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Mer - Febbraio 16, 2005

Il trasloco del buroggu (tra poco)

Per ragioni dovute soprattutto a problemi con il mio software per bloggare, iBlog (che nella versione vecchia che uso io ogni volta riposta praticamente tutto il blog, mettendoci circa un'ora anche solo per l'aggiunta di un link, mentre nella versione nuova non mi importa più il vecchio blog e ha diversi altri problemi), ho deciso di cambiare sistema.

Mi servirò di un hosting "normale" di blogging come fanno tutti. Ho girato di qua e di là provando varie possibilità, e alla fine mi sembra che Splinder sia il servizio più adeguato alle mie esigenze (volevo le categorie, la possibilità di modificare liberamente il template, e altre cose che su Splinder ho trovato).

Avevo scartato Splinder, all'inizio, perché più volte ho avuto difficoltà a collegarmi ai suoi blog, e spesso l'ho trovato in manutenzione, o comunque non disponibile. Mah, speriamo bene.

Sto piano piano creando una specie di clone di questo blog, e credo che tra poco partirò. Adesso è troppo presto per traslocare, perché la nuova casa non è ancora abbastanza confortevole.

Per un po', quindi, resterò qui. Ma intanto cominciate a segnarvi il mio futuro indirizzo:

buroggu.splinder.com

Febbraio 16, 2005 4:14  Permalink   Computer


Mar - Febbraio 1, 2005

Spiccioli

Una delle soddisfazioni di vivere a Tokyo è che puoi comprare la cosa meno costosa del mondo, diciamo la classica caramella, e alla cassa estrarre una banconota da 10mila yen (il taglio più grosso che c'è, al momento circa 75 Euro), senza che nessuno ti guardi con aria seccata, sbuffi, ti chieda se non hai degli spiccioli. In 4 anni che abito qui, nessun negoziante mi ha mai detto di non avere il resto da darmi. Nessuno mi ha mai suggerito-proposto-intimato di andare a cambiare i soldi nel negozio a fianco, e da lì a quello a fianco e così via di fianco in fianco finché non raggiungi un altro negozio analogo al primo e decidi di provare ad acquistare lì. Nessuno mi ha mai fatto sentire colpevole perché non sono passato in banca a cambiare i soldi, o a casa a rompere il porcellino, prima di entrare nel suo negozio.
Non capisco come facciano, ma è così.

Febbraio 1, 2005 1:42  Permalink   Giappone


Mar - Gennaio 25, 2005

L'ambasciata miracolosa

Dal compito di una mia studentessa:

"L'altroieri sono andata all'ambasciata d'Italia. Finalmente ho ricevuto la vista!!"

[Per chi non ci fosse arrivato, intendeva scrivere "il visto", cioè quello necessario per soggiornare in Italia più di 3 mesi, ma dato che in giapponese si dice "visa", ha messo le due cose insieme ed è stata guarita!]

Gennaio 25, 2005 0:38  Permalink   Giappone


Lun - Gennaio 24, 2005

Tim Burton's Corpse Bride

Me ne sono accorto solo oggi, ma tra un annetto arriverà il secondo lungometraggio d'animazione con un bel "Tim Burton's" nel titolo. Dopo quel capolavoro assoluto di "The Nightmare Before Christmas", ci godremo un nuovo film a passo-uno (cioè quelli fatti con i pupazzi e animati un fotogramma alla volta) chiamato "Corpse Bride". Tratto da un racconto russo, è diretto dallo stesso Burton (che per TNBC aveva affidato la regia a Henry Selick) e da Mike Johnson. Quest'ultimo nome non dirà niente ai più, ma oltre ad essere stato animatore in TNBC e nel successivo film di Selick ("James e la pesca gigante"), è stato regista e produttore di un bel cortometraggio che vidi all'incirca 8 anni fa al festival di Annecy: "The Devil Went Down to Georgia". Sapevo che avrebbe fatto fortuna.

La sceneggiatura è di Pamela Pettler e Caroline Thompson, quest'ultima già autrice dello script di TNBC, come anche di "Edward mani di forbice", di cui aveva anche scritto la storia, in coppia con Burton.

Pete Kozachik è il direttore della fotografia, e se vi state chiedendo cosa abbia fatto prima d'ora, la risposta è... TNBC, ovviamente.

A doppiare il protagonista sarà l'attore burtoniano per eccellenza, Johnny Depp.

Per avere un assaggio del film potete guardarvi il trailer su questa pagina.
Per altre informazioni potete rivolgervi a questo sito.

Gennaio 24, 2005 1:48  Permalink   Cinema


Per andare dove dobbiamo andare...

Cito da questa pagina di MacWorld, la rubrica Ping di Lucio Bragagnolo del 15 gennaio. Provateci anche voi e ridete:

È notorio che Microsoft non possa accettare l’idea di non essere monopolista in qualcosa, per cui offre anche mappe e itinerari.

