Steve Jobs, il
capo di Apple (e di
Pixar) ha presentato ieri il suo nuovo sistema per
acquistare canzoni via internet, l'ITunes Music
Store: niente costi mensili, 99 centesimi a canzone (o 9.99 dollari ad
album), possibilità di scelta tra 200.000 brani che aumenteranno ogni
giorno e di ascoltarne subito 30 secondi. La codifica non è in
mp3, ma
nel migliore AAC
(mpeg4
audio) che a soli 128 kbps è praticamente indistinguibile dalla versione
su CD; considerato poi che molti file sono stati creati da Apple partendo dai
master originali, potrebbero sentirsi addirittura
meglio. Il servizio è per ora disponibile
solo per Mac
attraverso il software iTunes
4 e solo negli
USA, ma alla
fine dell'anno sarà lanciato anche in versione
Windows, e
presto o tardi anche nel resto del mondo. Qui un articolo sui prezzi a confronto con le
alternative.
Oggi l'ho provato, perché
per quanto non possa acquistare, è possibile comunque consultare il
catalogo. Devo dire che la rapidità di risposta e la
quasi-simultaneità con cui parte la musica quando si vuol provare un
brano sono eccezionali, come anche la qualità audio. Vediamo un po', come
faceva quel pezzo? Aspetta che te lo trovo... eccolo qui. Si riascoltano
pezzettini di vecchie canzoni, si scoprono un sacco di autori sconosciuti, e si
trovano anche moltissime lacune
(Madonna e
Beatles,
tanto per citarne due, ma anche tutte quelle band che incidono per label
minori), che speriamo saranno presto colmate a suon di
contratti. Moltissimi gli album parziali, dove a
volte mancano solo una o due canzoni, evidente artificio di autori o etichette
che ancora non vogliono rischiare, e sperano che eliminando un paio di canzoni
qualcuno vorrà comprare l'album su CD solo per quelle,
illusi.
Il sistema di acquisto è fin
troppo semplice, perché una volta abilitato permette di comprare canzoni
con un click, e c'è il rischio di farsi prendere la mano finendo per
comprare più di quanto si comprerebbe in un negozio. E forse è
anche questo che si aspettano le case discografiche, in un tentativo di
rivitalizzare un settore che proprio per colpa di internet sta da qualche anno
boccheggiando.
Senza preavviso un mese fa ha chiuso il
McDonalds a
Shibuya, che
da buon cocacolista ogni tanto frequentavo, annunciando la riapertura il 25
aprile in veste rinnovata. Il 25 ci ho fatto un salto, visto che lavoro vicino,
e mi è sembrato di entrare in un altro locale. Innanzitutto il nome, che
non è McDonalds (o
MàkkuDonàrudo,
come si dice qui) ma M
Dining, con il logo bianco e rosso. Il design
è futuristico, con l'arredamento tendente al bianco, divanetti morbidi in
similpelle, poltroncine pelose, i dipendenti tutti con un cravattino e il basco
stile militare. Poi il menù, disponibile anche su carta, con hamburger
diversi, ma soprattutto più buoni, serviti in un piatto di ceramica con
le patatine a fianco, come la coca è servita in bicchiere di vetro con
fettina di limone. È possibile poi ordinare anche bagel imbottiti, frutta
fresca, tè Earl
Grey, "caffè con panna" (in italiano), e
diverse altre cose che non hanno nei McDonalds normali. Anche i prezzi sono un
poco più alti. Insomma, questo mese - e forse per la prima volta -
è nato un McDonalds diverso. Se non
l'avete già fatto sopra, potete cliccare qui per vedere due immagini tratte dal
menù.
La settimana scorsa ho ordinato dei DVD di film di
Hong Kong
dal sitoHiViZone. Poi mi
è sovvenuto che la gente che gestisce il sito sta a Hong Kong, che a Hong
Kong c'è la
SARS, e che
se qualcuno dei dipendenti è malato e scaracchia mentre impacchetta i DVD
rischia di mandarmi un pacco-bomba... Dovrò fornirmi di guanti e
maschera? O forse vestirmi come questo medico?
Oggi ho letto questo
post di
Brendan
dalla Cina
(vedi mio post di giovedì) e c'è il rischio
che anche lui abbia preso la
SARS. O
forse no, e ha solo una qualche forma di influenza, ma lo sapremo solo oggi dopo
che avrà fatto la visita in
ospedale. Intanto tra i blog a sinistra ho
aggiunto il suo, bokane.org.
Da ieri all'aeroporto di
Narita
(Tokyo) ci
sono dei signori muniti di videocamere in grado di fornire la temperatura
corporea dei passeggeri che arrivano dai paesi a rischio
SARS: se la
temperatura è superiore ai 38 gradi il volto appare rosso sullo schermo.
Questo sistema, però, oltre a individuare tutti i passeggeri con la
febbre, non solo quelli colpiti dalla SARS, è efficace solo quando i
sintomi della malattia sono già apparsi, perché nel periodo
dell'incubazione (che va da 2 a 10, e forse anche 15, giorni) la febbre non
c'è. Questo nuovo sistema è stato
adottato anche a
Singapore, e
dalla prossima settimana verrà attivato anche a
Hong
Kong.
Randall, un
canadese che abita a Hong
Kong, tiene un blog con molte cose interessanti
sulla SARS,
e tiene anche una tabella con i casi ufficialmente noti a Hong Kong e quelli
ufficialmente noti in
Cina... Ops!
