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Mer - Novembre 12, 2003Lottano per avere quello che già avevano nel '48
Grazie a
Liberopensiero
ho letto questo bell'articolo di
Marco
Travaglio, che per essere scritto
sull'Unità
è molto coraggioso. Ne riporto qualche
brano:
Io non ho nulla contro i palestinesi: nel Bananas dell’altro giorno non c’è una sola parola - né «feroce» né blanda - contro quel popolo sfortunato e martoriato. Ho scritto contro una parte della sua leadership politico-militare, quella che da quarant’anni fa della corruzione, del terrorismo e della doppiezza tre robuste ragioni di vita. Penso che, prim’ancora che della occupazione israeliana, i palestinesi siano vittime delle classi dirigenti arabe: quelle degli Stati «amici» che li hanno sempre perseguitati (dal Settembre Nero in Giordania alla cacciata sanguinosa dal Libano, e così via) e quelle dell’Olp-Anp che li hanno sempre usati come merce di scambio. [...] Non ho mai scritto né pensato che «non bisogna censurare Israele». Lo fanno tanti israeliani, figuriamoci noi. Credo che si possa e si debba criticarlo anche duramente, quando è il caso. Ma sempre ricordando quel dato: Israele, da anni, subisce una strage delle proporzioni di piazza Fontana ogni settimana. Pensiamo a come reagiremmo noi, al suo posto. Altro che muri. La contabilità dei morti dell’una e dell’altra parte non è una risposta: le rappresaglie e i raid d’Israele, per quanto tragici, sono atti di guerra che mirano a stanare e colpire terroristi veri. Gli attentati degli uomini-bomba puntano alle popolazioni civili e uccidono soltanto cittadini inermi, ebrei e arabi. Sugli autobus, nei ristoranti, nelle discoteche... L’occupazione dei Territori non è frutto di una «abitudine» di Israele, ma di una serie di guerre difensive contro gli Stati arabi che per quattro volte in trent’anni tentarono di cancellare lo Stato ebraico dalla carta geografica, violando la risoluzione Onu n.181 del 1947 che spartiva la Palestina in due stati: quello ebraico (che nacque) e quello arabo (che non nacque perché arabi e palestinesi aggredirono subito Israele per annientarlo e «ricacciare a mare gli ebrei»). Infatti i Territori non sono stati mai annessi, e quando qualcuno - come l’Egitto - ha voluto fare la pace, sono stati restituiti. La Storia, purtroppo, è lunga e complicata. Oggi sarebbe il caso di ripartire da zero e tutti auspicano la nascita dei due Stati. Ma è significativo che nel 2003 i palestinesi lottino ancora per avere ciò che avevano già nel 1948 e rifiutarono armi in pugno. E chi conosce quei luoghi sa che oggi gran parte degli israeliani ha accettato l’idea dello Stato palestinese, mentre la maggior parte dei palestinesi non ha ancora accettato l’idea dello Stato ebraico. Novembre 12, 2003 23:23 Mondo
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