Mi segnala l’amico Arnaldo:

Come città di partenza metti Haugesund in Norvegia
Come destinazione metti Trondheim, Norvegia

Ora calcola il percorso cliccando su “Get Directions”...

Gennaio 24, 2005 0:43  Permalink   Computer


Sab - Gennaio 22, 2005

Pagine giapponesi, e un Napoli-Bari da dimenticare

Ho aggiunto in fondo ai link sulla sinistra quelli che rimandano a pagine di miei studenti (in realtà per ora, e credo anche in futuro, si tratta di studentesse).

Oltre ai loro piccoli negozietti, entrambe hanno una sezione dedicata ai racconti dei loro viaggi in Italia, leggibili solo da chi mastica il giapponese. In particolare, a costoro segnalo questa pagina da Il Giunco, in cui la protagonista narra la terribile disavventura occorsale durante il viaggio Napoli - Bari, di cui faccio qui un breve riassunto:

Mentre lei e la sua amica correvano sull'autostrada a bordo di un pullman della Sita, guardando fuori dal finestrino si sono accorte che uno dei portelloni laterali dei bagagli era aperto. Hanno subito informato l'autista, che si è fermato alla prima piazzetta, è sceso, ha chiuso il portellone, ed è ripartito. Il fatto che non abbia controllato nulla le ha lasciate un po' perplesse. Ma tant'è.

Arrivati ad un'area di servizio per una sosta, J è andata ad aprire il bagagliaio per controllare che fosse tutto a posto e... non ha trovato la sua valigia, quella in cui c'era TUTTO. Cerca e ricerca, non era da nessuna parte. Informato dell'accaduto, l'autista se n'è rimasto calmissimo: "Ma sei sicura? Ma va'?", ed è andato a vedere. Ha detto che, se pensavano che fosse davvero caduta fuori, dovevano chiamare la polizia, e dopo un "Oh, no! Si è rotto il portellone!", si è messo a ripararlo, e la polizia hanno dovuta chiamarla loro, aiutati da caritatevoli italiani (J mi ha detto che secondo lei l'autista non voleva chiamare la polizia perché avrebbero potuto scoprire che il portellone era rotto già prima della partenza). Non solo il conducente non si è scusato, ma ha mostrato zero partecipazione verso una ragazza che per colpa sua aveva perso tutto quello che si era portata in Italia (compreso cose che non avrebbe dovuto portare, come il cellulare giapponese, ma questo è un altro discorso). Complimenti.

Inutile dire che anche in seguito alla chiamata della polizia, alla denuncia, al verbale in questura, e a tutta la trafila burocratica, la valigia non è più stata trovata, e la Sita ha rimborsato J con una cifra irrisoria, che non pagava nemmeno la Samsonite, figuriamoci il contenuto.

Sulle prime ti viene da dire: "Beh, sono cose che possono succedere ovunque", poi ci pensi meglio e dici: "Sì, ovunque ma non in Giappone". Il bello è che uno cerca anche di confutare i soliti stereotipi sui napoletani, ma la realtà, evidentemente, è più forte.

Gennaio 22, 2005 23:39  Permalink   Giappone


Ven - Gennaio 21, 2005

A spese dei contribuenti

L'Unità si indigna perché Berlusconi ha spedito una lettera agli italiani "a spese loro". Peccato che non si sia mai indignata per il fatto che l'Unità stessa sono anni che fa disinformazione uscendo ogni giorno a spese degli stessi italiani (circa 6 milioni di Euro all'anno in finanziamenti pubblici).

Gennaio 21, 2005 1:3  Permalink   Italia


Gio - Gennaio 20, 2005

Comunicazione di servizio

Scusate, ultimamente non ho avuto tempo per il blog, ma conto di tornare presto.
A risentirci!

Gennaio 20, 2005 0:53  Permalink   Giappone


Sab - Dicembre 18, 2004

Zio Giulio in Giappone

Sfoglio il catalogo (cartaceo) del dicembre 2004 di stereo compatti e Home Theater in a Box della Onkyo (nota ditta giapponese di hifi, per chi avesse difficoltà e a immaginarlo da solo), e in una pagina vedo accanto allo stereo 3 libri occidentali. Guardo meglio, e sono italiani. Guardo meglio, e c'è pure Andreotti! Sono due libri di economia e uno di politica.