No, al posto dei dati cinesi c'è la foto del nostro ministro preferito. Randall
ci svela quello che nessuno aveva ancora osato dire: il governo cinese è
rimasto tanto colpito dalla performance di quell'uomo, da averlo portato a
Pechino per sfruttarne l'immensa abilità di arrampicatore sugli
specchi.
Senza farvi fuorviare da questo
caso, leggetevi anche gli altri suoi post sull'argomento, che sono seri. Da
segnalare quello sul Cesso Infernale
(The toilet from
Hell), che nonostante sembri un titolo
da film horror della
Troma,
è una storia vera e qui c'è la versione ufficiale del governo
di Hong Kong.
Stupefatto dalla notizia di stare aspettando un
bambino, il signor
Fielek,
già bloggatore, ha deciso di aprire un altro weblog, chiamato Man Meets
Baby, dedicato al suo nuovo bambino che al momento è solo un
puntino bianco in un'ecografia (con la freccia che indica "BABY"):
"That little dot there at the pointer is
my first child. It's way too early to know the gender, way too early to know
much else other than the sheer, overwhelming presence of a living amalgam of all
that Jessica and I are". Qui ne dà la notizia e mostra orgoglioso
due ecografie. Auguri!
Un bloggatore americano residente a
Harbin, grande
città nel Nord della Cina, in questo
messaggio parla della sua esperienza diretta con la SARS. La quiete, i
primi casi, le dichiarazioni del ministro della sanità, i messaggi sempre
più frequenti dall'ambasciata che lo invita ad andarsene, la paura della
gente.
Alla fine di questo mese è probabile che anche
Corea del
Nord,
Iran e
Nigeria
entrino a far parte della Commissione per i Diritti Umani dell'ONU, quella
presieduta dalla
Libia, per
intenderci; quella che due anni fa aveva escluso gli
USA e
l'Italia
(che non ne fa parte nemmeno quest'anno) e comprende campioni dei diritti umani
come
Algeria,
Burkina Faso,
Cina,
Cuba,
Congo,
Pakistan,
Arabia
Saudita,
Sierra
Leone,
Sudan,
Siria,
Uganda,
Vietnam,
Zimbabwe.
All'Onu credono che inserire questi stati nella
Commissione possa aiutare a cambiarli, ma l'esperienza finora insegna che al
contrario i paesi membri finiscono per non guardarsi in casa a
vicenda. Ecco un articolo del Guardian.
Un bloggatore di
Hong Kong
chiamato Preston Whip, nome buffo ma plausibile a HK, tra
gli interventi del 22 aprile parla del diffondersi di SMS relativi alla
SARS, di cui
si è persa l'origine: alcuni dicono che la polmonite è stata
diffusa in
Cina dagli
Americani invidiosi della potenza economica cinese, altri che a fare sesso con
uomini stranieri si viene infettati e consigliano il membro cinese, altri
recitano così: "Se hai ricevuto
questo messaggio hai la SARS! Per guarire devi rispedirlo ad almeno 10
amici."
Una mia studentessa, colpita da poco più di un
mese dalla mania del
pro-wrestling,
mi ha regalato una card di
Antonio Inoki,
immortalato in una foto che evidenzia al meglio il suo leggendario profilo. Per
chi nei primi anni '80 seguiva su qualche TV locale gli incontri di "catch
giapponese" commentati dal mitico Tony
Fusaro, consiglio il sito italiano Tutto
Puroresu, in cui si può trovare, appunto, tutto su Inoki, Tiger Mask,
Andre the giant,
e molti altri lottatori.
Oggi ad Aoyama (quartiere "in" di
Tokyo) sono
stato sorpreso da una gigantografiacon la
pubblicità del nuovo film di Quentin
Tarantino, che uscirà tra almeno 6 mesi.
Il nuovo film si annuncia divertente e interessante soprattutto per chi ama il
cinema d'azione di Hong
Kong e quello di samurai, visto che ne
riprenderà temi e stilemi nei minimi dettagli, un po' parodia un po'
omaggio affettuoso. Scaricatevi il
trailer, per farvene un'idea, e soprattutto non prendetelo troppo sul
serio!
Mi è venuto un colpo quando oggi ho letto su
Yahoo.com il
titolo "12 SARS Patients Die in Japan in One Day " (12
malati di
SARS morti
in Giappone
in un giorno solo). Poi leggo l'articolo e scopro che si parla di
Hong Kong.
Del resto si sa: gli orientali sono tutti
uguali. [nota: non mi stupirei se il
titolo venisse corretto prima che qualcuno legga questa
pagina]
Aggiornamento:
il titolo è stato effettivamente cambiato, ma in questa pagina della ABC si trova
ancora.
Un mese fa, il mio omonimo
Galli della
Loggia:
"L'ONU
non era un'organizzazione parlamentare democratica di paesi del mondo, era il
direttorio dei paesi che avevano vinto la guerra. Roosvelt che la immaginò e la
realizzò assecondando uno dei filoni della cultura politica americana che
risale a Woodrow Wilson, aveva chiaro questo punto, e la
concepì in modo intensamente politico proprio per evitare il fallimento
toccato alla Società delle Nazioni anni prima. Se non avesse avuto la
flessibilità che la sua natura politica le consentiva, l'Onu sarebbe
forse scomparsa da tempo. Quel direttorio si è dissolto via via. Per quel
che riguarda la Francia è finito già nel 1945, per l'Inghilterra
finì nel 1956 a Suez, per l'Unione Sovietica è finito nel 1991,
quel direttorio non esiste più. Gli americani sono spinti ad agire
indipendentemente dall'Onu, perché quel direttorio, virtualmente dissolto
da tempo, sopravvive di vita impropria."
