sottovalutare la spinta ideologica che sta dietro questi atti, come anche dietro a una rivoluzione. I fondamentalisti islamici ammazzano gli ebrei perché lo vedono come una missione di liberarazione della Terra da una piaga; i terroristi rossi ammazzavano la gente seguendo un programma di destabilizzazione che avrebbe dovuto condurre alla guerra civile e all'instaurazione di un regime marxista in Italia. Dietro entrambi questi comportamenti ci sono menti che teorizzano e giustificano la violenza. Dietro entrambi c'è ideologia, una sorta di mostro che non vede altro che se stessa e non è più in grado di discernere - papale papale - cosa è bene e cosa non lo è. "Noi vedevamo l'affermazione del valore della vita umana, diciamo in astratto, come una specie di mascheratura degli interessi di chi comandava e di chi sfruttava e così via." (Adriano Sofri, interrogato a proposito della campagna di Lotta Continua contro il commissario Calabresi).

Maggio 6, 2003 3:41  Permalink   Cultura


Lun - Maggio 5, 2003

Visti in questi giorni

INFERNAL AFFAIRS, di Andrew Lau e Alan Mak, con Tony Leung Chiu-Wai, Andy Lau, Anthony Wong, Eric Tsang.
Tony Leung è un poliziotto infiltrato nella mala, Andy Lau e un malavitoso infiltrato fin dall'accademia nella polizia. Amici e nemici si mescolano e si confondono anche nella mente dei due, consapevoli di non poter continuare a lungo questo gioco. Andrew Lau e Alan Mak girano un bel poliziesco, teso, ritmato, emozionante, e che ricorda il Johnnie To un po' commerciale e un po' sincero di "Running Out Of Time". Ottimi gli attori, con Anthony Wong una spanna sopra gli altri. Ha fatto incetta di premi al Festival di Hong Kong. Qui una recensione in italiano da Hong Kong Express, e qui una in inglese.

THE MAN WHO WASN'T THERE ("L'uomo Che Non C'era" o, qui in Giappone, "The Barber"), di Joel Coen, con Billy Bob Thornton, Frances McDormand, Michael Badalucco.
Thornton è un barbiere, soltanto un barbiere. È un ritornello ricorrente della sua vita, in cui le pretese sono poche quante le sue parole. Ma un giorno qualcosa scatta nella sua testa, e comincia un tentativo di rivincita, a partire da un incontro con uno strano affarista e dal tradimento della moglie con un amico. I fratelli Coen girano un film di un bianco e nero bellissimo ricco di chiari e scuri da film noir anni '40, su un uomo sovrastato da eventi completamente fuori dal suo controllo anche quando sembrerebbe il contrario. Anche la voce off del protagonista che racconta la sua vicenda viene direttamente da una tradizione cinematografica e letteraria a cui i Coen si ispirano senza darsi al citazionismo. Probabilmente il più compatto e perfetto film dei Coen fino ad oggi.

Maggio 5, 2003 0:23  Permalink   Cinema


Sab - Maggio 3, 2003

Craxi, il Raphael, le monetine...

Consiglio a tutti il numero speciale del Foglio del 28 aprile (purtroppo non in rete, come ogni lunedì) dedicato al 29 aprile di 10 anni fa, il giorno in cui la Camera votò a favore di Bettino Craxi contro l'autorizzazione a procedere da parte del pool di Milano, e il giorno dopo, quando una folla di militanti comunisti spacciati per "la gente" si radunò davanti al suo albergo per tirargli le monetine. Da segnalare il pezzo di Mattia Feltri, 54esima puntata della fondamentale serie "Mattia nel Terrore" dedicata alla storia di Mani Pulite, e la lettura di Repubblica di allora di Rocca.
Il Foglio pubblica anche una memoria scritta dello stesso Craxi nel 1997, dove tra le altre cose citando la Colonna Infame di Manzoni dice:
Anche se una eventuale scelta di violare la legge processuale al fine di scoprire "empi e funesti malfattori" si rivelasse un inganno, l'inganno stesso, scriveva Manzoni, sarebbe comunque "mantenuto e fortificato da una autorità sempre potente, benché spesso fallace e stranamente illusoria, poiché in gran parte non fondata su quella dei giudici medesimi: voglio dire l'autorità del pubblico che li proclama sapienti, zelanti, forti, vendicatori e difensori della Patria".
Mi erano venuti in mente anche alcuni passi di una "Relazione del Comitato Centrale del Partito Comunista cecoslovacco", a proposito dei processi del '52, conclusisi con le condanne a morte dei dirigenti comunisti. Uno di questi diceva: "I tribunali costituiscono un importante strumento a disposizione della classe operaia nella lotta contro il nemico di classe". Ai tempi nostri poteva essere tradotto nell'affermazione che i giudici sono a disposizione del "consenso popolare", mentre il "nemico di classe" è più semplicemente l'odiato avversario politico.

Se poi volete un mini-bigino sull'attività del pool di Milano negli ultimi 10 anni, non avete che da leggere questo.

Maggio 3, 2003 19:32  Permalink   Cultura


Complimenti a poste e corrieri

1) Ho ordinato 7 libri più e meno recenti in Italia con Internet Bookshop il 17 aprile, il 22 sono stati spediti, il 29 sono arrivati a casa. Considerato che tra l'ordine e la spedizione sono passati solo 3 giorni lavorativi (era Pasqua) mi sento di consigliare questo servizio. Avevo già fatto un'esperienza positiva con loro qualche mese fa, dopo un'esperienza pessima con Bol.it (sono passati due mesi prima che, senza nemmeno avvisarmi, mi annullassero l'ordine perché avevo ordinato troppo!).

2) È partito il mio abbonamento a Il Foglio del lunedì e il giornale di lunedì 28 era nella mia cassetta della posta già la mattina del 30. Complimenti!

Maggio 3, 2003 18:25  Permalink   Cultura


Rieccomi

Sono tornato oggi da 3 giorni di vacanza fuori Tokyo, in montagna (anzi, al fiume). Magari prima o poi mosterò anche qualche foto.

Maggio 3, 2003 18:8  Permalink   Giappone


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