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Ven - Maggio 23, 2003Parliamo di Seconda Repubblica
Scusate, è dal ’93 che giudici
e giornali ci fanno due affari così con le storie di
Andreotti,
Previti,
Fininvest,
Sme.
Tutte storie di vent’anni fa. E che diamine, colleghi e magistrati
debenedettiani, stiamo per entrare nelle Terza Repubblica e con tutte le storie
che ci sono ancora da raccontare della Seconda, state lì ad aspettare la
prossima deposizione spontanea del Cavaliere? Per questo, per contribuire a
staccarvi un po’ dal tran tran che da un decennio vi fa raccontare (anche
con stile un po’ sbirresco) storie, storielle e leggende nere della Prima,
ecco qualche pistarella per indagare... praticamente sull’oggi. Sì,
lo confessiamo, rileggendo certi fatti di Seconda Repubblica, ci siamo di nuovo
chiesti: ma insomma, come fanno a continuare ad andare addosso a
Berlusconi
con questi altri che davvero hanno fatto carne di porco della trasparenza e gli
affari sporcaccioni assai li hanno fatti praticamente ieri e sotto la luce del
sole? Come te lo spieghi che un presidente del Consiglio scenda in Borsa e,
passato ogni Rubicone istituzionale, schieri un governo a fianco di un
ragioniere di Mantova e un raider di Brescia per la scalata a un’azienda
di interesse nazionale? Come te lo spieghi che in cinque anni sono stati tutti
zitti (e i magistrati in vacanza a L’Avana?) e
Visco
che spremeva gli italiani non vedeva le finanziarie che facevano affari con lo
Stato e poi volavano in Lussemburgo (o addirittura alle Cayman)? Come te lo
spieghi che
Craxi
era un ladro perché prendeva tangenti come le prendeva il partito di
Moro
e di
Berlinguer
(però quelli erano partiti che usavano i soldi per fare politica) e
questi di seconda Rep. vestiti da madonnine infilzate e bonarie facce da preti,
che han mangiato sullo Stato e han fatto ricchi un pugno di speculatori, sono
dei signori “abbassi i toni, per favore”? E voi lo sapevate che
certi pezzi grossi protetti dei manipulitissimi di seconda Rep. non pagavano
nemmeno le tasse? Noi no. Noi pensavamo sul serio che arrivati loro il mondo
sarebbe cambiato come la faccia di
Rutelli,
dalla carne corrotta, alla plastica incorruttibile. A dire il vero anche
Berlusconi ha quella faccia lì. Ma lui non dice “io sono un
puro”. Lui dice: “io non sono un comunista”.
(dall'editoriale di Tempi, n.21, 22 maggio 2003) E di seguito il pezzo grosso: La moral suasion dalemiana, di Luigi Amicone Maggio 23, 2003 1:31 Cultura
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