(Il Foglio, 29/3/2003, pag.
I)
Se volete saperne di
più su questo zombie che aspira al controllo del mondo consiglio la
lettura di "Le Crepe del Palazzo di
Vetro", la cui prima puntata (di
Mauro
Suttora) è apparsa su Il Foglio del 16
aprile (qui il PDF). Suttora ne ha scritto anche una sorta di
riassunto sul Newsweek. Sprechi,
corruzione, sesso, violenza, morte sono gli ingredienti della riepilogazione
della storia di un'organizzazione che
"più che risolvere i problemi li ha
perpetuati".
Non
è difficile trovare altro materiale sull'argomento, ma per cominciare
consiglio un pezzo sul "rischio totalitario di un 'governo mondiale dei valori':
"Uno(ONU), nessuno, centomila" di
Alessandra
Nucci, un articolo di
Mary Jo
Anderson (Final Court of Appeal?) sulle insensate
ingerenze dell'Onu in questioni di difesa americana e politica interna italiana
(sì, anche l'Onu contro il Berlusca, noto rischio per la sicurezza
internazionale), e un pezzo di Dimitri
Buffa intitolato "Israele accusa: l'Onu aiuta Hamas attraverso
l'Unrwa".
Una lezione di ieri: 4 studentesse intorno a un
tavolo, una incinta di 8 mesi, a un certo punto arriva in ritardo una ragazza
che frequenta saltuariamente perché... vive a
Hong Kong!
È evidente un po' di imbarazzo in quelle che la riconoscono, e anche in
quella che non la conosce quando una chiede come va la vita nell'isola cinese, e
la risposta è "Abbiamo paura". Così racconta di Hong Kong
città semideserta, dove tutti rincasano presto e chi può non esce
neppure; di un amico che le ha chiesto di comprargli delle mascherine in
Giappone perché a Hong Kong non se ne trovano più; del medico di
sua madre che è già morto per il
SARS; del
suo viaggio in aereo in cui non ha osato mangiare niente e non si è mossa
dal suo posto. Una volta arrivata a
Tokyo le
hanno solo fatto compilare un modulo in cui doveva dichiarare se presenta i
sintomi della malattia. Dicono che qui i casi siano ancora pochi, ma se i
controlli sono questi ho i miei dubbi. Con l'interscambio che ancora c'è
tra il
Giappone e
il vicino sud-est asiatico, non mi stupirei se anche qui si tendesse a
minimizzare la cosa. Intanto lunedì ho una lezione privata con uno
studente che lavora a
Shanghai e
Singapore... Per
un resoconto particolareggiato della situazione a HK, leggete questo .
Klamm segnala i
Press Play On
Tape, un gruppo che suona "musichette
del Commodore
64", e a me viene da dire che chiamare
"musichette" capolavori come Monty On The
Run del genio
Rob Hubbard
significa minimizzare un fenomeno di portata storica. Nel 1982 venne creato un
processore chiamato
SID (Sound
Interface Device) che la rivista
Byte
Magazine dopo 15 anni inserirà tra
i
20 chip più importanti della storia:
"an analog synthesizer chip that redefined
the concept of sound in personal computers".
È il rivoluzionario chip sonoro del Commodore 64, e permette di creare
musica a 3 canali, che i musicisti-programmatori trovano il modo di far sembrare
molti di più. Quello che maghi come il già citato Hubbard,
Martin
Galway, Ben
Daglish,
Jeroen
Tel e tanti altri riescono a creare
con 16 Kb a disposizione è incredibile, e resta nella memoria di chi,
ragazzino, sperimentava per la prima volta delle vere colonne sonore al posto
dei bip-bip degli altri videogiochi da casa. Alcuni videogames verranno spesso
ricordati più per la musica che li accompagnava, che per il gioco in
sè. È per questo che ora ci sono
diversi gruppi che creano cover di quelle musiche, escono riedizioni in CD con la collaborazione degli
autori di allora, esistono emulatori del SID per tutte le piattaforme,
raccolte di tutte le vecchie musiche in formato originale, e c'è perfino una radio via
internet che trasmette remix e cover. Per
maggiori informazioni sul SID e i suoi musicisti potete cominciare da qui. Per
ascoltare dei medley di cover in mp3 suonate in stile heavy metal dai
Machinae
Supremacy, un gruppo tecnicamente
superiore ai citati Press Play On
Tape, scaricatevi Sidology EP1 e EP3, ve li consiglio (e se avete tempo, anche
The Great Gianna Sisters).
Noto che la Rolli ha messo il mio blog tra quelli da tenere
sott'occhio. Non so che dire, sono commosso! Anche perché è la
prima volta, e non so come comportarmi in questi casi... Fossi a meno di
diecimila chilometri di distanza la inviterei a cena!
Oggi il canale NHK
1 della TV giapponese ha fatto l'ennesimo
servizio sulla Corea del
Nord, che essendo geograficamente molto vicina
è guardata con curiosità mista a timore. Immagini dei TG coreani,
con una donna a mezzo busto dall'aria arrabbiata su sfondo tutto blu che parla
con l'enfasi di un boscaiolo con la paresi, fanno ormai parte della mia
cultura. Stavolta si parlava della guerra in
Iraq
raccontata nelle scuole attraverso il filtro della propaganda di regime: gli
americani sono cattivi, vogliono distruggere tutto, le prossime vittime
innocenti saremo noi, e via così, come in un articolo di
Repubblica.
