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Mar - Agosto 19, 2003E il centuplo quaggiù?
In un'interessante intervista a
Repubblica
(riportata anche qui da
Dagospia),
Paolo
Villaggio parla di
Federico
Fellini. Alla domanda se il regista credesse in
Dio,
risponde:
"Naturalmente no. Chi mai potrebbe? Però era ossessionato dall'aldilà. Si sa che la religione cattolica è spaventosamente vaga sull'argomento. A parte Dante, nessuno che si sia preso la briga di spiegarci il paradiso. E per di più il cattolicesimo ti prende in giro: adesso sei infelice, ma dopo la morte vedrai che goduria! [...]" A parte quel "chi mai potrebbe?" che se Villaggio non fosse un comico si potrebbe considerare un'uscita semplicemente idiota, è il caso di notare che quest'idea che il cattolicesimo ti dice che qui sei triste ma la felicità verrà in un altro mondo è una balla. Sicuramente è un'idea diffusa anche per colpa di certi preti, ma è proprio il contrario di quanto promette Gesù nel vangelo: La ricompensa ai seguaci di Gesù Pietro allora gli disse: "Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito". Gesù gli rispose: "In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, che non riceva già al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. [Marco 10, 28-31. Edizione CEI] È quel "centuplo quaggiù" di cui parla una nota canzone parodiata da Elio e le Storie Tese, "Esci dalla tua terra": Quello che lasci tu lo conosci, il tuo Signore cosa ti dà? - il centuplo quaggiù e l'eternità - parola di Gesù. Ricordo che una volta sentii un uomo parlare del perché era passato da essere un marxista militante al cattolicesimo: i suoi "compagni" gli promettevano che quel che faceva era in funzione di un futuro mondo migliore che forse lui non avrebbe nemmeno visto. Ma io, pensava, voglio essere felice adesso! E voglio esserlo io, non altri al mio posto! Nel cattolicesimo ha cominciato a trovare risposta al suo desiderio di felicità qui e ora. Altro che tristezza! Agosto 19, 2003 23:50 Cultura
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