Forse non mettono libri giapponesi per non fare pubblicità, e sicuramente il potenziale acquirente giapponese che sfoglia il catalogo non ha la minima idea di cosa siano e nemmeno di come si leggano i titoli, ma per un italiano come me è divertente e al tempo stesso interessante. Mi sono chiesto chi abbia messo lì quei libri e dove li abbia trovati, ma anche mi sono sorpreso del fatto che sono coerenti tra di loro. Cioè, avrebbero potuto mettere insieme i primi libri che gli capitavano per le mani, anche di lingue diverse, o magari anche tutti inglesi, visto che se ne trovano a iosa pure qui, invece questi sono tutti e tre italiani, e creano l'immagine del possessore di quello stereo come una persona di una certa cultura, non giovanissimo, che si interessa di politica ed economia, ed è un fedele lettore di cartonati Rizzoli. Per me è un'attenzione al dettaglio encomiabile.

Qui trovate la mia scansione della pagina.
Qui un link alla pagina di download dei cataloghi Onkyo. Il nostro è quello chiamato INTEC 155 del 2004.12 (al momento il primo in alto a destra).

Dicembre 18, 2004 0:9  Permalink   Giappone


Mar - Dicembre 14, 2004

Una hostess molto finta

Riprendendo un uso per qualche tempo sospeso, pubblico una composizione di una mia studentessa, la stessa che qui lottava contro il ragno.

È una hostess di una grande compagnia giapponese, di cui non faremo il nome, come anche è ridotto a una iniziale quello dell'altra hostess di cui parla. Per questioni di privacy, certo, ma anche per evitare spiacevoli sorprese se quanto ipotizzato verso la fine del brano fosse vero (!).

Cliccate qui per leggere "Una hostess molto bella".

Dicembre 14, 2004 1:33  Permalink   Giappone


Mer - Dicembre 8, 2004

Chi era costei?

Una cosa fantastica del vivere in un altro paese (o un altro continente) è ignorare bellamente la maggior parte dei "personaggi famosi" della TV italiana. Per esempio, ieri ho letto un trafiletto riguardo a una certa Loredana Lecciso, il cui nome non mi diceva proprio niente. Poi ho scoperto che con la sorella sono "le due gemelle più famose di questo autunno tv" (il che presuppone che sulla TV italiana questo autunno fosse un florilegio di gemelle).
È bellissimo che qui da me invece nessuno abbia la minima idea di chi siano. Di come, appunto, fondamentalmente non siano nessuno al di fuori dei confini italiani, o meglio "al di fuori dei confini della TV italiana". Allo stesso modo non ho la minima idea di chi siano i partecipanti ai vari Grande Fratello (io sono rimasto a Taricone), o all'Isola dei famosi, o a tutti gli altri spettacoli che sono ben lieto di perdermi (non li guardavo nemmeno quando stavo in Italia, ma si sa che è impossibile sottrarsi all'invasione di ogni spazio mediatico da parte di questi pseudo-divi).

Naturalmente vale la stessa cosa per tutti quei personaggi, fondamentalmente insignificanti e destinati a scomparire nell'arco di un paio di stagioni, che popolano la TV giapponese. Anzi, qui è peggio, perché la macchina che fabbrica nuovi divi ne sforna un paio al giorno e ne affonda altrettanti nello stesso tempo.

Dicembre 8, 2004 17:45  Permalink   Cultura


Mar - Novembre 30, 2004

Maometto, S. Paolo, le donne e gli ignoranti

Bello questo post del Griso. Parla di quei paladini dell'Islam che per difendere e giustificare le credenze e le pratiche di quella religione, per esempio nei confronti delle donne, non trovano altro modo che dire "però il cristianesimo è peggio". Non è così, ma verrebbe da dire: E allora? E se anche fosse? Questo "benaltrismo" applicato alle religioni è assolutamente insensato.

Ma ancora più insensato è il fatto che, come ben nota il Griso:

"[...] costoro estrapolano fuori contesto dei punti che, o sono ormai considerati poco più che narrativa a carattere sacro (com'è il caso dell'Antico Testamento per i cattolici), o poco o nulla hanno a che vedere con la catechesi e con la prassi quotidiana dei rapporti uomo-donna oggi."

Sorvolando sul fatto che l'Antico Testamento è comunque ancora un po' di più di "narrativa a carattere sacro", il Griso centra in pieno il punto: parla di catechesi e di prassi quotidiana.

Chi scrive cose tipo, "Se ciò che è scritto è veramente "Parola di Dio" non può cambiare nel tempo: la religione è e deve essere legge!", è evidente che ragiona dal punto di vista musulmano, ovvero di una religione basata su di un libro. In cui fondamentalmente ciò che viene venerato, più della stessa divinità, è il libro che ne parla. E per cui quello che non è scritto nel libro non esiste, o è semplicemente sbagliato.

Invece il cattolicesimo è quanto di più lontano si possa immaginare da una "religione del libro". Innanzitutto perché Cristo non è un profeta qualsiasi, ma è lo stesso Dio diventato uomo. Non viene semplicemente a parlarci di Dio, ma è Dio stesso che mangia e beve con noi.