Poi hanno mostrato uno spezzone da un programma TV per bambini, con dei cartoni
animati in bianco e nero in cui uno sciame di insetti esce da un cannone targato
USA per
distruggere la Corea, ma degli eroici barattoli di insetticida li fanno fuori in
un lampo salvando il paese dall'invasione. Lo stile, oltre all'assenza di
colore, ricorda un po' quello dei cartoons americani degli anni 30, stile
fratelli
Fleischer, e
sarei curioso di sapere se si tratta davvero di cartoni d'epoca (perché
immagino che roba del genere giri da decenni, laggiù) o se i nord coreani
siano ancora indietro in questo campo. Nel qual caso, la prossima volta che
rapiranno dei giapponesi faranno bene a scegliere anche un paio di
animatori.
Sto leggendo l'esalogia sul passato di
Ratman
pubblicata l'anno scorso (sono sempre in ritardo di un anno con le letture,
perché torno in Italia raramente), e se negli ultimi tempi mi era
sembrato che l'opera di
Ortolani
avesse un po' perso quel tocco sofisticato che l'ha reso celebre, concedendosi
spesso a un umorismo volgare o un po' banale, in questa nuova saga ho ritrovato
il grande autore che conoscevo. Per chi non lo conoscesse, consiglio di andare
in edicola e procurarsi un albo, non senza essere passato dal sito
ufficiale. Per l'occasione ripubblico
una mia recensione apparsa sulla rivista
Fumo di
China nel 1998 (aprile?). Potete anche vedere
qui una pagina tratta dal numero
30.
Un gruppo di simpaticoni ha creato un sito,
dall'immediato successo, dedicato a Mohammed
Saeed al-Sahaf, (ex)ministro dell'informazione
irakeno. Si chiama "We
love the iraqi information minister" e riporta citazioni dalle
dichiarazioni del ministro, ipotesi su quale attore di
Hollywood
potrebbe impersonarlo in un film (il più quotato è
Sidney
Pollack) e anche ipotetiche dichiarazioni che avrebbe potuto fare
se avesse "informato" su altre storiche battaglie, da
Waterloo
alla presa della Morte
Nera di Guerre Stellari.
La statua di Saddam e chi crede solo alle sue
idee
Dopo quelli che "l'Olocausto è un'invenzione
sionista" e "le Torri Gemelle le hanno abbattute gli Americani (con gli ebrei,
ovvio)", ora ci sono anche quelli del "la statua di Saddam divelta che è
diventata il simbolo della fine del regime è stata una montatura degli
USA". Un articolo di Indymedia (indipendente da tutto
tranne che dall'ideologia), "svela" l'inganno dei media al soldo di
Bush
mostrando come prova una fotografia in campo lungo della piazza in cui è
avvenuto il fattaccio, facendo notare che c'è pochissima gente. Hanno
trovato sul sito della
BBC due foto
giustapposte, una con la statua in primo piano e una in campo lungo, e hanno
pensato che fossero state scattate nello stesso momento, mentre la seconda
è evidentemene stata presa in un tempo diverso, probabilmente a statua
caduta da un bel pezzo. Qui (Distortions? On Indymedia?
Noooooo!) potete leggere un commento
approfondito con la demistificazione della
demistificazione. Ma, dico io, se anche fosse
vero che la gente presente al momento era poca, che diamine cambia rispetto al
valore simbolico di quella foto? Da antologia
della follia collettiva, i commenti che seguono lo scoop, sulla stessa pagina. Ci sono link anche al software
che gli americani avrebbero usato per simulare il
Boeing che
si schianta sulle Twin Towers! Domani qualcuno dirà che la guerra in Irak
si è svolta tutta in un computer del Pentagono, forniranno "le prove" che
hanno usato i software Maya e Shake, e che
Steve Jobs
di Apple
è in realtà un agente della
CIA.
Leggo su Klamm che secondo il
Times
(riportato da Internazionale) a
Bush e
Blair
dovrebbero dare il Nobel per la pace.
Klamm
ritiene tale ipotesi "il trionfo dell'omeopatia", ma in un mondo in cui lo
stesso Nobel l'hanno ricevuto Yasser
Arafat e Kofi Annan, e la Libia presiede la commissione
per i diritti umani
dell'ONU non
ci troverei proprio niente di strano.
Leggo e sottoscrivo un pensiero di
Fred Perri, che
tra un commeno calcistico e l'altro ogni tanto infila certe bordate:
...riflettevo su come al giorno d'oggi
ci sia tanta beneficienza e poca solidarietà. Tutto è
maledettamente politically correct, compreso il calcio. Anche lì si fanno
grandi iniziative, la Juventus va a Sanremo per il Gaslini, il Milan aiuta
questo e quello, l'Inter sostiene Emergency. Poi, però, tutti costoro
fanno fatica a salutare. Non so, magari quarant'anni fa si pensava meno ai
grandi temi dell'umanità e più a dare una mano alla vicina
acciaccata. C'erano meno Gino Strada e più sciur Brambilla. Stavamo tutti
meglio, pure l'Inter.
Pio XII sapeva! (Altrimenti come li salvava tutti
quegli ebrei?)
