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Mar - Maggio 6, 2003Identità
Segnalo un interessante pezzo del Griso intitolato Identità, riguardo ai due terroristi
suicidi britannici in
Israele e ai
perché di questi gesti. C'è un punto però dove mi sento di
puntualizzare una cosa, quando parlando del background sociale dei terroristi si
rileva che il terrorismo non è
"figlio della miseria e
dell'ignoranza":
"...abbiamo a che fare con i figli della
borghesia benestante, spesso colta. Gli operai, il popolo, i proletari (o come
li volete chiamare) non vanno in giro ad ammazzare la gente per sport; semmai,
fanno la rivoluzione, che è una cosa ben
diversa".
Ecco, sul fatto che il terrorismo non nasca dalla miseria siamo d'accordo, e anzi credo sia cosa ormai assodata sia che si parli di terrorismo arabo finanziato dai sauditi che di terrorismo italiano finanziato da imprenditori (il famigerato caso Giangi Feltrinelli non è sicuramente un caso isolato). Però dire che i terroristi degli anni di piombo, o quelli di adesso, "ammazzano la gente per sport" significa sottovalutare la spinta ideologica che sta dietro questi atti, come anche dietro a una rivoluzione. I fondamentalisti islamici ammazzano gli ebrei perché lo vedono come una missione di liberarazione della Terra da una piaga; i terroristi rossi ammazzavano la gente seguendo un programma di destabilizzazione che avrebbe dovuto condurre alla guerra civile e all'instaurazione di un regime marxista in Italia. Dietro entrambi questi comportamenti ci sono menti che teorizzano e giustificano la violenza. Dietro entrambi c'è ideologia, una sorta di mostro che non vede altro che se stessa e non è più in grado di discernere - papale papale - cosa è bene e cosa non lo è. "Noi vedevamo l'affermazione del valore della vita umana, diciamo in astratto, come una specie di mascheratura degli interessi di chi comandava e di chi sfruttava e così via." (Adriano Sofri, interrogato a proposito della campagna di Lotta Continua contro il commissario Calabresi). Maggio 6, 2003 3:41 Cultura
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