Chi conosce un pochino il vangelo almeno per averlo sentito a messa da piccolo, ricorderà diverse occasioni in cui Gesù dice cose tipo: "Fu detto... ma io vi dico..."; "Voi sapete che è stato detto... ma io vi dico...". Gesù modifica quella che per i suoi contemporanei era la legge. Perché? Perché i tempi sono cambiati, possiamo dire. E perché lui può farlo, in quanto lui stesso è la fonte della legge. Quindi già mettersi a citare tanti passi dall'Antico Testamento, per dimostrare che i cristiani sono misogini, non ha alcun senso.

Ma c'è un passaggio ulteriore: Gesù ha fondato la Chiesa, ha detto a Pietro: "A te darò le chiavi del Regno dei Cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli." E ancora: "Io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo". La Chiesa ha la pretesa di essere la continuità di Cristo nella storia. Di essere il corpo vivente (vivente, non di carta) di Dio qui e ora. Se 2000 anni fa si poteva incontrare Cristo di persona, chi è arrivato dopo la sua morte come fa? Si spara? No, lo incontra nel suo corpo che è la Chiesa. Ovvero incontra degli uomini. E questo corpo, essendo vivente, ha anche la capacità di cambiare adattandosi al contesto.

Lo dice perfettamente Karl Adam, in L'essenza del cattolicesimo:

"[...] il cattolicesimo non va identificato senz'altro e sotto ogni riguardo col cristianesimo primitivo o col messaggio di Cristo, allo stesso modo che la quercia adulta non è totalmente identica alla minuscola ghianda. [...] L'annunzio di Cristo non sarebbe un messaggio vivente, né il seme che esso gettò alle glebe sarebbe un seme vivente, se fosse rimasto eternamente il piccolo seme dell'anno 33 e non avesse messo radici e assimilato materia estranea; se, anche con l'aiuto di questa materia, non fosse cresciuto ad albero sui rami del quale nidificano gli uccelli del cielo"

Fatta questa premessa di carattere metodologico (cioè, nel senso che non bisogna parlare di qualcuno, in questo caso la Chiesa, se prima non si sa nemmeno che cosa questo qualcuno dice di essere), mi soffermo brevemente sulle citazioni presenti nella pagina di Islam Jihad Italia linkata dal Griso.

Prima di tutto le citazioni non tengono conto del contesto e del tempo in cui sono state dette. Pretendere che S. Paolo duemila anni fa dovesse dire alle donne di comportarsi in modo completamente diverso a quella che era la loro cultura, sarebbe come pretendere che io in Giappone mi comportassi esattamente come se fossi in Italia, fregandomene di tutti gli usi e costumi locali.

Ma soprattutto, molto spesso le citazioni sono estrapolazioni che cancellano il contesto: il brano del Levitico sull'impurità della donna durante il ciclo mestruale, oltre ad essere ovviamente segno dei tempi in cui è stato scritto, proprio qualche riga prima riportava, in altrettanto spazio di quello dedicato alla donna, l'elenco dei casi in cui è l'uomo ad essere impuro.

Ma la citazione più ridicola è quella dalla Prima lettera ai Corinzi (7,1) citata come "...è buono per un uomo non toccare una donna...". E basta? E quale sarebbe il senso? Il brano originale comincia così: "Quanto poi alle cose di cui mi avete scritto...", e in una traduzione alternativa (riportata dalla Bibbia di Gerusalemme) leggiamo: "Vengo ora a ciò che mi avete scritto, cioè che è bene per l'uomo astenersi dalla donna...". e continua così: "tuttavia, per il pericolo dell'incontinenza, ciascuno abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. Il marito compia il suo dovere verso la moglie (altro che "dovere coniugale" sempre inteso da parte della donna! ndE); ugualmente anche la moglie verso il marito."

Paolo sta rispondendo a una lettera dei suoi amici di Corinto, in cui gli hanno evidentemente chiesto consiglio rispetto al modo in cui vivere la propria fede. Qualcuno gli avrà scritto: "Io non sono sposato. È meglio così? O devo sposarmi?". Paolo, anche in altri passaggi, consiglia a chi non è sposato di rimanere tale, se ci riesce, e altrimenti di sposarsi. E lo fa indifferentemente agli uomini e alle donne. "Vorrei che tutti fossero come me, ma ciascuno ha il proprio dono da Dio, chi in un modo, chi in un altro." E nella stessa pagina consiglia anche a marito e moglie di non astenersi dal sesso, se non di comune accordo, come anche alle vedove di non restare tali "se non sanno vivere in continenza", e così via. Chi riesce a leggere in queste pagine altro che non quello che c'è scritto lo fa evidentemente in cattiva fede.