Con l'apertura degli
Archivi Segreti
Vaticani tanti giornalisti si sono tuffati nella
mole di documenti alla ricerca non della verità, ma di uno scoop che
confermasse la tesi secondo cui Papa
Pacelli era connivente coi nazisti. E in
mancanza dello scoop l'hanno creato. È il caso di una lettera del gesuita
Friedrich
Muckermann, citata di seconda (terza?
ventesima?) mano da
Repubblica
(con il solito titolo scandalistico
"Pacelli
sapeva"), in una versione monca e rimaneggiata.
Qui c'è l'articolo di Tempi sull'argomento, ma per chi
volesse una documentazione seria e approfondita su una leggenda tornata alla
ribalta con il film
"Amen" di
Costa Gravas
ma già da tempo sfatata da tanti studiosi e dagli stessi ebrei, consiglio
la raccolta di articoli consultabile qui (alle sezioni
"Nazismo"
e "Pio XII, la «leggenda
nera»") , tra cui segnalo come antipasto un
pezzo di Paolo
Mieli, reperibile anche qui.
Finalmente sono andato a vederlo (qui in Giappone
è uscito tardi) e non sono rimasto deluso. È bellissimo, e...
invece di scrivere una mia recensione (ora non ho tempo) lascio la parola al mio
amico Christian, fisico, divulgatore scientifico sul sito de Le Scienze,
nonché sommo conoscitore della saga di Tolkien: QUI il suo piccolo pezzo. Per un altro punto di
vista, ecco quello di Mamma Oca.
Oggi Apple ha presentato le nuove versioni dei suoi
software per il video digitale Final Cut Pro 4 e DVD
Studio Pro 2. Mentre il primo - grandioso finché si vuole -
è l'ennesimo upgrade, il nuovo DVD Studio Pro è stato
rivoluzionato, e finalmente si mette alla portata anche di utenti non
professionali, coniugando la facilità d'uso di iDVD (bello,
ma limitato) con la professionalità di DVDSP, e soprattutto riducendo il
prezzo del 50 per cento! Comincio a mettere da parte i soldi...
Lungi dal voler negare che la guerra stia provocando
dolore e morte anche tra chi ha solo la colpa di vivere sotto il regime di
Saddam,
voglio sottolineare ancora come le notizie che ci arrivano siano spesso il
frutto della propaganda irakena, e soprattutto come ce le beviamo
tranquillamente. La storia del reparto
maternità di un ospedale di Baghad colpito da un missile alleato sembra proprio
fatta apposta per ispirare indignazione nelle anime belle: gli anglo-americani
che sparano sui malati, o peggio sui bambini, o peggio sulle mamme che stanno
per partorire è certa di provocare la rivolta pacifista. I giornali
riportano tutti le stesse frasi, pronunciate da mamme in attesa di partorire e
dottori dell'ospedale, e tutti citano come fonte le agenzie, e in
particolare la
Reuters.
Questo significa che tutti prendono per oro colato ciò che arriva dalle
agenzie, anche se è noto che spesso il loro lavoro consiste nel fornire
notizie il più rapidamente possibile e DOPO verificarle, vedi questo
esempio.
Comunque,
si dà il fatto che la storia non fosse del tutto vera, che l'ospedale fosse stato evacuato da
tempo, che dentro non sia morto nessuno, e che la bomba abbia in realtà
colpito un palazzo vicino facendo saltare i vetri dell'ospedale (vedi anche
qui e qui).
Chi si
fa scudo con i bambini, nasconde le armi in ospedali e scuole, mantiene centri
militari nei centri abitati e sacrifica donne incinte, mi sembra siano proprio
i poveri irakeni.
Il 4 aprile del 1978
Rai Due
trasmise per la prima volta il cartone animato che diede il via all'invasione di
robot giganti difensori della Terra:
Goldrake.
Sconvolse una generazione di bambini abituati a ben altri cartoni animati,
sopperendo a una certa staticità dell'animazione con tecniche di
montaggio cinematografico, inquadrature inusuali, personaggi eroici e gran belle
musiche. Tra i motivi del successo ci fu anche la bellissima voce del doppiatore
italiano di
Actarus,
Romano Malaspina, che gridava a squarciagola
"Alabarda spazialeeeee!" presto imitato da orde di bambini, per la disperazione
di chi già allora cominciava a parlare male dei cartoni giapponesi
(mitica la bufala creata da Sorrisi e
Canzoni che scrisse che erano fatti con il
computer). Io ero in prima elementare e conservo
ancora un disegno che feci allora, con la didascalia che dice: "Questo è
Goldrake che combatte contro gli uomini sigaro". La maestra, ignara di questioni
di necessità della guerra pena l'estinzione dell'umanità ad opera
di alieni malvagi, sotto ci scrisse: "Gli uomini sigaro non sentono male?".
Nella riga successiva la mia risposta: "No, perché loro sono di acciaio".
Sapevo benissimo che in quei corpi d'acciaio c'era sempre un pilota vivente, ma
non pretenderete che a 5 anni spiegassi a una maestra i motivi che rendono
ragionevole impugnare le armi per difendere la
patria!
Se volete saperne di più su
Goldrake potete andare qui. Se, spinti
dagli ultimi eventi internazionali, desiderate comprare il set di DVD in lingua
araba potete farlo sul sito di un libanese, ma occhio che è un'edizione
censurata ad uso di un pubblico musulmano!
