Ven - Luglio 4, 2003

Quando uno si trova davanti un Kapò glielo dice

Qui Mattia Feltri, dopo aver ricordato a tutti che i "kapò" non erano nazisti ma vittime del nazismo, detenuti nei campi di concentramento che diventavano delatori e collaborazionisti feroci per salvarsi dall'inferno, conclude in questo modo magistrale:

Schulz si è comportato da Kapò, si è preso del Kapò e se lo tenga. Un socialista tedesco che il primo giorno di presidenza italiana chiede conto a Berlusconi delle sue vicende giudiziarie, che sostanzialmente gli dice che starebbe meglio in tribunale che al Parlamento, che tira fuori argomentazioni travagliesche, marginali (almeno rispetto all'evento di mercoledì), e le esprime con quei toni di disprezzo, è uno che sta facendo il gioco sporco. E' uno che provoca, che sta facendosi bello agli occhi di qualcuno. Neanche sotto tortura si può credere che a un socialista tedesco possa interessare della fedina penale di Berlusconi, e sia sinceramente in ansia per i sei mesi (sei mesi!) europei. Magari mi preoccuperei un po' di più ­ ma soltanto un pochino ­ se ad affiancare Romano Prodi ci fosse Carlo De Benedetti, piuttosto che Berlusconi.
In tre giorni lo hanno definito corrotto, mafioso, immorale, incapace. Queste belle faccine di accusatori sono grosso modo gli stessi pacifisti in affari petroliferi con Saddam Hussein. Adesso gli tremano le ginocchia e gli manca il fiato perché è arrivato il losco capobastone italiano. Ma vadano al diavolo. Quando uno si ritrova davanti un Kapò glielo dice: "Sei un Kapò".

Luglio 4, 2003 12:17   Italia


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