Lasciamo perdere poi i discorsi sulla "figura "satanistica"(sic) della donna, nella comunità ecclesiastica cattolica prima con San Paolo e poi nel medioevo", cioè una delle idiozie più grandi che abbia mai sentito in vita mia. Qui si tratta anche di ignorare la letteratura italiana più classica: mai sentito parlare della "donna angelicata" del medioevo? Da dove verrebbe, così di punto in bianco? Ma, soprattutto, mai sentito parlare della Madonna? Qui si vede molto bene come la maggior parte delle critiche mosse alla Chiesa, e con essa alla società occidentale che ne è scaturita, abbiano origine da una profonda ignoranza.

Al proposito, chiudo con una citazione molto bella e rilevante, riportata in Il Suicidio dell'Islam, di Bernard Lewis (pag. 70). È tratta da un resoconto dello scrittore turco Evliya Çelebi, in visita a Vienna nel 1665, come membro di una missione diplomatica ottomana:

"In questo paese vidi uno spettacolo straordinario. Ogni volta che l’imperatore incontra una donna per strada, se è a cavallo fa fermare il cavallo e la lascia passare. Se l’imperatore è a piedi e incontra una donna, assume una posa di riguardo. La donna saluta l’imperatore, il quale allora si toglie il cappello in segno di rispetto per la donna. Dopo che la donna è passata l’imperatore continua per la sua strada. È veramente uno spettacolo straordinario. In questo paese e in generale nelle terre dei miscredenti le donne hanno l’ultima parola. Sono onorate e rispettate per amore della Madre Maria."

Queste cose i musulmani (e soprattutto le musulmane) se le sognano ancora adesso.

Novembre 30, 2004 1:35  Permalink   Cultura


Sab - Novembre 27, 2004

Diamoci un taglione

Leggo i commenti scandalizzati di vari esponenti politici alle parole del ministro Calderoli, che ha messo una taglia sulla testa degli assassini del benzinaio Giuseppe Enrico Maver, e non mi stupisco minimamente. Né delle solite opportunistiche richieste di dimissioni e del continuo, e ormai decisamente noioso, stracciarsi le vesti per qualunque dichiarazione degli avversari politici (avversari anche in Casa), né mi stupisco e tantomeno sono sconvolto dall'idea di "Una ricompensa a chi «riuscisse a dare informazioni utili alla cattura dei due assassini del benzinaio di Lecco»".

Quasi ogni giorno, quando vado al lavoro, do' un'occhiata ai vari avvisi di taglia affissi nelle stazioni di Tokyo, o davanti ai numerosi posti di polizia. Più è stato efferato il delitto, più la taglia è alta. Tra i diversi visi esposti ci sono ancora quelli di alcuni membri della setta Aum Shinrikyo, responsabili per l'attentato al gas nervino nella metropolitana di Tokyo. Di alcuni non c'è il volto, ma ci sono le foto dell'arma del delitto e dei probabili vestiti indossati al momento; di altri c'è un identikit disegnato.

Qui potete vedere la pagina in inglese, dal sito della polizia di Tokyo, con la taglia sui 3 fuggiaschi della Aum (6 milioni di yen, circa 45.000 Euro), e qui un'altra pagina con una taglia relativa al tentato omicidio di un commissario di polizia (2 milioni).
Un'altra pagina con una taglia, stavolta solo in giapponese, per esempio, è qui. Si tratta del massacro di un'intera famiglia, avvenuto qualche anno fa.
Poi, naturalmente, ci sono anche gli avvisi relativi ai ricercati su cui non è stata messa nessuna taglia. Come questi, per esempio.

Una ricompensa in denaro a chi fornisce informazioni utili a catturare un criminale è chiaramente un modo per invogliare la collaborazione dei cittadini nei confronti della polizia, soprattutto in casi in cui, magari per paura o peggio per menefreghismo, potenziali collaboratori alle indagini evitano di farsi avanti.

Perciò tutto questo gran parlare di "far west" e di "cultura giuridica del nostro paese ridotta alla legge del taglione" (ma quale taglione, poi? nel senso di "grande taglia" forse?), mi pare quanto meno ridicolo.

Trovo anche molto buffo che certi esponenti di sinistra e giornali come l'Unità si scandalizzino e definiscano "annuncio-shock" una taglia su degli assassini, mentre nello stesso tempo sostengono la "resistenza" irakena e giustificano le stragi di innocenti effettuate dai terroristi palestinesi.

Novembre 27, 2004 2:44  Permalink   Italia


Ven - Novembre 26, 2004

Natale anticipato

Mi scuso per la lunga assenza, ma ho avuto diverse cose da fare. Innanzitutto è nato il mio primo figlio, che avrebbe dovuto arrivare sotto Natale, ma che invece ha deciso di uscire allo scoperto oltre un mese prima. Poi (anzi, in realtà è successo prima) ho anche cambiato Mac, e ho passato un po' di tempo a sistemare file e preferenze varie. Conto di tornare operativo entro breve, perché di cose da scrivere ne avrei anche parecchie. A presto!

