|
Quick Link
Categorie
Archivio
Il mio blog attuale
Altri link
Miei studenti (in giapponese)
Info
Statistiche
Voci in questo blog: 399
Voci in questa categoria: 34 |
Dom - Febbraio 15, 2004Una grande, diffusa e terribile "educazione"
Sull'ultimo
Tempi un grande editoriale, di cui propongo il
finale:
Subito la legge Boato, subito la riforma Castelli, subito la museruola sulla bocca di quei magistrati che ci han messo nei guai con una strisciante guerra civile che non ha precedenti nella storia d’Italia e che ha causato quella crisi di governabilità che ha impoverito l’Italia più dell’euro. E subito “Sofri libero”. Perché? Perché quello di Sofri è il caso che fa per tutti. Sofri non è innocente, Sofri è colpevole come è stata colpevole tutta una élite di istigatori all’odio e alla violenza. Ma la nostra certezza morale di gente che non solo conosce Sofri, ma ha conosciuto le spranghe di Lc, è che Sofri non può aver materialmente ordinato a nessuno di ammazzare il commissario Calabresi semplicemente perché non c’è mai stato un ordine nel terrorismo degli anni ’70, ma solo una grande, diffusa e terribile “educazione” che a chiunque poteva dare il diritto a emettere la “sentenza necessaria”, a “colpirne uno per educarne cento”, all'“eliminare il simbolo non la persona”. Assumendosi l’onere di tutto ciò che è stata la “cultura politica” degli anni ‘70, Sofri ha preso su di sé le responsabilità degli slogan che rieccheggiavano su tutte le piazze d’Italia (ricordate il “fascista, basco nero il tuo posto è al cimitero”?), ma non ha voluto abbandonare nessuno dei figli di quella digraziata stagione. Uno di questi se l’è cantata? Succede. Anche i figli certe volte confondono i ricordi per fare dispiacere ai propri genitori. Perciò, ben venga la libertà per Sofri, ben venga fuori di galera un uomo che conosce sulla propria pelle cos’è il cancro della giustizia ideologizzata. Ben venga a ritrovar le stelle un leader di sinistra di cui la sinistra ha bisogno per ritrovare la Trebisonda. La Trebisonda, sì, città di un celebre faro sul Mar Nero, e metafora, sì, di ciò che oggi manca a certa opposizione per fuoriuscire dalla “cultura politica” di “toghetta nera”. Quello che pensiamo noi di Sofri l'abbiamo scritto qualche mese fa, qui. Febbraio 15, 2004 20:9 Italia
|