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Mer - Maggio 21, 2003Metti che un giorno una bomba...
Norman
Ornstein è un signore che da un paio
d'anni si dà da fare per convincere i vertici
USA che
è necessario immaginare le conseguenze di un attacco che eliminasse gran
parte dei membri del Congresso. Quest'anno è riuscito a far partire la
"Commissione per la continuità del
governo", che si occupa di rispondere a domande tipo: "Quanti membri
devono morire prima che sia dichiarato lo stato d'emergenza?"; "Quant'è
il quorum se 50 senatori sopravvivono ad un attacco al Sarin ma 20 di loro non
sono in grado di lavorare?"; "Chi assume la presidenza se un terrorista islamico
con una valigetta nucleare ad un qualche evento inaugurale vaporizza Presidente,
Vice-presidente e gran parte del Congresso, del Consiglio dei ministri e della
Corte Suprema?"
Ornstein è convinto che l'America non sia ancora pronta ad affrontare ipotesi del genere. Fa notare, ad esempio, come secondo la Costituzione americana per prendere decisioni sia necessaria una maggioranza relativa, che in caso di massacro rischierebbe di mettere l'America nelle mani di un pugno di sopravvissuti qualunque. Ma il Congresso non sembra molto interessato ai lavori della commissione: buona parte dei membri non è propenso a pensare alla propria morte violenta. "Il loro atteggiamento si riduce a pensare che quello a cui bisogna prepararsi è un sistema di evacuazione efficiente in caso di emergenza. Non vogliono prendere in considerazione che lo scenario peggiore li vede tutti morti." Qui c'è l'articolo dall'ultimo The Atlantic Monthly, mentre un pezzo su Ornstein fu pubblicato due anni fa su Il Tempo, e qui ce n'è un estratto. Maggio 21, 2003 3:44 Mondo
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