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Miei studenti (in giapponese)
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Ven - Agosto 1, 2003Sofri visto dal di dentro
Luca Sofri ha un
po' in sordina messo in rete i primi tre capitoli di un suo libro (o un suo
principio di libro) scritto qualche anno fa, che si chiama
"Sono
seduto" e parla di sé e del padre,
del carcere e di Lotta
Continua.
Qui c'è il primo capitolo e qui gli altri due. Sperando di poter leggere presto anche il seguito. Mio fratello Nicola ed io, con molti altri ragazzi, di solito più piccoli di noi (siamo nati che i nostri avevano ventidue anni, quasi tutti i loro amici hanno aspettato un po’ di più), siamo stati di Lotta Continua. Fino a undici anni, io, e dieci mio fratello. [...] Da che avevamo tre e cinque anni, nostro padre divenne il “leader” di Lotta Continua. Non avevamo la minima idea di che diavolo volesse dire lìder, né sentivamo mai usare qualla parola in nessun altro caso. [...] Qualcuno lo chiamava “presidente” ogni tanto, ma si vedeva che era per prenderlo in giro, e altri lo chiamavano “il capo” e chiamavano noi – e qui veniva il bello - “i figli del capo”. I figli del capo, non era male per niente. [...] Tutta la nostra infanzia è gremita di nomi che potevano essere luoghi, persone, piatti tipici, movimenti, chi lo sa. I più misteriosi erano i nomi multipli. Mira Fiori, Pietro Stefani, Piccoli, Storti e Malfatti, Magneti Marelli, Carrero Blanco, Donat Cattin, Asor Rosa. Le manifestazioni per il Vietnam, e per la Grecia, e per il Cile. E persone e persone, e tutti erano buoni con noi e ci volevano bene. Tutto il repertorio, direte voi. No, voi non avete la minima idea. Nessuno ha la minima idea di quello che mi ricordo io. All’infuori di chi c’era e aveva la nostra età. Ancora oggi, che sono passati venticinque anni e niente di tutto quel periodo esiste più, c’è qualcosa di intimo e di comune con i figli degli altri che c’erano. Sappiamo di cosa stiamo parlando. Facciamo cose diversissime, pensiamo cose diversissime, ma veniamo da lì. Forse parlano di questo quando dicono delle persone uscite dalla stessa scuola, o dalla stessa caserma, o dallo stesso giornale. Noi siamo ex di Lotta Continua: noi più di tutti, nel senso di quello che siamo oggi. Tutto il resto è venuto dopo. Agosto 1, 2003 1:34 Italia
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