Il mio amico Christian mi ha informato oggi del
suicidio di Leslie
Cheung, un grande attore di Hong Kong che la
maggior parte degli italiani ricorderanno per il film
Addio mia
concubina di
Chen Kaige.
Io preferisco ricordarlo in A Better
Tomorrow 1 e 2 di
John Woo, in
cui interpretava la parte del giovane poliziotto fratello di un ex-gangster
della mafia cinese, o in quel capolavoro del cinema cinese "di cappa e spada"
che è Storia di fantami
cinesi di
Ching Siu
Tung. Era uno dei
pochi attori hongkonghesi ad essere riuscito a coniugare successo di pubblico e
di critica anche fuori dai confini dell'ex-colonia britannica. Ora ci
mancherà. Potete leggere la sua biografia
su questa
pagina, e la notizia della morte su quest'altra.
Ultimamente in Giappone va molto forte la
pubblicità di una scuola di lingue, Nova, che nonostante sia da tempo il
gigante del settore, adesso è riuscita a rendersi ancora più
popolare con due trovate geniali. La prima è il suo testimonial animato,
Nova
usagi (il coniglio Nova), un coniglio
con il becco che in breve tempo è diventato una piccola star: il jingle
che canticchia lo si sente anche come suoneria dei cellulari.
La seconda trovata è diabolica: la scuola
è da qualche mese aperta 24 ore su 24. E lo slogan che ha accompagnato
questo gesto epocale suona come: "Ora non potrete più dire di essere
troppo occupati per studiare una lingua". Considerato che quando uno è
"troppo occupato" a Tokyo significa che torna a casa dal lavoro ogni giorno a un
orario che va da mezzanotte alle due, l'idea di Nova è in grado di
attrarre veramente numerosi potenziali clienti. Costoro ridurranno ulteriormente
le ore di sonno pur di imparare l'inglese (o addirittura l'italiano) e alcuni di
loro finiranno per ingrossare le file dei deceduti per
karoshi,
la morte da superlavoro.
Ecco un bel pezzo di Christian Rocca che tocca la questione
delle idee politiche anteposte alla vita delle persone, proprio da parte di chi
quelle persone dice di volerle difendere.
Stasera, guardando il TG, ho scoperto che nella
prefettura in cui vivo c'è un tizio che va in giro ad accoltellare le
persone seduto in auto. Ha già ucciso una persona e feritone due, e la
polizia locale consiglia di restare a casa dopo un certo orario. Il Giappone
sarà anche un paese sicuro, ma i pazzi abbondano! Ecco un giornale che ne parla.
Mentre andavo al lavoro, l'altro giorno, ho visto
delle bambine giapponesi giocare a quello che conosco come "palla prigioniera" e
qualcun altro come "palla avvelenata". Mia moglie mi ha spiegato che qui si
chiama dojji
booru (dodge ball) e una breve ricerca su
internet mi ha confermato che è il nome con cui questo o giochi analoghi
è conosciuto in America. Non è
tutto. Ho anche scoperto che uno dei giochi che più ho amato nella mia
infanzia, in certe scuole americane è stato bandito perché accusato di
istigare alla violenza. Follie dei "nuovi" sistemi educativi, come dice bene
questo ironico articolo. Come al solito, invece di
valutare casi diversi e agire di conseguenza - usando una palla più
leggera, ad esempio, se il problema è che i bambini si possono far male -
come suggerisce questa pagina che analizza le due diverse
posizioni, si opta per la soluzione più drastica e insensata. E intanto
anche questo gioco diventa videogame.
Tra le tante accuse rivolte agli USA c'è anche
quella di voler esportare ed imporre in Medio Oriente qualcosa di estraneo come
la democrazia. Emma Bonino, in un'intervista al Foglio, fa al riguardo un commento
interessante. "...non c'è nulla
da esportare. C'è da aiutare chi già combatte per la democrazia.
Che (come dice giustamente Saad Ibrahim, l'intellettuale egiziano da poco uscito
dal carcere), non si esporta ma si copia. I democratici esistono anche nei
peggiori paesi del mondo. Fanno avanti e indietro dalle galere, ma ci sono.
Siamo noi a non vederli, come negli anni '80 non vedevamo i dissidenti nei paesi
comunisti."
Il direttore del Manifesto (ma non solo lui) non sa se sperare
che la guerra finisca presto, o piuttosto che duri tanto e che muoia un sacco di
gente. Perché mai? Appoggiano il regime di Saddam? No, semplicemente
detestano l'America e vogliono poter dire avevamo ragione, gli Americani sono
cattivi. Per un'idea, dunque. Puro odio
ideologico.
Oggi sono andato per la prima volta dal dentista, da
quando sono in Giappone, e sebbene l'aspetto dello studio e l'attrezzatura fosse
praticamente identica a quella italiana a cui sono abituato ci sono state un
paio di cose interessanti: - la prima è
che il dottore mi ha messo in bocca una specie di penna ottica senza fili che
trasmetteva le immagini dei miei denti su un piccolo schermo. Poteva anche
scattare delle foto delle scene più interessanti, per poi rivederle con
calma. - la seconda è che quando ero
lì sdraiato con la bocca aperta avevo sempre un piccolo asciugamano sugli
occhi. Quando ho chiesto spiegazioni mi hanno detto che è per non far
schizzare acqua o altre robe in faccia al paziente, ma io sospetto che sia anche
per una questione psicologica: forse è meglio non vedere quale strano
attrezzo acuminato sta per avvicinarsi alle tue gengive!
