Lun - Marzo 15, 2004

Ci odiano. Punto.

A volte mi domando se certe persone hanno la ragione annebbiata dall'ideologia, o se sono semplicemente ingenui. Prendete un recente intervento di Folena:

"se Berlusconi vuole combattere il terrorismo deve ritirare le truppe italiane dall’Iraq e dare all’amministrazione Bush un ultimatum perché ceda il controllo all’Onu

Ma certo! La soluzione alla globalizzazione del terrorismo è ritirare le truppe dall'Iraq e magari anche nascondere la testa nella sabbia. Del resto, una volta che l'Onu avesse il controllo dell'Iraq (sebbene "Onu" e "controllo" siano due concetti antitetici), allora sì che i terroristi appenderebbero la cintura esplosiva al chiodo! Se fanno saltare intere moschee nei giorni in cui sono più zeppe di fedeli è solo perché gli sta a cuore il destino di quella povera gente! Andiamocene tutti, e lasciamogli riportare il paese ai tempi in cui Saddam gassava intere popolazioni, mentre i nostri girotondini ancora in fieri passavano il pomeriggio al cinema, a godersi indignati l'ennesimo film contro la guerra del Vietnam.

Questi ancora non si rendono conto che non è più tempo di ragionare in termini di causa ed effetto; che se "loro" hanno fatto così è perché "noi" abbiamo fatto cosà, e quindi se noi facciamo questo, allora loro faranno quello... No, non funziona più così. Siamo di fronte a gente che educa i propri figli ad odiare l'America, cioè l'Inghilterra, cioè la Spagna, cioè l'Italia, cioè il Giappone, cioè tutto il mondo non islamico (e pure quello islamico se comincia a prendere le distanze da questo odio, vedi Iraq), e tutto quello che noi chiamiamo civiltà.
Gente che non si siederà certo a fumarsi il narghilé della pace, solo perché un paesucolo europeo ha deciso di accettarne i ricatti nella vana speranza di non lasciarci le penne. Anzi. Questo sarebbe l'ennesimo segno di viltà di una classe politica, intellettuale e dirigenziale incapace di rischiare decisioni che abbiano effetto sul lungo termine, incapace di vedere più in là del giorno in cui riceverà il prossimo voto o incasserà il prossimo assegno.

E incapace, soprattutto, di rendersi conto che se ci fanno saltare in aria è perché ci odiano. E ci odiano perché esistiamo. Come i due ragazzini che nella scuola di Columbine hanno riempito di piombo chiunque gli capitasse a tiro, senza un motivo a parte un odio immenso per tutto e tutti. Sarebbe ora che la piantassero di fare i Michael Moore della situazione, che in mancanza di migliori spiegazioni ne approfittano per dare la colpa a un'America che non si rassegna a farsi disarmare. Nel momento in cui penseranno di essere inattaccabili perché hanno fatto i bravi bambini, non hanno rubato in pubblico e sono sempre stati dalla parte dei più piccoli (allo stesso modo in cui si sta dalla parte dello scorpione perché è più piccolo del cane), allora qualcuno gli infilerà una bomba atomica nella cassetta della posta, e la loro ultima domanda sarà "Perché? Non ho fatto niente, io!".

Ecco, è proprio questo il punto. Restiamo senza fare niente, ed aspettare che ci sgozzino nei nostri letti; o affrontiamo la minaccia del terrorismo internazionale con almeno la stessa italica determinazione che sfoderiamo quando, in fila all'ufficio postale, qualcuno osa passarci davanti.

Marzo 15, 2004 20:59   Italia


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