Novembre 26, 2004 1:19  Permalink   Giappone


Lun - Ottobre 25, 2004

250 scosse di assestamento

Ho ricevuto messaggi e chiamate da amici e parenti che volevano accertarsi che stessi bene, dopo il terremoto di sabato. Sto bene. Il bello è che stavolta non mi sono accorto di niente: stavo viaggiando in metropolitana, dove ti accorgi di una scossa solo se il treno è fermo in stazione o se ti crolla il soffitto sulla testa. Ne ho avuto notizia da un sms di mia moglie, che era un po' spaventata visto che si è trattato di un terremoto più forte del solito, con un paio di scosse ravvicinate. Però dalle nostre parti, a Tokyo e dintorni, non è successo niente. A casa dei miei suoceri, che sono un po' più a nord, sono caduti oggetti dai ripiani alti degli armadi.

Poi oggi ho sentito al TG che ci sono state circa 250 scosse di assestamento percepibili anche senza strumenti, e così ho appreso di non essere impazzito: ieri sera fino a tardi mi sembrava continuamente di sentire il terremoto, ma quando alzavo gli occhi il lampadario era fermo, e ogni volta mi dicevo che era autosuggestione.

Quest'anno non bastavano i continui tifoni di portata storica...

Ottobre 25, 2004 3:44  Permalink   Giappone


Sab - Ottobre 23, 2004

Dalle Mele agli spot democratici

Ricordate gli spot di Apple per la campagna "Switch"? Si trattava di piccoli monologhi di "persone normali" su sfondo bianco, che raccontavano del loro passaggio (lo switch, appunto) da Windows a Mac, dei loro problemi e frustrazioni con il sistema di Bill Gates, e delle soddisfazioni nell'uso di Mac OS X.

Il regista di quegli spot, il premio Oscar Errol Morris, ha appena realizzato degli spot elettorali sulla falsariga della campagna Switch. Stavolta si tratta di cittadini americani che nel 2000 votarono per Bush, ma che stavolta hanno deciso di passare a Kerry, e ne spiegano le ragioni.

La mano del regista esperto si vede, e a mio avviso si tratta di video più efficaci di quelli che hanno invaso le TV americane negli ultimi mesi (vedi questo nostro post di qualche tempo fa). Hanno un montaggio meno vivace di quelli di Apple, meno cambi di inquadratura, ma anche qui gli stacchi sono perfetti e molto fluidi.

Sul sito di Morris potete vederli tutti e 43.

Su quest'altro sono invece raccolti "gli originali" di Apple (che restano comunque più belli).

(grazie a Cult of Mac)

P.S.
In questi spot c'è gente che dice un bel po' di cose parecchio discutibili, ma lo scopo di questo post non è discutere di chi sia più adatto a governare gli Stati Uniti.

Ottobre 23, 2004 0:38  Permalink   Cinema


Dom - Ottobre 3, 2004

Sanzioni cinesi

Qualche giorno fa, Enzo di 1972, reduce da un viaggio in Cina, di cui ha parlato più volte sul suo blog, raccontava:

Un giorno in un autobus di Luoyang incontrammo una ragazzina dodicenne che ci spiegò di essere figlia unica perchè il governo imponeva severe penalizzazioni economiche alle famiglie che avessero violato la norma. Ci dimenticammo di chiederle a quanto ammontasse la sanzione [...]

Postiamo ora una risposta, certi di fare cosa gradita al grande Enzo, ma anche a tutti quelli che organizzano una manifestazione oggi e un girotondo domani per urlare la loro indignazione contro i paesi democratici (USA, Israele, Italia...), ma mai contro quei governi illiberali, repressivi e fondamentalmente disumani, che meriterebbero sul serio le loro attenzioni.

Il brano è tratto dalle pagine 140-142 dell'interessantissimo "Missione Cina - Viaggio nell'Impero tra mercato e repressione", scritto da Bernardo Cervellera, missionario e giornalista, attualmente responsabile dell'agenzia Asia News:

Il programma di controllo della popolazione è in atto da 21 anni. Esso prevede la nascita di un solo figlio per famiglia, al massimo due per membri di minoranze etniche o per contadini che hanno già una figlia. Chi viola queste regole rischia multe salatissime, aborto forzato, infanticidio, distruzione della casa o requisizione dei beni.
[...]
Nell'estate del 2000, ad esempio, ha fatto molto scalpore la notizia, riportata dal «Times» di Londra il 24 agosto, secondo cui a Caidian (Hubei) 5 funzionari del governo avrebbero affogato un neonato in una risaia, davanti agli occhi atterriti dei genitori. Alla donna ancora incinta, di nome Liu, gli impiegati dell'Ufficio per il Controllo della Popolazione avevano intimato di abortire. La donna aveva già violato altre volte la politica del figlio unico (era incinta per la quarta volta). I medici della clinica a cui la donna è stata costretta a ricorrere hanno iniettato una soluzione salina nel feto per distruggere il sistema nervoso del nascituro. Ma il bambino è nato sano. I funzionari governativi hanno ordinato al padre di ucciderlo, ma questi si è rifiutato. Essi hanno atteso il ritorno a casa della famiglia e, preso il piccolo, lo hanno affogato.