In una pausa dal mio lavoro oggi ho fatto un giro su
internet per vedere come andava la situazione guerra, e sulla homepage di Libero
tra le notizie trovo il titolo: "Fuoco amico, errori: ecco le stragi di oggi".
E sotto: "350 morti". Clicco sul link e leggo un dispaccio Ansa che dice che
secondo il ministero della Sanità irakeno i morti civili dall'inizio
della guerra sarebbero 350 e i feriti
4000. Tornato a casa sento dalla TV giapponese
che lo stesso ministro irakeno ha detto che le vittime sono prevalentemente
donne e bambini, che gli americani mirano espressamente ai civili e in
particolare sparano sulle ambulanze e sugli ospedali. Segue l'invito alla
popolazione a insorgere contro l'invasore tanto
crudele.
A questo punto penso: ok, hanno
esagerato. Va bene dichiarare cifre gonfiate, ma al fatto che gli americani
sparano sulla croce rossa non ci crederà nessuno nel mondo civile. E
invece no, guardo in rete e trovo molti articoli come questo che citano solo fonti e numeri del regime
irakeno, come fossero attendibili, senza distinzione tra propaganda e
informazione. Nessun accenno al fatto che il
missile che ha colpito il mercato potrebbe anche non essere americano, o
soprattutto che se gli americani mirassero espressamente ai civili, di civili
non ce ne sarebbero più.
E intanto,
l'Ansa comunica una piccola notizia che getta una'ombra di dubbio sulla
purezza di cuore dei poveri ministri: il governo sta fornendo armi ai cittadini
perché si suicidino in caso di presa della città da parte degli
Alleati. Visto che non hanno fatto in tempo a farli fuori loro, che almeno la
gente dimostri un po' di senso civico portando a termine il
lavoro. E intanto i
bambini irakeni ricevono i loro fucili perché si difendano
personalmente, magari facendosi scudo con una donna.
Dopo essermi sorbito un collega americano che oggi a
poca distanza da me ha commentato per un'ora con ammirazione la performance di
Michael Moore agli Oscar, ho deciso di postare una serie di link che chiariscono
bene quanto il suo finto documentario sia molto finto e poco
documentario.
Comincio citando il commento che a suo tempo fece Luca Sofri, da cui
ho tratto la maggior parte dei link seguenti. Non avete che l'imbarazzo della
scelta:
Ho letto oggi una bella intervista a Giovanni Testori, di 25 anni fa ma
tuttora attualissima:
Domanda:
"Parise e con lui tutto il razionalismo credono in un intellettuale che insegni
la disobbedienza. Stanno assolvendo questa funzione gli
intellettuali?" Testori: "Prima di tutto
non credo nell'intellettuale suscitatore di disobbedienza. Mi sembra poi che la
fine dell'intellettuale così inteso sia testimoniata dal fatto che egli
non genera più disobbedienza come si vorrebbe, ma obbedienza: obbedienza
a nuovi miti e a nuovi tabù. Ogni volta che dice "no" l'intellettuale
"razionalista" dice, in effetti, un sì."
Il Riformista mi copia :-) e pubblica un articolo sulle strane traduzioni di "Shock
and awe". In particolare fa notare che "i nomenclatori americani a volte sono
veramente scemi (vedi l'abortito «Giustizia infinita» dei tempi
dell'Afghanistan), ma non così tanto da utilizzare il termine terrore per
battezzare una guerra che sostengono essere contro il terrorismo.
"
Tutta la stampa italiana riporta il nome
dell'operazione "Shock and awe" come "Colpisci e terrorizza". Ma chi ha fatto
questa traduzione? Immagino qualcuno presso un'agenzia di stampa, ma aver
tradotto "awe" (incutere timore, intimorire) con "terrorizza", per quanto possa
avvicinarsi al significato originale, mi sembra un altro modo per assimilare gli
Americani a dei terroristi, per di più facendo credere che se lo dicano
da soli.
Inauguro la categoria cinema con un link che rivela la
mia passione per i film di Hong Kong. Ecco a voi quindi un fantastico generatore
automatico di titoli di film di HK (chi non conosce il genere non sa
cosa si perde...)
Documentazione sul regime (e non chiedetemi
quale!)
Vi segnalo il sito dell'Assyrian
Patriotic Party, dove potete trovare una sterminata documentazione sugli orrori del regime di
Saddam, tratta dalla stampa internazionale e da documenti ufficiali, compilata
dall'Alleanza Internazionale per la Giustizia. In
particolare, segnalo il recente rapporto chiamato "Irak: una continua e
silenziosa pulizia etnica", che si può scaricare in inglese e francese da questa
pagina, e il precedente rapporto "Irak: una repressione intollerabile,
dimenticata e impunita, scaricabile qui in inglese)."
Forse un po' in ritardo, solo oggi ho scoperto il
blog di un
irakeno che usa lo pseudonimo di Salam Pax e scrive da
Baghdad. Come si può apprendere da diverse
fonti (tra cui questa), è autentico, e descrive la
situazione irakena vista dal di dentro, da parte di un giovane desideroso di
democrazia e libertà, ma critico verso il sistema scelto dall'America per
offrirgliele.
