Ven - Maggio 28, 2004

Se sinistra deve essere, che sia Blair, non Rosy Bindi

Un bel pezzo di Giorgio Vittadini, sul Tempi di questa settimana, ci spiega perché Prodi dovrebbe dimettersi dalla carica di presidente della Commissione europea, e conclude così:

Per ciò che riguarda il contenuto è sorprendente che un cattolico si sia schierato sulle posizioni di chi si professa ancora comunista, di chi disprezza l’Occidente, di chi non capisce la differenza tra una democrazia che sbaglia e chi persegue coscientemente il male e la morte.

Inoltre, come ormai tutti i più equilibrati commentatori, uomini politici, esponenti ecclesiastici, giornalisti hanno notato, il ritiro dall’Irak equivale a un atto di grave irresponsabilità. Equivale a ignorare che in Irak potrà esserci una guerra civile, ancora peggiore della guerra finora avvenuta. Equivale a ignorare il pericolo di uno stato fondamentalista, portatore di un terrorismo che nasce ben prima dello sciagurato intervento americano. Equivale a sconfessare, non le scelte americane, ma l’Occidente stesso.

Gli esponenti politici a cui Prodi si appella gridano «Bush uguale Bin Laden» e ritengono le democrazie occidentali peggiori dei regimi dove la donna, lo sviluppo, le libertà, sono umiliati e distrutti. È il trionfo della confusione politica, tipica di un mondo catto-comunista che ritiene l’identità cristiana violenza e potere, quando semplicemente affermi l’esperienza che vive.

Se il buon giorno si vede dal mattino, questo è un brutto mattino perché il programma di un possibile governo di tale coalizione può solo portare l’Italia a un declino irreversibile.
Se sinistra deve essere, che sia Blair, non Rosy Bindi.


Maggio 28, 2004 15:57   Italia


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