Nell'agosto 2002, il contadino Ke Senhai di Kesishangzai (Xianju, Zhejiang) ha denunciato - anche via internet - le violenze verso sua moglie Xu Lie, che hanno spinto la donna sull'orlo del suicidio. La notte fra il 12 e il 13 agosto, 8 impiegati del governo locale hanno circondato la sua casa e hanno prelevato a forza la donna, portandola all'ospedale per bloccare la sua seconda gravidanza. In due ospedali i dottori si sono rifiutati di fare l'operazione perché considerata a rischio. Il gruppo allora è andato all'ospedale di Xianju.
Un impiegato ha obbligato i dottori a fare un'iniezione alla donna, per uccidere il bambino in grembo e produrle le doglie per espellere il feto: il tutto contro la volontà della coppia e contro il parere dei dottori. Nonostante tutte queste violenze, il bambino non è nato. Incapace di sopportare i dolori fisici e lo stress, la signora Xu si è gettata dalla finestra del secondo piano dell'ospedale. I dottori l'hanno subito curata per le ferite riportate e le hanno fatto un taglio cesareo, trovando il bambino ormai morto. Ke Senhai ha definito «barbari» i metodi usati dai funzionari.

Il governo si difende da tutte le critiche mostrando che il successo economico della Cina dipende proprio dal basso tasso di crescita della popolazione. Per questo il 1° settembre 2002 è stata riaffermata e aggiornata la legge sul figlio unico: alle famiglie che non si piegano al controllo e che vorranno avere più figli verranno richiesti dei «risarcimenti sociali», a seconda del reddito delle famiglie colpevoli. Tale risarcimento ruota fra i 25 mila e i 100 mila euro: una cifra che i contadini - quelli che più facilmente infrangono il limite - non potrebbero pagare nemmeno lavorando per tutta la vita.

L'autore prosegue poi con notizie relative al fatto che, a causa di questa legge del bambino unico, il desiderio di avere un figlio maschio porta all'uccisione di moltissime figlie femmine, all'aborto selettivo, e anche a un "mercato" clandestino delle mogli, attuato tramite rapimenti. La carenza di donne diventerà infatti un problema serio: mentre la media mondiale è di 106 maschi su 100 femmine, e in Europa è di circa 95 maschi su 100 femmine, in Cina è di 119,35 bambini ogni 100 bambine, e in certe zone (come lo Guanxi) tocca i 140 maschi su 100 femmine.

Nel testo si dice che il governo cinese, grazie a nuove leggi del 2002, impone ora delle multe, ma non si creda che questo significhi una riduzione delle violenze. Si tratta invece del solito contentino per placare un po' le critiche straniere. Come potete leggere in questa pagina, gli aborti e le sterilizzazioni forzate continuano, a colpi di "campagne" stagionali, che funzionano in questo modo: i funzionari governativi piombano in un villaggio, raccolgono tutte le donne incinte, le fanno abortire e nel caso le sterilizzano, e pretendono la collaborazione di tutti nel denunciare donne che nascondano la propria gravidanza. Particolarmente interessante il passaggio in cui si dice che le donne sposate da poco devono attendere il permesso di potere avere il primo figlio. In questa pagina del Telegraph si parla di analoghe pratiche relativamente alla provincia del Guangdong.

Un racconto veramente terribile viene dal Turkistan cinese, in cui un abitante della città di Kashgar racconta di questi aborti forzati di massa, praticati anche su donne incinte di 9 mesi, ed eseguiti da dottori il più delle volte incapaci, che molto spesso finiscono per causare anche la morte delle donne.

Altre notizie del genere si possono trovare un po' ovunque su internet. Vedi in questa pagina della CNN, dove si parla di donne sposate con taiwanesi costrette ad abortire al loro rientro in Cina, e in particolare si cita una donna a cui è spettata la stessa sorte, nonostante si trattasse del primo figlio, perché non aveva ottenuto il permesso di averlo.

Tempo fa il Washington Times riferiva della decisione di Bush di togliere 34 milioni di dollari di finanziamento alle Nazioni Unite, perché implicate nella politica cinese del figlio unico per famiglia e delle sterilizzazioni forzate.

