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Mer - Novembre 26, 2003Siamo in guerra e basta
Sono completamente d'accordo con questo post del
Griso
(e con diverso altro che scrive in questi giorni) che riporto quasi totalmente
in fondo a questo mio. Aggiungo solo una cosa: da quanto sta succedendo negli
ultimi giorni, o meglio negli ultimi anni, mi sembra che non si tratti di essere
di destra o di sinistra, filo-americani o anti-imperialisti, global o no-global,
patriottici o meno. Non è questione di punti di vista. Qui si tratta di
saper osservare la realtà senza filtri ideologici, senza quelle che si
chiamano "fette di salame sugli occhi", e di prendere un decisione per il
proprio futuro. Come dicono i miei amici, molta osservazione e poco ragionamento
(inteso come dialettica in funzione di un'ideologia) portano alla verità,
il contrario conduce
all'errore.
Riepilogherò la mia posizione, a beneficio dei non-capenti: - Questa è una guerra. - Questa guerra (anche se ha avuto un'escalation preparatoria nel corso di tutti gli Anni '90) è scoppiata l'11 settembre di 2 anni fa, con un'aggressione proditoria, come tutte le aggressioni naziste. - Questa guerra coinvolge anche noi: molti se ne stanno accorgendo solo adesso. - Questa è una guerra contro le democrazie. La più grande e potente di queste democrazie viene vista da alcuni come 'l'Impero'. Forse a volte si comporta come tale. Ma dall'altra parte, là fuori (e purtroppo qualcuno anche qui dentro) ci sono i barbari. E quelli non fanno prigionieri. - In questa guerra, io ho scelto da che parte stare. Chi pensa di poter stare in mezzo a guardare, è un povero illuso. Chi tifa per l'altra parte, è un mio nemico. Sul resto, su tutto il resto, possiamo discutere. Novembre 26, 2003 2:58 Mondo
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