Mentre l'amministrazione Bush si da' da fare per
portare la libertà in Irak, in USA le scuole pubbliche sono costrette a
subire testi e programmi che in nome del Politicamente Corretto imbavagliano
letteratura, favole e soprattutto il
buonsenso. Diane Ravitch, rinomata storica dell'educazione
alla New York University sta per dare alle stampe un libro intitolato "The
language Police", dedicato a parole ed espressioni bandite dalle più
grandi case editrici di libri scolastici ed agenzie di stato. Il numero di marzo
dell'Atlantic
Monthly ne ha pubblicato un estratto, purtroppo non disponibile
online. Potete trovare qui una mia traduzione di alcuni termini e dei
suggerimenti forniti dagli "educatori". I
commenti alla prossima
puntata. (continua)
Leggo oggi dal blog di Luca Sofri un
suo commento (Guerra) molto interessante e ragionevole. Luca dice che se
è pur vero che c'è una risoluzione ONU chiara e approvata, che ci sono
dunque delle regole, "il rispetto delle regole non dovrebbe eliminare la
capacità di discernimento, di riconoscere la sproporzione tra il rispetto
della regola e le sue conseguenze". E fa un bell'esempio: "Se io dico a mio
figlio 'smetti di metterti le dita nel naso o ti taglio la mano', lui
probabilmente smette. Ma se lo fa di nuovo, che faccio? Gli taglio la mano, per
osservanza delle regole?".
È la stessa
cosa che con altre parole ha detto il Papa nell'angelus di
domenica: "Certo,
i Responsabili politici di Baghdad hanno
l'urgente dovere di collaborare pienamente con la comunità
internazionale, per eliminare ogni motivo
d'intervento armato". Ma " [...]
di fronte alle tremende
conseguenze che un'operazione militare
internazionale avrebbe per le popolazioni dell'Iraq e per l'equilibrio
dell'intera regione del Medio Oriente, già tanto provata, nonché
per gli estremismi che potrebbero derivarne - dico a tutti: c'è ancora
tempo per negoziare; c'è ancora spazio per la pace; non è mai
troppo tardi per comprendersi e per continuare a trattare.
Riflettere sui propri doveri, impegnarsi
in fattivi negoziati non significa umiliarsi, ma
lavorare con responsabilità per la
pace."
Per chi a questo punto stia pensando a
un discorso pacifista, aggiungo anche le ultime parole:
"Sappiamo bene che non è possibile la
pace ad ogni costo. Ma sappiamo tutti quanto
è grande questa responsabilità. E quindi preghiera e penitenza!
"
Apprendo oggi dal sito di Paolo
Attivissimo che il famigerato file Powerpoint che parlava di presunti
guadagni degli USA in seguito alla prima Guerra del Golfo citando uno "studio
del Politecnico di Milano" non solo è definitivamente una bufala (e
questo lo si sapeva già: cfr. l'articolo di Tempi "Delirio Emergency" già citato), ma a
quanto pare non è di origine Emergency. Si
tratta semplicemente del lavoro personale di
uno studente
del Politecnico che ha tranciato dei giudizi basandosi su qualche informazione
fornita da un suo
insegnante che citava
a memoria
dei dati letti in un
libro. Sarebbe
comica, se non fosse che il file si è ormai diffuso a livello
internazionale (ne esiste già anche una versione
spagnola). Tutta l'inchiesta con smentita di
Emergency, intervento dello studente in questione e del suo professore, in
questa pagina.
Una volta si parlava di persone trattate "come
bestie", e il paragone diceva già da sè della coscienza comune di
una certa differenza tra esseri umani e animali.
Ora invece si parla di polli trattati come
persone. Anzi, come ebrei. Vi invito a dare
un'occhiata a un sito dell'organizzazione animalista PETA (People for the
ethical treatment of animals) che osa paragonare i morti nell'Olocausto nazista
alle mucche, in una campagna indecente chiamata "Holocaust
on you plate".
In reazione a questa
campagna, il sito Yourish.com ha proposto l'International Eat an Animal for Peta Day, un
giorno (Sabato 15 marzo) in cui tutti sono invitati a cucinarsi una bella
bistecca. Penso che seguirò il consiglio.
Suore ambientaliste, pacifiste, -iste... Ancora
cristiane?
Sono capitato per caso sul sito della parrocchia di
Mestre-Carpenedo, dove un tempo abitavo, e nel bollettino della parrocchia ho trovato il
profilo di Suor Rosemary Lynch, anziana suora nota agli ambienti ambientalisti
americani. L'articolo comincia così: "Il
cristiano è uno che coltiva nella sua vita un'utopia; non importa molto
se la saprà realizzare, l'importante è inseguirla in maniera seria
e costante." Insomma, il cristiano è un
povero idiota perditempo. Incuriosito dal livello
teologico di tale pensiero ho fatto una breve ricerca e ho trovato in rete un
documento del Centro di ricerca per la pace di
Viterbo, una sorta di prontuario del bravo disobbediente, in cui è
riportata un'intervista all'ottuagenaria religiosa. Tra continui riferimenti
alla "madre Terra" violata l'intervista ha tra i suoi momenti di punta
riflessioni come questa: "conoscere il rispetto con il quale gli indiani si
avvicinano alla Terra ci ha dato un motivo in piu' per perseverare. Abbiamo
scoperto inoltre la grande sintonia che lega il messaggio francescano di amore
per tutte le creature e la cosmologia delle popolazioni indigene. E' stato
sorprendente." Ecco un'altra cristiana che
sembra poter fare a meno di Cristo.
È più semplice ed economico comprare il
petrolio che impossessarsene con una guerra. Una
piccola rassegna di articoli da leggere e far leggere a quelli che hanno capito
tutto della guerra.