Per chi vuole un rapporto organico e autorevole, rimando alla pagina del Decimo Rapporto del Comitato per gli Affari Esteri della Camera dei Comuni del Regno Unito. Pubblicato nel novembre del 2000, elenca tutta una serie di violazioni dei diritti umani in Cina, che si conclude con queste ovvie, ma insindacabili parole: "By the international standards which China has itself accepted, we must conclude that China is guilty of persistent and major abuse of human rights."

Ottobre 3, 2004 0:47  Permalink   Mondo


Sab - Ottobre 2, 2004

Il ritorno dei Megadeth

Non scrivo mai di musica perché non ne so parlare, e infatti non ho nemmeno la categoria adatta, ma volevo dire che l'ultimo album dei Megadeth, The system has failed, è finalmente bello. Dopo qualche album abbastanza insulso, e l'ormai vaticinata morte del gruppo americano, stiamo invece tornando dalle parti di Youthanasia e Countdown to extinction.

Dave Mustaine si sta riprendendo dalla malattia che l'aveva colpito al braccio sinistro: non corre sulle 6 corde come una volta, ma ci dà dentro. Duetta nuovamente con Chris Poland, e se anche ci sono dei pezzi non proprio memorabili, questo ritorno fa ben sperare per il futuro della band.

"Die Dead Enough", il primo singolo, non mi esce più dalla testa, come non succedeva da tempo.

Qui trovate una recensione in italiano, e qui una in inglese.

Ottobre 2, 2004 22:47  Permalink   Cultura


59 inganni in Fahrenheit 9/11

In riferimento a un mio post di qualche giorno fa su Michael Moore ho ricevuto, in coppia con Sofri il giovane, una critica di questo tipo: "sto leggendo articoli chilometrici dove spiegate che Moore è un bugiardo e non ho ancora capito in cosa."

Mi sembrava di aver fornito qualche link a informazioni utili relative alle bugie di Moore, ma evidentemente non sono sufficienti. E allora ho deciso di scrivere il post definitivo sull'argomento, cominciando con il citare il link definitivo:

"Fifty-nine Deceits in Fahrenheit 9/11" è un approfondito studio di tutte le bugie, e inversamente anche una conferma delle poche verità, contenute nell'ultimo film di Michael Moore. È scritto da Dave Kopel, che non è proprio un fan di George Bush: democratico, nel 2000 aveva preferito votare per Nader, proprio come Moore. Sempre Kopel l'anno scorso aveva scritto un pezzo sulle bugie di Moore in "Bowling for Columbine".

Seguendo il link trovate tutto il documento con dovizia di riferimenti ad altro materiale (e in fondo alla stessa pagina c'è una montagna di altri link relativi allo stesso argomento), ma se volete assaggiarne soltanto un riassunto potete leggere questo pdf in inglese, oppure anche in italiano (la traduzione però è tanto involuta da rischiare di farvi sollevare più di un sopracciglio).

Perché intellettuali di sinistra come Kopel, Paul Berman, Christopher Hitchens, e molti altri se la prendono tanto contro un altro esponente degli intellettuali di sinistra? La risposta l'ha data Luca Sofri nel pezzo da noi citato in un altro post: perché Moore è il rappresentante di una sinistra il cui unico scopo è prendere il potere con qualunque mezzo e qualunque menzogna atta a demonizzare e demolire l'avversario, e in questa sinistra loro non si riconoscono. Sofri la chiama "la sinistra uguale", nel senso di uguale alla destra.

La pensa allo stesso modo Richard Just, che in conclusione di un suo pezzo su The New Republic scrive:

Il sentimento crescente fra i liberal sembra essere che Moore è un cattivo elemento ma, dannazione, è il nostro cattivo elemento. Non sono d’accordo. La disonestà intellettuale di un liberal rende un cattivo servizio alla nostra causa allo stesso modo della disonestà intellettuale dei conservatori.

Hitchens, tra le altre considerazioni, aveva definito il film di Moore "uno spettacolo di abietta codardia politica mascherata da dimostrazione di coraggioso dissenso".

I criticati metodi di Moore sono ben descritti in questo brano, dal numero 38 di Tempi (scritto in prima persona come se fosse lo stesso regista a parlare di sé):

Nei miei film-documentario monto insieme mozziconi di frasi prese da contesti diversi per far dire ai personaggi quel che fa comodo a me; inverto successioni cronologiche di avvenimenti; asserisco come veri fatti che esistono soltanto nella mia mente; esibisco statistiche false o sbagliate o di cui non afferro il significato. E infine sfrutto cinicamente le sofferenze umane che rappresento per travolgere emotivamente lo spettatore e annientare il suo senso critico.

Come conclude l'estensore del pezzo succitato:

Chi ha capito veramente il film è il gruppo terrorista sciita Hezbollah, che in Libano gli fa pubblicità gratuitamente e ne mostra spezzoni sulla sua tivù: dimmi chi ti applaude e ti dirò chi sei.

Ottobre 2, 2004 21:39  Permalink   Cinema


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