|
Quick Link
Categorie
Archivio
Il mio blog attuale
Altri link
Miei studenti (in giapponese)
Info
Statistiche
Voci in questo blog: 399
Voci in questa categoria: 100 |
Dom - Agosto 24, 2003Mondo arabo sottosviluppato
In questo post il blog
Pensieri in
Prestito riporta stralci da un articolo che
affronta il tema di come la lotta di liberazione della
Palestina
sia contemporaneamente causa dell'arretratezza araba e scusa per non affrontare
tale arretratezza: c'è un nemico da sterminare,
Israele,
origine di ogni problema, quindi tutto il resto deve passare in secondo piano.
Come abbiamo già detto, e come viene
confermato continuamente in qualche autobus di
Gerusalemme,
a Hamas o
Al Fatah o a
quel genio dell'ipocrisia che è
Arafat non
interessa la pace. O meglio, interessa secondo la propria visione del mondo: non
ci può essere pace finché esiste
Israele.
La situazione palestinese è comune a gran parte del mondo arabo. Si è detto spesso che se non fossero impegnati in continue guerre contro qualche diabolico nemico, tutti quegli arabi che danno la vita per una qualche causa fabbricata da chi li governa potrebbero rendersi conto che la colpa dei loro mali non è di Israele nè dell'occidente, ma semplicemente dei propri capi. Consiglio la lettura dell'articolato Arab Human Development Report 2002, un documento scritto per l'ONU da studiosi arabi, anche scaricabile completamente qui (pdf, 4.4 MB, in inglese). Una breve sintesi la trovate in questo articolo di Tempi, da cui stralcio le righe seguenti: I Paesi arabi? Sono “più ricchi che sviluppati”. La loro produttività è in declino. La ricerca e l’innovazione tecnologica sono deboli o inesistenti. Scienza e tecnologia sono dormienti. Gli intellettuali fuggono un ambiente sociale e politico che, quando non è repressivo, appare istupidito. Alle donne arabe è impedito quasi ovunque di progredire: metà di esse non sanno né leggere, né scrivere: «il mondo arabo purtroppo sta privando se stesso della creatività e della produttività di metà dei suoi cittadini». In definitiva, le società arabe sono paralizzate dalla mancanza di libertà politica, dalla repressione delle donne e da un isolamento dal mondo delle idee che soffoca la creatività. [...] Il rapporto non critica direttamente l’islamismo militante, ma fa capire che buona parte dei problemi di arretratezza del mondo arabo dipendono da esso. In un altro pezzo riguardante lo stesso documento leggiamo qualche altro dato, tra cui questi: La spesa per l’educazione è la più alta fra tutte le aree in via di sviluppo. Ma su 280 milioni di arabi 65 milioni di adulti sono analfabeti (due terzi donne) e 10 milioni di bambini non vanno a scuola; la spesa per la ricerca e l’innovazione tecnologica è un settimo della media mondiale; il tasso di disoccupazione è del 15 per cento, il più alto fra i Paesi in via di sviluppo. Il tasso di alfabetizzazione fra gli arabi è circa lo stesso dell’Africa sub-sahariana, e nettamente inferiore a quelli di America latina, Sud-Est asiatico e Asia orientale (le stesse aree del mondo che, insieme ai Paesi industrializzati, hanno un Indice di sviluppo umano superiore a quello arabo). A pagina 78 del rapporto, dopo aver letto che si producono pochi libri, e la maggior parte di argomento religioso, apprendiamo che (traduzione mia): Anche le cifre relative ai libri tradotti sono scoraggianti. Il mondo arabo traduce circa 330 libri all'anno, un quinto del numero tradotto dalla Grecia. Il numero complessivo di libri tradotti dai tempi del Califfo Maa'moun (nono secolo) è di circa 100.000, quasi quanto la Spagna traduce mediamente in un anno. Ora sono curioso di leggere il rapporto di quest'anno, che verrà pubblicato il 15 ottobre, ma di cui sappiamo che "starts where the first left off and takes an in-depth look at how Arab societies can overcome their knowledge deficits by liberating and leveraging their intellectual, cultural and knowledge assets through good governance and social and economic innovation." Agosto 24, 2003 2:34 Mondo
|